Giovedì 4 Dicembre 2025 ore 20,30
Monastero di Trinità dei Monti, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15,00
I Bassifondi Ensemble
Simone Vallerotonda, direttore
Valeria La Grotta – Francesca Boncompagni, soprano
Gaia Petrone, contralto
Serenata a tre voci.
Clori, Lidia e Filli, coi violini, leuto e basso continuo del Signor A. Scarlatti
Edizione moderna di ELIA PIVETTA
con la collaborazione di SIMONE VALLEROTONDA
Prima esecuzione moderna
Filli – soprano: Valeria La Grotta
Clori – contralto: Gaia Petrone
Lidia – soprano: Francesca Boncompagni
Violino I: Ana Liz Ojeda
Violino II: Mayah Kadish
Viola: Pietro Meldolesi
Violoncello: Alessandro Palmeri
Clavicembalo: Andrea Coen
Simone Vallerotonda: Liuto e direzione
La serenata a tre voci di Alessandro Scarlatti dal titolo Clori, Lidia e Filli risale con molta probabilità al 1701 e potrebbe essere stata eseguita a Napoli il 2 giugno di quell’anno per l’ottava del Corpus Domini.
La Gazzetta di Napoli del 7 giugno riporta che in quel giorno, dopo la processione e diversi festeggiamenti nel Palazzo della Posta, a conclusione della festa “…non vi mancò la Musica, in una famosa Serenata del Regio Mastro [sic] di Cappella Scarlati [sic] con scelte voci, e nobili strumenti”.
La serenata è conservata in fonte unica presso la Biblioteca del Conservatoire Royal di Bruxelles e prevede un organico di tre voci (due soprani e un contralto), due violini, viola, liuto e continuo. Le dimensioni sono notevoli: dopo una sinfonia articolata in diversi movimenti, segue la consueta alternanza di recitativi, arie e duetti, ma intercalati da numerosi ritornelli strumentali.
La sua particolarità, che la rende un “unicum” nella vasta produzione di cantate di Alessandro Scarlatti, è data dal fatto che in un’aria centrale del componimento il liuto appare in dialogo “obbligato” con Filli in concertino, a cui risponde il concerto grosso dei violini e cembalo.
SINFONIA DELLA SECONDA PARTE
Alessandro Scarlatti
Sonata 3 dal concerto grosso in F Major
Allegro – Largo – Allegro – Largo – Allegro
Da un’idea di Simone Vallerotonda, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto, arciliuto, tiorba e chitarra barocca, con l’accompagnamento del “basso continuo”. Tutti i più importanti liutisti e chitarristi dell’epoca, suonavano la loro musica “condividendola” con altri strumenti. L’esigenza di creare un comune linguaggio esecutivo e improvvisativo, spinge I Bassifondi a proporre autori meno noti del mondo degli strumenti a pizzico, ma non meno importanti, restituendoli nella loro autenticità. Una profonda ricerca delle fonti musicali, corde in budello, manuali di diminuzioni, consapevole di non raggiungere mai la Verità, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.
Il loro primo album “Alfabeto falso” (Arcana/Outhere Music, 2017) ha scosso gli ascoltatori, con un repertorio per chitarra barocca ricco di stravaganze armoniche, l’alfabeto falso appunto, paragonabile al jazz moderno. Con “Roma 600” (Arcana/Outhere Music, 2019), I Bassifondi esplorano gli aspetti popolari presenti nella musica romana, come specchio di quella colta.
Con il nuovo album “La Guitarre Royalle” (Arcana/Outhere Music, 2024), I Bassifondi esplorano la musica a due chitarre e non solo, del più importante chitarrista italiano del Seicento: Francesco Corbetta.
Invitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa, USA, Sud-America, Australia, Sud Africa, alla maniera dei liutisti e chitarristi dell’epoca, I Bassifondi viaggiano insieme attraverso il mondo, cercando sempre di godere serenamente la loro musica e la loro vita. Accanto ai festival specializzati, I Bassifondi suonano anche in clubs, pubs, condividendo la musica barocca in luoghi “non ufficiali” con gente comune… ma questa è un’altra storia!
In continua evoluzione e studio, l’ensemble amplia il suo repertorio e dalla compagine originaria di trio, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.
L’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica.
Nato a Roma nel 1983, Simone Vallerotonda ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra classica. Affascinato dalla musica antica a 18 anni acquista un liuto senza minimamente saperlo suonare. Ha iniziato così a studiarlo con Andrea Damiani al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dove si è diplomato col massimo dei voti. Ha successivamente conseguito il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la “Staatliche Hochschule für Musik” di Trossingen, sotto la guida di Rolf Lislevand.
Si è laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l’Università “Tor Vergata” di Roma e si è specializzato in Estetica col massimo dei voti e la lode, dedicandosi ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti.
