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SUMMARY:Le virtuose fatiche – Prima esecuzione moderna
DESCRIPTION:Quarto appuntamento della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nLe virtuose fatiche \nLes amies partimentistes\nGiovanna Barbati\, Carla Rovirosa Guals\, violoncello\nElena Bianchi\, fagotto\nMara Galassi\, arpa doppia\nChiara Tiboni\, clavicembalo \n  \n____________________________________________________ \n  \n  \nFrancesco Supriani (1678-1753)\nSonata n. 5 in mi minore per violoncello & basso continuo  \nToccata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nSonata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nGregorio Strozzi (ca 1615-post 1687)\nMascara\, Sonata e ballata da più Cavalieri Napolitano\, nel Regio Palazzo in do maggiore \nFrancesco Supriani \nSonata n. 7 in fa magg. per violoncello & basso continuo \nToccata n. 7 per violoncello & basso continuo \nToccata n. 10 in re minore per violoncello solo \nSonata n. 10 in re minore per violoncello & basso continuo \nFrancesco Recupero (1750 ca. – 1806)\ndalla Sonata n. 1 op. 1 in si b maggiore per fagotto & basso continuo\nAllegro \nAscanio Mayone (1570-1627)\nToccata IV per arpa sola in re minore\n[dal Primo Libro di diversi Capricci\, Napoli 1603] \nAngelo Ragazzi (1680-1750)\nSonata a quattro n. 1\, op. 1 in sol maggiore\n[trascrizione dall’originale per treviolini & basso continuo]\nAllegro – Grave – Allegro \nFrancesco Supriani \nToccata n. 4 in do maggiore  \nSinfonia in do maggiore\nAmoroso – Allegro assai – Larghetto\, Presto \nSonata in la minore\nAndante – Allegro – Adagio – Allegro \n  \n \n  \nFra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo emerge e si consolida a Napoli una straordinaria fioritura di musica strumentale. I virtuosi formatisi in uno dei quattro antichi conservatori napoletani impiegati sia nel viceregno napoletano che nelle maggiori corti europee contribuirono in misura determinante all’evoluzione di generi\, forme e strumenti. In particolare si distingue in questo periodo una vera e propria scuola violoncellistica formata da virtuosi di prima grandezza\, quali Francesco Alborea\, Salvatore Lanzetti e Francesco Paolo Tomaso Supriani (1678-1753). Nato a Conversano\, vicino Bari\, Supriani (il cui cognome appare a volte come Supriano o Sopriano) entrò al Conservatorio della Pietà dei Turchini nel 1693 e studiò violoncello con il celebre maestro Giovanni Carlo Cailò. Impiegato brevemente nella Real Capilla di Barcellona voluta dall’arciduca Carlo d’Asburgo nel 1707\, Supriani fece ben presto ritorno a Napoli\, dove fu impiegato come primo violoncello della Cappella Reale e del prestigioso ensemble del Tesoro di San Gennaro\, e dove sposò la cantante Margherita Mencarelli\, per la quale scrisse anche alcune cantate. Le fonti documentarie confermano che Supriani fu fra i più celebri violoncellisti dell’epoca e attestano pagamenti per le “virtuose fatiche” del violoncellista nel suonare anche presso il Teatro di San Bartolomeo e nelle festività del monastero della Trinità delle Monache.\nSupriani tuttavia occupa un posto di rilievo nella storia del violoncello in quanto autore di uno dei primi metodi per questo strumento\, i Principij da imparare a suonare il violoncello. Il metodo include una breve introduzione ai fondamenti della teoria musicale\, seguita da una serie di 12 Toccate per violoncello solo\, un vero e proprio compendio delle possibilità tecniche dello strumento. Un’altra fonte manoscritta raccoglie dodici sonate che in realtà consistono in una ricca elaborazione virtuosistica delle dodici toccate del metodo. Il carattere tecnico delle Toccate\, ma soprattutto i virtuosistici esempi di elaborazione lasciano pensare a una destinazione di questa raccolta per uso didattico\, destinata agli studenti più avanzati se non addirittura rivolta ai violoncellisti virtuosi. Le composizioni di Supriani rappresentano una risorsa di cruciale importanza per lo studio della prassi esecutiva settecentesca e rivelano l’avanzato sviluppo della scuola violoncellistica napoletana. Questi lavori si collocano nell’ambito della tradizione pedagogica napoletana e rappresentano uno straordinario esempio del brillante virtuosismo che caratterizzava la scuola violoncellistica napoletana.\nTuttavia\, l’orientamento virtuosistico della tradizione strumentale napoletana si unisce da un lato alle movenze dello stile galante e dall’altro a uno stile spesso caratterizzato da una forte presenza del linguaggio contrappuntistico. Esempi significativi dell’adozione di uno squisito stile galante si trovano non solo nei cantabili movimenti lenti delle sonate in Do maggiore e in La minore di Supriani\, ma soprattutto nella più tarda sonata per fagotto di Francesco Ricupero (fl. 1761-1806). Poco si conosce della biografia di questo musicista che fu impiegato nella Cappella Reale e nell’orchestra del Teatro San Carlo e che si distingue per una copiosa produzione di musica sacra e una raccolta di 16 sonate per flauto traverso e basso\, una delle quali appare anche in una versione per fagotto.\nTestimonianza di un più rigoroso stile contrappuntistico appare invece nella prima sonata della raccolta di Sonate a Quattro pubblicate nel 1736 dal violinista Angelo Ragazzi. Violinista nella Real Cappella di Barcellona e dal 1713 presso la Cappella Imperiale di Vienna\, Ragazzi divenne Direttore della Musica alla corte dell’imperatore Carlo VI e primo violino della Cappella Reale di Napoli dal 1729. La raccolta\, dedicata all’imperatore\, presenta dodici sonate in cui si alternano con calcolata regolarità sonate dallo stile concertante con altre per tre violini e basso (in questo concerto trascritta per tre violoncelli)\, che presentano una scrittura marcatamente contrappuntistica.\nSenza dubbio le radici della tradizione strumentale napoletana affondano nel repertorio tastieristico che già alla metà del Cinquecento ricoprì un ruolo di enorme rilievo\, prima grazie all’attività di Jean de Macque\, quindi con quella dei suoi allievi e successori\, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Mayone – musicisti che ebbero un considerevole impatto sullo stile di Girolamo Frescobaldi e sulla formazione del repertorio tastieristico italiano – e infine\, in pieno Seicento\, nella produzione di Giovanni Maria Sabino\, Giovanni Salvatore e Gregorio Strozzi (c.1615-87). Sono questi stessi autori che contribuiscono anche in maniera significativa alla letteratura dedicata all’arpa\, strumento che\, nelle sue varianti organologiche di arpa «doppia» o «tripla»\, rimase negli organici strumentali napoletani fino ai primi decenni del Settecento. Già Cerreto incluse il nome di Ascanio Mayone (c.1565-1627)\, maestro di cappella alla Casa Santa dell’Annunziata e primo organista della Cappella Reale\, sia fra gli organisti che fra i «sonatori eccellenti dell’Arpa à due ordini». Alcune composizioni incluse nel primo libro di Diversi capricci per sonare (1603) prevedono la possibilità di esecuzione sia alle tastiere che all’arpa. Una ricca e varia presenza di strumenti si riscontra naturalmente anche nel repertorio sia sacro (messe\, Passioni\, cantate sacre o altro repertorio liturgico o paraliturgico) che profano (cantate\, serenate) o nell’accompagnamento di intrattenimenti all’aperto (gli spassi) o a corte (le feste a ballo). Alcuni titoli di composizioni strumentali rimandano esplicitamente agli spettacoli o mascherate che avevano luogo nel corso delle «feste a ballo». È il caso della Mascara\, Sonata e Ballata da più Cavalieri Napolitani nel Regio Palazzo di Gregorio Strozzi\, secondo organista della Cappella dell’Annunziata a Napoli e autore di un trattato di teoria musicale (1683). La fanfara iniziale e la rapida successione di sezioni evocative di strumenti a fiato e tamburi\, rimandano agli intrattenimenti musicali che avevano luogo alla corte di Napoli a fine Seicento. \nGuido Olivieri \n  \n______________________________________________________________ \n  \n  \nGiovanna Barbati è una violoncellista e violista da gamba il cui repertorio si estende dalla musica antica a quella contemporanea\, con uno speciale interesse per l’improvvisazione. Si esibisce spesso come solista\, ha eseguito la prima esecuzione di varie composizioni per violoncello\, ed esegue proprie composizioni. Per molti anni è stata primo violoncello e violista da gamba della Academia Montis Regalis\, con cui ha suonato come solista in tour nel 2014\, suonando anche a Parigi\, Londra e S. Pietroburgo. Come primo violoncello ha suonato anche con la Innsbrucker Festwochen Orchestra\, il Teatro Regio di Torino\, l’Accademia Bizantina\, Les Talens Lyriques\, Il Complesso Barocco\, la Real Compañìa Òpera da Càmara\, L’Arte del Mondo\, Camerata Bern e Concerto de’ Cavalieri. Alla viola da gamba ha suonato il continuo in varie opere e nel Sesto Concerto Brandenburghese di Bach con Andras Schiff e Cappella Barca.\nDocente di viola da gamba presso il Conservatorio ‘A. Casella’ de L’Aquila\, insegna anche violoncello barocco e improvvisazione storica. Da anni svolge ricerca musicologica sulla didattica storica dell’improvvisazione al violoncello e alla viola da gamba. È suo l’articolo ‘Il n’exécute jamais la Basse telle qu’elle est écrite’ nel volume Musical Improvisation in the Baroque Era (Brepols 2019)\, edito da Fulvia Morabito; in collaborazione con Guido Olivieri ha preparato l’edizione critica dei Passagagli di Gaetano Francone (HH 2021\, realizzazione del continuo a cura di C. Tiboni) e il Metodo per violoncello di Antonio Guida (Sedm 2021)\, più l’articolo ‘Le Sonate di Antonio Guida: una nuova fonte napoletana per la didattica del violoncello’\, pubblicato in Studi Musicali\, vol. 2\, 2021. Insieme con Alessandro De Marchi ha preparato per il Festival Innsbrucker Festwochen der Alten Musik l’edizione critica delle opere Merope di Riccardo Broschi e Idalma di Bernardo Pasquini\, insieme con Elam Rotem l’opera di Carlo Pallavicino L’amazzone corsara. È stata invitata a presentare nel 2023 il suo lavoro sull’improvvisazione storica presso la Schola Cantorum Basiliensis\, la Smarano Organ Academy e il Mozarteum di Salisburgo.