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SUMMARY:Antonio Vivaldi (1678 – 1741): Concerti a cinque
DESCRIPTION:OTTAVO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741)\nCONCERTI A CINQUE \nI Solisti di Camerata Accademica\nELICIA SILVERSTEIN\, Violino\nPAOLO FALDI\, Flauto Dolce e Oboe\nPRISKA COMPLOI\, Oboe e Flauto Dolce\nSTEFANO SOPRANZI\, Fagotto\nSEBASTIANO SEVERI\, violoncello\nALBERTO MARON\, clavicembalo \nPaolo Faldi\, direttore \n  \n_____________________________________________________________________________ \n  \nConcerto in sol minore RV 105 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro molto \nConcerto in do maggiore RV 88 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Cantabile – Allegro molto \nConcerto in fa maggiore RV 99 per flauto\, violino\, oboe\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in re maggiore La Pastorella RV 95 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in sol minore RV 107 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Presto \nConcerto in re maggiore RV 84 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo \nAllegro – Largo – Allegro \n  \n___________________________________________________________________________ \n  \n  \nIl corpus delle opere vivaldiane è conservato nella sua maggioranza presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.\nNel suo celebre catalogo vivaldiano Peter Ryom ha riunito sotto la dicitura «Compositions avec plusieurs instruments et basse continue» i concerti per flauto\, oboe\, violino\, fagotto e basso continuo. Questi concerti furono presumibilmente scritti da Vivaldi verso la fine del primo decennio del ‘700. Non abbiamo notizie di altri concerti con tale formazione in Italia; le uniche attestazioni quasi coeve sono infatti i Concerti avec plusieurs instruments di J.S. Bach (i celebri Concerti Brandeburghesi) e le uniche copie oltralpe di tali composizioni le troviamo soltanto a Manchester e a Dresda.\nLa struttura prevalente è in tre movimenti: allegro-largo-allegro. Molti dei concerti da camera possono essere ascritti a concerti solistici (o concerti grossi) in miniatura\, ove a volte uno strumento prende il sopravvento sugli altri\, tant’è che 6 di questi concerti hanno una versione posteriore “solistica” con orchestra e basso continuo\, elaborati soprattutto per flauto\, archi e b.c. nell’opera X pubblicata ad Amsterdam nel 1728 dall’editore Le Cene.\nL’uso del flauto traverso\, strumento che prese piede a Venezia in maniera costante verso la seconda e terza decade del ‘700\, fa presupporre che tali concerti non vennero concepiti per l’Ospedale della Pieta’ e suonati dalle celebri “putte”\, ma per la corte di Mantova\, dove il “prete rosso” fu al servizio tra il 1718 ed il 1720 come “Maestro di cappella da camera”. Alcuni concerti (che Vivaldi chiama appunto semplicemente “concerti”) vengono caratterizzati con un titolo: “il Gardellino”; “La Pastorella”; “Tempesta di mare”.\nFlauto traverso\, o meglio traversiere\, e flauto dolce (che era sempre in Italia chiamato semplicemente “Flauto”) erano strumenti quasi interscambiabili; per tale motivo è possibile usare sia il traversiere che il flauto dolce. A conferma di tale pratica in uso alla fine del XVII secolo è l’attestazione nel trattatello di Bartolomeo Bismantova l’iconografia del “Flauto Italiano”\, ovvero un flauto dolce in sol.\nFreschezza\, virtuosismo\, nobiltà degli adagi sono le caratteristiche principali dei concerti a 5\, musica che non smette di deliziare cuori ed orecchie di tutti noi. \n  \nVincitrice del 2020 BBC Music Magazine-Award\, Elicia Silverstein si e’ presentata nei palcoscenici di tutto il mondo sia come esecutrice di musica moderna sia come interprete di musica antica con strumenti storici. I suoi concerti sono stati recensiti dalle piu’ importanti testate musicali come “The Strad”\, “Gramophone” ecc.