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SUMMARY:Clori\, Lidia e Filli\, coi violini\, leuto e basso continuo del Signor A. Scarlatti
DESCRIPTION:Giovedì 4 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nI Bassifondi Ensemble\nSimone Vallerotonda\, direttore\nValeria La Grotta – Francesca Boncompagni\, soprano\nGaia Petrone\, contralto\nSerenata a tre voci.\nClori\, Lidia e Filli\, coi violini\, leuto e basso continuo del Signor A. Scarlatti \n  \nEdizione moderna di ELIA PIVETTA\ncon la collaborazione di SIMONE VALLEROTONDA \n  \nPrima esecuzione moderna \nFilli – soprano: Valeria La Grotta\nClori – contralto: Gaia Petrone\nLidia – soprano: Francesca Boncompagni \n  \nViolino I: Ana Liz Ojeda\nViolino II: Mayah Kadish\nViola: Pietro Meldolesi\nVioloncello: Alessandro Palmeri\nClavicembalo: Andrea Coen\nSimone Vallerotonda: Liuto e direzione \n  \nLa serenata a tre voci di Alessandro Scarlatti dal titolo Clori\, Lidia e Filli risale con molta probabilità al 1701 e potrebbe essere stata eseguita a Napoli il 2 giugno di quell’anno per l’ottava del Corpus Domini.\nLa Gazzetta di Napoli del 7 giugno riporta che in quel giorno\, dopo la processione e diversi festeggiamenti nel Palazzo della Posta\, a conclusione della festa “…non vi mancò la Musica\, in una famosa Serenata del Regio Mastro [sic] di Cappella Scarlati [sic] con scelte voci\, e nobili strumenti”.\nLa serenata è conservata in fonte unica presso la Biblioteca del Conservatoire Royal di Bruxelles e prevede un organico di tre voci (due soprani e un contralto)\, due violini\, viola\, liuto e continuo. Le dimensioni sono notevoli: dopo una sinfonia articolata in diversi movimenti\, segue la consueta alternanza di recitativi\, arie e duetti\, ma intercalati da numerosi ritornelli strumentali.\nLa sua particolarità\, che la rende un “unicum” nella vasta produzione di cantate di Alessandro Scarlatti\, è data dal fatto che in un’aria centrale del componimento il liuto appare in dialogo “obbligato” con Filli in concertino\, a cui risponde il concerto grosso dei violini e cembalo. \n  \nSINFONIA DELLA SECONDA PARTE\nAlessandro Scarlatti\nSonata 3 dal concerto grosso in F Major\nAllegro – Largo – Allegro – Largo – Allegro \nDa un’idea di Simone Vallerotonda\, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto\, arciliuto\, tiorba e chitarra barocca\, con l’accompagnamento del “basso continuo”. Tutti i più importanti liutisti e chitarristi dell’epoca\, suonavano la loro musica “condividendola” con altri strumenti. L’esigenza di creare un comune linguaggio esecutivo e improvvisativo\, spinge I Bassifondi a proporre autori meno noti del mondo degli strumenti a pizzico\, ma non meno importanti\, restituendoli nella loro autenticità. Una profonda ricerca delle fonti musicali\, corde in budello\, manuali di diminuzioni\, consapevole di non raggiungere mai la Verità\, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva\, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.\nIl loro primo album “Alfabeto falso” (Arcana/Outhere Music\, 2017) ha scosso gli ascoltatori\, con un repertorio per chitarra barocca ricco di stravaganze armoniche\, l’alfabeto falso appunto\, paragonabile al jazz moderno. Con “Roma 600” (Arcana/Outhere Music\, 2019)\, I Bassifondi esplorano gli aspetti popolari presenti nella musica romana\, come specchio di quella colta.\nCon il nuovo album “La Guitarre Royalle” (Arcana/Outhere Music\, 2024)\, I Bassifondi esplorano la musica a due chitarre e non solo\, del più importante chitarrista italiano del Seicento: Francesco Corbetta.\nInvitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa\, USA\, Sud-America\, Australia\, Sud Africa\, alla maniera dei liutisti e chitarristi dell’epoca\, I Bassifondi viaggiano insieme attraverso il mondo\, cercando sempre di godere serenamente la loro musica e la loro vita.  Accanto ai festival specializzati\, I Bassifondi suonano anche in clubs\, pubs\, condividendo la musica barocca in luoghi “non ufficiali” con gente comune… ma questa è un’altra storia!\nIn continua evoluzione e studio\, l’ensemble amplia il suo repertorio e dalla compagine originaria di trio\, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.\nL’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica. \n  \nNato a Roma nel 1983\, Simone Vallerotonda ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra classica. Affascinato dalla musica antica a 18 anni acquista un liuto senza minimamente saperlo suonare. Ha iniziato così a studiarlo con Andrea Damiani al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma\, dove si è diplomato col massimo dei voti. Ha successivamente conseguito il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la “Staatliche Hochschule für Musik” di Trossingen\, sotto la guida di Rolf Lislevand.\nSi è laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l’Università “Tor Vergata” di Roma e si è specializzato in Estetica col massimo dei voti e la lode\, dedicandosi ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti.\nNel 2011 è risultato miglior classificato\, nella sezione solisti\, al Concorso Internazionale di Liuto “Maurizio Pratola” e vincitore del concorso REMA (Rèseau Européen de Musique Ancienne) nella sezione musica da camera.\nHa suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose in USA\, Australia\, Sud America\, Sud Africa\, Cina\, e in tutta Europa\, tra cui: Carnegie Hall di New York\, Sydney Conservatorium\, Teatro de la Ciudad a Città del Messico\, Teatro Municipal di Santiago del Chile\, Singapore Lyric Opera\, Concertgebouw di Amsterdam\, Wigmore Hall di Londra\, Theater an der Wien\, Theatre des Champs Élysées di Parigi\, Casa da Musica di Oporto\, Liszt Academy di Budapest\, Bruxelles–Bozar\, Berlin-Kammermusiksaal–Berliner Philharmoniker\, Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma\, Teatro alla Scala di Milano.\nHa registrato per importanti emittenti radio e televisive quali: RAI\, ABC\, BBC\, Mezzo\, France Musique\, Radio4\, Arte\, Polskie Radio\, Kulturradio\, RSI\, Radio Classica\, Radio Vaticana e ha inciso per Naïve\, Sony\, Erato\, EMI\, Decca\, Amadeus\, Brilliant\, Aparté\, E Lucevan Le Stelle Records\, Arcana /Outhere Music.\nOltre alla sua attività di solista\, collabora come continuista con vari ensembles tra cui: Modo Antiquo\, Rinaldo Alessandrini & Concerto Italiano\, Imaginarium Ensemble\, Cantar Lontano\, Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Ottavio Dantone & Accademia Bizantina.\nA 38 anni vince la nomina di ruolo come docente di Liuto al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.\nAperto alla sperimentazione e alle contaminazioni\, ha suonato con Vinicio Capossela… ma questa è un’altra bella storia!\nÈ fondatore de “I Bassifondi”\, suo ensemble con cui propone il repertorio per Chitarra\, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo.\nÈ sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica\, sia come solista che con il suo ensemble (www.simonevallerotonda.com  ) \n  \nDopo il diploma in Canto Lirico\, Valeria La Grotta si specializza in Canto Rinascimentale e Barocco al Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con Roberta Invernizzi. Si perfeziona con Lucrezia Messa\, seguendo masterclass con Marina De Liso\, Paoletta Marrocu\, Sergio Foresti. Consegue inoltre il Master biennale di II livello in Musica Antica al Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli con Antonio Florio\, affiancando all’attività artistica quella di ricerca musicologica.