VESPRO DELLA BEATA VERGINE
CLAUDIO MONTEVERDI (1567-1643)
 

Giovedì 29 ottobre 2015 ore 20.30
Basilica di Santa Maria All’Ara Coeli
Scala dell’Arcicapitolina, 12 Roma

La Compagnia del Madrigale
Rossana Bertini*, Francesca Cassinari*, soprani
Annalisa Mazzoni, Giuseppe Maletto, contralti
Gianluca Ferrarini*, Raffaele Giordani*, Alessandro Baudino, Massimo Lombardi, tenori
Daniele Carnovich*, Marco Scavazza*, bassi
*soli

I Musici di Santa Pelagia
Josué Meléndez e Núria Sanromà Gabàs, cornetti
Ermes Giussani, Mauro Morini, Corrado Colliard, David Yacus, tromboni
Svetlana Fomina, Efix Puleo, violini
Sabina Colonna Preti, violone
Maurizio Fornero, organo

INGRESSO LIBERO 

Programma
Claudio Monteverdi Vespro della Beata Vergine (1610)

Versiculum et Responsorium: “Deus, in Adiutorium”
Psalmus I: “Dixit Dominus”
Concerto: “Nigra sum”
Psalmus II: “Laudate Pueri”
Concerto: “Pulchra es”
Psalmus III: “Laetatus sum”
Concerto: “Duo Seraphim”
Psalmus IV: “Nisi Dominus”
Concerto: “Audi coelum”
Psalmus V: “Lauda Ierusalem”
Sonata sopra Sancta Maria
Hymnus: “Ave maris stella”
Magnificat

 

Il Vespro di Claudio Monteverdi, pubblicato a Venezia nel 1610 è il brano più rappresentativo dello stile concertato della musica sacra italiana del seicento.
La composizione, che elabora il testo liturgico dei cinque salmi canonici, si presenta come un grande affresco musicale costruito sul cantus firmus, costante filo conduttore dell’intera opera. Le sezioni si alternano fra movimenti polifonici a sei, sette e dieci voci elaborate nella ‘varietà’ della scrittura polifonica veneziana, e brani solistici che si appellano alla libertà ‘affettiva’ della seconda prattica ed alla ricchezza dello stile concertato.
L’esecuzione si apre con il Deus in adiutorium: un interessante brano vocale e strumentale che, ricorrendo alla maestosa toccata dell’Orfeo del 1607, apre con grande sontuosità il Vespro. Agli squilli dei cornetti e del ritmo scandito del coro all’unisono del brano di apertura, segue un articolato Dixit Dominus, con sezioni corali, interventi solistici e variegati ritornelli strumentali. Il successivo Nigra sum, primo dei ‘concerti’ inserito nella struttura del Vespro, è interamente affidato al tenore solista accompagnato dall’organo. Una parentesi prima del vortice sonoro del Laudate pueri che alterna sezioni ad 8 voci dialoganti in doppio coro a parti solistiche di chiara ispirazione teatrale, con vertiginosi virtuosismi vocali. Il Pulchra es, affidato a un duetto di soprani su Basso continuo, anticipa i successivi movimenti, il Laetatus sum, costruito su un basso ‘ostinato’, e il Duo seraphim, mottetto per tre tenori e basso continuo.
Nel successivo Nisi Dominus la struttura policorale del doppio coro a 8 voci viene riproposta con i tenori dei due cori che cantano all’unisono il tema del cantus firmus. Un richiamo alla scuola romana e all’uso della ‘mula’, un efficace sostegno alle esecuzioni spaziali policorali in uso nelle grandi basiliche della Città Eterna. Nel brano successivo, Audi, coelum, la spazialità cancella le grandi masse e si affida all’effetto dialogante ad ‘echo’ dei due tenori. Segue il meraviglioso Lauda Jerusalem, a sette voci e la Sonata sopra Sancta Maria, brano strumentale nel quale un’incantevole melodia per ben sette volte riaffiora nel continuum degli strumenti. L’effetto che ne deriva, di completo ‘straniamento’, è cancellato dal successivo inno dell’Ave maris stella a otto voci in due cori, con strofe eseguite da soli e strumenti. Infine il maestoso Magnificat. Diviso in varie sezioni, il brano ricorre a tutti gli artifici compositivi monteverdiani. Di particolare rilievo le tinte chiaroscurali degli strumenti che, per la drammaticità e vivezza degli interventi, possono essere considerate fra le più significative dell’intera produzione del compositore cremonese.