\nCome solista ha suonato con importanti gruppi storici quali Orchestra The Age of Enlightenment\,\nBarokkanerne (Norway)\, Ensemble Odyssee (Netherlands)\, Cathedra Camerata (US)\, Tesserae Baroque (US)\, the Steinitz Bach Players (UK)\, ed Ensemble Paulus Barokk (Norway).\nHa collabortato con Accademia Bizantina\, B’Rock (Belgium)\, the Handel and Haydn Society (USA)\, and Les Inventions (France. Ha presentato recital solistici al Barbican’s Baroque per il Edge festival (UK)\, Wonderfeel Festival (Netherlands)\, Larvik Barokk Festival (Norway)\, Brighton Early Music Festival (UK)\, Capella Cracoviensis’Musica Poetica Festival (Poland)\, Festival Internacional de Música de Espinho (Portugal)\, Bologna Modern (Italy) e molti altri.\nAffianca l’attivita’ di solista con quella cameristica suonando in duo violino-fortepiano e con i migliori gruppi e musicisti di musica moderna e dantica.\nElicia suona un violino Jean- Baptiste Vuillaume del 1856\, copia di un Guarnerius del Gesu’. \nFiorentino di nascita\, bolognese di adozione\, Paolo Faldi inizia lo studio di violino\, oboe e flauto dolce in giovane età. Si diploma in oboe moderno\, flauto dolce ed oboe barocco suonando con tutti i gruppi di musica antica. Per 20 anni è oboista e flautista di Hesperion XX (e XXI) e de Le Concert de Nations di Jordi Savall coi quali ha suonato in Europa\, Asia e Stati Uniti. Fondatore dell’Orchestra Barocca di Bologna e dell’orchestra barocca di Padova “Camerata Accademica”\, collabora in qualità di flautista\, oboista e direttore con l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone. Insegna Flauto Dolce ed Oboe barocco presso il Conservatorio Pollini di Padova.\nHa organizzato masterclass presso il Conservatorio di Padova con i più celebri flautisti dolci\, tra cui D. Laurin\, E. Bosgraaf\, L. Cavasanti\, con i quali ha effettuato concerti in collaborazione con Camerata Accademica.\nCome direttore di Camerata Accademica ha effettuato numerosi concerti nei festival italiani: Galuppi Festival di Venezia\, “Grandezze&Meraviglie” di Modena\, “Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano”\, Roma Festival Barocco. Ha inciso più di 40 CD con le varie orchestre e formazioni cameristiche con le quali ha collaborato; ultima uscita il CD contente le cantate di Alessandro e Benedetto Marcello eseguite con Camerata Accademica e la soprano Lucia Cortese\, trasmesso su Radio3Classica nel gennaio 2020. \nIl gruppo strumentale Camerata Accademica nasce nel 2015 da un’idea di Paolo Faldi di formare un ensemble di giovani musicisti specializzato nel repertorio barocco e classico con strumenti storici\, o\, come si usa dire oggi\, con prassi storicamente informata. Camerata Accademica si è già esibita per associazioni concertistiche di rilievo\, quali Festival Grandezze&Meraviglie di Modena\, Galuppi Festival di Venezia\, Associazione Trento Musica\, Emilia-Romagna Festival\, Festival Roma Barocco\, Festival Internazionale di Musica Antica di Brezice (Slovenia). collaborando con istituzioni orchestrali tra le più affermate\, tra cui l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone e con cantanti quali Gemma Bertagnolli\, Sara Mingardo\, Mauro Borgioni\, Paolo Borgonovo\, flautisti di alta caratura come Dan Laurin\, cembalisti e organisti tra cui Roberto Loreggian e Manuel Tomadin\, violinisti quali Federico Guglielmo. Al suo attivo vanta già un repertorio di prestigio\, tra cui spiccano Johannes Passion\, Magnificat\, Concerti Brandeburghesi di J.S. Bach\, Gloria di Antonio Vivaldi\, The Fairy Queen di H. Purcell\, Water Music di G.F. Handel. Ha presentato in prima esecuzione mondiale in tempi moderni l’Oratorio “Il martirio di S. Caterina” di A. Caldara. Ha inciso per la casa discografica Elegia un CD di cantate di Alessandro e Benedetto Marcello con il soprano Lucia Cortese. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14348/antonio-vivaldi-1678-1741-concerti-a-cinque