Nel 2011 è risultato miglior classificato, nella sezione solisti, al Concorso Internazionale di Liuto “Maurizio Pratola” e vincitore del concorso REMA (Rèseau Européen de Musique Ancienne) nella sezione musica da camera.
Ha suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose in USA, Australia, Sud America, Sud Africa, Cina, e in tutta Europa, tra cui: Carnegie Hall di New York, Sydney Conservatorium, Teatro de la Ciudad a Città del Messico, Teatro Municipal di Santiago del Chile, Singapore Lyric Opera, Concertgebouw di Amsterdam, Wigmore Hall di Londra, Theater an der Wien, Theatre des Champs Élysées di Parigi, Casa da Musica di Oporto, Liszt Academy di Budapest, Bruxelles–Bozar, Berlin-Kammermusiksaal–Berliner Philharmoniker, Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma, Teatro alla Scala di Milano.
Ha registrato per importanti emittenti radio e televisive quali: RAI, ABC, BBC, Mezzo, France Musique, Radio4, Arte, Polskie Radio, Kulturradio, RSI, Radio Classica, Radio Vaticana e ha inciso per Naïve, Sony, Erato, EMI, Decca, Amadeus, Brilliant, Aparté, E Lucevan Le Stelle Records, Arcana /Outhere Music.
Oltre alla sua attività di solista, collabora come continuista con vari ensembles tra cui: Modo Antiquo, Rinaldo Alessandrini & Concerto Italiano, Imaginarium Ensemble, Cantar Lontano, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ottavio Dantone & Accademia Bizantina.
A 38 anni vince la nomina di ruolo come docente di Liuto al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.
Aperto alla sperimentazione e alle contaminazioni, ha suonato con Vinicio Capossela… ma questa è un’altra bella storia!
È fondatore de “I Bassifondi”, suo ensemble con cui propone il repertorio per Chitarra, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo.
È sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica, sia come solista che con il suo ensemble (www.simonevallerotonda.com )
Dopo il diploma in Canto Lirico, Valeria La Grotta si specializza in Canto Rinascimentale e Barocco al Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con Roberta Invernizzi. Si perfeziona con Lucrezia Messa, seguendo masterclass con Marina De Liso, Paoletta Marrocu, Sergio Foresti. Consegue inoltre il Master biennale di II livello in Musica Antica al Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli con Antonio Florio, affiancando all’attività artistica quella di ricerca musicologica.
Fra i vari debutti: L’incoronazione di Poppea (Drusilla) di Monteverdi al Théâtre des Champs-Elysées con Le Banquet Céleste; Bajazet (Idaspe) di Vivaldi al Teatro La Fenice di Venezia diretta da Federico Maria Sardelli; Astrologi immaginari (Clarice) di Paisiello al Thèâtre Municipal de Moulins con Martin Gester; Acis et Galatée (Scylla) di Lully al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; Agar et Ismaele esiliati (Sara) di Alessandro Scarlatti al Teatro delle Palme di Napoli; Catone in Utica (Arbace) di Vivaldi al Teatro Comunale di Ferrara; Ercole in Tebe (Iole) di Jacopo Melani al Teatro della Pergola; Figli di un dio ubriaco al Teatro Ponchielli di Cremona con Antonio Greco & Cremona Antiqua; Zenobia in Palmira (Aspasia) di Leonardo Leo; L’Orazio (Giacomina) di Pietro Auletta in prima esecuzione in tempi moderni per la 49ª Edizione del Festival della Valle d’Itria. Si esibisce anche al: Festival Pergolesi-Spontini di Jesi ne Lo frate nnammorato di Pergolesi con Ottavio Dantone e Accademia Bizantina; Anima Mea Festival nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi con Luca Guglielmi; Ravello Festival nel Dido and Æneas di Purcell con la Cappella Neapolitana; Monteverdi Festival con Modo Antiquo nella Missa in illo tempore di Monteverdi; Valletta Baroque Festival; Early Music Festival di Vilnius, Festival de Ribeauvillé nel Te Deum di Charpentier e nell’Ode for St. Cecilia’s Day di Händel con Le Parlement de Musique; Festival de Música Antigua de Sevilla; Amia-Alsace di Strasbourg; Roma Festival Barocco; Antiqua Festival Bozen con Academia Montis Regalis; 46° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano; Victoria International Arts Festival di Malta.
Tra le incisioni discografiche si segnalano: Prima d’esservi infedele – cantate inedite a due violini di Alessandro Scarlatti – per Arcana; La Flora (Zeffiro) di Marco da Gagliano per Glossa; Olimpia abbandonata & other Cantatas di Leonardo Vinci per Elegia Classics London, La Serva padrona di Giovanni Paisiello per Bongiovanni (https://valerialagrotta.com/).
