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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti
DESCRIPTION:DOMENICA 6 LUGLIO 2025\, 0RE ore 21\,00 \nRoma\, Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini in Urbe \n  \n  \nLa polifonia sacra a Roma \nBonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti \n  \n  \nEnsemble Festina Lente \nMichele Gasbarro \, direzione \n  \n  \n  \nUn programma musicale scelto per accompagnare lo spettatore in un percorso ‘immersivo’ nel barocco\, attraverso l’opera “Peregrinatio” che il pittore Philippe Casanova ha creato in collaborazione con “Civita Mostre e Musei”: la volta cementizia della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini – dettaglio architettonico sorprendentemente incompiuto – prende vita e colore in una celebrazione di passato e presente\, in una peregrinatio\, appunto\, che guida lo spettatore alla ri-scoperta dell’arte e della musica barocca\, della liturgia e della tradizione musicale in simbiosi con il contesto architettonico e devozionale.\nIl progetto “PARADISUS – Artificio di luce” è prodotto da Urban Vision Group e ideato da Civita Mostre e Musei\, con il benestare di Monsignor Rino Fisichella\, Pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione\, e gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, con i patrocini dell’Ambasciata di Franciain Italia e presso la Santa Sede\, in collaborazione con l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti. \n  \nBonifacio Graziani\, nacque a Rocca di Botte (Aq) nel 1606. Dopo i primi rudimenti musicali ricevuti nella città d’origine\, si trasferì a Marino (RM)\, dove studiò con Giacomo Carissimi: una formazione che si rivelò assai fruttuosa\, poiché gli valse\, nel 1648\, l’incarico di maestro di cappella della Chiesa del Gesù e del Seminario Romano. \nLa sua produzione musicale conta una mole di composizioni assai variegata\, che spazia dalla musica liturgica a quella paraliturgica\, da 1 a 9 voci. \nLa Messa “Vestiva i colli”\, pubblicata nel 1671\, è costruita sull’omonimo tema del madrigale palestriniano edito nel 1566\, un tema molto diffuso nel seicento e fonte di ispirazione per non poche composizioni vocali e per bizzarre soluzioni strumentali. \nGraziani raccoglie molte di quelle sperimentazioni elaborando una articolata sequenza di sezioni\, nelle quali stile antico e moderno sono perfettamente integrati fra loro\, consapevole che ‘non si può esercitar bene la moderna Musica\, senza qualche capacità delle vere Regole Antiche’ e che la ricchezza della composizione necessita di ‘differenti stili\, si che\, se ogn’uno dovesse attendere ad un’ solo stile\, e ad una sola scuola\, la Musica si ridurrebbe povera\, e senza varietà di stili\, oltre che sarebbe mendica di invenzioni\, con discapito della dilettazione\, fine principale della Musica’ . \nRagioni che hanno suggerito l’esecuzione odierna\, che alterna l’Ordinarium Missae della messa di Graziani a brani vocali e strumentali. \nIn chiusura\, il Salve Regina per ‘Canto à solo\, con Ripieni à 4’ tratto da una edizione a stampa del 1665: un prezioso canto a Maria perché interceda per la salvezza della Chiesa e della umanità. \n  \n  \nProgramma \n  \n\n\n\nIntroito\nAnonimo del XVII sec.\nToccata per Organo\n\n\nPenitenziale e Dossologia\nBonifacio Graziani (1606 – 1664)\nMessa ‘Vestiva i colli’: Kyrie e Gloria\n\n\nDopo l’Epistola\nMarco Uccellini (1603-1680)\nSinfonia V [Vestiva i colli]\n\n\nProfessione di Fede\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Credo\n\n\nOffertorio\nThomas Luis de Victoria (1548-1611)\nGaude Maria Virgo a 5 voci\n\n\nLiturgia eucaristica\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Sanctus\n\n\nElevazione\nAnonimo del XVII sec.\nToccata per l’elevatione\n\n\nLitania\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Agnus Dei\n\n\nCongedo\nBonifacio Graziani\nRegina coeli a 5 voci\n\n\n\n  \n  \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblica \nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte. \nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘L. D’Annunzio’ di Pescara. \nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali. \nSi  è occupato  del recupero di inediti musicali  di area romana\,  trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\,  G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc. \nE’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. \nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. \nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco. \n  \n  \n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE \nJin Jiayu\, canto I \nFrancesca Cassinari\, canto II \nDavid Sagastume\, alto \nMassimo Lombardi\, tenore \nGuglielmo Buonsanti\, basso \n  \nPaolo Perrone\, violino  \nDavid Brutti\, cornetto \nGiulia Bonomo\, fagotto \nMatteo Coticoni\, contrabbasso \nMichele Carreca\, tiorba \nAlessandro Albenga\, organo \n  \nMichele Gasbarro\, direttore \n 
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SUMMARY:MESSA REGINA COELI A 4 VOCI (DA MISSARUM LIBER DUODECIMUS. VE\, 1601)
DESCRIPTION:Roma\, Basilica Papale di Santa Maria Maggiore\nMercoledì 10 Settembre 2025\, Ore 20\,30\n\nMESSA REGINA COELI A 4 VOCI(DA MISSARUM LIBER DUODECIMUS. VE\, 1601)\nIn una ricostruzione liturgico-musicale della Festa della Natività della Beata Vergine Maria\n  \n  \nA 500 anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 2025) l’Ensemble ‘Festina Lente’ propone l’esecuzione della messa ‘Regina coeli’ a 4 voci. Una versione condotta su una edizione critica\, tratta dalla stampa del 1601\, presentata seguendo la scansione liturgico-musicale di una messa solenne del XVI secolo: l’Ordinarium Missae\, costituito dalla messa a 4 voci\, è alternato a mottetti e brani strumentali dell’autore tratti da edizioni a stampa o manoscritti dell’epoca.La messa è un mirabile esempio dell’arte musicale del Princeps Musicae che integra il contrappunto ‘osservato’ con gli effetti della moderna sensibilità ‘armonica’.Una vivacità linguistica\, preludio della nuova estetica musicale del XVII secolo\, che l’Ensemble Festina Lente esalta ricorrendo ad un organico esecutivo di voci e strumenti (4 voci – 2 controtenori\, tenore e basso -\, cornetto\, dulciana bassa\, viola da gamba\, chitarrone ed organo).\nSonorità festose che rievocano i sacri riti liturgici del tempo e immergergono l’ascoltatore contemporaneo in tutta l’immanenza dello spettacolo barocco. \n  \n  \n \nIl programma musicale è contenuto in un disco ‘Arion’ presentato nel corso della serata. \n  \n  \nEnsemble Festina Lente \nStefano Guadagnini\, canto\nEnrico Torre\, alto\nAndres Montilla Acuero\, tenore\nDavid Maria Gentile\, baritono\nGabriele Lombardi\, basso\nDavid Brutti\, cornetto\nGiulia Bonomo\, dulciana\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nMichele Carreca\, chitarrone\nAlessandro Albenga\, organo\nMichele Gasbarro\, direzione \n  \n  \nProgramma \n  \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594): Ricercata V (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nSalve Sancta parens (gregoriano) Giovanni Pierluigi da Palestrina: Regina coeli\, mottetto a 4 voci \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Kyrie e Gloria \nDopo l’Epistola\nGiovanni Pierluigi da Palestrina : Ricercata IV (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14) \nAlleluja\nAlleluja Felix es (gregoriano) \nProfessione di Fede\nGiovanni Pierluigi da Palestrina : Credo \nOffertorio\nBeata es Virgo Maria (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Ave Maria\, mottetto a 5 voci \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Sanctus e Benedictus \nLitanie per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Agnus Dei I a 4 voci\nAgnus Dei (gregoriano)\nAgnus Dei II a 5 voci \nCommunio\nBeata Viscera (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Beata es\, virgo Maria\, mottetto a 8 voci \nCongedo\nRegina coeli\, antifona (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Litanie della Beata Vergine Maria a 6 voci \n  \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco.Ai numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si\naffianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason. Ha pubblicato inoltre in prima esecuzione moderna per Stradivarius la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo\, per Aulicus i Vespri a 8 voci ed organo di Virgilio Mazzocchi e la messa a 5 voci e strumenti di Antonio Nola (pubblicata anche per Classic Voice).\nDi prossima pubblicazione in prima esecuzione moderna i 27 Responsori di Felice Anerio\, la messa a 5 voci e strumenti di Gaetano Veneziano\, la messa a 9 voci e strumenti di Antonio Nola e la Messa a 5 voci di Bonifacio Graziani.