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SUMMARY:Le virtuose fatiche – Prima esecuzione moderna
DESCRIPTION:Quarto appuntamento della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nLe virtuose fatiche \nLes amies partimentistes\nGiovanna Barbati\, Carla Rovirosa Guals\, violoncello\nElena Bianchi\, fagotto\nMara Galassi\, arpa doppia\nChiara Tiboni\, clavicembalo \n  \n____________________________________________________ \n  \n  \nFrancesco Supriani (1678-1753)\nSonata n. 5 in mi minore per violoncello & basso continuo  \nToccata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nSonata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nGregorio Strozzi (ca 1615-post 1687)\nMascara\, Sonata e ballata da più Cavalieri Napolitano\, nel Regio Palazzo in do maggiore \nFrancesco Supriani \nSonata n. 7 in fa magg. per violoncello & basso continuo \nToccata n. 7 per violoncello & basso continuo \nToccata n. 10 in re minore per violoncello solo \nSonata n. 10 in re minore per violoncello & basso continuo \nFrancesco Recupero (1750 ca. – 1806)\ndalla Sonata n. 1 op. 1 in si b maggiore per fagotto & basso continuo\nAllegro \nAscanio Mayone (1570-1627)\nToccata IV per arpa sola in re minore\n[dal Primo Libro di diversi Capricci\, Napoli 1603] \nAngelo Ragazzi (1680-1750)\nSonata a quattro n. 1\, op. 1 in sol maggiore\n[trascrizione dall’originale per treviolini & basso continuo]\nAllegro – Grave – Allegro \nFrancesco Supriani \nToccata n. 4 in do maggiore  \nSinfonia in do maggiore\nAmoroso – Allegro assai – Larghetto\, Presto \nSonata in la minore\nAndante – Allegro – Adagio – Allegro \n  \n \n  \nFra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo emerge e si consolida a Napoli una straordinaria fioritura di musica strumentale. I virtuosi formatisi in uno dei quattro antichi conservatori napoletani impiegati sia nel viceregno napoletano che nelle maggiori corti europee contribuirono in misura determinante all’evoluzione di generi\, forme e strumenti. In particolare si distingue in questo periodo una vera e propria scuola violoncellistica formata da virtuosi di prima grandezza\, quali Francesco Alborea\, Salvatore Lanzetti e Francesco Paolo Tomaso Supriani (1678-1753). Nato a Conversano\, vicino Bari\, Supriani (il cui cognome appare a volte come Supriano o Sopriano) entrò al Conservatorio della Pietà dei Turchini nel 1693 e studiò violoncello con il celebre maestro Giovanni Carlo Cailò. Impiegato brevemente nella Real Capilla di Barcellona voluta dall’arciduca Carlo d’Asburgo nel 1707\, Supriani fece ben presto ritorno a Napoli\, dove fu impiegato come primo violoncello della Cappella Reale e del prestigioso ensemble del Tesoro di San Gennaro\, e dove sposò la cantante Margherita Mencarelli\, per la quale scrisse anche alcune cantate. Le fonti documentarie confermano che Supriani fu fra i più celebri violoncellisti dell’epoca e attestano pagamenti per le “virtuose fatiche” del violoncellista nel suonare anche presso il Teatro di San Bartolomeo e nelle festività del monastero della Trinità delle Monache.