\nFra i vari debutti: L’incoronazione di Poppea (Drusilla) di Monteverdi al Théâtre des Champs-Elysées con Le Banquet Céleste; Bajazet (Idaspe) di Vivaldi al Teatro La Fenice di Venezia diretta da Federico Maria Sardelli; Astrologi immaginari (Clarice) di Paisiello al Thèâtre Municipal de Moulins con Martin Gester; Acis et Galatée (Scylla) di Lully al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; Agar et Ismaele esiliati (Sara) di Alessandro Scarlatti al Teatro delle Palme di Napoli; Catone in Utica (Arbace) di Vivaldi al Teatro Comunale di Ferrara; Ercole in Tebe (Iole) di Jacopo Melani al Teatro della Pergola; Figli di un dio ubriaco al Teatro Ponchielli di Cremona con Antonio Greco & Cremona Antiqua; Zenobia in Palmira (Aspasia) di Leonardo Leo; L’Orazio (Giacomina) di Pietro Auletta in prima esecuzione in tempi moderni per la 49ª Edizione del Festival della Valle d’Itria. Si esibisce anche al: Festival Pergolesi-Spontini di Jesi ne Lo frate nnammorato di Pergolesi con Ottavio Dantone e Accademia Bizantina; Anima Mea Festival nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi con Luca Guglielmi; Ravello Festival nel Dido and Æneas di Purcell con la Cappella Neapolitana; Monteverdi Festival con Modo Antiquo nella Missa in illo tempore di Monteverdi; Valletta Baroque Festival; Early Music Festival di Vilnius\, Festival de Ribeauvillé nel Te Deum di Charpentier e nell’Ode for St. Cecilia’s Day di Händel con Le Parlement de Musique; Festival de Música Antigua de Sevilla; Amia-Alsace di Strasbourg; Roma Festival Barocco; Antiqua Festival Bozen con Academia Montis Regalis; 46° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano; Victoria International Arts Festival di Malta.\nTra le incisioni discografiche si segnalano: Prima d’esservi infedele – cantate inedite a due violini di Alessandro Scarlatti – per Arcana; La Flora (Zeffiro) di Marco da Gagliano per Glossa; Olimpia abbandonata & other Cantatas di Leonardo Vinci per Elegia Classics London\, La Serva padrona di Giovanni Paisiello per Bongiovanni (https://valerialagrotta.com/). \n  \nNata ad Arezzo e violinista di formazione\, Francesca Boncompagni ha iniziato la carriera di cantante nel 2005 con il M. William Christie\, specializzandosi nel repertorio barocco e classico per soprano lirico leggero. Oltre ad avere al suo attivo numerose incisioni discografiche\, ha cantato in sale di prestigio mondiale quali Philarmonie\, Salle Pleyel e Théatre des Champs-Elysèes di Parigi\, Palais des Beaux Arts di Bruxelles\, Konzerthaus di Berlino\, Konzerthaus di Vienna\, Alte Oper di Francoforte\, Tonhalle di Zurigo\, Fundacion Gulbenkian di Lisbona\, Auditorio Nacional di Madrid\, Opera Nazionale di Bucarest\, Lutoslawski Hall di Varsavia\, Barbican Center e Royal Albert Hall di Londra\, Palazzetto Bru Zane di Venezia\, Bunka Kaikan e Opera City di Tokyo\,  J.F.Kennedy Center di Washington DC\, Memorial Center di S. Francisco\, Lincoln Center e Carnegie Hall di New York.Ha collaborato con ensembles quali Collegium Vocale Gent\, Les Arts Florissants\, Les Musiciens du Louvre\, Cappella Neapolitana\, Cappella Mediterranea\, Accademia Bizantina\, Modo Antiquo e La Venexiana\, con direttori quali Ottavio Dantone\, Stefano Montanari\, Leonardo Garcìa Alarcon\, Philippe Herreweghe\, Frans Brüggen\, William Christie\, Paul Agnew\, Francesco Corti\, Antonio Florio\, Francesco Cera\, Claudio Cavina e Federico Sardelli. In Italia si è esibita più volte al Teatro La Fenice di Venezia\, al Teatro Regio di Torino e al Maggio Musicale di Firenze\, diretta dai Maestri Antonio Florio\, Federico Sardelli e John Eliot Gardiner.\nGaia Petrone si diploma in canto lirico presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma\, approfondendo poi lo studio della prassi esecutiva barocca presso il Royal Conservatoire de L’Aia\, e si laurea in Filosofia presso l’Università di Tor Vergata di Roma con una tesi in Filosofia Teoretica dal titolo “Musica parola e silenzio: linguaggio e percezione in Luigi Nono”. Vincitrice del VII Concorso Internazionale di Musica Antica “F. Provenzale” e del XII Concorso operistico Internazionale “V. Gentile”\, la sua carriera professionale inizia con il debutto come Lisetta ne Il mondo della luna di Haydn al Teatro Bonci di Cesena e come Pittura e Alinda nella prima mondiale in tempi moderni de Il novello Giasone di Stradella/ Cavalli al Festival della Valle d’Itria nel 2011. La sua discografia include tra le altre le registrazioni live de Simon Boccanegra di Verdi con i Wiener Symphoniker sotto la direzione di M. Zanetti per Decca\, La morte d’Orfeo di S. Landi sotto la direzione di C. Rousset per Naxos e di Margherita d’Anjou (Isaura) di Meyerbeer sotto la direzione del M° Fabio Luisi. Nel 2015 debutta in Gran Bretagna nel Messiah di Handel con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta da Nathalie Stutzmann. Nello Junges Ensemble del Theater an der Wien di Vienna interpreta tra gli altri i ruoli di Medoro nell’Orlando di Handel\, Sibari nella Semiramide riconosciuta di Handel/Vinci sotto la direzione di A. Curtis e debutta con grande successo il ruolo di Angelina ne la Cenerentola di Rossini. Segue il suo debutto negli U.S.A. come Rosina ne Il Barbiere di Siviglia al Palm Beach Opera e come Pisana ne I Due Foscari presso il Theater an der Wien con Placido Domingo e diretta dal M° J. Conlon.\nTra i recenti impegni il ruolo di Arsamene ne Il Xerse di Cavalli\, sotto la direzione di F.M. Sardelli e la regia di Leo Muscato\, Orillo ne l’Orfeo di Sartorio presso il Teatro dell’Opera di Montpellier\, Luca nell’opera contemporanea Raffa in the sky presso il Teatro Donizetti di Bergamo sotto la direzione del M° C. Boccadoro e la regia di F. Micheli e Sesto ne La clemenza di Tito di Mozart per l’Hokutopia Festival di Tokyo sotto la direzione di Ryo Terakado. \n  \n  \nDa un’idea di Simone Vallerotonda\, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto\, arciliuto\, tiorba e chitarra barocca\, con l’accompagnamento del “basso continuo”.\nUna profonda ricerca delle fonti musicali\, corde in budello\, manuali di diminuzioni\, consapevole di non raggiungere mai la Verità\, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva\, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.\nInvitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa\, USA\, Sud-America\, Australia\, Sud Africa\, l’ensemble amplia il suo repertorio e\, dalla compagine originaria di trio\, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.\nL’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica. \n  \nSimone Vallerotonda Ha suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose d’Europa\, USA\, Australia\, Sud America\, Sud Africa\, Cina e ha registrato per importanti emittenti radio e televisive.\nOltre alla sua attività di solista\, collabora come continuista con vari ensembles. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Who’s afraid of Baroque?