\nHa partecipato alla registrazione di numerosi CD\, vincitori di molti premi\, ricevendo entusiastiche recensioni personali dalla critica. ‘At the cello\, Giovanna Barbati moves us and touches us with its almost mystical and powerfully dramatic performance’. \nDopo aver completato il suo bachelor degree in Barcelona con Amparo Lacruz\, Carla Rovirosa Guals ha iniziato il perfezionamento in violoncello barocco nel 2014 alla Schola Cantorum Basiliensis con Christophe Coin e Petr Skalka. Carla suona in molte orchestra europee tra le quali l’ Orchestra of the Age of Enlightenment\, La Cetra Barockorchester\, Accademia Barocca Lucernensis\, Nordic Baroque Orchestra and Academia Montis Regalis e molte altre.Si è esibita con musicisti eccezionali come Amandine Beyer\, Andrea Marcon\, Sir Simon Rattle\, Andreas Bötticher e ha preso parte a festival come Innsbrucker Alte Musik Festival\, Ryedale Festival in Inghilterra e il Barokkfest in Trondheim. \nElena Bianchi ha studiato fagotto barocco con Lorenzo Alpert presso il Conservatoire Populaire de Musique di Ginevra diplomandosi col massimo dei voti e la menzione speciale della giuria\, e con Alberto Grazzi alla Civica Scuola di Musica di Milano. In precedenza si è diplomata in flauto dolce con Giorgio Pacchioni al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e si è laureata in musicologia presso il D.A.M.S. dell’Università di Bologna. Come fagottista si dedica sia al repertorio per dulciana sia a quello per fagotto barocco e classico.\nNel 1999 è stata fagottista dell’Orchestra Barocca dell’Unione Europea\, con cui si è esibita in molti paesi europei sotto la direzione di Ton Koopman e Roy Goodman\, per il quale ha anche suonato come solista un concerto per fagotto del compositore inglese Capel Bond. Suona regolarmente sia in Italia che all’estero (Europa\, Egitto\, Turchia\, U.S.A.\, Messico\, Australia\, Colombia\, Corea e Giappone). Ha collaborato con vari gruppi di musica antica tra cui l’orchestra Academia Montis Regalis con cui ha lavorato sotto la direzione di Jordi Savall\, Sigiswald e Barthold Kujken\, Filippo Maria Bressan\, (Konrad Junghänel)\, Concerto Koeln sotto la direzione di René Jacobs e Ivor Bolton\, l’Ensemble Elyma (Gabriel Garrido)\, il Balthasar Neumann Ensemble (Thomas Hengelbrock)\, La Risonanza (Fabio Bonizzoni)\, Le Concert des Nations (Jordi Savall)\, il Complesso Barocco (Alan Curtis)\, il Divino Sospiro (Enrico Onofri)\, la Irish Baroque Orchestra (Monica Huggett). Lavora regolarmente con l’Accademia Bizantina (Ottavio Dantone)\, I Turchini (Antonio Florio)\, l’Ensemble Aurora(Enrico Gatti)\, il Concerto Italiano (Rinaldo Alessandrini) e Concerto Koeln. Ha al suo attivo varie registrazioni radiofoniche e discografiche\, per Opus 111\, Emi Classics\, Amadeus\, Deutsche Grammophon\, Tactus\, Dynamics\, Glossa\, Brilliant Classics. Ha insegnato fagotto barocco presso il Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza e l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. \nNata a Milano\, Mara Galassi ha studiato arpa moderna sotto la guida di Luciana Chierici presso la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado)\, diplomandosi presso il Conservatorio di Pesaro nel 1976. Ha seguito corsi di perfezionamento a Londra con David Watkins e a Zurigo con Emmy Huerlimann. Ha suonato con le orchestre della Rai di Milano e Napoli\, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Opera di Genova; dal 1980 al 1989 ha ricoperto il ruolo di prima arpa presso il Teatro Massimo di Palermo.\nDal 1984 si è dedicata all’esecuzione del repertorio rinascimentale e barocco sull’arpa doppia\, perfezionandosi al Conservatorio di Rotterdam con David Collyer (vincitrice di borsa di studio) e al Sarah Lawrence College di New York sotto la guida di Patrick O’Brien (vincitrice di borsa di studio Fulbright). Ha seguito a Londra i corsi di musicologia di Michael Morrow ed è socio fondatore della Historical Harp Society e attuale membro della Historical Harp Society of America.\nSvolge intensa attività concertistica come solista e in collaborazione con i più prestigiosi gruppi di musica antica d’Europa: Concerto Vocale (dir. René Jacobs)\, Concerto Italiano (dir. Rinaldo Alessandrini)\, Concerto Köln\, Freiburger Barockorchester\, Akademie fuer alte Musik Berlin\, Concerto Soave (dir. Jean-Marc Aymes)\, Mala Punica (dir. Pedro Memelsdorff)\, Musica Petropolitana (San Pietroburgo). Ha inciso per Tactus\, Symphonia\, Ricordi\, Arcana\, Erato\, Harmonia Mundi\, Opus 111.\nPer Glossa Music ha pubblicato Il viaggio di Lucrezia\, musica italiana del primo Seicento (premiato con Choc de la Musique e Cannes Award)\, Les Harpes du Ciel\, una raccolta di duetti per due arpe a crochet della fine del Settecento e A Microcosm Concerto\, con musiche di Haendel. Per Harmonia Mundi\, con la Freiburger Barockorchester\, ha inoltre inciso il Concerto per arpa e flauto di Mozart.\nIn collaborazione con Deda Cristina Colonna\, danzatrice\, attrice e regista\, ha ideato lo spettacolo Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio\, attualmente disponibile in versione filmica (Art Film\, Fondazione Marco Fodella\, 2010). Dal 1989 è docente di arpa rinascimentale e barocca e musica da camera presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. \nChiara Tiboni\, clavicembalista\, è titolare della Cattedra di Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano. Ha approfondito in modo particolare la conoscenza della teoria e della prassi esecutiva della musica antica sotto la guida del M° Kenneth Gilbert\, con il quale ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena e sempre sotto la sua guida presso la Hochschule für Musik “Mozarteum” di Salisburgo\, conseguendo il diploma di virtuosismo nel 1990. Si è in seguito specializzata in basso continuo conseguendo il I e II livello in Maestro al Cembalo presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma con M° Federico Del Sordo. È direttore artistico dell’Associazione Musicale L’Architasto a Roma. L’intento\, in particolare\, è rivalutare gli antichi strumenti da tasto (clavicembalo\, clavicordo\, organo\, fortepiano). Dal 2008 organizza il “Festival Internazionale de L’Architasto: il clavicembalo” cercando di rinnovare lo splendore che la tastiera aveva raggiunto a Roma nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Si è dedicata alla riscoperta del Repertorio di compositrici del ‘600 e ‘700 eseguendo molti concerti con la loro musica. Ha inciso un CD con 12 sonate a 1\, 2\, 3\, e 4 istromenti scritte da Isabella Leonarda\, La Musa Novarese.\nDal 2012 al 2020 è stata anche Direttore artistico del Festival Frescobaldi che si svolge annualmente presso la Basilica dei SS. XII Apostoli in Roma.\nHa suonato come solista e in formazioni cameristiche a Roma\, Praga\, Newcastle upon Tyne\, Oxford\, Edimburgo\, Dublino\, Varsavia\, Toronto\, Washington\, Budapest\, Lisbona\, Santander\, invitata dall’Istituto Italiano di Cultura del Ministero degli Esteri e dall’Università di Musica di Oxford e Newcastle upon Tyne.\nPer l’Edition HH (Oxford) nel 2021 ha collaborato alla realizzazione del basso continuo dei “10 Passagagli per violoncello” di Gaetano Francone edito da Giovanna Barbati e Guido Olivieri. Per la Brilliant ha inciso il cd con musiche di Johann Baptist Vanhal\, Le Sonate per clarinetto storico e clavicembalo. Sempre per la Brilliant ha inciso La Serva padrona di Pergolesi. Di recente uscita (2022) un metodo didattico per i conservatori: Il Basso continuo reso facile (ED. Rugginenti – Milano. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14343/le-virtuose-fatiche
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SUMMARY:L’Iberia di Scarlatti