\nSupriani tuttavia occupa un posto di rilievo nella storia del violoncello in quanto autore di uno dei primi metodi per questo strumento\, i Principij da imparare a suonare il violoncello. Il metodo include una breve introduzione ai fondamenti della teoria musicale\, seguita da una serie di 12 Toccate per violoncello solo\, un vero e proprio compendio delle possibilità tecniche dello strumento. Un’altra fonte manoscritta raccoglie dodici sonate che in realtà consistono in una ricca elaborazione virtuosistica delle dodici toccate del metodo. Il carattere tecnico delle Toccate\, ma soprattutto i virtuosistici esempi di elaborazione lasciano pensare a una destinazione di questa raccolta per uso didattico\, destinata agli studenti più avanzati se non addirittura rivolta ai violoncellisti virtuosi. Le composizioni di Supriani rappresentano una risorsa di cruciale importanza per lo studio della prassi esecutiva settecentesca e rivelano l’avanzato sviluppo della scuola violoncellistica napoletana. Questi lavori si collocano nell’ambito della tradizione pedagogica napoletana e rappresentano uno straordinario esempio del brillante virtuosismo che caratterizzava la scuola violoncellistica napoletana.\nTuttavia\, l’orientamento virtuosistico della tradizione strumentale napoletana si unisce da un lato alle movenze dello stile galante e dall’altro a uno stile spesso caratterizzato da una forte presenza del linguaggio contrappuntistico. Esempi significativi dell’adozione di uno squisito stile galante si trovano non solo nei cantabili movimenti lenti delle sonate in Do maggiore e in La minore di Supriani\, ma soprattutto nella più tarda sonata per fagotto di Francesco Ricupero (fl. 1761-1806). Poco si conosce della biografia di questo musicista che fu impiegato nella Cappella Reale e nell’orchestra del Teatro San Carlo e che si distingue per una copiosa produzione di musica sacra e una raccolta di 16 sonate per flauto traverso e basso\, una delle quali appare anche in una versione per fagotto.\nTestimonianza di un più rigoroso stile contrappuntistico appare invece nella prima sonata della raccolta di Sonate a Quattro pubblicate nel 1736 dal violinista Angelo Ragazzi. Violinista nella Real Cappella di Barcellona e dal 1713 presso la Cappella Imperiale di Vienna\, Ragazzi divenne Direttore della Musica alla corte dell’imperatore Carlo VI e primo violino della Cappella Reale di Napoli dal 1729. La raccolta\, dedicata all’imperatore\, presenta dodici sonate in cui si alternano con calcolata regolarità sonate dallo stile concertante con altre per tre violini e basso (in questo concerto trascritta per tre violoncelli)\, che presentano una scrittura marcatamente contrappuntistica.\nSenza dubbio le radici della tradizione strumentale napoletana affondano nel repertorio tastieristico che già alla metà del Cinquecento ricoprì un ruolo di enorme rilievo\, prima grazie all’attività di Jean de Macque\, quindi con quella dei suoi allievi e successori\, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Mayone – musicisti che ebbero un considerevole impatto sullo stile di Girolamo Frescobaldi e sulla formazione del repertorio tastieristico italiano – e infine\, in pieno Seicento\, nella produzione di Giovanni Maria Sabino\, Giovanni Salvatore e Gregorio Strozzi (c.1615-87). Sono questi stessi autori che contribuiscono anche in maniera significativa alla letteratura dedicata all’arpa\, strumento che\, nelle sue varianti organologiche di arpa «doppia» o «tripla»\, rimase negli organici strumentali napoletani fino ai primi decenni del Settecento. Già Cerreto incluse il nome di Ascanio Mayone (c.1565-1627)\, maestro di cappella alla Casa Santa dell’Annunziata e primo organista della Cappella Reale\, sia fra gli organisti che fra i «sonatori