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte.Già collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘L. Barbara’ di Pescara. Si occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali.Si è occupato del recupero di inediti musicali di area romana\, trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\, G. Corsi\, B. Graziani\, A. Nola\, G. Veneziano\, salmi e messe policorali di R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti ecc. E’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. E’ membro di commissioni iculturali internazionali e di importanti comitati scientifici.\nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. E’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco. \n  \nTESTI \nRegina coeli\nRegina coeli\, laetare\, alleluia.\nQuia quem meruisti portare\, alleluia.\nResurrexit\, sicut dixit\, alleluia.\nOra pro nobis Deum\, alleluia. \nSalve sancta Parens\nSalve sancta parens\nenixa puerpera regem\nqui caelum terramque regit\nin secula seculorum. \nKyrie\, eleison\nKyrie\, eleison\, Christe eleison\, Kyrie\, eleison. \nGloria\nGlória in excélsis Deo\net in terra pax homínibus bonæ voluntátis.\nLaudámus te\nbenedícimus te\,\nadorámus te\,\nglorificámus te\,\ngrátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam\,\nDómine Deus\, Rex cæléstis\,\nDeus Pater omnípotens.\nDómine Fili Unigénite\, Iesu Christe\,\nDómine Deus\, Agnus Dei\, Fílius Patris\,\nqui tollis peccáta mundi\, miserére nobis;\nqui tollis peccáta mundi\, súscipe deprecatiónem nostram.\nQui sedes ad déxteram Patris\, miserére nobis.\nQuóniam tu solus Sanctus\, tu solus Dóminus\,\ntu solus Altíssimus\,\nIesu Christe\, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris.\nAmen. \nAlleluia: Felix es\nFelix es\, sacra Virgo Maria\,\net omni laude dignissima :\nquia ex te ortus est sol iustitiae\,\nChristus Deus noster. \nAve Maria\nAve Maria gratia plena\,\nDominus tecum\, benedicta tu in mulieribus\,\net benedictus fructus ventris tui Jesus.\nSanta Maria\, regina coelii dulcis et pia\,\no mater Dei\, ora pro nobis peccatoribus\,\nut cum electis te videamus \nLitanie de Beata Virginis Maria (Codice Basilica DI San Pietro in Vaticano)\nKyrie eleison\, Kyrie eleison.\nChriste eleison\, Christe eleison\nKyrie eleison\, Kyrie eleison.\nAve\, dona nobis Jesu\, ora pro nobis\nSalve\, iter paratutum\, ora pro nobis\nGaudem lite[s] fac et castos\, ora pro nobis\nAve\, mundi\, spes Maria\, ora pro nobis\nSalve dulcis\, salve pia\, ora pro nobis\nGaude\, nostra Coeli via ora pro nobis\,\nAve parens salve dicit\, ora pro nobis\nVates clausus te cognoscit\, ora pro nobis\nCum in te cor exsultavit\, ora pro nobis\nAve\, Mater admiranda\, ora pro nobis\nSalve\, Sacra praedicanda\, ora pro nobis\nGaude felix admiranda\, ora pro nobis\nAve stellis rutilantior\, ora pro nobis\nLuna plena refulgentior\, ora pro nobis\nVero sole quae splendidior\, ora pro nobis\nAve sponsa praeelecta\, ora pro nobis\nAb initio benedicta ora pro nobis\nVirgo et Mater Dei electa\, ora pro nobis\nRegina Angelorum\, Patriarcharum et Prophetarumm\, ora pro nobis\nRegina Apostolorum\, Martyrum et Confessorum\, ora pro nobis\nRegina praedicatorum\, Virginume et Sanctorum omnium\, ora pro nobis\, \nNOTE AL PROGRAMMA\nNel cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525–2025)\, l’Ensemble Festina Lente propone una ricostruzione liturgico-musicale dedicata alla Beata Vergine Maria\, ispirata alle consuetudini celebrative della Roma del tardo Rinascimento.\nFulcro del programma è la Missa Regina coeli a quattro voci\, tratta dal Missarum Liber Duodecimus\, pubblicato postumo nel 1601. L’esecuzione si basa su un’edizione critica della stampa originale\, e si inserisce all’interno di una sequenza coerente con la struttura di una messa solenne del XVI secolo.\nL’Ordinarium Missae\, affidato alla messa a quattro voci\, viene alternato a mottetti e brani strumentali dello stesso Palestrina\, selezionati da fonti a stampa e manoscritte coeve. La composizione\, costruita sulla celebre antifona mariana pasquale Regina coeli\, si integra in un contesto liturgico che prevede l’introduzione gregoriana\, episodi polifonici\, momenti di raccoglimento strumentale e le solenni Litaniae de Beata Virgine Maria\, secondo un modello celebrativo che restituisce l’intreccio tra musica e culto proprio della Roma controriformata.\nLa Missa Regina coeli rappresenta un mirabile esempio dell’arte matura del Princeps Musicae\, in cui il contrappunto “osservato” si intreccia con una sensibilità armonica più moderna\, preannuncio della nuova estetica musicale del XVII secolo. L’Ensemble Festina Lente ne valorizza la vivacità linguistica e l’equilibrio formale attraverso un organico vocale e strumentale ricercato: quattro voci (due\ncontrotenori\, tenore e basso)\, cornetto\, dulciana bassa\, viola da gamba\, chitarrone e organo. Un insieme che restituisce le sonorità solenni e luminose dei sacri riti del tempo\, immergendo l’ascoltatore contemporaneo nell’immanenza sensoriale e teatrale dello spettacolo barocco. \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\nRicercata V (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nSalve sancta parens (gregoriano)\nRegina coeli\, mottetto a 4 voci \nIl rito si apre con la Ricercata V\, brano strumentale tratto dal manoscritto Mus. M 14 conservato presso la Biblioteca Corsiniana. Questa pagina contrappuntistica introduce con solennità e varietà imitativa la celebrazione\, con l’intento di evocare l’intonazione iniziale di un cerimoniale festivo.\nSegue il Salve sancta parens\, canto gregoriano dell’Introito per le messe in onore della Beata Vergine Maria che viene poi elevato nella sua veste polifonica con il mottetto Regina coeli a quattro voci: una pagina densa di giubilo e trasparenze armoniche\, dove l’Alleluia finale si dilata in fioriture luminose che prefigurano la successiva messa. \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nKyrie e Gloria \nIl Kyrie e il Gloria appartengono alla Missa Regina coeli. Il primo si dispiega in una tripartizione sobria e misurata\, con equilibrio tra imitazione e declamazione. Il Gloria\, al contrario\, si apre con impeto\, proseguendo con variazioni di densità testurale che riflettono lo sviluppo del testo liturgico. È qui evidente la sapienza palestriniana nel far dialogare i blocchi imitativi con passaggi più omoritmici\, creando un respiro teatrale che tuttavia resta ancorato al linguaggio del sacro. La struttura a 4 voci rispecchia il rigore contrappuntistico di Palestrina\, con richiami al modello josquiniano. \n\nDopo l’Epistola \nGiovanni Pierluigi da Palestrina Ricercata IV (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nLa Ricercata IV\, eseguita strumentalmente\, introduce un nuovo momento meditativo e preparatorio alla proclamazione del Vangelo. La scrittura è severa e lineare\, con una densità contrappuntistica che richiama l’austerità del verbo sacro. \nAlleluja\nAlleluja Felix es (gregoriano)\nIl canto Felix es\, intonato in gregoriano\, celebra la beatitudine di Maria\, “più felice di tutte le donne”. La scelta di lasciare il brano nella sua forma monodica crea un efficace contrasto con le successive sezioni polifoniche\, accrescendo la percezione drammatica della funzione liturgica. \nProfessione di Fede\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nCredo \nIl Credo\, sempre dalla Missa Regina coeli\, è tra i brani più estesi e articolati della messa. Le parole “Et incarnatus est” si stagliano con particolare dolcezza e distensione rispetto al resto del brano\, secondo un modello ormai codificato ma che Palestrina esegue con sapienza rinnovata\, facendo risaltare il mistero dell’Incarnazione all’interno di una struttura sillabica ampia e ordinata. \nOffertorio\nBeata es Virgo Maria (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAve Maria\, mottetto a 5 voci \nAl canto gregoriano Beata es Virgo Maria\, l’Ensemble accosta il mottetto Ave Maria a cinque voci\, un brano di grande eleganza e delicatezza armonica. L’intreccio melodico\, limpido e intimista\, esprime in pieno la devozione mariana tipica della spiritualità romana tardo-rinascimentale\, in un’atmosfera di luminosa sospensione. \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nSanctus\nBenedictus \nIl Sanctus e Benedictus\, brevi ma intensi\, si sviluppano in un gioco di alternanza tra l’omoritmia d’invocazione e i passaggi imitativi più distesi. Il Benedictus\, in particolare\, presenta un tessuto morbido\, quasi sussurrato\, che precede la monumentalità liturgica dell’Agnus Dei. \nLitaniae