Lunedì 21 Dicembre 2026 ore 20.30 – INGRESSO € 15,00
Monastero di Trinità dei Monti, Refettorio dei Minimi
Orchestra del Roma Festival Barocco
Paolo Perrone, violino di concerto
Gli inventori del Concerto Grosso: Corelli, Geminiani, Vivaldi
Orchestra del Roma Festival Barocco
|
Violini barocchi I
Paolo Perrone (concertino) Flavia Truppa Elisa Ciavola |
Violini barocchi II
Gabriele Politi (concertino) Iben Bøgvad Kejser Alberto Caponi
|
|
|
Viola barocca
Teresa Ceccato |
Violoncelli barocchi
Marco Ceccato (concertino) Andrea Lattarulo |
Contrabbasso barocco
Matteo Coticoni
|
|
Tiorba e chitarra barocca
Francesco Tomasi
|
Organo e cembalo
Marco Silvi
|
|
|
Direzione
Paolo Perrone, violino di concerto
|
||
Programma
Arcangelo Corelli (1653 – 1713)
Concerto Grosso op. 6 n. 7 in Re maggiore
Vivace, Allegro, Adagio – Allegro – Andante largo – Allegro – Vivace
Francesco Saverio Geminiani (1687 – 1762)
Concerto grosso III in Do maggiore
(dai “Concerti Grossi composti della op. 5 di Arcangelo Corelli”)
Adagio – Allegro – Adagio – Allegro
Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto RV 129, in Re minore, per archi “Madrigalesco”
Adagio – Allegro – Adagio – [Allegro]
Francesco Saverio Geminiani
Concerto grosso XII, in Re minore, “Follia”
(dai “Concerti Grossi composti della op. 5 di Arcangelo Corelli”)
Arcangelo Corelli
Concerto Grosso op. 6 n. 8 in Sol minore “Fatto per la notte di Natale”
Vivace, Grave – Allegro – Adagio, Allegro, Adagio – Vivace – Allegro – Pastorale ad Libitum Largo
GLI INVENTORI DEL CONCERTO GROSSO
Tutti conoscono la città di Roma per le sue bellezze, in particolare quelle del periodo Barocco. I suoi palazzi, le chiese, le statue, le fontane, le piazze, le pitture e gli affreschi sono apprezzati universalmente dagli amanti dell’arte e della bellezza. La grandiosità, la teatralità, la ricerca di una dialettica continua fra tensione e distensione attraverso la deformazione delle geometrie e dello spazio, la sapiente alternanza fra vuoti e pieni, la piena padronanza dell’utilizzo della luce e degli effetti prospettici sono tutti concetti che prendono forma e si sviluppano pienamente durante il Barocco, trasformando Roma in un grande “teatro a cielo aperto”, un luogo unico dove ogni direzione emana bellezza, dove il visitatore è circondato letteralmente da opere d’arte da tutte le direzioni, come se si trovasse sul palcoscenico di una scena teatrale grande quanto una città, dove l’arte è il soggetto protagonista.
In questo contesto la musica segue e collabora pienamente al cambiamento culturale in atto fra il XVII e il XVIII secolo ed è a questo punto che muove i primi importantissimi passi verso una grandiosità che prima le era sconosciuta. A Roma infatti diventano comuni generi come l’oratorio, che spesso è realizzato in forma policorale, cioè con due, tre, quattro e talvolta più cori che cantavano alternandosi, rispondendosi, sovrapponendosi, circondando lo spettatore in una vera e propria costruzione sonora a tre dimensioni, nella quale i suoni arrivavano da tutti i lati e perfino dal “cielo” (o meglio dalle cantorie sospese a metà dell’altezza delle chiese), con significati ed effetti sempre differenti, alla ricerca di una continua dialettica, di un cambiamento sorprendente per l’ascoltatore. Ai cori spesso si aggiungeva una compagine strumentale, che nel tempo divenne sempre più importante, fino a divenire totalmente indipendente dalla musica vocale.
Non ci sorprende quindi sapere che fra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII è a Roma che si organizzano concerti grandiosi, con orchestre che contano più di cento elementi, sotto la guida del musicista più importante dell’epoca: Arcangelo Corelli (Fusignano, 1653 – Roma, 1713).