Nata ad Arezzo e violinista di formazione, Francesca Boncompagni ha iniziato la carriera di cantante nel 2005 con il M. William Christie, specializzandosi nel repertorio barocco e classico per soprano lirico leggero. Oltre ad avere al suo attivo numerose incisioni discografiche, ha cantato in sale di prestigio mondiale quali Philarmonie, Salle Pleyel e Théatre des Champs-Elysèes di Parigi, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Konzerthaus di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Alte Oper di Francoforte, Tonhalle di Zurigo, Fundacion Gulbenkian di Lisbona, Auditorio Nacional di Madrid, Opera Nazionale di Bucarest, Lutoslawski Hall di Varsavia, Barbican Center e Royal Albert Hall di Londra, Palazzetto Bru Zane di Venezia, Bunka Kaikan e Opera City di Tokyo, J.F.Kennedy Center di Washington DC, Memorial Center di S. Francisco, Lincoln Center e Carnegie Hall di New York.Ha collaborato con ensembles quali Collegium Vocale Gent, Les Arts Florissants, Les Musiciens du Louvre, Cappella Neapolitana, Cappella Mediterranea, Accademia Bizantina, Modo Antiquo e La Venexiana, con direttori quali Ottavio Dantone, Stefano Montanari, Leonardo Garcìa Alarcon, Philippe Herreweghe, Frans Brüggen, William Christie, Paul Agnew, Francesco Corti, Antonio Florio, Francesco Cera, Claudio Cavina e Federico Sardelli. In Italia si è esibita più volte al Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Regio di Torino e al Maggio Musicale di Firenze, diretta dai Maestri Antonio Florio, Federico Sardelli e John Eliot Gardiner.
Gaia Petrone si diploma in canto lirico presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma, approfondendo poi lo studio della prassi esecutiva barocca presso il Royal Conservatoire de L’Aia, e si laurea in Filosofia presso l’Università di Tor Vergata di Roma con una tesi in Filosofia Teoretica dal titolo “Musica parola e silenzio: linguaggio e percezione in Luigi Nono”. Vincitrice del VII Concorso Internazionale di Musica Antica “F. Provenzale” e del XII Concorso operistico Internazionale “V. Gentile”, la sua carriera professionale inizia con il debutto come Lisetta ne Il mondo della luna di Haydn al Teatro Bonci di Cesena e come Pittura e Alinda nella prima mondiale in tempi moderni de Il novello Giasone di Stradella/ Cavalli al Festival della Valle d’Itria nel 2011. La sua discografia include tra le altre le registrazioni live de Simon Boccanegra di Verdi con i Wiener Symphoniker sotto la direzione di M. Zanetti per Decca, La morte d’Orfeo di S. Landi sotto la direzione di C. Rousset per Naxos e di Margherita d’Anjou (Isaura) di Meyerbeer sotto la direzione del M° Fabio Luisi. Nel 2015 debutta in Gran Bretagna nel Messiah di Handel con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta da Nathalie Stutzmann. Nello Junges Ensemble del Theater an der Wien di Vienna interpreta tra gli altri i ruoli di Medoro nell’Orlando di Handel, Sibari nella Semiramide riconosciuta di Handel/Vinci sotto la direzione di A. Curtis e debutta con grande successo il ruolo di Angelina ne la Cenerentola di Rossini. Segue il suo debutto negli U.S.A. come Rosina ne Il Barbiere di Siviglia al Palm Beach Opera e come Pisana ne I Due Foscari presso il Theater an der Wien con Placido Domingo e diretta dal M° J. Conlon.
Tra i recenti impegni il ruolo di Arsamene ne Il Xerse di Cavalli, sotto la direzione di F.M. Sardelli e la regia di Leo Muscato, Orillo ne l’Orfeo di Sartorio presso il Teatro dell’Opera di Montpellier, Luca nell’opera contemporanea Raffa in the sky presso il Teatro Donizetti di Bergamo sotto la direzione del M° C. Boccadoro e la regia di F. Micheli e Sesto ne La clemenza di Tito di Mozart per l’Hokutopia Festival di Tokyo sotto la direzione di Ryo Terakado.
Da un’idea di Simone Vallerotonda, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto, arciliuto, tiorba e chitarra barocca, con l’accompagnamento del “basso continuo”.
Una profonda ricerca delle fonti musicali, corde in budello, manuali di diminuzioni, consapevole di non raggiungere mai la Verità, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.
Invitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa, USA, Sud-America, Australia, Sud Africa, l’ensemble amplia il suo repertorio e, dalla compagine originaria di trio, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.
L’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica.
Simone Vallerotonda Ha suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose d’Europa, USA, Australia, Sud America, Sud Africa, Cina e ha registrato per importanti emittenti radio e televisive.
Oltre alla sua attività di solista, collabora come continuista con vari ensembles.