per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAgnus Dei \nLe Litaniae per la Frazione\, eseguite nella registrazione\, accompagnano il gesto della spezzatura del pane eucaristico con una catena di invocazioni e risposte\, prolungando il silenzio sacro della liturgia in un clima di supplica corale. Queste litanie\, affidate al dialogo tra voci e strumenti\, rievocano la pratica delle Cappelle Papali\, dove la musica partecipava pienamente alla teatralità e alla solennità del rito. L’Agnus Dei\, nella consueta tripartizione\, si presenta così come un momento di raccoglimento e supplica. La tessitura si fa più rarefatta\, i melismi si distendono\, lasciando spazio a una conclusione pacificata\, preludio alla comunione. \nCommunio\nBeata Viscera (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nBeata es\, virgo Maria\, mottetto a 8 voci \nIl canto gregoriano Beata viscera introduce il mottetto a otto voci Beata es\, virgo Maria\, tra le pagine più elaborate dell’album. L’articolazione in doppio coro permette a Palestrina di espandere la scrittura nello spazio\, creando un effetto quasi architettonico. Le voci si inseguono\, si alternano\, si intrecciano\, in una costruzione sonora di grande potenza\, pensata per le grandi solennità mariane del\ncalendario romano. \nCongedo\nRegina coeli\, antifona (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nLitanie della Beata Virgine Maria a 6 voci \nLa liturgia si chiude con l’antifona pasquale Regina caeli\, cantico gregoriano di esultanza risalente al XII secolo\, e con le Litaniae de Beata Virgine Maria a sei voci. L’antifona\, semplice e luminosa\, celebra la gioia della Risurrezione e l’esaltazione della Vergine come Regina del cielo. Le Litanie\, capolavoro della tarda maturità del compositore\, alternano invocazioni compatte a risposte corali dense e armonicamente scolpite\, culminando in una sequenza di profonda intensità devozionale. In particolare\, le ripetute apostrofi “Virgo” sono spesso intonate con una figurazione ritmica di tre note uguali ribattute\, che conferisce all’invocazione un carattere insistente e processionale\, profondamente coerente con la struttura liturgica del testo. L’opera culmina in una sequenza di intensa spiritualità: un\ncongedo solenne e contemplativo\, in cui si intrecciano arte e devozione nella Roma del tardo Rinascimento. \nNote di Alberto Grasso\nGiornalista pubblicista e divulgatore culturale\, si occupa di musica antica con particolare attenzione al repertorio vocale sacro del Rinascimento. Collabora con diverse realtà corali italiane\, curando programmi di sala\, note musicologiche e progetti di valorizzazione del patrimonio musicale. Dirige la testata tecnico-scientifica YouWineMagazine in base all’art. 28 L.69/63. Affianca all’attività giornalistica un costante impegno nella mediazione culturale tra ricerca storico-musicologica e divulgazione.
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SUMMARY:Giuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Papa Benedetto XIII a 16 voci (1724)
DESCRIPTION:FONDAZIONE DOMENICO NAPOLEONE ORSINI E MARTINE BERNHEIM ORSINI \n  \nMARTEDI 23 SETTEMBRE 2025\, ORE 20:00 \nROMA\, BASILICA DI S. LORENZO IN DAMASO \nPiazza della Cancelleria 1 \nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Papa Benedetto XIII a 16 voci (1724)I ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI \nhttps://www.giornateorsiniane.online/ \n  \nL’ingresso su prenotazione (numero chiuso)     \n  \n  \n  \n  \nGiuseppe Ottavio Pitoni è stato uno dei più famosi compositori di musica sacra e uno dei maestri di cappella più contesi e ammirati dell’antico Stato Pontificio. \nLa sua opera compositiva è colossale: più di duecento Messe\, ottocento Salmi per il Vespro\, duecento fra Introiti e Graduali\, duecentocinquanta Inni\, circa 200 Magnificat\, oltre a Litanie\, Lamentazioni\, Responsori ed altre composizioni ad uso delle festività di tutto l’anno liturgico. \nUna infaticabile attività compositiva\, strettamente legata all’impegno di ricercatore\, teorico e didatta. La sontuosa Guida armonica\, la più ampia trattazione sulla teoria degli stili musicali – 41 volumi\, per un totale di 26.000 pagine\, oggi conservata manoscritta presso la Biblioteca Apostolica Vaticana – non è solo un’opera enciclopedica unica\, ma anche un mezzo per comprendere quanto l’attività compositiva del ‘Maestro dei Maestri\, sia profondamente radicata nelle forme antiche e alla tradizione contrappuntistica. \nIn questa straordinaria attività compositiva la produzione policorale ha un posto rilevante. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificato da organici multipli ed esaltato dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. \nDelle otto messe policorali a 16 voci conosciute\, la messa ‘Benedetto Pp XIII’ a 16 voci e organo è l’ultima dell’autore reatino: venne eseguita per la prima volta il 24 settembre 1724 in occasione dell’ingresso ufficiale di Papa Orsini nella Basilica di San Pietro. \nLa messa alterna movimenti lenti\, dagli arditi passaggi armonici\, a movimenti veloci\, con alterne sezioni con effetti dialoganti dei cori e movimenti contrappuntistici a 16 voci. Di particolare efficacia sono le fasi finali del Gloria e del Credo: il reiterato uso di figurazioni minute di sedicesimi\, tipiche del virtuosismo canoro del canto da camera e del cantar di gorgia\, poco inclini alle voci piene con moltitudine di cantanti\, testimonia oramai una compenetrazione dei generi nella convinzione che “…non si può esercitar bene la moderna Musica\, senza qualche capacità delle vere Regole Antiche’ e che la ricchezza della composizione va raggiunta con ‘differenti stili\, sì che\, se ogn’uno dovesse attendere ad un’ solo stile\, e ad una sola scuola\, la Musica si ridurrebbe povera\, e senza varietà di stili\, oltre che sarebbe mendica di invenzioni\, con discapito della dilettazione\, fine principale della Musica”. \nLa liturgia ripete e ritualizza continuamente il vero miracolo del barocco: rendere compatibili differenze tra passato e presente e quelle inevitabili della vita contemporanea: tutto può essere utile alla salvezza del mondo. \nLa messa viene presentata nella scansione liturgico-musicale\, alternando le parti dell’Ordinaium Missae\, costituito dalla messa ‘Benedetto XIII’\, a mottetti dell’autore e brani strumentali di musicisti attivi a San Pietro fra il XVII e il XVIII secolo. Solo la ‘Sonata  in risposta’ varca i confini dello stato Pontificio ma\,  nel presente programma\, è particolarmente adatta per interpretare efficacemente gli effetti antifonici della policoralità. \n  \n  \n  \nProgramma\n  \n\n\n\nIntroito\nGiuseppe Ottavio Pitoni (1657 – 1743)\nCantate Dominum (strumentale)\n\n\nPenitenziale  e Dossologia\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nKyrie\, Gloria\n\n\nEpistola\nGregoriano\n\n\n\nDopo l’Epistola\nFrancesco Fontana (1620 – 1695)\nRicercare X (organo)\n\n\nProfessione di Fede\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nCredo\n\n\nOffertorio\nGiuseppe Ottavio Pitoni\nAve Maria a 4 v. (1724)\n\n\nLiturgia eucaristica\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nSanctus\n\n\nElevazione\nBernardo Pasquini (1637 – 1710)\nToccata (organo)\n\n\nLitania\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nAgnus Dei\n\n\nComunione\nNiccolò Corradini (1585 – 1669)\nSuonata a 2 cornetti in risposta\n\n\nCongedo\nBonifacio Graziani (1607 – 1664)\nSalve Regina a 5 v. e continuo\n\n\n\n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE \n  \n\n\n\nI Coro \nChiara Rebaudo\, soprano\nDavid Sagastume\, alto\nMatteo Laconi\, tenore\nAlessandro Ravasio\, basso\nPaolo Perrone\, violino\nFlavia Truppa\, viola da braccio\nSilvia De Maria\, viola da gamba\nDiego Roncalli di Montorio\, viola da gamba\nII Coro \nCristina Bonner Sutter\, soprano\nTessa Roos\, alto\nDavid Hernandez Arnfruns\, tenore\nSantiago Garzon Arredondo\, basso\nSonia Garcia Rabasa\, cornetto\nSusanna Defendi\, trombone alto\nMauro Morini\, trombone tenore\nFabio De Cataldo\, trombone basso\n\n\nIII Coro \nCristina Fanelli\, soprano\nElisabetta Vuocolo\, alto\nMatteo Straffi\, tenore\nGiacomo Pieracci\, basso\nNicola Pappalettera\, cornetto\nGuido Ivessich\, dulciana contralto\nGiulia Bonomo\, dulciana tenore\nMaria De Martini\, dulciana bassa \n  \n  \n \nIV Coro \nElenonora Aleotti\, soprano\nGiovanna Gallelli\, soprano\nAntonella Marotta\, Alto\nFederico Marcucci\, alto\nLeonardo Malara\, tenore\nDerlis Gonzales\, tenore\nFlorian Meierhofer\, basso\nTony Corradini\, basso\nGabriele Politi\, violino\nMichele Carreca\, tiorba\nAlessio Calabrese\, tiorba\nMarco Silvi\, cembalo\nGiacomo Albenga\, contrabbasso\nElisabetta Ferri\, organo \n \n\n\n\nMichele Gasbarro\, Direzione