Il primo esempio di Concerto Grosso che ci è stato tramandato dalla storia è quello tratto dalla Serenata di Alessandro Stradella (Nepi, 1639 – Genova, 1682) “Vola, vola in altri petti” (Roma, 1674; dedicata alla Regina di Svezia), nel quale sono presenti due Sinfonie e una “Sinfonia-balletto” che riportano le prime indicazioni conosciute di “Concerto Grosso” e di “Concertino”, ovvero quella suddivisione dell’orchestra in un gruppo piccolo solistico (il Concertino) e in un gruppo grande che ha funzione di “tutti” (il Concerto Grosso).
Ritroviamo i Concerti Grossi di Stradella oltre che come sinfonie brevi inserite all’interno delle Serenate e degli Oratori, anche come brani indipendenti, ovvero tre “Sonate per organici grandi”, che prevedono una strumentazione che spazia dai due cori (composti da due Violini e due Cornetti più il Basso Continuo) e arriva ad una struttura vera e propria di Concerto Grosso, come nella Sinfonia con due Violini di Concertino e in quella con Tromba e Violino di Concertino, entrambe accompagnate dal Concerto Grosso di archi. Le sonorità evocate da Stradella sono per i suoi contemporanei al tempo stesse antiche e all’avanguardia, in perfetta sintonia col pensiero barocco, che mescola sapientemente elementi del passato con novità sorprendentemente moderne.
È evidente quindi il collegamento con la pratica a più cori già in uso da tempo a Roma. Possiamo dire che il genere del Concerto Grosso rappresenta in qualche modo l’erede strumentale della policoralità vocale romana.
Non ci sorprende quindi che il musicista che forse più di ogni altro fu considerato dai contemporanei e dai posteri per parecchi decenni l’esempio da seguire, il modello da imitare, dedicò un’intera opera a stampa al genere dei Concerti Grossi. Stiamo parlando di Arcangelo Corelli. A differenza di Stradella, il compositore di Fusignano segui un modello ben preciso nella composizione dei suoi 12 Concerti Grossi dell’opera 6, pubblicati postumi nel 1714, facendolo derivare direttamente dal genere della Triosonata. Il Concertino infatti è composto dal tipico organico della Sonata a tre, due Violini più il Basso Continuo con l’aggiunta del Concerto Grosso, che va ad ingrandire tale struttura con l’aggiunta di altri Violini (i Violini di ripieno), della Viola e degli altri strumenti del Basso Continuo, che talvolta raddoppiano ingrandendolo il Concertino e altre volte dialogano con esso in scambi sonori serrati.
Questo modello ha rappresentato per molti decenni uno degli esempi principali da seguire per le composizioni strumentali. Innumerevoli compositori, da Geminiani ad Händel, da Vivaldi a Telemann, passando per Bach e Locatelli composero dei Concerti Grossi ispirati più o meno dichiaratamente al modello corelliano.
Dal Concerto Grosso al Concerto Solistico, dove uno strumento solista è accompagnato dall’orchestra, il passo è stato breve e naturale. Ma questa è un’altra storia scritta da compositori come Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven e così via, fino ai giorni nostri.
L’Orchestra del Roma Festival Barocco è una formazione d’eccellenza che riunisce alcuni fra i più brillanti e affermati specialisti nell’esecuzione storicamente informata su strumenti originali. Nata dall’evoluzione di un acclamato progetto musicale che ha visto il suo primo debutto internazionale presso la Filarmonica di Kiev (Ucraina), l’orchestra rappresenta oggi un punto di riferimento per la prassi esecutiva del repertorio dei secoli XVII e XVIII.
I componenti dell’orchestra collaborano stabilmente con complessi di rilievo internazionale, tra cui Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, Concerto Italiano, Le Concert des Nations, Freiburger Barockorchester, I Turchini, Imaginarium, Divino Sospiro, Gli Incogniti.
Sia in veste solistica che cameristica, i membri dell’ensemble vantano esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali e sale da concerto del mondo, tra cui il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Salle Pleyel di Parigi, l’Auditorio Nacional di Madrid, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, il Teatro Regio di Torino.