DESCRIPTION:QUINTO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nL’Iberia di Scarlatti \nIrene González Roldán\, Clavicembalo \n  \n_____________________________________ \n  \nSebastián de Albero (1722 – 1756)\nRecercata\, fuga e sonata prima\n(Obras para clavicordio o piano forte\, E-Mc 4/1727(2)) \nAntonio Soler (1729 – 1783)\nPreludio IV in Fa minore\n(Llave de la Modulación\, Madrid 1762) \nCarlos Seixas (1704-1742)\nSonata nº. 43 in Fa minore Minuet in Fa Maggiore Sonata n.. 44 in Fa minore\n(Ochenta sonatas para instrumentos de tecla\, ICS 19) \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K 144 in Sol Maggiore – Cantabile Sonata K 115 in Do minore – Allegro \nJosé de Nebra (1702 – 1768)\nSinfonía II in Mi minore (E-Zac\, B-2 s/n)\nAllegro – Correnta – Vivo \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K 213 in Re minore – Andante\nSonata K 214 in Re Maggiore – Allegro vivo \nAntonio Soler\nPreludio I in Re minore (Llave de la Modulación\, Madrid 1762) \nFélix Máximo López (1742 – 1821)\nVariaciones del Fandango español\n(Biblioteca Nacional de España\, MC/ 4420/14) \n  \n_____________________________________________________________ \n  \nIrene González Roldán (Siviglia\, 1997) ha iniziato a suonare il clavicembalo all’età di sette anni. Dopo aver studiato clavicembalo a Siviglia e Salamanca\, si è trasferita nei Paesi Bassi per studiare all’Aia e ad Amsterdam con J. Ogg\, P. Ayrton\, M. van Delft e K. Verhelst. Attualmente studia presso la Schola Cantorum Basiliensis (Svizzera)\, nella classe di A. Marcon e J.-A. Bötticher.\nVincitrice del 1° Premio e del Premio del Pubblico al 3° Concorso Internazionale di Clavicembalo di Milano (2021)\, ha anche ricevuto il 1° Premio con il suo gruppo Flor Galante al 4° Concorso Internazionale di Bach a Berlino e. Recentemente ha vinto il 2° Premio all’International Bach Competition di Lipsia\, XXXIII edizione (luglio 2022).\nIrene è stata inoltre vincitrice per due volte (2018 e 2020) della borsa di studio dell’Associazione degli amici dell’Orchestra barocca di Siviglia a sostegno dei i suoi studi di musica antica all’estero.\nSi è esibita in numerosi festival in Spagna e nei Paesi Bassi (Festival di musica antica di Siviglia/FeMÀS\, Musae\, Festival di musica antica di Utrecht/Fabulous Fringe\, FEMUBA) e ha suonato accanto a musicisti quali di J. Ogg\, A. Bernardini e E. López Banzo; ha inoltre collaborato con vari gruppi\, tra cui Orquesta Barroca de Sevilla\, Seconda Pratica\, Sponte Sua e New Collegium. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14345/liberia-di-scarlatti
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SUMMARY:Antonio Vivaldi\, Le Quattro Stagioni
DESCRIPTION:SESTO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \n  \nVariazione del programma \n  \nBoris Begelman\, Violino I e Direzione \nAcademia Montis Regalis\nLaura Andriani\,Violino II\nClaudio Andriani\, Viola\nNicola Brovelli\, Violoncello\nPaolo Bogno\, Contrabbasso\nMauro Pinciaroli\, Tiorba\nMartino Noferi e Gregorio Carraro\, Oboi e flauti dritti\nLucia Rizzello e Marica Testi\, Flauti traversieri\nFederica Bianchi\, Clavicembalo \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nConcerto in do maggiore per due flauti traversieri\, archi e basso continuo RV 533\nAllegro – Largo – [Senza indicazione di tempo] \nAntonio Vivaldi\nConcerto in sol minore per archi e basso continuo RV 157\nAllegro – Largo – Presto \nJohann Georg Pisendel (1687-1755)\nSonata in do minore per due oboi\, archi e basso continuo \n  \nAntonio Vivaldi – Le Quattro stagioni \nConcerto nr. 1 in Mi Maggiore RV269 La primavera\n(Allegro – Largo e pianissimo – Allegro pastorale) \nConcerto nr. 2 in sol minore RV 315 L’estate\nAllegro non molto – Adagio e piano – Presto e forte \nConcerto nr. 3 in Fa Maggiore RV 293 L’autunno\nAllegro – Adagio molto – Allegro \nConcerto nr. 4 in fa minore RV 297 l’inverno\nAllegro non molto – Largo – Allegro \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nNei primi decenni del XVIII secolo Venezia divenne uno dei centri musicali più importanti d’Europa\, in grado di influenzare le mode a livello continentale e per questo meta preferita per numerosi musicisti europei. Il programma\, propone in apertura due brani strumentali di Vivaldi e uno di Johann Georg Pisendel\, grande virtuoso di violino attivo a Dresda\, che intrecciò un fitto rapporto con il Prete Rosso\, prima come allievo e poi come committente di opere che fece eseguire nella città tedesca; a conclusione\, Le Stagioni\, i quattro concerti forse più famosi al mondo\, in una esecuzione fuori dal comune. \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nL’Orchestra dell’Academia Montis Regalis nasce nel 1994 con l’intento di promuovere il repertorio barocco e classico del sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. È nata così l’Orchestra dell’Academia Montis Regalis\, divenuta una realtà professionale tra le più apprezzate a livello nazionale e internazionale. Fin dall’inizio della propria attività è stata diretta dai più importanti specialisti internazionali nel campo della musica antica: Ton Koopman\, Jordi Savall\, Christopher Hogwood\, Reinhardt Goebel\, Monica Huggett\, Luigi Mangiocavallo\, Enrico Gatti\, Alessandro De Marchi e molti altri ancora.\nL’Orchestra ha avuto presenze regolari presso alcune delle più importanti istituzioni concertistiche e festival quali: l’Unione Musicale di Torino\, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma\, gli Amici della Musica di Perugia\, di Firenze e di Padova\, il Festival MiTo/Settembre Musica di Torino\, il Teatro dell’Opera di Lille\, il Teatro Municipale di Losanna\, il Festival di Montreux\, il Teatro degli Champs-Elysées di Parigi\, il Teatro di Poissy\, Il Festival di Musica antica di Lione\, il Festival di Vancouver\, il Festival di Halle\, il Festival di Innsbruck\, il Teatro Regio di Torino.\nL’orchestra ha partecipato inoltre a un importante progetto discografico\, la Vivaldi Edition\, che ha come scopo l’incisione di tutti i manoscritti vivaldiani conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino. Il primo CD registrato dall’orchestra\, la Juditha Triumphans\, diretta da Alessandro De Marchi\, ha riscosso un successo straordinario in tutto il mondo. A questa prima incisione se ne sono aggiunte altre quattro\, fra cui l’opera teatrale Orlando Finto Pazzo e una serie di concerti per violino e archi realizzati con Enrico Onofri. Successivamente l’orchestra ha registrato per la casa discografica inglese Hyperion tre Oratori di scuola romana del primo Settecento: il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel\, il San Giovanni Battista di Alessandro Stradella e il Davidis Pugna et Victoria di Alessandro Scarlatti. Ha avuto un’intensa attività discografica con prestigiose etichette discografiche internazionali quali OPUS 111\, Naïve\, Hyperion e Sony\, ottenendo molti riconoscimenti internazionale per tale attività discografica: Diapason d’Or\, Choc Musique\, Grammophone Choice e altre.\nDal 2010 al 2018 l’Academia Montis Regalis è stato il gruppo residente presso il prestigioso Festival Innsbrucker Festwochen\, eseguendo ogni anno un’opera barocca e realizzando vari progetti cameristici. Le prime due opere eseguite al Landes Teather di Innsbruck\, L’Olimpiade di Pergolesi e il Flavius Bertaridus di Telemann\, sono state accolte trionfalmente dalla critica internazionale e sono state registrate dal vivo dalla Sony Classics.\nNel 2005 l’Academia Montis Regalis ha conseguito il prestigioso Premio Abbiati della critica musicale italiana\, per la sua attività artistica svolta nel settore della musica antica. \n\nBORIS BEGELMAN \nAffermatosi rapidamente come uno dei più interessanti violinisti della sua generazione\, Boris Begelman si è diplomato in violino al Conservatorio Tchaikovskji di Mosca\, completando successivamente la sua formazione sullo strumento barocco in Italia.\nSi è esibito da solista o da Konzertmeister sui principali palcoscenici internazionali\, tra cui la Berliner Philarmonie\, il Musikverein di Vienna\, il Théatre des Champs-Elysees\, la Wigmore Hall\, il teatro Liceu di Barcellona\, l’Opera Royal de Versailles\, il KKL di Lucerna\, collaborando con orchestre quali il Complesso Barocco\, Kammerorchester Basel\, I Barocchisti\, Cappella Mediterranea\, B’Rock orchestra.\nDal 2017 è il Konzertmeister di Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini.\nHa diretto dal violino Accademia Bizantina\, il Pomo d’oro\, Accademia Montis Regalis\, Arion Baroque Orchestra\, Jerusalem Baroque Orchestra e solisti tra cui Vivica Genaux\, Max Cenčić\, Simone Kermes.\nNel 2014 Boris ha fondato il suo ensemble\, Arsenale Sonoro\, il cui debutto discografico con una selezione dalle Sonate per violino e basso continuo di Telemann per Sony DHM è stato accolto entusiasticamente dalla critica mondiale. Segue nel 2022 per Obsidian Records un album dedicato a Domenico Scarlatti: un’interessante nuova lettura di alcune sonate sempre eseguite al clavicembalo\, che potrebbero invece essere state intese per violino e basso continuo.\nSempre per DHM esce nel 2017 “Sei solo” con la registrazione integrale delle Sonate e Partite di J. S. Bach\, premiato tra i Discos exceptionales della rivista spagnola Scherzo.\nEntra a far parte del prestigioso catalogo Vivaldi Edition con l’album “Le nuove vie” in cui esegue sei virtuosistici concerti vivaldiani accompagnati da Concerto Italiano e diretti da Alessandrini. La sua esecuzione\, uscita per Naïve nel 2021\, è stata definita “un’abbagliante raggio di sole” da BBC Music Magazine figurando come Concerto Choice nel numero di Settembre 2021. Il 27 Ottobre2023 è attesa l’uscita del nuovo album recital di Francesca Aspromonte con Arsenale Sonoro diretto da Boris Begelman per l’etichetta Pentatone.\nTra gli impegni recenti e futui\, oltre all’attività di Konzertmeister: concerti alla guida di Arsenale Sonoro con il soprano Francesca Aspromonte per il Festival Musik&Kirche di Bressanone\, Argiano Baroque Festival e Monteverdi Tuscany\, Roma Festival Barocco; concerti come direttore di Accademia Montis Regalis; un concerto come solista e direttore per la stagione degli Amici della Musica di Cagliari.\nOltre all’attività concertistica Boris si dedica all’insegnamento. Da novembre 2022 insegna violino barocco al Conservatorio Scarlatti di Palermo e tiene regolarmente delle Masterclass. La prossima si terrà all’Accademia Domaine Forget&Charlevoix in Canada nel Luglio 2023. \n  \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14347/johann-david-heinichen-un-compositore-tra-venezia-e-dresda \n  \n  \nI biglietti già acquistati possono essere rimborsati oppure utilizzati per il nuovo concerto dello stesso giorno o per uno qualsiasi dei concerti in programma al Refettorio nel corso del festival.