DESCRIPTION: Sabato 6 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi \nVincenzo Capezzuto\, voce \nSoqquadro Italiano\nSimone Vallerotonda\, tiorba/chitarra barocca\nMarco Forti\, contrabbasso\nLeonardo Ramadori\, percussioni\nClaudio Borgianni\, concept e direzione artistica\nWho’s afraid of Baroque? \n  \nWho’s afraid of Baroque? Titolo sicuramente curioso\, “preso in prestito” dal famoso testo teatrale di E. Albee “Who’s afraid of Virgina Wolf”. Who’s afraid of Baroque? Non è un concerto e nemmeno uno spettacolo teatrale\, ma un insolito e divertente spaccato sulla musica e sulla cultura italiana del Seicento. Un continuo dialogo tra antico e moderno\, un raffinato gioco di fusione\, volto a spaziare tra improvvisazione jazz e arte della diminuzione\, tra lazzi della Commedia dell’Arte e atmosfere swing. \nClaudio Borgianni attinge a piene mani dal repertorio musicale e letterario del Seicento\, smembrandolo\, deformandolo\, ed infine ricomponendolo per poter tracciare i punti di continuità che ci legano a quel mondo così lontano. \nVincenzo Capezzuto\, peculiare voce dalla tessitura rara ed indefinita\, già primo ballerino ed artista poliedrico è “la voce e il corpo” di questo progetto\, sempre in bilico tra espressività colta e immediatezza popolare. \n  \nPROGRAMMA\n  \nAlessandro Stradella (1639 – 1682)\nSi salvi chi può \nSolo al contrabbasso \nAlessandro Piccinini (1566 – 1638) / Claudio  Borgianni\nNo words \nLuigi Rossi (1597 – 1653)\nLa bella più bella \nGiulio Cesare Cortese (1570 – 1640) / Soqquadro Italiano\nLa Vaiasseide \nTradizionale (XVI sec.)\nVurria ca foss’io ciaola \nAndrea Falconieri (1585 ca. – 1656) / Felippo Sgruttendio de Scafato (XVII sec.) \nA la brutta scartellata \nDomenico Mazzocchi (1592 – 1665) / Tubiolo Benfare (XVII sec.) / C. Borgianni\nScuntenti cori miu \nAnonimo XVII secolo \nXaccara Calabrese Spagnuola \nFrancesco Corbetta (1615 ca. – 1681)\nCaprice de chaconne \nDomenico Micheletti (1663 – 1693)\nSperanze lusinghiere \nAnonimo (XVII sec.)\nOcchi belli \nSoqquadro Italiano / Santiago de  Murcia (1673 – 1739) / Bartolomeo Bocchini (1604 ca. – 1650 ca.)\nBischizzo a bella ballerina \nSolo alle percussioni \nTradizionale (XVII sec.) / Carlo Maria Maggi (1630 – 1699)\nLa Canzone del Guarracino con l’addio di Meneghino \n  \n  \nArtista di straordinaria versatilità\, Vincenzo Capezzuto si distingue come figura unica nel panorama artistico internazionale.  Formatosi come ballerino al Teatro San Carlo di Napoli\, ha danzato come solista con l’English National Ballet\, il Ballet Argentino di Julio Bocca e l’Aterballetto\, interpretando capolavori di Balanchine\, Forsythe\, Petit\, Ailey e Bigonzetti.\nParallelamente ha sviluppato una carriera di eccezionale livello come cantante solista\, collaborando con L’Arpeggiata di Christina Pluhar (7 album per Warner Classics/Erato) e Il Pomo d’Oro accanto a Cecilia Bartoli.\nLa sua voce\, dal timbro unico e dall’intensa capacità espressiva\, lo ha portato sui palcoscenici più prestigiosi del mondo\, tra cui Carnegie Hall\, Wigmore Hall\, Walt Disney Concert Hall\, BBC Proms\, Ravenna Festival e Hong Kong Music Festival\, Teatro dell’Opera di Roma.\nNel 2025 debutta con il nuovo progetto Ottocento Napoletano\, accompagnato dal Motus Mandolin Trio\, continuando a fondere virtuosismo\, eleganza e ricerca musicale in un percorso originale e raffinato. \nSoqquadro Italiano è un gruppo musicale fondato nel 2011 da Claudio Borgianni e da Vincenzo Capezzuto. Considerato uno dei gruppi più originali ed innovativi dell’odierno panorama musicale europeo nel genere Classical Crossover\, Soqquadro Italiano apre il suo sguardo a tutti i linguaggi artistici (canto\, musica\, danza\, visual art).\nIl repertorio musicale è sempre aperto ad accogliere nuovi stimoli creativi dal punto di vista artistico e produttivo. Una ricerca costante\, tra passato e presente\, per riscoprire l’originalità e il senso di disordine-ordinato che caratterizza la parola ITALIANO.\nDal 2011\, Soqquadro Italiano ha tenuto concerti in Belgio\, Italia\, Olanda\, Russia\, Germania\, Spagna\, Ecuador all’interno d’importanti sedi di rilevanza internazionale.\nDal punto di vista discografico Soqquadro Italiano ha prodotto nel 2014 Numero Zero – Qdisc dedicato alla musica inedita del XVII secolo.\nNel 2015 realizza Numero Uno – Live con la registrazione LIVE del concerto “Da Monteverdi a Mina”.\nNel 2017 esce il nuovo disco dal titolo Numero Due – Schubert\nIl 2022 vede il debutto del nuovo progetto e CD per l’etichetta EGEA  Balla la Bella\, un divertente percorso dalla danza rinascimentale al repertorio popolare  emiliano romagnolo. Nel 2025 il gruppo è coinvolto in un nuovo progetto di spettacolo dedicato alle “Sottilissime astuzie di Bertoldo” con testi di Giulio Cesare Croce e la partecipazione di Elio. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Da Bach a Haydn al clavicordo
DESCRIPTION:Lunedì 8 Dicembre 2025\, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nUlrika Davidsson\, clavicordo\nDa Bach a Haydn al clavicordo \n  \nProgramma \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nPreludio e Fuga in Do maggiore BWV 870\nPreludio e Fuga in Do minore BWV 871\nda Il clavicembalo ben temperato II \nCarl Philipp Emanuel Bach (1714-1788)   \nFantasia in Do minore\nda Achtzehn Probestücke in sechs Sonaten Wq.63/6\n  \nJoseph Haydn (1732-1809)\nSonata in Fa maggiore\, Hob XVI:23 \n\n II. Adagio – III. Finale. Presto\n\n  \nJohann Sebastian Bach\nPreludio e Fuga in Fa minore BWV 881\nPreludio e Fuga in Fa maggiore BWV 880\nda Il clavicembalo ben temperato II \n  \nCarl Philipp Emanuel Bach\nVariations on Les Folies d’Espagne W. 118/9\nUn viaggio attraverso tre compositori centrali del XVIII secolo: dalla maestria strutturale di Johann Sebastian Bach all’espressione carica di emotività di Carl Philipp Emanuel Bach\, fino al classicismo elegantemente modellato di Joseph Haydn.\nDue coppie di preludi e fughe da “Il clavicembalo ben temperato II” di Bach incorniciano il programma con contrasti tra maggiore e minore\, chiarezza e complessità. Carl Philipp Emanuel Bach è rappresentato sia da una Fantasia libera fantasiosa ed espressiva\, sia dalle virtuose variazioni su “Les Folies d’Espagne“\, che dimostrano il suo distintivo linguaggio emotivo.\nLa sonata in fa maggiore di Haydn offre equilibrio classico e gioia di suonare in tre movimenti\, con un sentito adagio e un brillante presto conclusivo.\nIl clavicordo\, strumento prediletto di tutti e tre i compositori\, ci trasporta in un mondo sonoro intimo che riflette le intenzioni musicali dei maestri con particolare vicinanza e ricchezza di sfumature. \n  \nUlrika Davidsson è una musicista versatile\, che vanta una carriera internazionale con fortepiano\, clavicordo\, clavicembalo e pianoforte\, tenendo concerti in tutta Europa\, Stati Uniti\, Canada\, Giappone e Corea del Sud. Si esibisce regolarmente in accademie e festival internazionali. Solista e ricercata collaboratrice e accompagnatrice di musica da camera\, è membro fondatore dell’Ambra Consort (flauto dolce\, voce e basso continuo) e del Due Corde (duo a due tastiere con Joel Speerstra). È è docente presso l’Accademia di Musica e Teatro dell’Università di Göteborg\, la Ljungskile folkhögskola\, alla Smarano International Organ and Clavichord Academy\, alla Leufsta Cahman Academy e al Göteborg International Organ Festival.\nHa conseguito un Dottorato in Arti Musicali in pianoforte e tastiere storiche e un Master in clavicembalo presso la Eastman School of Music. Nata in Svezia\, ha conseguito un Master in Belle Arti in pianoforte presso l’Università di Göteborg e il Diploma di Organista e Cantore presso la Royal Academy of Music di Stoccolma. Tra i suoi insegnanti più rinomati figurano Barry Snyder\, Willem Brons\, Elisif Lundén al pianoforte; Malcolm Bilson al fortepiano e William Porter al clavicembalo. Ulrika Davidsson è stata in precedenza Professoressa Assistente di Tastiere Storiche presso la Eastman School of Music\, Direttrice Musicale del Rochester City Ballet e ha insegnato alla Hochschule für Künste Bremen e alla Royal Danish Academy of Music di Copenaghen.\nHa inciso un CD con il Clavicembalo I di Bach (Organroxx) e le Sonate di Haydn (Loft Recordings). Tra i premi ricevuti figurano lo Swedish Art Grant\, il premio artistico Adlerbertska\, il premio per la musica da camera “The Great Temperierte Clavier” (2018)\, il Premio culturale Mölndals. \n  \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Dall’oscurità alla luce: la spiritualità in musica
