LA RELIGIOSITA’ – LA TRADIZIONE 

Venerdì 5 dicembre 2014 ore 21,00
Chiesa di Santa Maria in Vallicella
Piazza della Chiesa Nuova, Roma

Coro della Venerabile Cappella Giulia della Basilica di San Pietro in Vaticano
Padre Pierre Paul OMV, direttore

G. Animuccia: Missa ‘Ave Maris Stella’ a 4 voci
(PRIMA ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI)

INGRESSO LIBERO

Programma

Organo- Toccata avanti la Messa della Madonna – G. Frescobaldi
ad Introitum – SALVE, SANCTA PARENS – Canto Gregoriano
Kyrie – MISSA “AVE MARIS STELLA” – G. Animuccia
Gloria – MISSA “AVE MARIS STELLA” – G. Animuccia
Graduale – CONCUPIVIT REX – Canto Gregoriano
Organo – Canzon dopo l’Epistola – G. Frescobaldi
Ad Evangelium – ALLELUIA VIII DIFFUSA EST GRATIA – Canto Gregoriano
Credo – MISSA “AVE MARIS STELLA” – G. Animuccia
Organo – Ricercar dopo il Credo – G. Frescobaldi
Sanctus – MISSA “AVE MARIS STELLA” – G. Animuccia
Oratio Dominica – PATER NOSTER tonus C – Canto Gregoriano
Agnus Dei I & II – MISSA “AVE MARIS STELLA” – G. Animuccia
ad Communionem – ECCE VIRGO CONCIPIET – Canto Gregoriano
Organo – Toccata per l’elevazione – G. Frescobaldi
Antifona – AVE REGINA CÆLORUM (CATB – CATB) – T. L. de Victoria

Soprani
Lidia Benchea, Patrizia Boninfante, Marilisa Gallori,
Anna Claudia Lettieri, Maria Concetta Picciotto, Paola Ronchetti

Contralti
Cecilia Leccese, Francesca Severini, Paola Tardiola,
Enrico Torrre, Carlo Maria Zanetti

Tenori
Alessandro Bacchiega, Andrea Di Mario, Adriano Di Pinto,
Patrizio La Placa, Andres Montilla Acurero, Marco Nappini

Bassi
Orlando Arreguin Rosales, Alessio Forcina,
Alessio Pacchiarotti, Dario Stifano, Alessandro Tenaglia, Massimo Varricchio

Organo
M° Josep Solé Coll


Pierluigi da Palestrina, che aveva lasciato l’incarico per divenire cantore papale, fino al 1571, anno in cui morì, lasciando il posto nuovamente a Palestrina.
La Cappella Giulia ha avviato dallo scorso anno la riscoperta dell’opera sacra di Giovanni Animuccia con la trascrizione, lo studio e l’esecuzione delle sue messe, in occasione della VI edizione del Roma Festival Barocco, per celebrare il Quinto centenario di costituzione della Cappella Musicale ad opera di Giulio II nel 1513, con l’esecuzione della Missa Conditor Alme Syderum del grande compositore fiorentino.
Quest’anno viene celebrato Giovanni Animuccia con l’esecuzione della Missa Ave Maris Stella, la prima messa a quattro voci contenuta nel Primo Libro delle Messe di Animuccia, stampato a Roma nel 1567, presso gli eredi di Valerio e Luigi Dorico, fratelli bresciani. L’opera è l’unico libro di messe stampate di Animuccia giunto fino a noi.
Sul frontespizio del volume, conservato presso l’Archivio della Cappella Giulia, nella Biblioteca Vaticana, è riportato il titolo che esprime il ruolo ricoperto all’epoca da Giovanni Animuccia, di Maestro della Cappella della Sacrosanta Basilica Vaticana, ovvero della Cappella Giulia:

Johannis Animuciae Magistri
Cappellae Sacrosanctae
Basilicae Vaticanae.
Missarum Liber
Primus.

La messa è composta sull’incipit gregoriano dell’Inno mariano Ave maris stella, che ritorna in ogni parte dell’ordinarium. Nonostante la messa sia dichiarata a quattro, al suo interno vi sono due parti a cinque: un Kyrie cum quinque vocibus, e l’Agnus finale. La messa alterna momenti in cui le voci si muovono omoritmicamente con grande solennità e declamazione del testo liturgico, ad altri in cui le parti si imitano e si inseguono con grande fluidità melodica e morbidezza.
Paola Ronchetti


La Cappella Giulia è, dall’inizio del XVI secolo, la Cappella Musicale della Basilica Papale di San Pietro. Il 19 Febbraio del 1513 papa Giulio II della Rovere firmò la bolla papale In altissimo con la quale istituiva e organizzava la Cappella Giulia, così chiamata dal suo nome, affinchè le celebrazioni liturgiche nella basilica di S. Pietro venissero innalzate spiritualmente con la musica. La Cappella Giulia, oltre che complesso corale della basilica, costituiva una scuola, un collegio destinato alla formazione dei cantori, che sarebbero poi andati a far parte della cappella papale, la Sistina; garantiva la presenza in Roma di cantori istruiti al canto, da utilizzare per la magnificenza del servizio al culto divino. Dirigere la cappella, o farne parte, era certamente per i musicisti uno dei posti più ambiti nel Rinascimento romano e la composizione e pratica musicale svolta al suo interno erano assunte a modello per la produzione sacra coeva.
Insigni maestri si susseguirono alla guida della Cappella Giulia sin dalla sua fondazione; l’archivio della Cappella è tra i più ricchi del genere, poiché vastissima è la produzione musicale lasciata dai suoi maestri attraverso la secolare vita della Cappella stessa. Oltre alle opere in stampa dei polifonisti ed ai codici miniati nel Cinquecento, moltissimi sono infatti i manoscritti – per la maggior parte inediti – delle composizioni dei maestri che si sono avvicendati dal XVII al XX secolo.
Dopo la cessazione delle sue attività per volere del Capitolo Vaticano, dal 1979 al 2008, la Cappella Giulia, che oggi è dotata di un coro virile e di un coro misto, è attualmente affidata a P. Pierre Paul, OMV. Essa accompagna con il canto gregoriano e polifonico la preghiera ufficiale della Basilica Vaticana, nelle celebrazioni del Capitolo: le Lodi mattutine, la S. Messa Capitolare e la preghiera dei Vespri.




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