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SUMMARY:Antonio Caldara: Maddalena ai piedi di Cristo
DESCRIPTION:SETTIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nANTONIO CALDARA (1670 -1736): MADDALENA AI PIEDI DI CRISTO\nOratorio per soli e strumenti \nPersonaggi e interpreti:\nMaddalena\, soprano: Jin Jiayu\nMarta\, soprano: Elena Finelli\nAmor Terreno\, mezzo/contralto: Asia Trifari\nAmor Celeste\, mezzo/contralto: Elisabetta Ricci\nCristo\, tenore: Roberto Manuel Zangari\nFariseo\, basso: Antonino Arcilesi \nENRICO ONOFRI\, direttore \n  \n________________________________________________________________________ \n  \nViolini I:\nRossella Croce*\nLola Ottoni\nEleonora Zanne\nGiuditta Meldolesi \nViolini II:\nSinni Ricci*\nDaniele Rotilio\nGilberto Ceranto jr\nElisa Ciavola \nViole:\nRaffaele Nicoletti*\nChiara Sartorato \nVioloncelli:\nCristina Vidoni*\nFederico Immesi\nGiuliana Garda \nContrabbasso:\nMarco Contessi* \nClavicembalo:\nSimone Pierini \nTiorba:\nGiorgia Zanin \nOrgano\nDaniela Lopez Quesada \n* prime parti \n  \n________________________________________________________________________ \n  \n  \nSebbene l’Oratorio nasca con l’intento di promuovere i nuovi ideali religiosi controriformistici ‘fra le genti’\, unendo momenti musicali e riflessione spirituale\, nel corso del seicento assume sempre più una finalità esclusivamente musicale. Una ‘laicità’ che\, in piena autonomia estetica\, tende ad inglobare gli effetti stilistici di forme e generi evoluti con l’avvento della ‘seconda prattica’ (cantata\, recitativo\, aria).\nSviluppo formale ed estetico-musicale che\, tuttavia\, non rinuncia ai testi sacri o morali: la ricchezza delle immagini contenute nelle affascinati storie bibliche\, sono canovacci di grande fascino e\, al tempo stesso\, preziosi suggerimenti per disegnare con le fantasiose tecniche compositive del tempo mirabili affreschi sonori.\nAntonio Caldara (c1670-1736) è fra gli i autori più importanti del secolo ed autore di circa 43 Oratori. Proprio in questo nuovo genere riesce a coniugare sapientemente le raffinate forme strumentali di scuola veneziana con la vibrante vocalità napoletana.\nUn connubio che si esplicita vividamente nell’Oratorio di ‘Maddalena ai piedi di Cristo’\, eseguito per la prima volta a Venezia nell’anno 1700.\nIl testo di Ludovico Forni\, rimaneggiato rispetto a quello giù usato da Gasparini nel 1690\, viene musicato con una successione di arie\, talune accompagnate dal solo ‘continuo’ altre con strumenti\, ed arricchito da una scrittura orchestrale che taluni amano ricordare come una delle più fantasiose del tempo\, tanto da richiamare gli effetti orchestrali della grande stagione haendeliana. \n  \nDirettore principale della Filarmonica Toscanini di Parma\, direttore artistico partner della Philharmonie austro-ungarica Haydn\, Direttore associato della Münchener Kammerorchester\, direttore associato dell’Orchestre National d’Auvergne\, direttore principale dell’Orchestra Barocca Real Câmara di Lisbona\, Enrico Onofri è cresciuto nell’antico atelier dei suoi genitori a Ravenna (Italia)\, circondato dalla bellezza del passato fin dall’inizio dei suoi studi musicali\, sviluppando da qui una passione per le esecuzioni storiche. Come direttore d’orchestra e solista\, è stato così portato a esplorare il repertorio dal XVII al XX secolo creando un suo personale linguaggio attraverso la conoscenza delle prassi storiche\, intese come straordinarie fonti di ispirazione per nuovi spunti e panorami interpretativi. La sua carriera è iniziata con l’invito di Jordi Savall a diventare primo violino di La Capella Real quando era ancora studente. Ben presto si è trovato a collaborare con gruppi come il Concentus Musicus Wien\, l’Ensemble Mosaiques e Il Giardino Armonico\, ensemble che ha diretto come primo violino e solista dal 1987 al 2010. Nel 2002 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra\, che gli ha portato grandi successi. consensi e numerosi inviti da orchestre\, teatri d’opera e festival di tutta Europa\, Giappone e Canada. Dal 2004 al 2013 è stato direttore principale del Divino Sospiro di Lisbona\, dal 2006 è direttore ospite dell’Orquesta Barroca de Sevilla ed ex direttore principale dell’orchestra Academia Montis Regalis.\nGli inviti come direttore o come direttore in residenza includono orchestre come Akademie für Akademie für Alte Musik\, Camerata Bern\, Bochumer Symphoniker\, Vienna Chamber Orchestra\, Festival Strings Lucerne\, Kammerorchester Basel\, Tafelmusik Toronto\, Orchestra Ensemble Kanazawa\, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, Real Orquesta Sinfonica de Sevilla\, Orquesta de l’Opéra de Lyon\, Orquesta Sinfonica de Galicia\, Orchestra Metropolitana Lisbon\, Real Filharmonia de Galicia\, Riga Sinfonietta e altro ancora. In campo operistico\, ha diretto produzioni operistiche all’Opéra di Lione\, al Teatro de la Maestranza di Siviglia\, al Teatro Regio di Torino\, all’Halle Staatstheater\, tra gli altri\, lavorando con registi come Alessio Pizzech\, Mariame Clément\, David Marton\, Stephen Lawless.\nHa fondato il gruppo da camera Imaginarium Ensemble per eseguire il grande repertorio italiano per violino solista dal primo Barocco fino all’Illuminismo. I CD dell’Imaginarium Ensemble hanno ricevuto numerosi premi. Tra questi\, il prestigioso Diapason d’or de l’année francese 2020 per “Into Nature\, Le stagioni di Vivaldi e altri suoni della Madre Terra”\nEnrico si è esibito nelle sale da concerto più famose del mondo\, tra cui Musikverein e Konzerthaus di Vienna\, Mozarteum di Salisburgo\, Philarmonie e Unter den Linden Opera di Berlino\, Alte Oper di Francoforte\, Concertgebouw di Amsterdam\, Teatro San Carlo di Napoli\, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York\, Wigmore Hall e Barbican di Londra\, Tonhalle di Zurigo\, Théâtre des Champs-Elysées e Théâtre du Châtelet di Parigi\, Auditorio Nacional di Madrid\, Oji Hall di Tokyo\, Osaka Symphony Hall\, Teatro Colon di Buenos Aires\, accanto ad artisti come Nikolaus Harnoncourt\, Gustav Leonhardt\, Christophe Coin\, Cecilia Bartoli\, Katia e Marielle Labèque e altri. Molte delle registrazioni di Enrico con Teldec\, Decca\, Astrée\, Naive\, Deutsche Harmonia Mundi / Sony\, Passacaille\, Nichion\, Pentatone\, Winter & Winter\, Opus111\, Virgin\, Zig Zag Territoires ecc.\, hanno ottenuto prestigiosi premi internazionali\, come il Gramophone Award\, Grand Prix des Discophiles\, Echo-Deutsche Schallplattenpreis\, Premio Caecilia\, Premio Fondazione Cini di Venezia\, La Nouvelle Academie du Disque e numerosi Diapason d’Or\, Choc de la Musique\, 10 de Répertoire des disques compacts.\nEnrico è docente di violino barocco e interpretazione della musica barocca presso il conservatorio A. Scarlatti di Palermo dal 1999\, attualmente presso il conservatorio G.Rossini di Pesaro. È stato invitato a tenere masterclass in tutta Europa\, Canada\, USA (Juilliard School\, New York) e Giappone. È stato tutore e direttore d’orchestra dell’EUBO (Orchestra Barocca dell’Unione Europea). Nel 2019 gli è stato assegnato il premio F. Abbiati come miglior solista dell’anno. \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nL’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani è un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e Ricerca\, Segretariato generale. Il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo è attualmente la sede amministrativa e organizzativa di questa formazione. Ha debuttato ufficialmente il 30 aprile del 2016 a Palermo presso la Chiesa di San Mamiliano ed ha proseguito con successo la sua attività con diverse manifestazioni che l’hanno vista impegnata presso importanti festival e stagioni concertistiche come il Festival dei Due Mondi\, i Pomeriggi musicali di Milano\, il Festival austriaco di musica antica Trigonale\, gli Amici della Musica di Padova\, il Festival Barocco di Roma\, Settimane Barocche di Brescia e tante altre sedi. Da cinque anni partecipa alle stagioni concertistiche della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Recentemente ha suonato a Roma per un concerto ufficiale del Miur alla presenza del Ministro Fioramonti ed ha registrato un cd con arie inedite di Francesco Gasparini\, recentemente pubblicato per Glossa\, riscuotendo ottime recensioni e premi dalle riviste internazionali specializzate. Nella stessa occasione ha partecipato ad una registrazione trasmessa da Rai5. Ultimo concerto effettuato\, prima del lockdown\, nel febbraio 2020 al Teatro Massimo\, diretto da Rinaldo Alessandrini. Ha ripreso la sua attività nel marzo 2022 suonando all’Expo di Dubai 2020 un programma vivaldiano con “Le quattro stagioni” e altro diretta da Boris Begelman. Recentemente ha suonato per la stagione del Teatro Massimo di Palermo con un programma che spaziava da Jommelli a Mozart con la partecipazione solistica del soprano Desirée Rancatore e la direzione di Giulio Prandi.\nLa stampa nazionale si è occupata di questa Orchestra con delle recensioni assai lusinghiere. Citiamo per tutti Mauro Mariani dal “Giornale della Musica” a proposito di un concerto a Roma al Conservatorio di Santa Cecilia: “…bisognava ascoltarli diretti da Enrico Onofri (anche violino solista) con l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori\, un gruppo quasi perfetto\, che non impallidisce davanti ai più noti ensemble specializzati”. \n 