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SUMMARY:I Vespri solenni
DESCRIPTION:Sabato 8 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire (Tomba di Nerone)\nVia Cassia 1036\nAntonio Frigè\, organo\nChiara Rebaudo\, soprano\nI Vespri solenni \nProgramma \n  \nNatale Monferrato (1610-1685) \nAdmiramini dilectionis prodigium \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643) \nToccata avanti la messa della Madonna (dai Fori musicali)\nCanzon dopo l’Epistola\nRicercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla\nBergamasca \nClaudio Monteverdi (1567-1643) \nLaudate Dominum\n \nDomenico Zipoli (1688 – 1726)\nCanzona in Sol minore\nAll’Elevazione \nGiuseppe Gonelli (1685-1745)\nNisi Dominus. Canto solo con l’organo che scherza (1739)\nVivace – Largo – Spirituoso – Largo/Presto – Largo – Allegro – Adagio/Allegro \n  \n  \nUn affascinante itinerario musicale attraverso il Seicento italiano\, epoca di fervida sperimentazione e nascita di nuovi linguaggi espressivi. Dalla polifonia sacra alla libertà della forma concertante\, si attraversano mondi stilistici diversi\, ma uniti da una comune tensione spirituale e lirica. \nNatale Monferrato (1610–1685)\, allievo di Monteverdi e maestro di cappella a San Marco di Venezia\, rappresenta una raffinata sintesi tra tradizione policorale e rinnovato linguaggio barocco. Admiramini dilectionis è un mottetto di intensa spiritualità\, costruito su eleganti contrasti tra momenti di contemplazione e sezioni più ornate\, in cui il testo sacro si traduce in vibrante eloquenza musicale. \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\, figura cardine della musica tastieristica barocca\, seppe imprimere alla scrittura per organo una libertà e una fantasia senza precedenti. La Toccata avanti la messa della Madonna e la Canzon dopo l’epistola provengono dal celebre Fiori musicali (1635)\, raccolta destinata al servizio liturgico. Il Ricercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla è un esercizio di straordinaria invenzione contrappuntistica\, mentre la Bergamasca chiude con gioiosa vivacità\, in un crescendo di variazioni ritmiche che incarnano il proverbiale spirito del compositore: “Chi questa Bergamasca sonerà\, non poco imparerà.” \nClaudio Monteverdi (1567–1643)\, innovatore del linguaggio vocale e figura ponte tra Rinascimento e Barocco\, conferisce al salmo Laudate Dominum un’immediatezza espressiva e una luminosità sonora che riflettono la sua maestria teatrale. Il tessuto polifonico si apre a una nuova sensibilità\, in cui parola e affetto diventano protagonisti di una comunicazione diretta e umana. \nDomenico Zipoli (1688–1726)\, compositore gesuita e missionario in Sud America\, è simbolo di un barocco dal volto dolce e contemplativo. La Canzona in Sol minore unisce rigore contrappuntistico e cantabilità italiana\, mentre All’Elevazione\, pagina di intensa spiritualità\, esprime un profondo senso di quiete e devozione\, in sonorità che paiono sospendere il tempo sacro della liturgia. \nGiuseppe Gonelli (1685–1745)\, oggi quasi dimenticato\, fu eccellente violinista e compositore attivo a Ravenna e Ferrara. Il suo Nisi Dominus per canto solo e organo “che scherza” è un brano di sorprendente originalità: una sorta di piccolo oratorio concertante che alterna sezioni di vivace virtuosismo a passaggi lirici e meditativi\, culminando in un finale di luminosa espressività. \n  \nChiara Rebaudo\, diplomatasi in flauto traverso presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano\, nel 2020 intraprende lo studio del canto rinascimentale e barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano\, sotto la guida di Sonia Tedla Chebreab e\, attualmente\, di Riccardo Pisani. \nDal 2022 è membro dell’Ensemble Biscantores\, un coro specializzato in repertorio barocco e rinascimentale diretto da Luca Colombo\, con cui ha registrato un CD dedicato a Giovanni Legrenzi a settembre 2024. Con l’Ensemble e come solista si è esibita in importanti contesti come il “Festival dell’Ascensione”\, il Festival “Cantar di Pietre”\, “Venetia Picciola” e il Festival “Grandezze e Meraviglie”. \nla Società del Quartetto di Milano\, il festival Milano ArteMusica\, il Festival Internazionale di Urbino\, la rassegna “Pavia Barocca”. \n  \nAntonio Frigè\, diplomato in Organo e Composizione Organistica ed in Clavicembalo al Conservatorio di Milano\, ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare in tutta Europa e negli U.S.A. \nParticolarmente appassionato alla letteratura del 6-700 collabora con l’Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere di A. Vivaldi. \nDal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e\, nel 1989\, ha fondato l’Ensemble Pian&Forte. \nHa registrato per la RAI\, RTSI\, ORF\, Radio Classica (Espana). \nGià docente di Basso continuo\, Musica d’Insieme presso l’Istituto di Musica Antica presso la Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano\, attualmente è organista della chiesa di S. Francesco di Paola e della Basilica di S. Simpliciano\, a Milano.
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SUMMARY:Francesco Antonio Bomporti e l'Opera X 'La Pace'
DESCRIPTION:Domenica 9 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade(Labaro)\nVia Costantiniana 19\nCappella Musicale Enrico Stuart\nElisa Atteo\, violino barocco\nRomeo Ciuffa\, fagotto barocco\nMichele Carreca\, tiorba\nSimone El Oufir Pierini\, clavicembalo\nFrancesco Antonio Bomporti e l’Opera X ‘La Pace’ \n  \nProgramma \n  \nFrancesco Antonio Bonporti (1642 – 1749): Op. X \n  \nInventione III \nLargo – Aria allegro ma comodo – Fantasia largo – Bizaria allegro assai \n  \nInventione VIII\nLargo\, Balletto allegro\, Adagio\, Giga \n  \nArcangelo Corelli (1653 – 1713)\nCiaccona da Sonata n. 12\, Op. 2\n(arrangiamento per tiorba) \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione I\nCantabile – Aria allegro – Giga\, Recitativo – Bizaria andante \n  \nGiovanni Benedetto Platti (1697 – 1763)\nSonata n. 1\, Op. 1\nAdagio – Allegro – Largo – Presto \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione IV\nLargo – Balletto allegro – Aria adagio – Corente presto \n  \n  \nLe sonate del programma fanno parte di una raccolta di dieci sonate\, o meglio Inventioni\, che Bonporti pubblica in prima stampa a Bologna nel 1712 e nel 1713 a Venezia e Trento\, apportando alcune modifiche. \nCome per le opere precedenti\, anche l’Opera X viene stampata ad Amsterdam dal famoso Estienne Roger. \nQueste sonate segnano senza dubbio il culmine della scrittura sonatistica di Bonporti e influenzarono grandemente tutta la produzione sonatistica della prima metà del ‘700. \nL’inventiva barocca tocca in queste composizioni veramente delle vette notevoli e bizzarre e la ricchezza melodica ed armonica ne è una prova tangibile! \n  \n  \nNata 1998 con organico variabile\, la Cappella Musicale Enrico Stuart\, è un complesso specializzato nel repertorio del Seicento e Settecento\, in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. \nL’ensemble prende il suo nome da Enrico Carlo Edoardo Stuart\, duca di York\, figlio di Giacomo III Stuart\, di fede cattolica\, che scelse Roma come luogo d’esilio. Insignito del titolo di Cardinale da Benedetto XIV\, divenne Vescovo di Frascati (sede dell’ensemble) dove per più di trenta anni fu mecenate e patrono delle arti\, oltre che fondatore della Biblioteca Eboracense\, contenente preziose partiture musicali. \nLa Cappella Musicale Enrico Stuart è un ensemble strumentale variabile a seconda del programma eseguito\, da una formazione minima di flauto e clavicembalo si allarga a più fiati (flauto\, oboe\, fagotto)\, archi (1-2 violini)\, voci\, violoncello e/o viola da gamba\, tiorba\, 1-2 clavicembali. \nFra le performances più significative si annoverano Dido and Aeneas di H. Purcell; Il Festino del giovedì grasso avanti cena di A. Banchieri; la Messa a 4 voci Magnificat; Il ballo delle Ingrate Tirsi e Clori di C. Monteverdi; lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi\, oltre a mottetti e messe di G. P. da Palestrina\, messe\, inni\, mottetti e oratori di M.A. Charpentier\, M.R. Delalande e S. De Brossard così come musiche vocali e strumentali di Rameau\, Lully\, Vivaldi e Bach. \nNella sua formazione attuale\, come ensemble prevalentemente strumentale\, annovera al suo attivo concerti in Italia\, Germania\, Inghilterra\, Spagna\, Canada\, Siria\, Zambia\, Russia\, Francia\, Finlandia\, Olanda\, Repubblica Ceca. \nTra le sue registrazioni: Baroque Esprit\, con musiche del Settecento europeo\, Baroque Noël\, G. Sammartini\, Sonate per flauto dolce e b.c.\, Vol. I.