La Compagnia del Madrigale è fra i gruppi più apprezzati nell’esecuzione del repertorio madrigalistico a livello internazionale. Accanto alla vasta attività concertistica che impegna il gruppo in Italia ed all’estero (MiTo, Unione Musicale Torino, Schwetzinger SWR Festspiele, RheinVokal, Stour Music e in prestigiose sale come la Kölner Philharmonie, la Victoria Hall di Ginevra, il Musée d’Orsay di Parigi), è di particolare rilievo la collaborazione con la casa discografica Glossa, iniziata nel 2013 con il Sesto Libro di Madrigali di Carlo Gesualdo.
Il successo, decretato con lo Choc di Classica e il Diapason d’Or de l’Année 2013 per la categoria “Musica Antica”, porta subito ad altre importanti produzioni come il Primo Libro de’ Madrigali a cinque voci di Luca Marenzio, (Diapason d’Or e il presigioso Grammophone Award 2014), il triplo CD dedicato ai Responsoria di Carlo Gesualdo e altre composizioni spirituali, in parte ancora inedite (Diapason d’Or, Choc diClassica, Cd of the Week del Sunday Times, Choral & Song Choice di BBC Music Magazine).
Nel 2016 il gruppo si esibirà alla Wigmore Hall, una delle più prestigiose sale da concerto di Londra.


I Musici di Santa Pelagia, ensemble torinese nato nel 2001, ha curato le prime esecuzioni moderne del “Ballet du Temple de la Paix” di Jean Baptiste Lully con la direzione di Barthold Kujieken, l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella, la Messa a tre voci per sua Altezza Reale Carlo Amedeo di Savoia di M. Cazzati.
L’attività concertistica si sviluppa in Italia e all’estero in importanti rassegne e festivals. Di particolare rilievo l’attività discografica – Messa per il SS. Natale del 1707 di Alessandro Scarlatti ( 2004 ) e l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella (2007) – che prosegue nei prossimi con l’incisione del corpus musicale del violoncellista astigiano Carlo Graziani, le Lamentazioni per la Settimana Santa di Giovanni Paolo Colonna per la casa tedesca CPO (2015) e l’oratorio Il Moisè di Baldassarre Galuppi in programma nella primavera 2016.
L’ensemble è diretto dalla sua fondazione da Maurizio Fornero.


Giuseppe Maletto svolge un’intensa attività concertistica come cantante dedicandosi prevalentemente alla polifonia e alla musica di Claudio Monteverdi.
Ha collaborato con alcuni tra i più prestigiosi gruppi di musica antica, partecipando a numerose tourneé in Europa, Stati Uniti, Israele, Giappone, Messico, Colombia e Argentina. Ha inciso più di 60 CD, ricevendo numerosi premi di prestigio, tra cui il Diapason d’Or de l’Année – Musique Ancienne (2005 e 2013) il Deutscher Schallplattenpreis, Prix Cecilia, il Premio Cini e il Gramophone Award.
Da anni si dedica alla direzione di gruppi vocali: ha fondato nel 1995 Cantica Symphonia, riconosciuto come uno tra i più autorevoli interpreti della musica del quattrocento e in particolare di Guillaume Dufay.
Nel 2009 ha fondato con Rossana Bertini e Daniele Carnovich La Compagnia del Madrigale.
Nel 2011 E’ stato Artist in residence al Festival Oude Muziek di Utrecht.




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