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SUMMARY:Antonio Vivaldi (1678 – 1741): Concerti a cinque
DESCRIPTION:OTTAVO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741)\nCONCERTI A CINQUE \nI Solisti di Camerata Accademica\nELICIA SILVERSTEIN\, Violino\nPAOLO FALDI\, Flauto Dolce e Oboe\nPRISKA COMPLOI\, Oboe e Flauto Dolce\nSTEFANO SOPRANZI\, Fagotto\nSEBASTIANO SEVERI\, violoncello\nALBERTO MARON\, clavicembalo \nPaolo Faldi\, direttore \n  \n_____________________________________________________________________________ \n  \nConcerto in sol minore RV 105 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro molto \nConcerto in do maggiore RV 88 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Cantabile – Allegro molto \nConcerto in fa maggiore RV 99 per flauto\, violino\, oboe\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in re maggiore La Pastorella RV 95 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in sol minore RV 107 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Presto \nConcerto in re maggiore RV 84 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo \nAllegro – Largo – Allegro \n  \n___________________________________________________________________________ \n  \n  \nIl corpus delle opere vivaldiane è conservato nella sua maggioranza presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.\nNel suo celebre catalogo vivaldiano Peter Ryom ha riunito sotto la dicitura «Compositions avec plusieurs instruments et basse continue» i concerti per flauto\, oboe\, violino\, fagotto e basso continuo. Questi concerti furono presumibilmente scritti da Vivaldi verso la fine del primo decennio del ‘700. Non abbiamo notizie di altri concerti con tale formazione in Italia; le uniche attestazioni quasi coeve sono infatti i Concerti avec plusieurs instruments di J.S. Bach (i celebri Concerti Brandeburghesi) e le uniche copie oltralpe di tali composizioni le troviamo soltanto a Manchester e a Dresda.\nLa struttura prevalente è in tre movimenti: allegro-largo-allegro. Molti dei concerti da camera possono essere ascritti a concerti solistici (o concerti grossi) in miniatura\, ove a volte uno strumento prende il sopravvento sugli altri\, tant’è che 6 di questi concerti hanno una versione posteriore “solistica” con orchestra e basso continuo\, elaborati soprattutto per flauto\, archi e b.c. nell’opera X pubblicata ad Amsterdam nel 1728 dall’editore Le Cene.\nL’uso del flauto traverso\, strumento che prese piede a Venezia in maniera costante verso la seconda e terza decade del ‘700\, fa presupporre che tali concerti non vennero concepiti per l’Ospedale della Pieta’ e suonati dalle celebri “putte”\, ma per la corte di Mantova\, dove il “prete rosso” fu al servizio tra il 1718 ed il 1720 come “Maestro di cappella da camera”. Alcuni concerti (che Vivaldi chiama appunto semplicemente “concerti”) vengono caratterizzati con un titolo: “il Gardellino”; “La Pastorella”; “Tempesta di mare”.\nFlauto traverso\, o meglio traversiere\, e flauto dolce (che era sempre in Italia chiamato semplicemente “Flauto”) erano strumenti quasi interscambiabili; per tale motivo è possibile usare sia il traversiere che il flauto dolce. A conferma di tale pratica in uso alla fine del XVII secolo è l’attestazione nel trattatello di Bartolomeo Bismantova l’iconografia del “Flauto Italiano”\, ovvero un flauto dolce in sol.\nFreschezza\, virtuosismo\, nobiltà degli adagi sono le caratteristiche principali dei concerti a 5\, musica che non smette di deliziare cuori ed orecchie di tutti noi. \n  \nVincitrice del 2020 BBC Music Magazine-Award\, Elicia Silverstein si e’ presentata nei palcoscenici di tutto il mondo sia come esecutrice di musica moderna sia come interprete di musica antica con strumenti storici. I suoi concerti sono stati recensiti dalle piu’ importanti testate musicali come “The Strad”\, “Gramophone” ecc.\nCome solista ha suonato con importanti gruppi storici quali Orchestra The Age of Enlightenment\,\nBarokkanerne (Norway)\, Ensemble Odyssee (Netherlands)\, Cathedra Camerata (US)\, Tesserae Baroque (US)\, the Steinitz Bach Players (UK)\, ed Ensemble Paulus Barokk (Norway).\nHa collabortato con Accademia Bizantina\, B’Rock (Belgium)\, the Handel and Haydn Society (USA)\, and Les Inventions (France. Ha presentato recital solistici al Barbican’s Baroque per il Edge festival (UK)\, Wonderfeel Festival (Netherlands)\, Larvik Barokk Festival (Norway)\, Brighton Early Music Festival (UK)\, Capella Cracoviensis’Musica Poetica Festival (Poland)\, Festival Internacional de Música de Espinho (Portugal)\, Bologna Modern (Italy) e molti altri.\nAffianca l’attivita’ di solista con quella cameristica suonando in duo violino-fortepiano e con i migliori gruppi e musicisti di musica moderna e dantica.\nElicia suona un violino Jean- Baptiste Vuillaume del 1856\, copia di un Guarnerius del Gesu’. \nFiorentino di nascita\, bolognese di adozione\, Paolo Faldi inizia lo studio di violino\, oboe e flauto dolce in giovane età. Si diploma in oboe moderno\, flauto dolce ed oboe barocco suonando con tutti i gruppi di musica antica. Per 20 anni è oboista e flautista di Hesperion XX (e XXI) e de Le Concert de Nations di Jordi Savall coi quali ha suonato in Europa\, Asia e Stati Uniti. Fondatore dell’Orchestra Barocca di Bologna e dell’orchestra barocca di Padova “Camerata Accademica”\, collabora in qualità di flautista\, oboista e direttore con l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone. Insegna Flauto Dolce ed Oboe barocco presso il Conservatorio Pollini di Padova.\nHa organizzato masterclass presso il Conservatorio di Padova con i più celebri flautisti dolci\, tra cui D. Laurin\, E. Bosgraaf\, L. Cavasanti\, con i quali ha effettuato concerti in collaborazione con Camerata Accademica.\nCome direttore di Camerata Accademica ha effettuato numerosi concerti nei festival italiani: Galuppi Festival di Venezia\, “Grandezze&Meraviglie” di Modena\, “Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano”\, Roma Festival Barocco. Ha inciso più di 40 CD con le varie orchestre e formazioni cameristiche con le quali ha collaborato; ultima uscita il CD contente le cantate di Alessandro e Benedetto Marcello eseguite con Camerata Accademica e la soprano Lucia Cortese\, trasmesso su Radio3Classica nel gennaio 2020. \nIl gruppo strumentale Camerata Accademica nasce nel 2015 da un’idea di Paolo Faldi di formare un ensemble di giovani musicisti specializzato nel repertorio barocco e classico con strumenti storici\, o\, come si usa dire oggi\, con prassi storicamente informata. Camerata Accademica si è già esibita per associazioni concertistiche di rilievo\, quali Festival Grandezze&Meraviglie di Modena\, Galuppi Festival di Venezia\, Associazione Trento Musica\, Emilia-Romagna Festival\, Festival Roma Barocco\, Festival Internazionale di Musica Antica di Brezice (Slovenia). collaborando con istituzioni orchestrali tra le più affermate\, tra cui l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone e con cantanti quali Gemma Bertagnolli\, Sara Mingardo\, Mauro Borgioni\, Paolo Borgonovo\, flautisti di alta caratura come Dan Laurin\, cembalisti e organisti tra cui Roberto Loreggian e Manuel Tomadin\, violinisti quali Federico Guglielmo. Al suo attivo vanta già un repertorio di prestigio\, tra cui spiccano Johannes Passion\, Magnificat\, Concerti Brandeburghesi di J.S. Bach\, Gloria di Antonio Vivaldi\, The Fairy Queen di H. Purcell\, Water Music di G.F. Handel. Ha presentato in prima esecuzione mondiale in tempi moderni l’Oratorio “Il martirio di S. Caterina” di A. Caldara. Ha inciso per la casa discografica Elegia un CD di cantate di Alessandro e Benedetto Marcello con il soprano Lucia Cortese. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14348/antonio-vivaldi-1678-1741-concerti-a-cinque
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SUMMARY:Un percacho que parte de Nápoles a Roma