DESCRIPTION:Martedì 9 dicembre 2025 ore 20.00\nChiesa di Santa Maria dell’ Anima – INGRESSO LIBERO\nDall’oscurità alla luce: la spiritualità in musica\nHans Davidsson\, organo \n  \nPROGRAMMA \n  \nMattias Weckman (1616?–1674)\nPraeludium ex G \n  \nGeorg Böhm (1667-1733)\n”Freu dich sehr o meine Seele” \nPartita (selection of variations) \n  \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\nToccata quarta da sonarsi alla Levatione\nDa Il Secondo Libro di Toccate \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\n“Ich ruf zu dir\, o Herre Christ” BWV 639 \n  \nFelix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)\nSonata n. 3\, Opera 65 (1845) \n\nDoppia fuga sul tema ”Aus tiefer Not schrei ich zu dir”\nAndante tranquillo\n\n  \nJohann Sebastian Bach \nPreludio e fuga in Re Maggiore BWV 532 \n  \nUn programma con alcune delle più belle opere per organo del periodo barocco\, per lo più tedesche\, ispirate ai nuovi stili italiani e che ben si adattano al meraviglioso organo di S. Maria dell’Anima. Un itinerario nella dimensione spirituale della musica\, dalla preghiera sentita alla fede giubilante: il Preludio di M. Weckman si apre con la potenza barocca della Germania settentrionale\, che prepara l’anima alla riflessione spirituale; le variazioni corali di G. Böhm su “Freu dich sehr\, o meine Seele” esprimono la gioia e la fiducia dell’anima in una magistrale figurazione\, con sfumature e variazioni cangianti. A seguire\, la meditativa Toccata quarta di G. Frescobaldi\, pensata per il momento più sacro dell’Eucarestia\, invita ad una silenziosa contemplazione interiore legata alla morte di Cristo sulla croce; “Ich ruf zu dir” di G.S. Bach è una preghiera musicale nella sua forma più pura: vulnerabile\, umile e confortante. Nella Terza Sonata di F. Mendelssohn-Bartholdy\, la lotta umana e la fiducia si incontrano nella doppia fuga sulle parole “Aus tiefer Not schrei ich zu dir” (De Profundis) per concludere nel sereno e splendido Andante. Chiude il concerto il brillante Preludio e Fuga in Re maggiore di G.S. Bach: un trionfo sull’oscurità e un’espressione di speranza e pace\, una resa musicale della resurrezione e della vita oltre la morte. \n  \nHans Davidsson è Direttore Artistico dell’Accademia Internazionale di Organo di Göteborg e Direttore Musicale della chiesa di Älvsborg di Göteborg. È stato professore di organo presso la Royal Academy of Music di Copenaghen dal 2012 al 2018. Dal 1987 al 2005 è stato professore di organo presso la School of Music dell’Università di Göteborg\, dal 1994 al 2009 ha ricoperto il ruolo di Direttore Artistico della Göteborg International Organ Academy (GIOA) ed è stato il fondatore del Göteborg Organ Art Center (GOArt). Dal 2006 al 2014 è stato professore di organo presso la Hochschule für Künste Bremen in Germania\, dove continua come direttore dell’Arp Schnitger Institute of Organ and Organ Building. Dal 2001 al 2012 ha avuto il privilegio di insegnare organo presso la Eastman School of Music e di dirigere il progetto della «Eastman-Rochester Organ Initiative (EROI)» a Rochester\, NY\, USA. Si esibisce e insegna nei principali festival e accademie di tutto il mondo. Ha inciso numerose registrazioni\, comprese le opere complete di Matthias Weckmann\, Dietrich Buxtehude\, Georg Böhm e\, più recentemente\, le sonate per organo Felix Mendelssohn-Bartholdy per l’etichetta Lof.
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SUMMARY:Il giardino delle Esperidi. Dall’Antico al Nuovo Mondo
DESCRIPTION:Venerdì 12 Dicembre 2025 ore 17\,00\nCamera dei Deputati – Sala della Regina\nHespérion XXI\nXavier Diaz-Latorre\, chitarra\nDavid Mayoral\, percussioni\nJordi Savall\, viola da gamba soprano e direzione\nIl giardino delle Esperidi. Dall’Antico al Nuovo Mondo\nConcerto ad inviti \n  \nProgramma\n  \nFolías antiguas \nAnonimo (1480)\nFolía De la vida deste mundo (CMP* 121) \nAnonimo (1490)\nFolías Rodrigo Martines (CMP* 12) \nDiego Ortiz (ca.1510-ca.1570) \nRecercadas sobre La Spagna (Roma\, 1553) \n  \n* CMP: Cancionero Musical de Palacio \n  \nLe antiche tradizioni occitane e sefardite \n  \nAnonimo (Catalogna) / Jordi Savall\nPlanctus Pax in nomine Domini \nAnonimo sefardita / Jordi Savall \nHermosa muchachica \nGaspar Sanz (1640-1710)\nInstrucción de Música sobre la Guitarra Española (Saragozza\, 1674)\nPasseo 4 tono – Tarantella – Improvvisazione (chitarra) \nGrounds & improvvisazione \n  \nPedro Guerrero (ca.1520-ca.1560)\nMoresca \nAnonimo (Inghilterra\, XVII secolo) \nVariations to a Ground \nAnonimo (XVII secolo) / improvvisazione\nRomanesca \n  \nLe antiche tradizioni basche e galiziane \n  \nAnonimo (Euskal Herria) / Jordi Savall\nAurtxo txikia negarrez \nSantiago de Murcia (1673-1739)\nGaita e Folías gallegas (Codice Saldívar 4\, Messico 1720) \n  \nVariazioni & improvvisazione \n  \nFrancisco Correa de Arauxo (1584-1654)\nGlosas sobre Todo el mundo en general (Alcalá de Henares\, 1626) \nAnonimo / improvvisazione\nCanarios \n  \nLamenti & Follie dal Nuovo Mondo \nAnonimo\, Codice «Trujillo del Perú» (Lima\, 1780) \nTonada del Chimo: Jaya llûnch\, jaya llôch \nFolías criollas: Cachua serranita \n  \n  \nNel 1974\, a Basilea\, Jordi Savall e Montserrat Figueras\, con Lorenzo Alpert e Hopkinson Smith fondarono Hespèrion XX\, un gruppo di musica antica che intendeva recuperare e diffondere il ricco e affascinante repertorio musicale anteriore al XIX secolo a partire da nuove premesse: i criteri storici e gli strumenti originali. Il suo nome\, Hespèrion\, significa “originario di Esperia”\, che nell’Antica Grecia era la denominazione delle penisole più occidentali d’Europa: quella iberica e quella italiana. Era anche il nome che riceveva il pianeta Venere quando compariva ad Occidente. Hespèrion XX\, a partire dal 2000\, cambiò il proprio nome in Hespèrion XXI. \nHespèrion XXI è oggi un punto di riferimento ineludibile per comprendere l’evoluzione della musica nel periodo che va dal Medioevo fino al Barocco. Il suo lavoro di recupero di opere\, partiture\, strumenti e documenti inediti ha un doppio valore incalcolabile: da un lato il rigoroso lavoro di ricerca apporta nuovi dati e interpretazioni delle conoscenze storiche di un’epoca e dall’altro\, la squisita qualità delle interpretazioni mette a disposizione del pubblico la possibilità di godersi la delicatezza estetica e spirituale propria delle opere di quei tempi. \nFin dagli inizi\, Hespèrion XXI ha assunto una direzione artistica chiara e innovativa che finirà per fare scuola nel panorama mondiale della musica antica\, perché concepisce la musica antica come strumento di sperimentazione musicale\, con cui si ricerca la massima bellezza e l’espressività delle interpretazioni. Qualsiasi interprete di musica antica è in debito con lo spirito originale di ciascuna opera e bisogna imparare a collegarsi ad essa attraverso lo studio dell’autore\, degli strumenti dell’epoca\, dell’opera in sé e delle sue circostanze concrete. Però come artigiano della musica\, è anche obbligato a prendere delle decisioni su quello che sta interpretando: il suo talento\, la sua creatività e la sua capacità di trasmettere emozioni correlate alla sua capacità di collegare il passato al presente\, la cultura con la sua divulgazione. \nIl repertorio di Hespèrion XXI include anche opere di repertorio sefardita\, romanze castigliane\, pezzi del Secolo d’Oro Spagnolo e l’Europa delle Nazioni. Alcuni programmi dei concerti più celebrati sono stati Il canzoniere di Santa Maria di Alfonso X il Saggio\, La Diaspora Sefardita\, le musiche di Gerusalemme\, di Istanbul\, dell’Armenia o le Folías Criollas. \nGrazie al notevolissimo lavoro dei numerosi musicisti che hanno collaborato con il gruppo in tutti questi anni\, Hespèrion XXI svolge ancora un ruolo chiave nel recupero e nella rivalutazione del patrimonio musicale\, con una grande ripercussione a livello mondiale. Ha pubblicato più di 60 CD e attualmente tiene concerti in tutto il mondo e partecipa abitualmente ai grandi Festival Internazionali di Musica Antica. \n  \nXavier Díaz Latorre ha studiato alla Musikhochschule di Basilea e\, successivamente\, alla Schola Cantorum Basiliensis.