eccellenti dell’Arpa à due ordini». Alcune composizioni incluse nel primo libro di Diversi capricci per sonare (1603) prevedono la possibilità di esecuzione sia alle tastiere che all’arpa. Una ricca e varia presenza di strumenti si riscontra naturalmente anche nel repertorio sia sacro (messe\, Passioni\, cantate sacre o altro repertorio liturgico o paraliturgico) che profano (cantate\, serenate) o nell’accompagnamento di intrattenimenti all’aperto (gli spassi) o a corte (le feste a ballo). Alcuni titoli di composizioni strumentali rimandano esplicitamente agli spettacoli o mascherate che avevano luogo nel corso delle «feste a ballo». È il caso della Mascara\, Sonata e Ballata da più Cavalieri Napolitani nel Regio Palazzo di Gregorio Strozzi\, secondo organista della Cappella dell’Annunziata a Napoli e autore di un trattato di teoria musicale (1683). La fanfara iniziale e la rapida successione di sezioni evocative di strumenti a fiato e tamburi\, rimandano agli intrattenimenti musicali che avevano luogo alla corte di Napoli a fine Seicento. \nGuido Olivieri \n  \n______________________________________________________________ \n  \n  \nGiovanna Barbati è una violoncellista e violista da gamba il cui repertorio si estende dalla musica antica a quella contemporanea\, con uno speciale interesse per l’improvvisazione. Si esibisce spesso come solista\, ha eseguito la prima esecuzione di varie composizioni per violoncello\, ed esegue proprie composizioni. Per molti anni è stata primo violoncello e violista da gamba della Academia Montis Regalis\, con cui ha suonato come solista in tour nel 2014\, suonando anche a Parigi\, Londra e S. Pietroburgo. Come primo violoncello ha suonato anche con la Innsbrucker Festwochen Orchestra\, il Teatro Regio di Torino\, l’Accademia Bizantina\, Les Talens Lyriques\, Il Complesso Barocco\, la Real Compañìa Òpera da Càmara\, L’Arte del Mondo\, Camerata Bern e Concerto de’ Cavalieri. Alla viola da gamba ha suonato il continuo in varie opere e nel Sesto Concerto Brandenburghese di Bach con Andras Schiff e Cappella Barca.\nDocente di viola da gamba presso il Conservatorio ‘A. Casella’ de L’Aquila\, insegna anche violoncello barocco e improvvisazione storica. Da anni svolge ricerca musicologica sulla didattica storica dell’improvvisazione al violoncello e alla viola da gamba. È suo l’articolo ‘Il n’exécute jamais la Basse telle qu’elle est écrite’ nel volume Musical Improvisation in the Baroque Era (Brepols 2019)\, edito da Fulvia Morabito; in collaborazione con Guido Olivieri ha preparato l’edizione critica dei Passagagli di Gaetano Francone (HH 2021\, realizzazione del continuo a cura di C. Tiboni) e il Metodo per violoncello di Antonio Guida (Sedm 2021)\, più l’articolo ‘Le Sonate di Antonio Guida: una nuova fonte napoletana per la didattica del violoncello’\, pubblicato in Studi Musicali\, vol. 2\, 2021. Insieme con Alessandro De Marchi ha preparato per il Festival Innsbrucker Festwochen der Alten Musik l’edizione critica delle opere Merope di Riccardo Broschi e Idalma di Bernardo Pasquini\, insieme con Elam Rotem l’opera di Carlo Pallavicino L’amazzone corsara. È stata invitata a presentare nel 2023 il suo lavoro sull’improvvisazione storica presso la Schola Cantorum Basiliensis\, la Smarano Organ Academy e il Mozarteum di Salisburgo.