DESCRIPTION:NONO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nDomenica 10 dicembre 2023 ore 20.00\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \nUn Percacho que parte de Nápoles a Roma\nMusica popolare al confine tra Rinascimento e Barocco\n\nNando Citarella\, canto\, tamburi a cornice\, chitarra battente\nMichele Carreca\, chitarra alla spagnola\, tiorba \n  \n  \nProlusione a cura di Patrizia Botta (Sapienza Università di Roma) e Francesco Zimei (Università di Trento) \n  \n______________________________________________________________________________________ \n  \n  \nAnonimo XVII secolo* \nPassagallo e passeggio – Cecchetta\n\nAnonimo XVI secolo** \nEn esta larga ausencia  \nGiovanni Paolo Foscarini (?-1649) \nToccata – Ciaccona variata \nGiuseppino Cenci (?-XVII sec.) \nFuggi\, fuggi\, fuggi da questo cielo \nBellerofonte Castaldi (1581-1649) \nArpeggiata a mio modo \nAnonimo XVII secolo\nIo piango\, tu non torni\, il duol non sciema \nAnonimo XVII secolo*\nTarantella \nAnonimo XVI secolo**\nSi queréis que os enrrame la puerta \nBellerofonte Castaldi \nCorrente cromatica \nGiuseppino Cenci \nLeggiadri occhi sereni \nAnonimo XVI secolo \nIanni dell’uorto \nGiovanni Paolo Foscarini \nTasteggiata soave – Corrente \nGabriele Fallamero (?-1584)\nVorria Madonna fareti sapere \nAnonimo XVI secolo**\nArrojóme las naranjicas \n* Dai manoscritti della Biblioteca Planettiana di Jesi\n** Dal manoscritto Corsini 625 della Biblioteca dell’ Accademia dei Lincei \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \n  \nIl programma del concerto è frutto di studi pubblicati nel volume Poesía y música en la Roma barroca. El cancionero español Corsini 625\, coord. P. Botta Napoli\, Liguori Editore\, 2022 (Barataria-Saggi\, 6) \nIl concerto in programma s’ispira al repertorio di lirica popolare cantato alla corte di Alessandro Damasceni Peretti\, meglio noto come Cardinal Montalto (1571-1623)\, nipote di papa Sisto V e protagonista della scena politica e culturale romana. Grande appassionato di musica\, insieme a suo fratello Michele\, principe di Venafro\, protesse molti compositori e interpreti del tempo. Tra questi il chitarrista napoletano di origine spagnola Pedro Gutiérrez\, autore e interprete di apprezzati lavori per voce e chitarra rasgueada. Recentemente il musicologo Francesco Zimei\, nell’ambito del gruppo di ricerca dell’Università di Roma coordinato da Patrizia Botta che ha curato l’edizione critica del Cancionero Corsini 625 della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana\, lo ha indentificato come il compilatore del manoscritto. Di qui l’idea di dedicare la serata da un lato a una selezione di pezzi spagnoli trasmessi dal codice\, dall’altro alla produzione vocale romana praticata alla corte del Cardinale e ad alcuni ‘cavalli di battaglia’ della coeva tradizione popolare napoletana. \n  \nMusicista\, attore\, cantante e studioso delle tradizioni popolari\, teatrali e coreutico-musicali italiane e mediterranee\, Nando Citarella si è prodotto in innumerevoli attività\, ricevendo prestigiosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.\nHa studiato e collaborato con importanti maestri: Lydia Biondi\, Eduardo De Filippo\, Dario Fo\, Linsday Kemp\, Roberto De Simone\, Ugo Gregoretti\, Nicola Piovani\, Gigi Magni e Andrea Camilleri. Ha studiato canto con Maria Rohrmann e con Alfredo Kraus e Walter Blazer in Italia e negli StatiUniti.\nTra le pubblicazioni discografiche ricordiamo Dindirinella\, con Francesco Manente\, vincitore nel 1981 del premio della Critica Discografica\, Magna Mater con i Tamburi del Vesuvio nel 2011 per Alfa Music\, Deh vieni alla finestra (2011) con il chitarrista Francesco Taranto\, ‘A Pusteggia (2001) per Finisterre.\nHa insegnato canto popolare italiano e danze del Sud Italia presso il distaccamento del Conservatorio di Salisburgo in Puchberg e Wels.\nDal 2021 insegna canto popolare presso il Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila. \nMichele Carreca è un liutista italiano\, entusiasta interprete sia del repertorio solistico che della musica di insieme. Ha tenuto concerti\, corsi e master class in Italia\, Algeria\, Austria\, Azerbaigian\, Belgio\, Brasile\, Canada\, Danimarca\, Germania\, Gran Bretagna\, Lituania\, Malta\, Polonia\, Romania\, Russia\, Slovenia\, Spagna\, Svezia\, Siria\, Stati Uniti\, Ucraina.\nCo-fondatore dell’ensemble La Selva\, ha inciso come solista per Sony-DHM\, Ayros\, Da Vinci Classics\, Continuo Records\, mentre in gruppi di musica da camera ha inciso per Deutsche Grammophon\, CPO\, Brilliant Classics\, Classic Voice-Antiqua\, Rai Trade\, Urania Records.\nHa insegnato liuto nei conservatori S. Cecilia di Roma\, A. Scarlatti di Palermo\, G. Rossini di Pesaro\, A. Scontrino di Trapani\, G. Braga di Teramo. Attualmente insegna liuto al Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14349/un-percacho-que-parte-de-napoles-a-roma-musica-popolare-al-confine-tra-rinascimento-e-barocco
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SUMMARY:Il clavicembalo a Roma 1650-1720
DESCRIPTION:DECIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nIl clavicembalo a Roma (1650-1720) \nSimone El Oufir Pierini\, Clavicembalo \n  \n_____________________________________________________________________ \n  \n  \nJ. C. Kerll (1627-1693)\nTocata tutta de salti del Signor G. Kerle\n(in E. Roger\, Toccates et Suittes de Messieurs Pasquini\, Poglietti e Gaspard Kerle\, 1709) \nJ. J. Froberger (1616-1667)\nFantasia sopra Ut\, re\, mi\, fa\, sol\, la FbWV 201\n(in A. Kircher\, Musurgia Universalis\, Roma 1650\, e Libro Secondo di Toccate etc\, Wien 1649) \nM. Rossi\nCorrenti prima\, terza\, sesta\, ottava\, decima\n(Primo libro di Toccate e Correnti\, Roma 1657) \nB. Pasquini (1637-1710)\nVariazioni per il Paggio Tedesco; \nPartite diverse di Follia\n(in S.B.p.K. Landsberg 215) \nG. Muffat\nCiaccona\n(in Apparatus Musico-Organisticus\, 1690) \nB. Della Ciaja (1671-1755)\nSonata terza\n(da Sonate per cembalo\, op. 4\, Roma 1727)\n1. Toccata\n2. Canzone\n3. Allegro\n4. Non presto \nA. Tinazzoli (1660 ca-1723)\nPartite sopra il Passagallo (1720 ca) \n  \n_________________________________________________________________________________ \n  \n  \nEstro e rigore sono le caratteristiche della musica romana per tastiera nel periodo compreso tra il 1650 e il 1720 circa\, periodo segnato dall’eredità di Girolamo Frescobaldi – maestro di Froberger\, Kerll\, e Rossi – e da quella di Bernando Pasquini\, maestro di G. Muffat e presente nel programma con le celebri Variazioni per il paggio Tedesco e le Partite diverse di Follia. A costoro si aggiungono Della Ciaja e Agostino Tinazzoli\, a testimonianza di quanto Roma esercitasse una notevole attrattiva ancora nei primi anni del diciottesimo secolo.\nBernardo Pasquini\, come del resto ogni autore di questo programma\, non era romano di nascita\, ma si trasferì stabilmente a Roma dalla fine del 1650\, come organista e come principale musicista della famiglia Borghese; Georg Muffat\, suo allievo nel periodo 1681-2\, non mancò di menzionare esplicitamente l’influenza che su di lui esercitarono sia Pasquini che Arcangelo Corelli. Può apparire strano che un programma espressamente dedicato alla musica per clavicembalo romana presenti un consistente numero di compositori stranieri – Kerll e Froberger dalla Germania\, Muffat dalla Francia\, ma di origini austriache – tuttavia\, anche se la totalità di loro si spostò da Roma una volta terminati i propri studi\, il caso è emblematico dell’attrazione che la città di Roma esercitava a livello musicale su tutta Europa\, tale che la Fantasia sull’esacordo di Froberger fu pubblicata in prima istanza dal monaco gesuita Athanasius Kircher nella sua monumentale Musurgia Universalis come esempio di fantasia perfectissima.\nAncora nei primi anni del diciottesimo secolo la fama di Roma esercitava una notevole attrattiva: Della Ciaja si stabilì a Roma per vari anni\, dal 1713 al 1730\, e anche Agostino Tinazzoli\, che dalla nativa Bologna si trasferì a Roma per un numero imprecisato di anni\, finendo imprigionato a Castel Sant’Angelo per un crimine tutt’ora ignoto\, e dal quale venne affrancato dopo aver scritto un’intera cantata con un pezzo di carbone sul muro della propria cella\, per poi tornare tra la Romagna e le Marche come organista e compositore drammatico.