\nDal 1995 al 2005 è stato attivo nell’opera barocca\, partecipando a importanti produzioni sotto la direzione di René Jacobs\, Jordi Savall\, Thomas Hengelbrock\, Attilio Cremonesi\, Wieland Kuijken.\nPartecipa spesso a importanti festival internazionali in Europa\, Stati Uniti\, Australia\, Nuova Zelanda\, Asia e Sud America. È membro di numerose orchestre e gruppi da camera (Hesperion XXI\, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert de Nations) e si è esibito con importanti orchestre e ensemble (Orquesta Nacional de España\, Ricercar Consort\, Rare Fruit Council\, Harp Consort\, Al Ayre Español)\, oltre a dirigere il proprio ensemble vocale e strumentale\, Laberintos Ingeniosos\, specializzato nell’esecuzione di musica del Secolo d’Oro spagnolo\, con il quale ha inciso.\nHa al suo attivo un’intensa attività discografica\, sia come solista che insieme al suo ensemblee ha inoltre ha partecipato a oltre 40 CD per Alia Vox e Deutsche Harmonia Mundi\, oltre a realizzare registrazioni per numerose emittenti televisive e radiofoniche in Europa\, Nord e Sud America e Corea.\nRegolarmente invitato a tenere conferenze e masterclass presso importanti accademie musicali\, è professore residente di liuto\, basso continuo e musica da camera alla Escola Superior de Música de Catalunya (ESMUC) e insegnante al Conservatorio Reale di Bruxelles. \n  \nDavid Mayoral inizia carriera nel mondo delle percussioni classiche per poi interessarsi alle percussioni storiche e arabe\, completando la sua formazione con corsi e masterclass\, anche nell’uso di nuove tecniche.\nSviluppa la maggior parte del suo lavoro in gruppi dedicati alla musica medievale\, rinascimentale e barocca\, quali Hesperion XXI\, L’Arpeggiata\, Kapsberger Ensemble\, La Galanía\, Hirundo Maris\, \, Eduardo Paniagua\, Axivil\, Orphenica Lyra\, Camerata Iberia\, Speculum Musicae\, Dufay Colletive\, Cuarteto Medieval de Urueña\, Ensemble L’Amoroso\, Les Sacqueboutiers\, con cui si è esibito in tutta Europa\, Asia e U.S.A.\nNel campo della musica etnica\, tradizionale e fusion ha suonato\, tra gli altri\, con Radio Tarifa\, Luis Delgado\, Hirundo Maris\, Javier Coble Quartet\, Albaraka\, il chitarrista egiziano Ali Khatabb e il balletto flamenco di Joaquin Ruiz. È stato fondatore di Transit\, un progetto educativo che ha presentato un viaggio attraverso le tradizioni musicali dell’India\, di Cuba e del Medio Oriente attraverso gli strumenti a percussione.\nHa suonato in molte compagnie di danza orientale (Compagnia Hispano-Araba di Shokry Mohamed\, Compagnia Al-Andalus Danza\, World Dance Company) e ha registrato numerosi CD per Nubenegra\, NA Recordings\, Alia Vox\, Naïve\, Virgin. \n  \nDa oltre cinquant’anni Jordi Savall fa conoscere al mondo meraviglie musicali rimaste nell’oscurità dell’indifferenza e dell’oblio. Dedito alla ricerca di queste musiche antiche\, le legge e le interpreta con la sua viola da gamba o in veste di direttore. Le sue attività come concertista\, pedagogo\, ricercatore e creatore di nuovi progetti\, sia musicali che culturali\, ne fanno uno dei principali artefici del fenomeno di rivalorizzazione della musica storica. È fondatore\, insieme con Montserrat Figueras\, dei gruppi musicali Hespèrion XXI (1974)\, La Capella Reial de Catalunya (1987) e Le Concert des Nations (1989)\, con i quali esplora e crea un universo di emozioni e bellezza\, offrendolo al mondo e a milioni di amanti della musica. Successivamente\, nel 2017 ha fondato la Jove Capella de Catalunya e nel 2020 La Capella Nacional de Catalunya\, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di cantanti internazionali per La Capella Reial de Catalunya e rendere la musica storica e contemporanea accessibile a tutti i pubblici. Nel 2018 ha creato Orpheus 21\, un ensemble musicale composto da musicisti professionisti\, migranti e rifugiati dell’area mediterranea. Cinque anni dopo\, nel 2023\, ha fondato Les Musiciennes du Concert des Nations\, un’orchestra interamente femminile specializzata nel repertorio barocco\, ispirata alle orchestre femminili del XVIII secolo\, in particolare in Italia.\nCon la sua fondamentale partecipazione al film di Alain Corneau Tutte le mattine del mondo (vincitore del Premio César per la migliore colonna sonora)\, la sua intensa attività di concertista (circa 140 concerti all’anno)\, la sua discografia (6 incisioni all’anno) e la creazione nel 1998\, con Montserrat Figueras\, di una propria casa discografica\, Alia Vox\, Jordi Savall dimostra che la musica antica non è necessariamente elitaria\, ma interessa invece un grande pubblico di tutte le età\, sempre più numeroso e vario.\nNel corso della sua lunga carriera ha registrato e pubblicato più di 230 dischi di repertori di musica medievale\, rinascimentale\, barocca e dell’epoca classica\, con un’attenzione speciale al patrimonio musicale ispanico e mediterraneo\, dischi che hanno meritato molti riconoscimenti\, come il Midem Awards\, l’International Classical Music Awards e un Grammy Award. I suoi programmi di concerto hanno fatto della musica uno strumento di mediazione per l’intesa e la pace tra popoli e culture diverse e talvolta in conflitto. Non a caso nel 2008 Jordi Savall fu nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per il dialogo interculturale e\, assieme a Montserrat Figueras\, fu eletto “Artista per la Pace” nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO.\nTra il 2020 e il 2021\, in occasione del 250° anniversario di Ludwig van Beethoven\, ha diretto l’integrale delle sue sinfonie con l’orchestra Le Concert des Nations e le ha registrate in due CD dal titolo Beethoven Révolution. L’impatto sul mercato discografico internazionale è stato definito addirittura come “un miracolo” (Fanfare) e la critica tedesca ha conferito al volume II il Schallplattenkritik Prize come miglior disco orchestrale.\nLa sua feconda carriera musicale è stata premiata con i più alti riconoscimenti nazionali e internazionali\, tra i quali bisogna ricordare il titolo di Dottore Honoris Causa delle Università di Évora (Portogallo)\, di Barcellona\, di Lovanio (Belgio)\, di Basilea (Svizzera) e di Utrecht (Paesi Bassi)\, la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica francese\, il Premio Internazionale di Musica per la Pace del Ministero di Cultura e Scienza della Bassa Sassonia\, la Medaglia d’oro della Generalitat de Catalunya\, il Premio Helena Vaz da Silva\, il prestigioso Premio Léonie Sonning\, considerato il Nobel della musica; è inoltre membro d’onore della Royal Philharmonic Society\, dell’Accademia reale svedese di musica e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. \n  \n  \nCon il supporto di:  \n \n  \n  \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:L’eredità frescobaldiana
