LA MANIERA RARA E SINGOLARE

Lunedì 8 dicembre 2014 ore 20,15
Basilica di S. Apollinare
Piazza di S. Apollinare, 49 Roma

CONVERSAZIONE
“Un Sacro Teatro: musica devozionale nell’Autunno del Rinascimento”

a cura di Giovanni Cappiello

in collaborazione con iBaroque

 

ore 21,00

Ensemble Odhecaton
Paolo da Col, direttore

Musiche di C. Gesualdo, O. di Lasso, G. de Wert, S. Stella

INGRESSO LIBERO

Programma

Carlo Gesualdo da Venosa 1566/1613
O vos omnes (Sacrarum cantionum quinque vocibus Liber primus, Napoli 1603)

Giaches de Wert 1535/1596
Adesto dolori meo, a 6 (Motectorum quinque vocum Liber I, Venezia 1566)

Scipione Stella c. 1560/ante 1634
Planctus Beatae Mariae. Stabat Mater,a 5 (Hymnorum ecclesiasticorum liber I, Napoli 1610)

Carlo Gesualdo da Venosa
Peccantem me quotidie
Laboravi in gemitu meo
Hei mihi Domine

Giaches de Wert
Vox in rama, a 5 (Il II Libro dei mottetti a cinque voci, Venezia 1581)

Carlo Gesualdo da Venosa
Domine, ne despicias
Venit lumen tuum
Deus, rdfugium et virtus

Luzzasco Luzzaschi
Ave Maris Stella

Alessandro Scarlatti 1660/1725
Salve Regina a 4 voci (Roma 1703; edizione a cura di Luca Della Libera)

Carlo Gesualdo da Venosa
Maria, Mater gratie

 

Ensemble “Odhecaton”
Alessandro Carmignani, controtenore
Andrea Arrivabene, controtenore
Gianluigi Ghiringhelli, controtenore
Alberto Allegrezza, tenore
Gianluca Ferrarini, tenore
Paolo Fanciullacci, tenore
Marco Scavazza, baritono
Marcello Vargetto, basso
Marta Graziolino, arpa

Ensemble “Mare Nostrum”
Viole da gamba:
Andrea De Carlo
Jasmina Capitanio
Fabiola Pereira

Paolo da Col, direttore


La musica sacra di Carlo Gesualdo, pur avendo conosciuto nei secoli una minore diffusione e fortuna rispetto a quella dei suoi madrigali, occupa un ruolo rilevante nell’ambito della produzione compositiva del «prencipe molto pio e devoto». Essa ci è tramandata da due preziose raccolte a stampa, le Sacrae Cantiones (1603) e l’esemplare completo dei Responsoria (1611), ambedue conservati nella Biblioteca dei Girolamini di Napoli.
La varietà stilistica dei mottetti che compongono la raccolta delle Sacrae cantiones a 5 voci, lascia supporre la loro stesura in un arco di tempo molto vasto. Già nel 1585 Gesualdo, non ancora ventenne, pubblicò un primo mottetto in una raccolta a stampa e, ancora nel 1594, dedito a comporre musica sacra e profana (“madregali artificiosissimi, un mottetto, un’aria”).
Un saggio di tale varietà, ispirata anche dalla natura dei testi musicati, è offerto dai diversi raggruppamenti di cantiones qui presentate. Tre mottetti penitenziali, tre più genericamente spirituali e, per finire, un mottetto mariano. Nei primi si colgono procedimenti compositivi che indugiano sull’uso della dissonanza in funzione espressiva, richiamando tratti della scrittura madrigalistica. Nel secondo gruppo di mottetti la scrittura è più severa e più convenzionale nei procedimenti armonici. Il mottetto mariano, infine, presenta tratti di dolcezza e intimo colloquio tipici della devozione mariana.
La scrittura madrigalistica è l’elemento che contraddistingue i due mottetti di Giaches de Wert. Musicista attivo a Mantova ma in stretta relazione, come Gesualdo e la corte di Ferrara.
Sebbene non manchino dissonanze sorprendenti, i mottetti di Wert si pongono in una prospettiva estetica divergente da quelli di Scipione Stella, musicista dedito a comporre “inni sacri con dotte modulazioni” con una “una veste vocale ricca di artifizi”.
Il musicista, compagno di viaggio a Ferrara di Gesualdo nel 1594, città nella quale pubblicò la ristampa del I e del II Libro di madrigali, esplicita gli elementi costitutivi del suo linguaggio, comuni al lessico gesualdiano (artificio, scrittura cromatica ricercata, incessante modulazione), musicando il testo dello strofico Stabat Mater presentato questa sera.
Completano la ‘triade’ mariana una severa composizione di Luzzasco Luzzaschi, madrigalista assai apprezzato da Gesualdo, sull’inno Ave maris stella, e un mottetto di Alessandro Scarlatti, illustre estimatore dei madrigali di Gesualdo. Si tratta di una Salve regina a quattro voci, composta dal musicista palermitano a Roma nel 1703 per il cardinale Ottoboni. Un brano che, come osserva il suo moderno editore Luca Della Libera, “mette in luce l’originalità e la ricchezza dello stile scarlattiano, che fonde la grande tradizione rinascimentale e le istanze espressive del proprio tempo nella grande attenzione al rapporto con il testo”.