\nOltre all’evidente richiamo della città di Roma\, il filo conduttore che lega insieme questi compositori diversi per nazionalità e storia è la grande libertà stilistica e la brillantezza del linguaggio: è predominante il genere della Toccata\, forma virtuosistica per eccellenza\, e della danza (ciaccona\, passacaglia\, follia\, correnti)\, ma sono presenti speculazione contrappuntistica (nella Canzone di Della Ciaja e nella Fantasia di Froberger). \n  \n  \nNato a Roma nel 1996\, Simone El Oufir Pierini intraprende lo studio del pianoforte all’età di otto anni. A diciotto anni si diploma in Pianoforte presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma con il massimo dei voti\, lode e menzione d’onore\, Intraprende successivamente lo studio della prassi pianistica storicamente informata\, prendendo parte a corsi e masterclass tenuti da A. Lubimov\, A. Staier\, G. Bonino\, T. Koch\, S. Fiuzzi\, esibendosi pubblicamente in qualità di fortepianista solista e in formazioni da camera. Consegue la laurea magistrale in Musicologia nel 2022 con il massimo dei voti e la lode presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”\, con una tesi sulla transizione tra clavicembalo e fortepiano nella letteratura tastieristica coeva. Approfondisce\, infine\, lo studio del clavicembalo con Andrea Coen presso il Conservatorio de L’Aquila\, oltre a perfezionandosi nel basso continuo anche con Giovanni Togni\, presso i corsi della FIMA (Urbino\, Albano Laziale)\, prendendo parte a masterclass di M. S. Tonda\, D. Pozzi. Ha tenuto esibizioni in qualità di solista\, al pianoforte moderno\, con orchestre quali “I concerti nel Tempio”\, “L’Anello Musicale”\, l’Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia. Attivo anche nella musica contemporanea\, ha eseguito composizioni scritte appositamente per fortepiano di Riccardo Perugini (1996*)\, Si esibisce regolarmente in pubblico in qualità di clavicembalista e continuista\, per istituzioni quali Associazione Musicale Karl Jenkins\, Roma Festival Barocco\, Roma Sinfonietta\, Associazione Musicale Muzio Clementi\, Contrasto Armonico\, Musica Antiqua Latina\, Reate Festival: presso quest’ultimo ha presentato l’esecuzione integrale della Musicalisches Opfer BWV 1079 di J. S. Bach\, concertando e dirigendo un ensemble di studenti del Conservatorio de L’Aquila. È membro dell’ensemble Cappella Musicale Enrico Stuart\, con cui si esibisce in qualità di continuista. Nel 2021 è risultato finalista e vincitore di menzione speciale per la categoria di Musica Antica del XV Premio Nazionale delle Arti\, indetto dal MIUR. È di recente pubblicazione l’integrale delle sonate per violino e fortepiano di F. Mendelssohn\, in duo con la violinista V. Nicolai\, per l’etichetta Da Vinci Classics\, nonché le Sei Sonate per fortepiano di L. Cherubini e l’integrale delle opere per cembalo e organo di A. Tinazzoli\, per Brilliant Classics. Le sue incisioni discografiche sono state trasmesse presso emittenti radiofoniche quali Rai Radio 3\, Radio Classica\, Ö1 (Radio nazionale austriaca)\, Radio Vaticana\, SRF 2 Kultur (Svizzera). Si è esibito pubblicamente\, oltre che in Italia\, in UK\, Germania\, Cina\, Canada\, Polonia. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14350/il-clavicembalo-a-roma-1650-1720
URL:https://www.romafestivalbarocco.it/event/il-clavicembalo-a-roma-1650-1720/
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SUMMARY:Echi del mondo ebraico a Venezia
DESCRIPTION:UNDICESIMO APPUNTAMENTO della XVI edizione del Roma Festival Barocco \nGiovedì 14 dicembre 2023 ore 20.30\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \nEchi del mondo ebraico a Venezia\nIn occasione dei 400 anni dell’edizione dei Canti di Salomone – Hashirim ‘asher lishlomo (1622-1623)) \n  \nEnsemble Salomone Rossi\nMarta Fumagalli\, mezzosoprano \nLydia Cevidalli\, violino e direzione \nGiacomo Coletti\, violino\nMarco Frezzato\, violoncello \nGiovanni Togni\, clavicembalo \n  \n___________________________________________________________________ \n  \n  \nProgramma \nSalomone Rossi (1570-1630)\nda Canti di Salomone\, (1628 )e Sinfonie e Gagliarde (1607):\nSinfonia\,\nGagliarda Marchesina\,\nGagliarda Massara\,\nSalmo Lamnatseach al hagittit\,\nSinfonia\,\nGagliarda Zambalina\,\nSalmo Mizmor leTodà \nBenedetto Marcello (1686-1739)\nSonata in Fa maggiore op.1 n.1 per violoncello & basso continuo\nLargo – Allegro – Largo – Allegro\n(ed. Gerhard Fredrik Witvogel\, Amsterdam ca 1732) \nSonata in Sol maggiore per clavicembalo\,\nLargo – Presto\ndalla Biblioteca Nazionale Marciana\, Mss. it. IV. 960 \nArie e recitativi dal Salmo 15 per alto\, violoncello e basso\nCon Intonazione ebraica degli Ebrei Tedeschi sopra l’orazione “Ma’oz Tsur”\nda L’Estro poetico armonico\, 1724-1727 \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nSonata per due violini e basso continuo op.1 n.8\nPreludio – Corrente – Grave – Giga \nMatteo Lucchini\nAria di Dalida: Lascia l’ingrato lido\nDall’oratorio Sansone (Praga\, 1729)\nPrima esecuzione in Italia in tempi moderni \nBenedetto Marcello\nArie e recitativi dal Salmo 21 per alto\, due violette e basso continuo con Intonazione degli Ebrei Tedeschi sopra l’Orazione “Shofet kol ha’aretz”\nda L’Estro poetico armonico\, 1724-1727 \n  \n__________________________________________________________________________ \n  \n  \nNel panorama ricchissimo della storia musicale veneziana\, un posto particolare\, sicuramente affascinante\, riguarda la presenza sporadica di testimonianze musicali legate o ispirate al mondo ebraico. Tale repertorio\, anche se in maniera non organica e continuativa\, è stato il principio ispiratore di alcune composizioni edite nel XVII e il XVIII secolo e che suscitarono interesse in ambito europeo. Il primo nucleo di brani proposti nella serata sono del compositore mantovano Salomone Rossi Hebreo che\, nel 1620\, pubblicò a Venezia una raccolta di Salmi\, unendo testi sacri ebraici e musica polifonica in stile tardo rinascimentale\, avvicinando due universi culturali fino ad allora separati. Dopo circa un secolo\, sempre a Venezia\, apparve la monumentale opera di Benedetto Marcello “L’Estro Poetico Armonico\, Parafrasi sopra li Salmi”\, con testi di Girolamo Ascanio Giustiniani\, dove\, all’interno delle composizioni\, troviamo ben undici canti sinagogali\, chiamate Intonazioni dal compositore veneziano. Tali canti\, tramandati oralmente\, sono sopravvissuti fino a noi grazie a questa raccolta e vennero utilizzati dal compositore come spunto musicale per scrivere arie spirituali in stile settecentesco ispirati alle antiche melodie. La raccolta dei Salmi di Marcello\, di cui comparve la prima edizione nel 1724\, ebbe una notevole diffusione e influenza in ambito europeo\, con esecuzioni ed elaborazioni in diversi luoghi. Uno dei casi più curiosi in ambito europeo fu ciò che avvenne a Praga\, nel 1729 al Teatro di Sporck\, e oggetto di studio negli ultimi anni da parte della musicologa Milada Jonášová. Antonio Denzio\, tenore bolognese\, vissuto anche in Veneto\, si trasferì a Praga prendendo in gestione il suddetto teatro. Nel 1729\, in periodo di Quaresima\, propose al pubblico un Oratorio- pastiche\, Sansone\, con la collaborazione di alcuni musicisti\, tra cui Lucchini. All’interno delle varie scene comparvero ben sette delle undici Intonazioni ebraiche pubblicate nell’Estro Poetico Armonico\, cantate per rendere probabilmente più realistica l’azione drammatica ispirata alla Bibbia. Si trattò di una semplice curiosità\, di un cambio di sensibilità o di una ricerca di fonti e suoni verosimilmente più autentici? Possiamo solo constatare come ancora oggi\, a trecento anni di distanza\, la raccolta di Marcello e le antiche melodie ebraiche riescano ancora ad affascinarci\, lasciando vivi e intatti gli spunti di riflessione da loro aperti in una prospettiva di continua ricerca. \n  \nL’Ensemble Salomone Rossi è stato fondato dalla violinista Lydia Cevidalli nel 1991\, con l’intento di approfondire il contributo ebraico alla musica del mondo occidentale. Il gruppo è costituito da un numero variabile di musicisti che collaborano costantemente con prestigiosi ensembles internazionali di musica antica (Les Concert des Nations\, Accademia Bizantina\, Pietà dei Turchini\, Ensemble Aurora\, Orchestra 1704 ed altri).\nL’Ensemble si è esibito recentemente in Francia per una tournée di concerti organizzati dal consolato italiano\, ad Amsterdam e a Praga in presenza degli ambasciatori italiani e al Ravenna Festival; ha partecipato a varie trasmissioni televisive e radiofoniche tra cui la BBC\, Radio3\, RadioSole24ore\, Radio Vaticana. Il gruppo è attualmente impegnato nel Benedetto Marcello Project per le case discografiche Concerto e Dynamic\, progetto di registrazione dei Salmi musicati da Benedetto Marcello che ha riscontrato ottime recensioni dalla critica internazionale.\nNella prossima primavera è prevista da parte del gruppo la realizzazione un Cd di brani strumentali e Salmi polifonici di Benedetto Marcello con Intonazioni ebraiche e gregoriane. \n  \n \n  \nCon il sostegno dell’Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14351/echi-del-mondo-ebraico-a-venezia
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SUMMARY:Premio alla carriera del Roma Festival Barocco ad Andreas Scholl