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SUMMARY:Giovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei
DESCRIPTION:Sabato 15 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire\nVia Cassia 1036 (Tomba di Nerone)\nRoma Vocal Ensemble\nFederico Incitti\, direzione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei \n  \nRoma Vocal Ensemble\nSoprani: Giulia Catenazzo\, Sara Fantasticini\, Giulia Guardati\, Anna Lunardi\, Lucia Nobili\, Emanuela Reanda\nContralti: Lucia Alberti\, Teresa Bausano\, Mariarosaria Casario\, Sandra Giannini\, Laura Iudiciani\, Elena Magni\, Giada Pietrini\nTenori: Claudio Ammiraglia\, Fabio Contini\, Giorgio Guardi\, Elia Patania\, Guido Romano\nBassi: Enzo D’Ovidio\, Andrea Posa\, Alessandro Tenaglia\, Alessio Vallone\nFederico Incitti\, direzione \n  \nProgramma \n  \nThomas Tallis (1505–1585)\nIf ye love me\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\nGloria (dalla Missa Brevis) \nTomás Luis de Victoria (1548–1611)\nAve Maria \nJohn Tavener (1944–2013)\nThe lamb \nAntoine Brumel (1460—1512)\nSicut lilium inter spinas \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nSicut cervus \nTomás Luis de Victoria \nNe timeas Maria \nJohn Tavener \nTo the Mother of God \nWilliam Byrd (1540–1623) \nAve Verum Corpus \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nVergine bella \nTomás Luis de Victoria \nRegina Caeli laetare \n  \nUn viaggio musicale tra la Roma rinascimentale e i principali centri della polifonia europea. Nel 2025 ricorrono i cinquecento anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina\, il Princeps Musicae\, emblema della purezza contrappuntistica e della spiritualità della polifonia sacra. Attorno alla sua figura si collocano voci coeve che dialogano con la sua arte: la chiarezza omofonica di Thomas Tallis) e l’intensità espressiva di William Byrd in Inghilterra\, l’eleganza meditativa di Antoine Brumel in Francia e la profondità mistica di Tomás Luis de Victoria in Spagna. \nA scandire il percorso\, due intermezzi di John Tavener\, compositore inglese contemporaneo che ha reinterpretato la tradizione sacra con un linguaggio armonico essenziale e carico di tensione mistica. Le sue pagine favoriscono un clima di raccoglimento e continuità meditativa tra i brani rinascimentali. \nIl concerto alterna momenti di solennità liturgica e di intimità spirituale\, intrecciando testi mariani e inni di contemplazione. Il risultato è un itinerario sonoro che\, pur attraversando secoli e linguaggi diversi\, condivide la stessa tensione: trasformare la parola sacra in polifonia luminosa e universale. \n  \nIl Roma Vocal Ensemble\, fondato e diretto da Federico Incitti\, nasce a Roma a gennaio 2016. È formato da una trentina di cantori accomunati da una forte passione per la musica corale e da una solida esperienza maturata negli anni. Lavora su progetti tematici\, con un repertorio che spazia dal Rinascimento (Brumel\, Tallis\, Purcell\, Palestrina\, de Victoria\, Monteverdi\, Gesualdo) alla musica contemporanea (Donati\, Elder\, Ešenvalds\, Gjeilo\, Incitti\, Lawson\, MacMillan\, Orlandi\, Stroope\, Tavener)\, passando per alcuni capolavori del periodo classico (Mozart\, Schubert) e moderno (Britten\, Duruflé). \nIl coro svolge un’intensa attività concertistica ed è stato invitato a rassegne nazionali ed internazionali (Ascoli Piceno\, Atri\, Trento\, Loreto\, Tivoli\, Matera\, Sessa Aurunca\, Bosco Chiesanuova\, Fossanova). Ha eseguito opere di grandi compositori\, quali la “Petite Messe Solennelle” di Rossini e la “Messa in Sol maggiore D167” di Schubert\, che ha cantato nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere\, nell’Abbazia di Fossanova e nuovamente a Roma\, a Sant’Agnese in Agone\, accompagnata dall’Orchestra da Camera di Vienna. \nNel corso del 2019 e nel 2020\, ha realizzato in più repliche a Roma e a Rieti la versione integrale del “Festino nella sera del Giovedì Grasso avanti Cena” di Adriano Banchieri. \nL’8 dicembre del 2022 ha cantato alla Messa dell’Immacolata celebrata alla Chiesa degli Artisti di Roma e trasmessa in mondovisione da RAI 1. \nGli ultimi anni hanno visto il coro impegnato in numerosi concerti a Roma e in giro per l’Italia. In particolare si è esibito a Matera\, Padova\, in diverse chiese romane\, quali la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e la Chiesa degli Artisti\, e all’Abbazia di Farfa (RI)\, nell’ambito del Roma Festival Barocco\, con un concerto dedicato alla celebrazione dei 500 anni dalla nascita di Palestrina.