Costante è la loro presenza nei cartelloni dei principali festival di settore, quali l’Händel- Festspiele di Halle, il Musikfest Bremen, il Lufthansa Festival di Londra e i Festival di Ambronay e Beaune.
Parimenti estesa è l’attività discografica dei componenti dell’Orchestra, che annovera incisioni per etichette quali Sony Classical, Naïve, Deutsche Harmonia Mundi, Opus 111, Brilliant Classics, CPO. A tale produzione si affianca una costante attività di radiodiffusione, con registrazioni e produzioni monografiche trasmesse da emittenti come RAI, Radio Vaticana, Sky, Mezzo, Radio France e RSI.
Sul piano della ricerca musicologica, l’Orchestra del Roma Festival Barocco è dedita alla riscoperta, alla valorizzazione di partiture inedite e alla puntuale ricostruzione sonora del repertorio strumentale sei-settecentesco. L’attività dell’ensemble si concentra in particolar modo sull’approfondimento della prassi esecutiva, condotto attraverso il rigoroso studio filologico dei trattati d’epoca e l’analisi diretta delle antiche fonti manoscritte.

Paolo Perrone
Si diploma con ottimi voti in Violino (1994) e Musica da Camera (1996) presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma, si perfeziona in violino moderno e violino barocco con i maestri C. Chiarappa (1999-2004) ed E. Onofri (2007-2011), rispettivamente presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e il Conservatorio di Palermo. Dopo una lunga esperienza quartettistica e una parentesi orchestrale (Orchestra di Roma e del Lazio, 2004), dal 2005 si dedica esclusivamente all’esecuzione storicamente informata del repertorio dei secoli XVII e XVIII.
Ha al suo attivo una regolare attività con i maggiori ensemble di musica barocca in Europa, tra cui Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, Concerto Italiano, Concert des Nations, Divino Sospiro, Imaginarium, Concerto de’ Cavalieri, Concerto Romano, con i quali si è esibito nelle più importanti sale da concerto e festival di musica antica in Italia (tra i più importanti Accademia di S. Cecilia, Teatro Regio di Torino, MiTo, Perugia Musica Classica), Inghilterra (Lufthansa Festival), Francia (Salle Pleyel, Festival di Ambronay, Festival di Beaune), Germania (Händel Festspiele Halle, Musikfest Bremen), Austria (Musikverein e Konzerthaus di Vienna), Paesi Bassi (Concertgebouw di Amsterdam), Portogallo (Centro Cultural de Belém, Fondação Gulbenkian), Spagna (Auditorio Nacional de Madrid), Polonia, Corea del Sud, Bulgaria, Colombia, Malta, Ucraina, Messico, ecc.
Ha registrato numerosi dischi e registrazioni con Naïve Records, Deutsche Harmonia Mundi, Sony Music, CPO, Fuga Libera, Brillant Classics, Radio della Svizzera Italiana (RSI), Radio Vaticana, Stradivarius, RAI, Sky, Mezzo, Radio France. Ha registrato la prima assoluta delle Sonate di Domenico Scarlatti per violino e basso continuo, pubblicata da Brilliant Classics.
Ha fondato l’ensemble “Il Sogno Barocco”, del quale è primo violino e direttore, e con cui ha debuttato presso la Filarmonica di Kiev. Con tale compagine è impegnato nella riscoperta e nella valorizzazione di musiche inedite del repertorio barocco dei secoli XVII e XVIII. In qualità di direttore e primo violino ha registrato per RAI5 il concerto/documentario su F. Gasparini (Francesco Gasparini dall’Italia all’Europa), disponibile sulla piattaforma RAI PLAY (link), alla guida dell’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani. Ha tenuto master class presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone e il Conservatorio E. R. Duni di Matera. È stato invitato come tutor presso l’Accademia Musicale dell’Annunciata.
Insegna violino barocco presso il Conservatorio Statale L. Refice di Frosinone.
Link per acquisto biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/34591/gli-inventori-del-concerto-grosso-corelli-geminiani-vivaldi






