Sabato 7 Novembre 2026 ore 20.30(*)
Roma, Chiesa S. Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)
Piazza della Chiesa Nuova 1
Ensemble Escadron Volant de la Reine,
Clément Geoffroy, direzione
Scenografie di Philippe Casanaova
‘Cristina di Svezia Liberata’
Musiche di A. Stradella, G. O. Pitoni, A. Scarlatti, A. Melani.
Ensemble L’Escadron Volant de la Reine
Eugénie Lefebvre, Maïlys de Villoutreys, Violaine Le Chenadec – soprani
Paul Fiuier, Corinne Bahuau, – contralti
Antonin Rondepierre, Davy Cornillot – tenori
Renaud Brès, Etienne Bazola – bassi
Josèphe Cottet, Marie Rouquié – violini
Antoine Touche – violoncello
Etienne Floutier – violone
Romain Fallik – tiorba
Clément Geoffroy – organo
Scenografia Philippe Casanova

Fin dalla sua creazione nel 2012, l’Escadron volant de la reine ha esplorato con passione il repertorio romano del XVII e XVIII secolo.
Il legame tra l’ensemble e Cristina di Svezia è emerso naturalmente durante la riscoperta del repertorio di Alessandro Scarlatti, uno dei maggiori compositori che gravitavano attorno alla sua corte.
Negli ultimi due anni l’Escadron ha condotto una vasta ricerca in numerosi archivi europei per recuperare opere sacre dei compositori che gravitavano attorno a Cristina di Svezia; in questa ottica l’interesse si è concentrato sul funerale della regina, avvenuto nel 1689.
Lei stessa aveva espresso il desiderio che le esequie fossero estremamente semplici, forse per provocazione, forse in eco al suo famoso motto: “Nata libera, vixi libera, moriar libera” (Sono nata libera, ho vissuto libera, morirò libera). Tuttavia, la realtà fu ben diversa: una cerimonia grandiosa alla Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella), seguita da un funerale con tutti gli onori nella Basilica di San Pietro. Le testimonianze parlano di un immenso catafalco ornato da una corona, migliaia di candele e due monumentali statue di scheletri attribuite al Bernini.
Non è rimasto alcun manoscritto, se non la menzione della partecipazione dei più grandi cantori della Cappella Sistina.
Di fronte a questo silenzio, viene immaginata una possibile cerimonia, basata su opere rare o inedite tratte dal repertorio sacro romano della fine del XVII secolo.
Il programma segue la struttura liturgica di un Requiem, attingendo dalle composizioni di Alessandro Stradella, Giuseppe Ottavio Pitoni, Alessandro Scarlatti, Alessandro Melani e altri compositori che gravitavano nell’ambiente musicale romano. La sequenza dei brani è stata concepita come un continuum sensibile, con l’obiettivo di immergere l’ascoltatore in una cerimonia profondamente drammatica e poetica, al contempo fittizia e storicamente plausibile.
In questa ottica, l’artista e scenografo Philippe Casanova avrà il compito di dare al concerto un’ambientazione che ricordi lo sfarzo dei funerali reali.