DESCRIPTION:AVVISO IMPORTANTE\nVi Informiamo che le richieste di prenotazione ricevute hanno superato di gran lunga la disponibilità dei posti a disposizione\, esaurendo\, in poche ore\, tutto il plafond a disposizione.\nPer tale motivo\, abbiamo reso possibile la visione dell’evento sul nostro sito\, in diretta streaming\, in modo da estendere al massimo il pubblico interessato a questo importante evento. \nTale modalità si affianca alla possibilità di presentarsi comunque all’ingresso del concerto senza la conferma dell’invito\, seguendo la fila dedicata: in caso di residua disponibilità di posti\, causa assenze o disdette dell’ultimo minuto\, sarà permesso l’ingresso in sala\, a pochi minuti dall’inizio del concerto\, seguendo l’ordine di arrivo\, ed in conformità alla capienza totale. \nPer tutti\, invece\, sarà disponibile la visione in streaming\, appositamente predisposta per questo evento: basterà collegarsi alla pagina dedicata del nostro sito\n \nGuarda il concerto in Live Streaming\n \nLa pagina con la diretta del concerto sarà attiva alle ore 19\, ma con possibile slittamento di qualche minuto\, per eventuali esigenze organizzative. \nVi auguriamo un buon concerto! \n\n  \n  \nDODICESIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nPremio alla carriera del Roma Festival Barocco \n \nin Collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia \n  \nAndreas Scholl — Contratenor\nTamar Halperin — Harpsichord \n  \n_____________________________________________________________________ \n  \n  \nHenry Purcell (1659 – 1695): Music for a While \nJohn Dowland (1563 – 1626: Come Again \nHenry Purcell: Ground in D Z.222 (cembalo solo) \nRobert Johnson (1583 – 1633 ): Have you Seen the Bright Lily \nHenry Purcell: Evening Hymn \nAntonio Vivaldi (1678-1741): Cum dederit dal Nisi Dominus (Arrangiamento T. Halperin) \nTamar Halperin: Baustelle no. 2\, secondo un preludio di J. S. Bach (Cembalo solo) \nGeorg Frederich Händel (1685 – 1759): Nel Dolce Tempo \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750): Buß und Reu\, dalla Passione secondo Matteo \nTamar Halperin: Baustelle no. 1\, secondo un minuetto di J. S. Bach (Cembalo solo) \nAntonio Vivaldi: Cessate\, omai cessate (Largo e sciolto – Larghetto\, Andante molto – Andante – Allegro) \n  \n______________________________________________________________________________ \n  \nAndreas Scholl inizia l’attività di cantante nei pueri cantores del Kiedricher Chorbuben\, coro di voci bianche con una tradizione di oltre 700 anni. Dal 1987 al 1992 ha studiato a Basilea con Richard Levitt e René Jacobs. Ha realizzato una nutrita serie di incisioni discografiche solistiche per l’etichetta discografica Decca\, tra cui “Wanderer”\, un disco dedicato al Lied tedesco in collaborazione con Tamar Halperin; “O Solitude”\, un album monografico su H. Purcell con l’Accademia Bizantina\, che nel 2012 si è aggiudicato il BBC Music Magazine award; “Arie per Senesino”; “Heroes”\, un disco di arie di Händel\, Mozart\, Hasse e Gluck; “A Musicall Banquet” di J. Dowland; “Arcadia”\, una raccolta di cantate di autori romani dell’Accademia dell’Arcadia rare e inedite; “Wayfaring Stranger”\, una selezione di nuovi arrangiamenti di folksongs inglesi e americane con l’Orpheus Chamber Orchestra; Cantate di J.S. Bach con la Kammerorchester Basel e Mottetti di A. Vivaldi con l’Australian Brandenburg Orchestra. La sua discografia comprende inoltre “Solomon” e “Saul” di F. Händel con Paul McCreesh per l’etichetta Deutsche Grammophon e “Stabat Mater” di Vivaldi per Harmonia Mundi; “Maddalena ai piedi di Cristo” di A. Caldara e “Crystal Tears” musica elisabettiana per liuto e per voce di J. Dowland. In DVD le produzioni di “Giulio Cesare” (entrambi Decca e Harmonia Mundi)\, “Rodelinda” (Warner) e “Partenope” (Decca). Ha interpretato il ruolo di Bertarido nell’opera “Rodelinda” di F. Händel alla Metropolitan Opera di New York e al Glyndebourne Opera e quello di Giulio Cesare al Royal Danish Opera e ai Festspiele di Salisburgo. “Small Gifts of Heaven”\, raccolta di arie di J.S. Bach per contralto\, completate da due Concerti Brandeburghesi\, è frutto della collaborazione con Dorothee Oberlinger e l’Ensemble 1700 prodotto dalla Sony.\nDal 2000 al 2018 è stato docente del corso di Canto presso la Musikakademie der Stadt Basel. \n  \nTamar Halperin ha studiato pianoforte classico e clavicembalo alla Juilliard School di New York\, dove ha conseguito il dottorato nel 2009\, dopo aver scritto la sua tesi su J. S. Bach. Ha studiato anche all’Università di Tel-Aviv e alla Schola Cantorum di Basilea\, dove si è ulteriormente specializzata in clavicembalo e musica antica. Sebbene il fulcro delle sue attività sia la musica barocca\, Tamar è anche un’entusiasta interprete di musica classica e contemporanea. Ha composto\, arrangiato ed eseguito musica pop\, jazz\, elettronica e nuova musica classica. Nel suo primo album solista\, “Satie”\, (Edel/Neue Meister\, maggio 2016) si è esibita al pianoforte\, al clavicembalo\, all’organo Wurlitzer\, all’organo Hammond e al glockenspiel\, combinati con manipolazioni sonore elettroniche. Insieme al marito\, il controtenore Andreas Scholl\, ha registrato “The Family Songbook”\, una raccolta di canzoni in inglese\, tedesco ed ebraico (Edel/Berlin Classics\, novembre 2018).
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SUMMARY:Bach a Venezia
DESCRIPTION:TREDICESIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nSabato 20 dicembre 2023 ore 20.30\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \n«Bach a Venezia»\nConcerti per clavicembalo e archi da Vivaldi & Marcello \nSestier Armonico\nClaudio Rado\, Violino I\nJaume Guri Batlle\, Violino II\nSara Gómez Yunta\, Viola\nAlex Jellici\, Violoncello\nGiacomo Albenga\, Contrabbasso\nGiulio De Nardo\, Clavicembalo \nAntonio. Vivaldi (1678-1741)\nConcerto per archi in Sib maggiore RV 167\nAllegro – Andante – Allegro \nAlessandro Marcello (1673-1747) – Johann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per cembalo e orchestra in re minore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 974 di Johann Sebastian Bach]\nAndante – Adagio – Presto \nAntonio Vivaldi\nConcerto per archi in sol minore RV 156\nAllegro – Adagio – Allegro \nAntonio Vivaldi – Johann Sebastian Bach\nConcerto per cembalo e orchestra in Re Maggiore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 972 di Johann Sebastian Bach]\nAllegro – Larghetto – Allegro \nAntonio Vivaldi\nConcerto per archi in sol minore RV 157\nAllegro – Largo -Allegro \nAntonio Vivaldi – Johann Sebastian Bach\nConcerto per cembalo e orchestra in Do Maggiore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 976 di Johann Sebastian Bach]\nAllegro – Largo – Allegro \nSecondo una prassi consolidata nel Settecento\, anche Johann Sebastian Bach trascrisse per clavicembalo solo i concerti di alcuni autori italiani\, per appropriarsi dei loro segreti. Rendere possibile l’incontro tra il grande compositore di Eisenach e gli amati autori veneziani – Alessandro Marcello e Antonio Vivaldi – ha ispirato la produzione discografica «Bach in Venice». Concertos for Harpsichord and Orchestra after Vivaldi & Marcello (2023). L’ideatore del progetto Giulio De Nardo\, che ha combinato le partiture originali di Antonio Vivaldi e Alessandro Marcello con le relative trascrizioni clavicembalistiche di Johann Sebastian Bach. \n____________________________________________________ \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma organo e pianoforte presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla Schola Cantorum Basiliensis dove continua lo studio dell’organo con T. Lindner e lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e A.Marcon poi.\nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazionale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso internazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck.\nSvolge attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, come continuista e in qualità di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama internazionale come Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble ed altri\, prendendo parte anche ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \nL’ ensemble Sestier Armonico\, nasce a Basilea da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente della Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX.\nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’intensa attività concertistica in veste solistica e in collaborazione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14352/bach-a-venezia-ii-concerti-per-cembalo-e-archi-da-vivaldi-e-marcello
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