\nHa partecipato alla registrazione di numerosi CD\, vincitori di molti premi\, ricevendo entusiastiche recensioni personali dalla critica. ‘At the cello\, Giovanna Barbati moves us and touches us with its almost mystical and powerfully dramatic performance’. \nDopo aver completato il suo bachelor degree in Barcelona con Amparo Lacruz\, Carla Rovirosa Guals ha iniziato il perfezionamento in violoncello barocco nel 2014 alla Schola Cantorum Basiliensis con Christophe Coin e Petr Skalka. Carla suona in molte orchestra europee tra le quali l’ Orchestra of the Age of Enlightenment\, La Cetra Barockorchester\, Accademia Barocca Lucernensis\, Nordic Baroque Orchestra and Academia Montis Regalis e molte altre.Si è esibita con musicisti eccezionali come Amandine Beyer\, Andrea Marcon\, Sir Simon Rattle\, Andreas Bötticher e ha preso parte a festival come Innsbrucker Alte Musik Festival\, Ryedale Festival in Inghilterra e il Barokkfest in Trondheim. \nElena Bianchi ha studiato fagotto barocco con Lorenzo Alpert presso il Conservatoire Populaire de Musique di Ginevra diplomandosi col massimo dei voti e la menzione speciale della giuria\, e con Alberto Grazzi alla Civica Scuola di Musica di Milano. In precedenza si è diplomata in flauto dolce con Giorgio Pacchioni al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e si è laureata in musicologia presso il D.A.M.S. dell’Università di Bologna. Come fagottista si dedica sia al repertorio per dulciana sia a quello per fagotto barocco e classico.\nNel 1999 è stata fagottista dell’Orchestra Barocca dell’Unione Europea\, con cui si è esibita in molti paesi europei sotto la direzione di Ton Koopman e Roy Goodman\, per il quale ha anche suonato come solista un concerto per fagotto del compositore inglese Capel Bond. Suona regolarmente sia in Italia che all’estero (Europa\, Egitto\, Turchia\, U.S.A.\, Messico\, Australia\, Colombia\, Corea e Giappone). Ha collaborato con vari gruppi di musica antica tra cui l’orchestra Academia Montis Regalis con cui ha lavorato sotto la direzione di Jordi Savall\, Sigiswald e Barthold Kujken\, Filippo Maria Bressan\, (Konrad Junghänel)\, Concerto Koeln sotto la direzione di René Jacobs e Ivor Bolton\, l’Ensemble Elyma (Gabriel Garrido)\, il Balthasar Neumann Ensemble (Thomas Hengelbrock)\, La Risonanza (Fabio Bonizzoni)\, Le Concert des Nations (Jordi Savall)\, il Complesso Barocco (Alan Curtis)\, il Divino Sospiro (Enrico Onofri)\, la Irish Baroque Orchestra (Monica Huggett). Lavora regolarmente con l’Accademia Bizantina (Ottavio Dantone)\, I Turchini (Antonio Florio)\, l’Ensemble Aurora(Enrico Gatti)\, il Concerto Italiano (Rinaldo Alessandrini) e Concerto Koeln. Ha al suo attivo varie registrazioni radiofoniche e discografiche\, per Opus 111\, Emi Classics\, Amadeus\, Deutsche Grammophon\, Tactus\, Dynamics\, Glossa\, Brilliant Classics. Ha insegnato fagotto barocco presso il Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza e l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. \nNata a Milano\, Mara Galassi ha studiato arpa moderna sotto la guida di Luciana Chierici presso la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado)\, diplomandosi presso il Conservatorio di Pesaro nel 1976. Ha seguito corsi di perfezionamento a Londra con David Watkins e a Zurigo con Emmy Huerlimann. Ha suonato con le orchestre della Rai di Milano e Napoli\, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Opera di Genova; dal 1980 al 1989 ha ricoperto il ruolo di prima arpa presso il Teatro Massimo di Palermo.\nDal 1984 si è dedicata all’esecuzione del repertorio rinascimentale e barocco sull’arpa doppia\, perfezionandosi al Conservatorio di Rotterdam con David Collyer (vincitrice di borsa di studio) e al Sarah Lawrence College di New York sotto la guida di Patrick O’Brien (vincitrice di borsa di studio Fulbright). Ha seguito a Londra i corsi di musicologia di Michael Morrow ed è socio fondatore della Historical Harp Society e attuale membro della Historical Harp Society of America.