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SUMMARY:Vox Umana. La voce nello strumento\, lo strumento nella voce
DESCRIPTION:Domenica 16 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade\nVia Costantiniana 19 (Labaro)\nVox Umana. La voce nello strumento\, lo strumento nella voce \n \nSeicento Stravagante\nMiriam Callegaro\, mezzosoprano\nDavid Brutti\, cornetto\, cornetto muto e flauto\nNicola Lamon\, organo \n  \nProgramma\n  \nAnonimo\nIntonazione del Primo tuono\n40615\, 1655 ca \nGiovanni Legrenzi (1626-1690)\nAlma redemptoris mater\nda Sentimenti devoti op. VI\, Venezia 1600 \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643)\nO beate viae\, o felice gressus (a 2 voci)\nda Symbolae diversorum musicorum\, Lorenzo Calvi \nCipriano De Rore (1515/6- 1 565)\nAngelus ad Pastores (diminuzione di R. Rognoni)\nda Il vero modo di diminuire\, Venezia 1592 \nFrancesco Usper (1561-1641)\nRicercare ottavo\nda Ricercari et arie francesi à quattro voci\, Venezia 159 \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzon Terza detta La bernardinia (Canto solo come stà)\nda Canzoni da sonare a una\, due\, tre et quattro\, Venezia 1634 \nNatale Monferrato (ca.1615 – ca.1685)\nAdmiramini dilectionis prodigi\nda Motetti a voce sola di D. Natale Monferrato… L. I\, Op. IV\, Venezia1655 \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nNigra sum. Canto e Violino\nda Pegaso opera l’undecima\, Venezia 1640 \nGiovanni Battista Fontana (1571 – 1630) \nSonata quarta. a violino solo\nda Sonate a 1 2 e 3 per il Violino…\, Venezia 1628 \nGiovanni Felice Sances (1600 ca. -1679) \nStabat mater (Pianto della Madonna)\nda Motetti a voce sola\, Venezia 1638 \nAndrea Gabrieli (1533 – 1585)\nCanzon francese detta Qui la dira\nda Canzoni alla francese per sonar sopra stromenti da tasti\, Libro VI\, Venezia 1605 \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nGaudeamus omnes a 2 Canto e Violino\nda “Pegaso opera l’undecima” Venezia 1640 \n  \n“Ho sentito la migliore musica che avessi mai udito\, sia al mattino che al pomeriggio\, di tale delicatezza che avrei camminato per cento miglia in qualsiasi momento per sentire qualcosa del genere (…) La festa è stata celebrata principalmente con musica vocale e strumentale così delicata\, così deliziosa\, così rara\, così ammirevole\, così sovranamente eccellente da incantare e stupire tutti quegli stranieri che non avevano mai sentito niente di simile. A volte c’erano da sedici a venti cantori che cantavano tutti insieme sotto la guida del loro maestro o direttore\, e al loro canto si aggiungeva la musica degli strumenti\, dieci tromboni\, quattro cornetti e due viole di straordinaria grandezza…“ (Thomas Coryat\, viaggiatore in visita a Venezia nel 1608 durante i festeggiamenti in onore di San Rocco) \nNel XVII secolo\, per celebrare con il dovuto fasto le ricorrenze civico-religiose e le funzioni liturgiche\, era consuetudine ricorrere a molti musicisti che accompagnavano gli articolati rituali delle cerimonie\, eseguendo sia musica vocale che strumentale. All’epoca\, a Venezia\, l’apparato musicale era di qualità eccelsa\, comprendeva infatti i più rinomati maestri di cappella della basilica ducale e i più virtuosi cantanti\, cornettisti\, violinisti e trombonisti che si esibivano in omaggio ai Santi patroni e in occasione delle ricorrenze devozionali delle numerose chiese della città. \nÈ in questo periodo florido che si instaurano indissolubilmente i legami tra cantanti e strumentisti: i virtuosi più richiesti erano infatti coloro che potevano imitare al meglio la voce umana\, non tanto per quanto riguarda il timbro\, quanto per la capacità di articolare le parole\, di “parlare” attraverso lo strumento. \nCiò deriva dalla pratica in voga in tutto il Rinascimento di raddoppiare o sostituire con strumenti le voci di un ensemble vocale. \nDa questa prassi prendono vita veri e propri “duelli” musicali\, dove voci e strumenti fioriscono le melodie con diminuzioni\, variazioni\, abbellimenti e trilli. All’inizio del XVII secolo\, gli strumenti iniziano ad acquisire una propria autonomia\, sviluppando uno specifico repertorio solistico e cameristico in dialogo con una o poche voci: è in quest’epoca che fiorisce il mottetto concertato. \nIl programma proposto da Seicento Stravagante con il mezzosoprano Miriam Callegaro è un excursus che ripercorre lo sviluppo delle interazioni tra voci e strumenti nel primo Barocco\, attraverso l’esecuzione di mottetti concertati per voce sola\, cornetto e continuo\, diminuzioni virtuosistiche e letteratura organistica dei compositori più rappresentativi della scuola italiana. \n  \n  \nMiriam Callegaro\, mezzosoprano\, ha iniziato lo studio del canto con il Maestro Christian Hilz e ha successivamente concluso il biennio di Canto Rinascimentale e Barocco con lode presso il Conservatorio “A.Pedrollo” di Vicenza sotto la guida dei Maestri Gemma Bertagnolli e Marco Scavazza. Ha conseguito in precedenza il diploma in violino presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova sotto la guida del Maestro Giacobbe Stevanato. Si è specializzata in seguito in Didattica della Musica alla Hochschule der Künste Bern\, conseguendo il Master in Music Pedagogy e successivamente il Master in Specialized Performance\, in direzione di coro con lode alla Musikhochschule Basel sotto la guida del Maestro Raphael Immoos \narina De Liso\, approfondendo il repertorio Barocco e Belcantistico per mezzosoprano. \nCanta come solista in festival di musica antica in Italia e all’estero e in note sale da concerto\, tra cui Sale Apollinee del teatro La Fenice\, Cattedrale di Evora-Portogallo\, Oper Schloss Waldegg – Solothurn (Svizzera)\, dove ha debuttato nel ruolo di Ericlea ne “Il ritorno di Ulisse in patria” di Claudio Monteverdi\, Trame Sonore – Mantova\, Milano Arte Musica\, Sagra Musicale Umbra – Perugia\, Spazio e Musica – Vicenza\, Grandezze e Meraviglie – Modena\, Festival Organistico Internazionale di Treviso\, Festival Vivaldi – Venezia\, Festival Monteverdi – Cremona\, Venetia Picciola – Casalmaggiore (Cremona). Collabora con ensemble come Manto Sonora (dir. W. Testolin)\, Cremonantiqua\, Cantus Firmus Ensemble\, Umbra Lucis\, Kairos Vox e Ensemble Palladio. \n  \nDavid Brutti ha studiato sassofono con J.-M. Londeix e M. B. Charrier presso il Conservatorio di Bordeaux\, ottenendo la “Medaille d’Or”\, ha conseguito successivamente il Master in Musica da Camera sotto la guida di Pier Narciso Masi presso “Accademia Pianistica Internazionale di Imola”. \nDal 2000 al 2008 David Brutti è stato premiato in oltre quindici competizioni internazionali e nazionali. Nel 2012 inizia lo studio del cornetto con Andrea Inghisciano. Collabora regolarmente con diversi prestigiosi direttori e ensemble\, tra cui Lautten Compagney\, Antonio Florio\, Gabriel Garrido\, Federico Maria Sardelli\, Odhecaton\, Accademia Bizantina\, Modo Antiquo\, La Pifarescha\, Ensemble Il Gusto Barocco (Stuttgart)\, L’Estro d’Orfeo\, Cappella Marciana (Venezia)\, La Folia Barockorchester (Wien)\, Il Giardino Armonico. Si esibisce in numerosi festival di musica antica come Festival Claudio Monteverdi (Cremona)\, Trigonale 2016 (Maria Saal – Austria)\, Sagra Musicale Umbra e nei principali teatri\, chiese e sale da concerto come Teatro Regio – Torino\, Teatro Olimpico – Vicenza\, Teatro Ponchielli – Cremona\, Mannheim Nationaltheater \nTheater an per Wien – Vienna\, Teatro La Pergola – Firenze. \nHa effettuato registrazioni per Amadeus\, BIS\, Pan Classics\, Dynamic Brilliant Classics\, Bongiovanni\, Radio Vaticana\, ORF1\, Tactus\, Dynamic\, Extended Place\, Pan Classics e BIS. \n  \nNicola Lamon studia organo con Elsa Bolzonello Zoja\, clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. \nSi perfeziona con H. Davidsson\, W. Porter\, J. L. Gonzalez Uriol e presso l’Accademia Chigiana di Siena con Cristophe Rousset. \nDal 2001 al 2005 ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali\, tra cui Borca di Cadore\, Viterbo\, Fano Adriano (TE)\, Fusignano (RA) e Pesaro. Nicola Lamon svolge un’intensa attività concertistica come clavicembalista e organista\, sia in veste di solista che di continuista\, con particolare interesse per gli organi storici. \nCollabora regolarmente con diversi prestigiosi direttori e ensemble\, quali Marco Mencoboni – Cantar lontano\, I Barocchisti – Diego Fasolis\, Orchestra “Lorenzo Da Ponte” – Roberto Zarpellon\, Modo Antiquo – Federico Maria Sardelli. \nHa registrato nel 2021 il primo libro del Clavicembalo ben temperato e L’arte della fuga di J. S. Bach per Velut Luna su un clavicembalo Silbermann di Romain Legros. \nE’ stato docente presso il conservatorio “C. Pollini” di Padova di Pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale. Attualmente svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori “A.Pedrollo” di Vicenza e “A.Steffani” di Castelfranco Veneto (TV).