DESCRIPTION:Sabato 13 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nL’eredità frescobaldiana\nKohei Tekeoka\, clavicembalo \n  \nPROGRAMMA\n  \nJohan Jakob Froberger (1616 – 1667)\nToccata Prima nel Libro Secondo  \nGiovanni Battista Ferrini (1601 – 1674)\nBallo di Mantova \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCapriccio sopra “La Sol Fa Re Mi” \nBernardo Storace 1637 – 1707)\nAria sopra la Spagnoletta \nMichelangelo Rossi (1602 – 1656)\nToccata Settima \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K.417 \nJohann Sebastian Bach\nToccata in re minore BWV913 \nGirolamo Frescobaldi\nCento Partite sopra Passacagli \n  \nUn concerto ispirato all’impronta indelebile lasciata da Girolamo Frescobaldi nel repertorio cembalistico del XVII secolo; un’eredità raccolta dai suoi contemporanei e da coloro che nel corso del Settecento ne furono grandemente influenzati\, tanto in Italia quanto in Europa. \n  \nKohei Takeoka\, clavicembalista e organista\, nato a Yamagata in Giappone\, ha iniziato all’età di 15 anni lo studio del clavicembalo con Mikiko Umetsu\, proseguendo con i Maestri Oishi\, Otsuka e Takehisa; ha inoltre studiato organo con Takeshi Kondo. Diplomatosi all’Università dell’Arte di Tokyo nel 2023\, ha subito iniziato l’attività concertistica\, esibendosi in Corea\, dove ha eseguito vari brani del repertorio barocco\, ricevendo un ottimo riscontro da parte di critica e pubblico.\nHa partecipato alla Smarano Organ Academy (Trentino) nel 2022 e alla Claudio Merulo Masterclass di Bologna nel 2023. Nel 2024 si aggiudica il primo premio alla 4ª edizione del Concorso Internazionale di Clavicembalo della Città di Milano e nello stesso anno si esibisce come solista al Roma Festival Barocco e alle Settimane Barocche di Brescia\, collaborando con l’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani ed il celebre oboista Alfredo Bernardini.\nNel marzo 2025 è stato invitato al festival Mars en Baroque di Marsiglia\, in Francia.\nSvolge anche un’intensa attività come continuista e ha collaborato come organista con il Tölzer Knabenchor di Monaco di Baviera\, in Germania.\nAttualmente frequenta il triennio di Tastiere storiche presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano\, sotto la guida di Lorenzo Ghielmi. Nel 2025 si è esibito con notevole successo in concerti clavicembalistici al Monteverdi Festival di Cremona e alI’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik di Innsbruck (Austria) e ultimamente al 28° Festival Organistico Internazionale di Friburgo\, in Svizzera. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Sulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti
DESCRIPTION:Martedì 16 Dicembre 2025\, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nSulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti\nBeatriz Lopez Par\, viola da gamba\nGabriel Smallwood\, cembalo \n  \nPROGRAMMA\n  \nRiccardo Rognoni (c. 1550-1620) / Cipriano da Rore (1515-1565)\nAncor che col partire\n(Diminuzioni di R. Rognoni) \nPeter Philips (c. 1560-1628)\nAmarilli di Giulio Romano \nAdriano Banchieri (1568-1634)\nLa Battaglia \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nSonata Xl op. 5\, per violino e basso continuo\n(Ms. per Viola da Gamba e basso continuo\, Parigi \,18. Jh) \n\nAdagio – ll. Allegro – lll. Adagio – IV. Allegro\n\nGeorge Friederic Handel (1685-1759)\nHWV 7 Rinaldo: Ouverture\n(Arrangiamento di William Babell\, 1688-1723)\nVivace – Allegro – Adagio – Lascia ch’io pianga \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSonata per Viola da Gamba e Cembalo obbligato BWV 1029\nVivace – Adagio – Allegro \n  \nUn concerto all’insegna della scuola italiana\, la cui influenza ha profondamente segnato lo sviluppo musicale europeo tra il XVI e il XVIII secolo. Uno stile basato sulla chiarezza melodica\, il canto espressivo e l’arte dell’ornamentazione\, caratteristiche che si sono diffuse oltre i suoi confini.\nNelle diminuzioni di R. Rognoni è evidente la pratica italiana di trasformare le linee vocali in passaggi strumentali più liberi e virtuosistici e anche compositori come P. Philips (inglese\, ma fortemente influenzato dal linguaggio italiano)\, e A. Banchieri\, rappresentante del gusto descrittivo e teatrale tipico del primo barocco\, appartengono a questo ambiente stilistico.\nCorelli raggiunse uno dei punti più alti della sonata\, il cui equilibrio formale ed eleganza ebbero un’influenza decisiva in tutta Europa\, come dimostra ad esempio l’opera di G.F. Händel che\, dopo il suo soggiorno in Italia\, aggiunse elementi distintivi dello stile cantabile nella sua produzione strumentale e vocale.\nLa Sonata BWV 1029 di Johann Sebastian Bach\, infine\, dimostra come il pensiero musicale italiano abbia lasciando un segno profondo su compositori che non hanno mai messo piede in Italia\, ma ne hanno assimilato l’eredità. \n  \nBeatriz Lopez Paz (L’Avana\, 1997) ha iniziato lo studio del violino all’età di sette anni\, scoprendo ben presto la sua vocazione per l’esecuzione di musica storica. Nel 2018 si è trasferita a Basilea per studiare Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis con Paolo Pandolfo\, dove ha completato gli studi di Bachelor\, Master Performance e Master in Pedagogia. Finalista al Concorso Bach Abel nel 2023\, ha vinto il Premio Walter und Corina Christen-Marchal-Stiftung per l’eccezionale Recital di Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis nel 2025.\nSi è esibita nei principali festival in Europa\, Stati Uniti e America Latina\, collaborando con ensemble quali Ars Longa\, L’Appassionata\, Elyma\, La Chimera\, Los Elementos\, il Berliner Figuralchor\, Capricornus Consort Basel. Il suo lavoro comprende anche un’ampia gamma di progetti discografici. \n  \nIl clavicembalista americano Gabriel Smallwood si sta rapidamente affermando come uno dei giovani musicisti più promettenti nel panorama della musica antica. Vincitore di premi in diversi prestigiosi concorsi internazionali di clavicembalo in Belgio\, Polonia\, Italia\, ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria abilità tecnica e il suo modo di suonare profondamente ricco di sfumature e ispirato. Originario della Carolina del Sud\, Gabriel ha iniziato il suo percorso musicale al pianoforte all’età di tre anni e a dodici ha intrapreso lo studio clavicembalo.\, una passione che lo ha portato a numerosi progetti di ricerca e performance durante l’adolescenza\, tra cui ruoli da solista e continuista con la South Carolina Bach Society.\nTrasferitosi in Europa nel 2016\, si esibisce regolarmente con rinomati ensemble di musica antica in Europa e negli Stati Uniti\, suonando strumenti di importanti collezioni americane ed europee. Tra le sue collaborazioni discograﬁche ﬁgurano progetti con la NDR Philharmonie e con Diana Damrau per Warner Classics. Nel 2026 è prevista l’uscita del suo primo album solistico per l’etichetta Ramée (gruppo Outhere Music)\, dedicato alle prime opere di Johann Sebastian Bach.\nOltre all’attività concertistica\, Gabriel è anche un affermato compositore\, vincitore di diversi concorsi nazionali negli Stati Uniti. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Il canto della luce
DESCRIPTION:Mercoledì 17 Dicembre 2025 \, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nCappella Mediterranea\nAnna Reinhold\, mezzosoprano\nGiangiacomo Pinardi\, liuto\nIl canto della luce \n  \nPROGRAMMA\n  \nFrancesco Cavalli (1602–1676) \nDelizie contenti \n Giovanni Girolamo Kapsberger (v. 1580–1651)\nAvrilla mia \n Benedetto Ferrari (v.1603–1681)\nArdo \n Alessandro Piccinini (1566 – 1638)-\nChiacona Mariona a la vera Spagnuola \n Francesco Cavalli \nO quam suavis  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1743)\nToccata per spinettina sola over liuto \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nCanzonetta spirituale sopra alla nanna \nAlessandro Piccinini \nToccata  \n Claudio Monteverdi (1567 – 1643)\nQuel sguardo sdegnosetto\nSì dolce è il tormento  \n Barbara Strozzi (1619 – 1677)\nChe si puo fare \n  \n  \nUn’esperienza immersiva in cui musica e pittura dialogano attorno a un mistero centrale: le Nozze di Cana\, scena biblica dipinta negli affreschi del refettorio di Trinità dei Monti. In quest’opera monumentale\, il miracolo non è imposto con la forza\, ma si compie nel segreto di un pasto condiviso. L’acqua si trasforma in vino e il quotidiano diventa segno della presenza divina.  \nAllo stesso modo\, la musica barocca scelta – Caccini\, Merula\, Cavalli\, Monteverdi e Strozzi – esplora gli spazi interiori dove amore e luce emergono dalla fragilità umana. La voce supplichevole\, la ninna nanna che prefigura la Passione\, la dolcezza dello Spirito\, il grido di disperazione e il lamento rassegnato diventano i molteplici volti dello stesso mistero: quello di un Dio che si fa vicino.  \nLaddove Caravaggio raffigurava la luce che trafigge l’ombra\, gli affreschi di Cana aprono un’altra strada: quella della luce che si fonde con la vita quotidiana\, trasfigurando il pane\, il vino\, i volti di coloro che siedono a tavola. La fede appare qui non come una rottura violenta\, ma come una trasformazione silenziosa\, una rivelazione al tempo stesso dolce e ardente. Musica e pittura si uniscono qui per evocare il banchetto di grazia: la musica risuona di desiderio e dolore\, mentre l’immagine sacra inscrive l’evento nell’eternità. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio\, questo programma risuona come un invito a riconoscere la presenza di Dio nella semplicità dei segni: una festa condivisa\, una luce discreta\, una promessa d’amore offerta a tutti. Come a Cana\, come nella mangiatoia di Betlemme\, il divino si rivela nell’umile e nel quotidiano\, trasformando la notte in speranza. \n  \n \n  \n  \n  \n  \nFondata nel 2005 dal direttore d’orchestra argentino Leonardo García Alarcón\, la Cappella Mediterranea è diventata\, in pochi anni\, un ensemble di riferimento nel mondo dell’esecuzione barocca. Spinta dall’insaziabile curiosità del suo direttore\, l’ensemble ha saputo abbracciare con successo un repertorio ampio e variegato. \n  \nL’ensemble Cappella Mediterranea è sostenuto dal Ministero della Cultura francese – DRAC Auvergne Rhône Alpes\, dalla Regione Auvergne-Rhône-Alpes\, dalla Città di Ginevra\, da una fondazione familiare svizzera\, da una fondazione privata con sede a Ginevra\, da Brigitte Lescure\, Hugues & Emma Lavandier\, Christian & Margaret Hureau\, Caroline Rilliet e dalla sua cerchia di amici e imprenditori\, tra cui Diot-Siaci\, Chatillon Architectes\, Synapsys e 400 Partners. L’ensemble è membro della FEVIS (Federazione Francese degli Ensemble Vocali e Strumentali Specializzati) e del CNM (Centro Nazionale della Musica). \n  \nDopo aver studiato al Conservatorio di Parigi (CNSMD) e all’Università di Vienna\, Anna Reinhold ha debuttato sotto la direzione di William Christie\, nell’ambito della sua accademia “Le Jardin des Voix” a cui hanno fatto seguito numerosi impegni con Les Arts Florissants in Europa e America. Attualmente collabora regolarmente con numerosi direttori ed ensemble: L. García Alarcón (Cappella Mediterranea)\, R. Pichon (Pygmalion)\, L. Equilbey (Accentus and Insula Orchestra)\, J. Cohen (Balearic Islands Simphony Orchestra\, Arcangelo ensemble\, Orchestre d’Auvergne)\, V. Dumestre (Le Poème Harmonique)\, Si.-P. Bestion (La Tempête)\, R. Brown (Lafayette Opera)\, J. Butt (Orchestra di Edimburgo)\, J. van Veldhoven (Bachvereniging)\, A. Marcon (La Cetra Barockorchester Basel)\, G.i Antonini (Il Giardino Armonico)\, S. Macleod (Gli Angeli Genève) \nOspite regolare di numerosi festival internazionali\, Anna Reinhold ha effettuato numerose registrazioni: Hohe Messe di Bach\, Labirinto d’Amore\, Eroine del barocco veneziano\, N’espérez plus\, mes yeux\, Bien que l’Amour\, Si vous vouliez un jour\, Madonna della Grazia. \n  \n  \nGiangiacomo Pinardi si è specializzato nello studio degli strumenti a pizzico antichi con Massimo Lonardi presso l’Istituto Musicale “F. Vittadini” di Pavia e in seguito frequentando i corsi annuali della Scuola di Musica Antica di Venezia. \nCome solista e come continuista\, collaborando con numerose formazioni specializzate nel repertorio rinascimentale e barocco\, ha svolto e svolge tuttora intensa attività concertistica in Italia e all’estero.\nDal 2001 collabora stabilmente con l’ensemble Europa Galante diretto da Fabio Biondi\, esibendosi regolarmente nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali in Europa\, Stati Uniti\, Sudamerica\, Cina\, Corea\, Hong-Kong\, Giappone\, Australia\, Nuova Zelanda. \nHa all’attivo oltre cinquanta incisioni discografiche per Emi-Virgin\, Sony-Deutsche Armonia Mundi\, Decca\, Opus 111\, Chandos\, Amadeus\, Tactus\, Dynamic\, Bongiovanni\, Stradivarius\, Orfeo\, ASV Record\, Claves\, e per emittenti radio e televisive europee ed americane.\nHa collaborato\, in qualità di continuista\, con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia\, l’Orchestre de Chambre de Lausanne\, l’Orchestra I Solisti di Perugia\, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna\, l’Orchestra Pro Arte Marche\, l’Orchestra Guido Cantelli e l’Orquestra de la Comunidad de Madrid.\nDal 2007 collabora regolarmente con la Stavanger Symfoniorkester (Norvegia). \nHa curato l’edizione critica dell’opera Varii Capricii per la Ghittara Spagnuola (Milano 1643) di F. Corbetta \n  \n  \nAcquista i biglietti
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DESCRIPTION:Giovedì 18 Dicembre 2025 ore 17\,30\nChiesa di San Salvatore alle Coppelle e piazza delle Coppelle\nUna festa per i bambini\nLe zampogne di Monte Sant’Angelo\nMusiche della tradizione natalizia \n  \nZampognari di Monte Sant’Angelo\nBernardo Bisceglia zampogna\, ciaramella e direzione artistica\nMatteo Quitadamo\, ciaramella\nFrancesco Gerico\, ciaramella\nBernardo Bisceglia jr.\, zampogna\nAntonio Palumbo\, zampogna\nMattia Vergura\, zampogna \n  \nPROGRAMMA\n  \nDAL REPERTORIO TRADIZIONALE GARGANICO\nVariazioni sul tema di “Mo Vene Natale” \nDALL’ANTICO REPERTORIO PASTORALE\nVariazioni sul tema di “Piva Piva” \nDALLA TRADIZIONE NATALIZIA\nTu scendi dalle stelle\nGloria \nQuanno nascette ninne\nAstro del ciel \nAdeste Fideles \nJingle Bells \n  \n  \nUna delle tradizioni che rendono magica l’atmosfera del Natale nel centro-sud è quella delle strade che si riempiono delle melodie intonate dagli zampognari\, pastori che con i loro abiti tradizionali scendono dalle montagne e con le loro zampogne\, una specie di cornamuse\, intonano musiche natalizie. \nGli zampognari annunciano la venuta del Signore e suonano per le vie del centro dei nostri paesi\, tenendo viva una tradizione antichissima. La storia degli zampognari\, così come li conosciamo oggi\, è riconducibile al XVIII secolo\, quan- do Sant’Alfonso Maria de Liguori\, teologo e dottore della chiesa napoletana\, compose il noto canto Tu scendi dalle stelle\, adattando la melodia a quelle udite dalle zampogne suonate dai pastori. \n  \nGli Zampognari di Monte Sant’Angelo sono un gruppo che nasce agli inizi degli anni ‘80 con il nome “La Zampogna Montanara”\, da un’idea di Matteo Bisceglia e i fratelli Giampiero e Matteo Ciliberti\, con lo scopo benefico di portare i suoni antichi e magici del Natale negli ospedali\, nelle case di cura\, nei campi nomadi\, ai senza tetto\, negli asili\, nelle scuole\, negli oratori e nelle chiese. \nNel 1989 il gruppo è stato accolto da Giovanni Paolo II durante un’udienza. \nDopo una quasi trentennale attività\, prende il testimone Bernardo Bisceglia (figlio di Matteo)\, musicista professionista laureato in Mandolino\, insegnante di musica e con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero\, nonché ricercatore ed esperto di tradizioni popolari garganiche. A lui l’onore e l’onere di portare avanti questa nobile tradizione di famiglia\, con l’ambiziosa pretesa di valorizzarla e renderla attuale\, sempre nel rispetto assoluto dei valori antichi. \nCollabora con altri musicisti professionisti\, laureati in Conservatorio e\, al contempo\, amanti di tradizioni popolari. \nConservando lo scopo solidale\, benefico e religioso\, il gruppo partecipa ad ogni tipo di attività legata al Na- tale: mercatini\, presepi viventi\, recite scolastiche\, villaggi natalizi\, esibizione in teatri e chiese\, spettacoli itineranti nelle piazze e nelle vie dei paesi. \nLa giovane età dei musicisti\, la ricerca della precisione nelle esecuzioni\, unite al rispetto per le tradizioni popolari e alla cura dell’abbigliamento\, fedele a quello del pastore Garganico\, rendono gli Zampognari di Monte Sant’Angelo un gruppo unico nel suo genere.