\nSvolge intensa attività concertistica come solista e in collaborazione con i più prestigiosi gruppi di musica antica d’Europa: Concerto Vocale (dir. René Jacobs)\, Concerto Italiano (dir. Rinaldo Alessandrini)\, Concerto Köln\, Freiburger Barockorchester\, Akademie fuer alte Musik Berlin\, Concerto Soave (dir. Jean-Marc Aymes)\, Mala Punica (dir. Pedro Memelsdorff)\, Musica Petropolitana (San Pietroburgo). Ha inciso per Tactus\, Symphonia\, Ricordi\, Arcana\, Erato\, Harmonia Mundi\, Opus 111.\nPer Glossa Music ha pubblicato Il viaggio di Lucrezia\, musica italiana del primo Seicento (premiato con Choc de la Musique e Cannes Award)\, Les Harpes du Ciel\, una raccolta di duetti per due arpe a crochet della fine del Settecento e A Microcosm Concerto\, con musiche di Haendel. Per Harmonia Mundi\, con la Freiburger Barockorchester\, ha inoltre inciso il Concerto per arpa e flauto di Mozart.\nIn collaborazione con Deda Cristina Colonna\, danzatrice\, attrice e regista\, ha ideato lo spettacolo Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio\, attualmente disponibile in versione filmica (Art Film\, Fondazione Marco Fodella\, 2010). Dal 1989 è docente di arpa rinascimentale e barocca e musica da camera presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. \nChiara Tiboni\, clavicembalista\, è titolare della Cattedra di Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano. Ha approfondito in modo particolare la conoscenza della teoria e della prassi esecutiva della musica antica sotto la guida del M° Kenneth Gilbert\, con il quale ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena e sempre sotto la sua guida presso la Hochschule für Musik “Mozarteum” di Salisburgo\, conseguendo il diploma di virtuosismo nel 1990. Si è in seguito specializzata in basso continuo conseguendo il I e II livello in Maestro al Cembalo presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma con M° Federico Del Sordo. È direttore artistico dell’Associazione Musicale L’Architasto a Roma. L’intento\, in particolare\, è rivalutare gli antichi strumenti da tasto (clavicembalo\, clavicordo\, organo\, fortepiano). Dal 2008 organizza il “Festival Internazionale de L’Architasto: il clavicembalo” cercando di rinnovare lo splendore che la tastiera aveva raggiunto a Roma nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Si è dedicata alla riscoperta del Repertorio di compositrici del ‘600 e ‘700 eseguendo molti concerti con la loro musica. Ha inciso un CD con 12 sonate a 1\, 2\, 3\, e 4 istromenti scritte da Isabella Leonarda\, La Musa Novarese.\nDal 2012 al 2020 è stata anche Direttore artistico del Festival Frescobaldi che si svolge annualmente presso la Basilica dei SS. XII Apostoli in Roma.\nHa suonato come solista e in formazioni cameristiche a Roma\, Praga\, Newcastle upon Tyne\, Oxford\, Edimburgo\, Dublino\, Varsavia\, Toronto\, Washington\, Budapest\, Lisbona\, Santander\, invitata dall’Istituto Italiano di Cultura del Ministero degli Esteri e dall’Università di Musica di Oxford e Newcastle upon Tyne.\nPer l’Edition HH (Oxford) nel 2021 ha collaborato alla realizzazione del basso continuo dei “10 Passagagli per violoncello” di Gaetano Francone edito da Giovanna Barbati e Guido Olivieri. Per la Brilliant ha inciso il cd con musiche di Johann Baptist Vanhal\, Le Sonate per clarinetto storico e clavicembalo. Sempre per la Brilliant ha inciso La Serva padrona di Pergolesi. Di recente uscita (2022) un metodo didattico per i conservatori: Il Basso continuo reso facile (ED. Rugginenti – Milano. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14343/le-virtuose-fatiche
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