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LOCATION:Chiesa di S. Melchiade\, Chiesa di S. Melchiade - Via Costantiniana 19\, Roma
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SUMMARY:I Trombetti del Concerto Palatino della Signoria Bolognese.  Splendori Musicali delle Corti Barocche Europee
DESCRIPTION:Sabato 22 novembre 2025 ore 19.30\nChiesa di S. Giuliano Martire – Via Cassia 1036\nI Trombetti del Concerto Palatino della Signoria Bolognese.\nSplendori Musicali delle Corti Barocche Europee \n  \nEnsemble I Fiati Gloriosi\nSanti Michele – Matteo Frigé\, trombe barocche:\nEnrico Zanovello\, Organo \n  \nProgramma \nMarc-Antoine Charpentier (1634-1704) \nPrelude\ndal Te Deum \nGeorg Friedrich Handel (1685-1759)\nSuite in Re maggiore     \nOverture – Allegro – Minuetto – Bourrèe – Marcia \nJohann Christoph Friedrich Bach (1732-1795)\nTema e variazioni su “Ah! Vous dirai-je\, Maman” \nJeremiah Stanley (1712 – 1786)\nSuite of Trumpet Voluntaries\nAndante – Adagio – Allegro \nLuigi De Grassi (1760-1831)\nFuga in Do Maggiore (organo) \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)\nConcerto per due trombe \nAllegro – Adagio – Allegro \nFranz Joseph Haydn (1732-1809)\nQuattro pezzi per orologio meccanico (organo)\nMinuetto – allegro moderato – vivace – allegro ma non troppo \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643)\nToccata “…che si suona avanti  il levar de la tela…”\nda Orfeo (1609) \nJean-Joseph Mouret (1682 – 1738)\nRondeau \nda Premier Suite de Fanfares\n \n  \nI ‘trombetti degli Anziani’ furono\, sotto molteplici aspetti\, membri a titolo privilegiato della Famiglia Palatina di Bologna fin dal 1400.  \nLa Signoria bolognese esibiva orgogliosamente i propri musicisti che davano lustro e rendevano più fastose le parate e i cortei\, civili e religiosi\, cui presenziavano i Magistrati della città. Palcoscenico predominante di tali eventi era Piazza Maggiore\, dove i corteggi solenni si snodavano pomposamente\, prendendo le movenze dal Palazzo Pubblico.  \nI momenti più importanti e celebrativi della vita sociale e religiosa dell’epoca venivano infatti sottolineati dal suono di questi strumenti che fungevano da amplificatori del potere civile e religioso.  \nVisite di re\, principi e cardinali erano salutate con sfarzoso cerimoniale\, in cui gli strumentisti di corte assolvevano un ruolo di primordine\, seguendo prima il corteo che conduceva l’ospite a Palazzo\, accogliendolo dapprima dal balcone con festose fanfare al suo apparire in Piazza Maggiore ed infine attraverso i maestosi corridoi che portavano agli appartamenti del Legato\, in cui l’ospite prendeva dimora per il tempo della visita.  \n  \n  \nL’Ensemble I Fiati Gloriosi\, composto da Trombe barocche e percussioni storiche\, nasce dalla volontà di musicisti che hanno ampliato il proprio percorso musicale dedicandosi alla prassi esecutiva storica sulla tromba naturale per poter riproporre in epoca moderna i suoni tipici dello specifico gruppo strumentale. \nGli esecutori utilizzano copie di trombe originali risalenti alla seconda metà del XVIII secolo di costruttori del nord della Germania\, alcune delle quali riprodotte da artigiani italiani\, per riproporre appieno le sonorità e le modalità esecutive tipiche del periodo barocco. \nIl concerto presenterà una selezione di brani esemplificativi del repertorio per ensemble di trombe naturali e timpani\, formazione tipica del XVI e XVII secolo presente presso le più prestigiose Corti\, Municipalità e Cappelle Musicali europee. \nIl programma proposto è costituito da fanfare originali e da repertorio solistico più celebre e significativo dedicato dai grandi compositori del periodo barocco alla tromba\, dalla scuola Bolognese ad autori quali Bach e Handel passando per i maestri di cappella di Versailes e delle corti di Kromeritz e Vienna. \nI componenti del concerto sono accomunati dalla passione per la musica antica e dall’esperienza maturata sul campo grazie alla collaborazione con gruppi italiani ed internazionali specializzati nello specifico repertorio tra i quali Al Ayre Espanol\, Concerto Italiano (Rinaldo Alessandrini)\, Accademia Bizantina (Ottavio Dantone)\, EnsembBach Collegium Barcelona\, Orchestra Barocca Catalana\, Ensemble Zefiro\, I Barocchisti di Lugano\, Europa Galante\, La Venexiana\, Orchestra Barocca Veneta\, Modo Antiquo\, Ensemble Pian e Forte\, ecc…
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SUMMARY:G.P. da Palestrina: Messa Regina coeli a 4 voci
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade\nUna ricostruzione liturgico-musicale ‘De Beata’ nella Roma nel XVI secolo\nVia Costantiniana 19 (Labaro)\nG.P. da Palestrina: Messa Regina coeli a 4 voci\n(da Missarum liber duodecimus. Venezia 1601) \n  \nEnsemble Festina Lente \nDoron Schleifer\, canto\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nGabriele Lombardi\, basso\nAndrea Inghisciano\, cornetto\nDavid Brutti\, cornetto tenore\nFabio De Cataldo\, trombone tenore\nMauro Morini\, trombone basso\nMichele Gasbarro\, direttore\n  \nProgramma \n  \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594)\nRegina coeli\, mottetto a 4 voci \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Messa Regina coeli\nKyrie e Gloria \nDopo l’Epistola\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Ricercata I\n(Biblioteca Corsiniana Mus. M 14) \nProfessione di Fede \nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nCredo \nOffertorio\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAve Maria\, mottetto a 5 voci \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nSanctus \nLitaniae per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAgnus \nCommunio\nBeata es\, mottetto a 8 voci \nCongedo                                                \nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nLitanie della Beata Virgine Maria a 6 voci\nA 500 anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina viene proposta l’esecuzione della messa ‘Regina coeli’ a 4 voci\, edita a Venezia dal nipote Igino nel 1601\, e presentata in una ricostruzione liturgico-musicale\, che prevede l’alternanza dell’Ordinarium Missae’\, costituito dalla messa a 4 voci\, con mottetti e brani strumentali dell’autore tratti da edizioni a stampa o manoscritti dell’epoca. \nLa messa Regina coeli è un mirabile esempio dell’arte musicale del Princeps Musicae che riesce mirabilmente ad integrare l’arte del contrappunto ‘osservato’ con gli effetti della moderna sensibilità ‘armonica’.  \nUna vivacità linguistica che prelude una estetica tutta proiettata nel nuovo secolo che l’esecuzione dell’Ensemble Festina Lente evidenzia impreziosendo le sonorità ricorrendo ad un organico doppio (4 voci – 2 controtenori\, tenore e basso -\, e 4 strumenti rinascimentali – 2 cornetti e 2 tromboni –)\, nel rispetto dei sacri riti e della festosità delle grandi celebrazioni del tempo.  \nIl programma è stato registrato a Roma nel marzo 2025 per l’etichetta francese ‘Arion’. \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600 eseguiti in contestiseguendo ricostruizoni liturgico che integrino il fascino sonoro dell Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderna effettuati in Italia ed all’estero\, Festina Lente affianca un’attività discografica che contempla molte prime esecuszioni\, dalla messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\, e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte. \nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘U. Giordano’ di Foggia. \nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali. \nSi è occupato del recupero di inediti musicali di area romana\, trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\, G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti ecc. \nE’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. \nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. \nLe trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch. \nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:RICORDO AL FUTURO - La musica del passato per un nuovo futuro