Odhecaton
Un’«entrée fracassante» nel mondo della polifonia rinascimentale, secondo le parole della rivista francese «Diapason». L’ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni dei più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la sua lettura mobile ed espressiva della polifonia. L’ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501. Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale europea tra Quattro e Seicento. Odhecaton riunisce alcune delle più scelte voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica sotto la direzione di Paolo Da Col. L’ensemble ha registrato dodici CD, dedicati rispettivamente a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, ai maestri della Picardie, ai compositori spagnoli e portoghesi attivi nel Seicento nelle isole Canarie, a Palestrina, Monteverdi, Carlo Gesualdo e Orlando di Lasso. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: diapason d’or de l’année, 5 diapason (Diapason), choc (Classica), disco del mese (Amadeus e CD Classics), cd of the Year (Goldberg). Odhecaton ha prodotto l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell’attore Enrico Bonavera e le scene disegnate da Lele Luzzati. Negli ultimi anni Odhecaton ha rivolto grande parte del proprio impegno interpretativo alla musica sacra di Palestrina, Orlando di Lasso, Gesualdo da Venosa, Claudio Monteverdi e al repertorio contemporaneo (Sciarrino, Scelsi, Pärt, Rihm). Nell’anno 2010 Odhecaton ha conseguito due diapason d’or con le registrazioni O gente brunette e Missa Papae Marcelli di Palestrina; quest’ultimo CD (con il quale, secondo Le Monde, “les Italiens d’Odhecaton ont détruit l’icône pour mieux rendre Palestrina à la vie”) ha ottenuto un successo unanime presso la critica. Il CD di Odhecaton dedicato alla Missa In illo tempore di Claudio Monteverdi (Ricercar), insignito dei premi diapason d’or de l’année, choc e grand prix international de l’Académie du disque lyrique, contiene la prima registrazione mondiale di tre mottetti inediti del compositore. Nel 2014 Odhecaton ha prodotto due CD: la registrazione integrale dei Mottetti di Gesualdo a cinque voci (diapason d’or settembre 2014) e Roland de Lassus, Biographie musicale vol. IV, La vieillesse (Musique en Wallonie).

Paolo da Col
Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali al Conservatorio di Bologna e musicologici all’Università di Venezia, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca. Ha fatto parte per oltre vent’anni di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di S. Petronio di Bologna e l’Ensemble Istitutioni Harmoniche. Dal 1998 dirige l’ensemble vocale Odhecaton, oltre a guidare altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco. È docente del Conservatorio di Trieste. Collabora con Luigi Ferdinando Tagliavini alla redazione della rivista L’Organo, in qualità di critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate, dirige il catalogo di musica dell’editore Arnaldo Forni di Bologna, è curatore di edizioni di musica strumentale e vocale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica.




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