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:LUNEDì 22 DICEMBRE 2025\, ORE 20:30\nROMA\, CHIESA DI S. AGNESE IN AGONE\nPazza Navona  – Leggi il programma\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro Direzione\nAlessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707) \n  \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\, fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo. \nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”. \nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia. \nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nSonia Tedla\, Alena Danceva\, Jiayu Jin – soprani\nMarta Fumagalli\, David Sagastume – alti\nGabriele Lombardi\, Roberto Rilievi – tenori\nLorenzo Tosi\,  Massimo Lombardi – bassi\nPaolo Perrone – violino I\nGabriele Politi – violino II\nRebeca Ferri – violoncello\nMichele Carreca – tiorba\nMatteo Coticoni – contrabbasso\nAlessandro Albenga – organo \nMichele Gasbarro\, direzione
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:Lunedì 22 dicembre 2025 ore 20.30\nRoma\, Chiesa di S. Agnese in Agone\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro\, Direzione\nAlessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)\nPrenotazioni disponibili dal 10 dicembre 2025 \n  \nEnsemble vocale e strumentale Festina Lente \n  \nSonia Tedla\,  soprano\nAlena Danceva\, soprano\nJiau Jin\, soprano\nMarta Fumagalli\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nMichele Concato\, tenore\nLorenzo Tosi\, basso\nGabriele Lombardi\, basso \n  \nPaolo Perrone\, violino I\nGabriele Politi\, violino II\nRebeca Ferri\, violoncello\nMichele Carreca\, tiorba\nGiulia Bonomo\, fagotto\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nAlessandro Albenga\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\,  fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo.\nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici  vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché  i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”.\nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia.\nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificata da  organici multipli\, ed esaltata\, nelle esecuzioni\, dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. In una ricerca di massimo rigore storico\, le composizioni vengono presentate in ricostruzioni liturgico-musicali\, secondo le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica\, azione e parola\, nel rispetto dello spettacolo barocco.\nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle  prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\,  e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione tre  dischi dedicati a messe napoletane inedite  del seicento ed una produzione dedicata a Giovanni Pierluigi da Palestrina\, con una insolito organico vocale-strumentale.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del roma festival barocco. \n  \nMichele Gasbarro\,  diplomato in pianoforte e direzione di coro\, ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all’estero.\nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso i Conservatori italiani.\nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali.\nSi  è occupato  del recupero di inediti musicali  di area romana\,  trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\,  messa  e vespri di F. Cavalli\, Responsori di Natale di A. Stabile\, messe di G. Animuccia\, G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc.\nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble.\nLe trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch.\nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:La musica sacra ai tempi di Caravaggio
DESCRIPTION:Lunedì 21 Settembre 2026\, ore 20\,30\nChiesa di San Luigi dei Francesi\nRoma\, Piazza San Luigi dei Francesi\nLa musica sacra ai tempi di Caravaggio\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nProgramma \n  \nANTICO E CONTEMPORANEO E LE OSCURITÀ ARMONICHE FRA ROMA E NAPOLI\nCarlo Gesualdo: (1566 – 1613): O vos omnes (dalle Sacrarum Cantionum Liber Primus\,1603)\nPhilippe Hersant (1948): Sacrae Cantiones: \n\nO vos omnes\nPeccamen me\nO crux benedicta\n\nGiovanni De Macque (1550 – 1614): Consonanze stravaganze (organo)\nNicola Vicentino (1511 – 1577): Christus qui panis a 5 voci\n(contrafactum da L’Aura che il verde lauro\,dal Libro V  dei Madrigali a 5 voci Milano\, 1572) \n  \nDALLA PRIMA ALLA SECONDA PRATTICA: LA SCUOLA MUSICALE DI SAN LUIGI DEI FRANCESI\nGiovanni Maria Nanino (1543 – 1607): Adoramus te Christe a 5 voci\nFrancesco Soriano (1549 – 1621): O crux ave a 4 voci\nAbundio Antonelli (1550 – 1629): Quem vidistis pastores a 6 voci. \n  \nGLI ORATORIANI\, LA MUSICA STRUMENTALE E LO SVILUPPO DELLA POLICORALITÀ\nFrancisco Soto de Langa (1534 – 1619): Il Pietoso Gesù (dal IV Libro delle Laudi spirituali\, 1591)\nSebastiano Raval (1555 – 1604). Salve Regina a 6 voci (dal I Libro dei Mottetti a 5 voci\, Roma 1593)\nThomas Luis de Victoria (1548 – 1611): Ave Maria a 8 voci \n  \nEnsemble Festina Lente \nAlena Dangeva\, soprano\nBenedetta Zanotto\, soprano\nMarta Pacifici\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore\nLeonardo Malara\, tenore\nDavid Maria Gentile\, basso\nPatrizio La Placa\, basso \nSilvia De Maria\, viola da gamba\nAndrea Lattarulo\, violoncello\nMarco Contessi\, contrabbasso\nMichele Carreca\, liuto\nMarco Silvi\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \n \n  \nIl panorama musicale romano a cavallo tra il Cinque e il Seicento rappresenta un momento di eccezionale transizione\, in cui la rigorosa tradizione della Scuola Romana si intreccia con le nascenti spinte del Barocco e con audaci sperimentazioni armoniche.\nIn tale contesto la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma diviene uno dei poli didattici e compositivi più fertili della città\, grazie soprattutto alla cerchia dei fratelli Nanino.\nIl centro si distinse per la capacità di preservare la perfezione polifonica nello stile di Palestrina\, introducendo gradualmente nuove forme dello stile ‘concertato’\, uno stile che tendeva a rappresentare nell’arte dei suoni l’affettività barocca e quel sistema artistico che costituirà il\ncomplesso ed articolato mondo della ‘seconda prattica’ musicale. \n  \nGiovanni Maria Nanino: Capostipite della dinastia\, raffinatissimo contrappuntista\, formò intere generazioni di musicisti nella sua scuola.\nFrancesco Soriano: Allievo di Palestrina e intimo del baricentro romano\, fu maestro di cappella in importanti basiliche e un maestro del contrappunto rigoroso.\nAbundio Antonelli: Compositore di transizione\, attivo in varie cappelle romane (incluso San Giovanni in Laterano)\, mantenne viva l’eredità della grande tradizione sacra. \nAccanto alla musica sacra delle Basiliche e nelle numerose chiese della Città\, Roma nel seicento diviene un crocevia di virtuosi della musica strumentale e di polifonisti provenienti da diverse aree europee. La polifonia\, un mezzo per elevare l’anima\, simbolo della comunione dei fedeli\, viene contaminata da forme profane e popolari\, Una varietà di generi che spinge i musicisti a misurarsi con forme libere\, dalla lauda\, alle canzonette\, dai madrigali alle composizioni strumentali. \nFrancisco Soto de Langa: Musicista e cantore spagnolo attivo nella Cappella Sistina. Fu una figura chiave nell’ambiente dell’Oratorio di San Filippo Neri\, per cui curò e compose diverse raccolte di Laudi spirituali.\nSebastiano Raval: Musicista spagnolo operante a Roma\, rivale di compositori come Giovanni Maria Nanino e Francesco Soriano in celebri disfide contrappuntistiche dell’epoca.-81 \n  \nNuove forme musicali che nel cromatismo trovano l’ulteriore strumento di rappresentazione delle complesse condizioni dell’uomo.\nE\, allo stesso tempo\, traducono nell’arte dei suoni la rivoluzione cromatica attuata da Caravaggio.\nUna rivoluzione che convincerà alle nuove pratiche persino alcuni strenui sostenitori della tradizione: \nGiovanni De Macque: Compositore fiammingo che lavorò a Roma prima di trasferirsi a Napoli. Il suo stile\, fortemente cromatico e sperimentale\, segna il ponte tra la polifonia classica e la stravaganza barocca meridionale.\nNicola Vicentino: Teorico e compositore visionario. Nel suo trattato “L’antica musica ridotta alla moderna prattica” (1555) teorizzò la divisione microtonale dell’ottava e progettò l’archicembalo\, uno strumento con 36 tasti per ottava. Le sue “oscurità” erano la chiave per ridare alla musica il potere emotivo dei greci.\nCarlo Gesualdo (Principe di Venosa): Il vertice assoluto e più drammatico di questa estetica. Nei suoi ultimi libri di madrigali spinse il cromatismo a livelli estremi\, utilizzando insolite progressioni armoniche\, bruschi cambi di tonalità e dissonanze non preparate. Le sue “oscurità” erano strettamente legate alla rappresentazione dei testi poetici incentrati sul dolore\, sul tormento amoroso e sulla morte \n  \nL’antico e il contemporaneo\nOmar Calabrese\, ha definito le dinamiche del mondo contemporaneo come “età neobarocca”.\nUn ritorno inatteso “nella ricerca di forme –e nella loro valorizzazione- in cui assistiamo alla perdita dell’interezza\, della globalità\, della sistematicità ordinata in cambio dell’instabilità\, della polidimensionalità\, della mutevolezza”. Un’arte frutto\, ora come allora\, determinata\ndall’affannosa ricerca di una convivenza capace di garantire la compatibilità simbolica delle differenze. In questo percorso sperimentale di contraddizioni e di crisi l’età neobarocca evoca e riscopre un passato analogo di suggestioni musicali\, in cui ritrovare intuizioni del sublime e\nmodelli di convivenza sociale.\nPer tali ragioni il programma di questa serata prevede l’esecuzione di un brano contemporaneo. Il richiamo ad uno dei capolavori gesualdiani non è solo un omaggio al grande compositore di Venosa\, ma un modo per richiamare idealmente una crisi sociale da cui far nascere nuove\nopportunità di speranza\, suggerendo nuove strategie di convivenza civile.\nAffidare all’arte la speranza dell’uomo è la ragione che ha spinto i Pii Stabilimenti di Roma e Loreto a commissionare al maestro Philippe Hersant un’opera musicale che questa sera viene presentata in prima esecuzione assoluta. \n  \n  \nPresentato da
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