DESCRIPTION:Roma\, 26 novembre 2025 ore 18.30\nBasilica di S. Pietro in Vincoli\nRICORDO AL FUTURO\nLa musica del passato per un nuovo futuro\nOrchestra dell’I.C. di Lavello (PZ) \n  \nUn progetto nato dall’esigenza\, da parte dei docenti del percorso ad indirizzo musicale dell’I.C. di Lavello\, di far vivere un’esperienza immersiva nell’ambito dell’arte. Il programma\, incentrato sulla musica rinascimentale e barocca\, ha dato la possibilità agli studenti di conoscere e cimentarsi in un genere musicale a loro lontano\, imparando a conoscere giorno per giorno questi autori e a capire cosa hanno da insegnare alle nuove generazioni. Gli studenti hanno approfondito lo studio di quest’epoca analizzando e studiando opere pittoriche\, architettoniche e scultoree per un viaggio tra arte e cultura. L’orchestra formata da trombe\, violini\, sax e tastiere è composta da alunni delle classi seconde e terze della scuola superiore di primo grado. I ragazzi in questi anni di studio hanno la possibilità di conoscere e studiare il proprio strumento esibendosi nelle diverse realtà del territorio\, mantenendo un fermento artistico culturale utile per la loro crescita personale.\nConoscere il passato\, visto come bacino inesauribile di idee e ispirazione\, servirà agli studenti per essere persone migliori nel futuro\, adulti che conoscono e apprezzano l’arte e ne solo loro stessi custodi e promotori. \nDOCENTI:\nEnzo Cerbino\, Alberto Napolitano – saxofono\nMiriam Campobasso\, Antonio Palmiotti\, Daniele Vienibene – violino\nPietro Mastrapasqua\, Potito Moscato – tromba\nAntonello Fedullo\, Ottavia Pastore\, Cinzia Sasso – pianoforte \nPROGRAMMA \n  \nHenry Purcell (1659 – 1695)\nQueen funeral march\nda Music for the Funeral of Queen Mary \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643)\nPreludio ai vespri della Beata Vergine \nTielman Susato (1510 – 1570)\nGavotta e Ciaccona \nCharles Gounod (1818 – 1893)\nAve Maria \nMarc-Antoine Charpentier (1643 – 1704)\nKyrie dalla Messe de minuit \nSuite barocca su temi di Georg Friedrich Händel (1685 – 1759) \nMarc-Antoine Charpentier Preludio dal Te Deum\nArrangiamenti ed elaborazioni di A. Napolitano \n  \n__________________________________________________ \n  \nORCHESTRA DELL’I.C. di LAVELLO (PZ) \nVIOLINI\nFederico Bagnuoli\, Maria Lucia Colonna\, Denise Costantino\, Sofia Denysenko\, Giorgia Falcetto\, Savino Grieco\, Laura Guido\, Denys Iftijmichuk\, Alimeida Kurti\, Ginevra Luisi\, Angelica Masi\, Andrea Morelli\, Clarissa Pagano\, Tommaso Petrarulo\, Emma Zhu- \nSAXOFONI\nAlice Bochicchio\, Gaia Catarinella\, Gabriella Cotofana\, Mattia Coviello\, Ludovica Di Ciommo\, Lorenzo Di Chicco\, Donato Farfariello\, Emily Gulluscio\, Vitaly Kostiuk\, Perla Larotonda\, Lorenzo Petrarulo\, Melissa Rosa\, Rosa Urana\, Marco Verni \nTROMBE\nLudovica Camerino\, Antonio Cianci\, Sebastiano Colonna\, Kadri Lamcja\, Alessandro Pinnetti\, Esmeralda Tummolo TASTIERE\nAntonio Altobello\, Matilde Girasoli\, Rocco Girola\, Miriam Iacoviello\, Matteo Labarbuta\, Mauro Lorusso\, Noemi Martino\, Simone Mongelli\, Chiara Placido\, Giuseppe Viggiani\, Benedetta Vilonna \n  \nTASTIERE\nAntonio Altobello\, Matilde Girasoli\, Rocco Girola\, Miriam Iacoviello\, Matteo Labarbuta\, Mauro Lorusso\, Noemi Martino\, Simone Mongelli\, Chiara Placido\, Giuseppe Viggiani\, Benedetta Vilonna
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SUMMARY:Lo “stile antico” di Alessandro Scarlatti e il suo modello
DESCRIPTION:Domenica 30 Novembre 2025 ore 18\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nEnsemble Odhecaton\nPaolo da Col\, direttore\nAlessandro Scarlatti ‘Alla Palestrina’.\nLo “stile antico” di Alessandro Scarlatti e il suo modello \n  \nODHECATON \nCONTROTENORI\nAlessandro Carmignani\nGuilhem Terrail\nGian Luigi Ghiringhelli\nMaximiliano Baños \nTENORI\nLeonardo Malara\nLuigi Tinto \nBASSI\nAlberto Spadarotto\nMarcello Vargetto\nMatteo Bellotto \n  \n  \nProgramma \nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594) Exsultate Deo a 5 v. \nAlessandro Scarlatti (1660 – 1725)\,              Kyrie Gloria\, Credo dalla Missa breve a Palestrina a 4 v.* \nG. P. da Palestrina\, Vos amici mei estis a 8 v. \nG. P. da Palestrina\,Tu es pastor ovium a 4v. \nA. Scarlatti\, Sanctus dalla Missa breve a Palestrina a 4 v.* \nG. P. da Palestrina\, Dominus Jesus in qua nocte a 5 v. \nA. Scarlatti\, Agnus Dei dalla Missa breve a Palestrina\, a 4 v.* \nA. Scarlatti\, Salve Regina\, a 4 v.* \nG. P. da Palestrina\, Laudate Dominum\, a 8 v \n  \n*Trascrizione della Messa ed edizione della Salve Regina a cura di Luca Della Libera (A. Scarlatti\, Selected Sacred Music\, A-R Editions\, 2012) \n  \n  \nUn legame ideale unisce Giovanni Pierluigi da Palestrina e Alessandro Scarlatti\, dei quali si celebrano gli anniversari nel 2025. Il primo rappresentò il paradigma della polifonia sacra per i compositori successivi e la sua influenza si riflette anche nella produzione sacra di Scarlatti che\, dopo aver lasciato Napoli nel 1702\, tornò a Roma per rendere omaggio alla corte pontificia componendo la Messa breve a Palestrina nello stile “a cappella”. Anche il Salve Regina\, a quattro voci\, adotta la scrittura contrappuntistica dello stile “a cappella”: le prime quattro note dell’antifona gregoriana diventano una sorta di tenor che percorre l’intera composizione\, mentre l’armonia più moderna\, ricca di dissonanze e ritardi\, sottolinea parole significative come gementes et flentes. Il programma propone inoltre alcune tra le più intense pagine di Palestrina\, quasi a delineare un’ideale liturgia: dai vivaci intrecci contrappuntistici di Exsultate Deo e Laudate Dominum alla solennità del Dominus Jesus\, fino al Tu es pastor ovium\, dedicato all’anniversario della creazione del Pontefice. Il mottetto Vos amici mei estis chiude il percorso come simbolico ringraziamento di Palestrina agli amici compositori coinvolti nella creazione di un’antologia\, curata da G.M. Asola e pubblicata nel 1992 a Venezia \n  \n  \nFondato nel 1998 e diretto da Paolo Da Col\, l’ensemble Odhecaton riunisce alcune tra le migliori voci maschili specializzate nel repertorio rinascimentale e barocco. Sin dagli esordi\, Odhecaton ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti discografici e il plauso della critica per l’approccio innovativo all’esecuzione polifonica rinascimentale e barocca. La sua produzione discografica\, con oltre quindici titoli\, spazia da Josquin\, Isaac\, Gombert\, Lasso\, Palestrina a Monteverdi\, Gesualdo\, Scarlatti. Ospite delle principali rassegne internazionali\, Odhecaton ha ricevuto prestigiosi premi: il Grand Prix de l’Académie du Disque Lyrique\, numerosi Diapason d’Or\, Editor’s Choice (Gramophone) e il Premio Abbiati 2018. . Tra i progetti recenti\, il CD Giosquino (Arcana Outhere\, 2021)\, premiato con il Diapason d’Or e candidato ai Gramophone Awards\, e Sabbato Sancto di Aretino (2023)\, anch’esso insignito del Diapason d’Or. Nel 2025\, lo stesso progetto su Aretino ha valso a Odhecaton il Premio ADUIM per l’eccellenza nel connubio tra ricerca musicologica e prassi esecutiva. \nPaolo Da Col ha studiato al Conservatorio di Bologna e musicologia all’Università di Venezia e presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissance di Tours. Ha diretto con L.F. Tagliavini la rivista L’Organo\, collaborato come critico musicale\, diretto il catalogo dell’editore Forni\, scritto saggi sulla storia della vocalità.  Collabora all’edizione critica delle opere di C. Gesualdo e G. Tartini. È Bibliotecario del Conservatorio di Venezia. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Mottetti & Madrigali di Palestrina & Gesualdo
DESCRIPTION:Martedì 2 dicembre 2025 ore 20.30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nThe Gesualdo Six – Owain Park\, direttore\nMottetti & Madrigali di Palestrina & Gesualdo \n  \nThe Gesualdo Six\nGuy James\, controtenore\nAlasdair Austin\, controtenore\nJoseph Wicks\, tenore\nJosh Cooter\, tenore\nSimon Grant\, baritono\nOwain Park\, basso e direzione \n  \nPROGRAMMA\n  \nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594)\nComposizioni sacre\nSicut cervus\nMissa Papae Marcelli (1562): Gloria\nNunc dimittis (Salva nos Domine vigilantes)\nLamentationes Jeremiae Prophetae: Sabbato Sancto\, Lectio III  \n  \nCarlo Gesualdo (1566 – 1613) \nTenegrae Responsories:\nTristis est anima mea \nTenebrae factae sunt \nO vos omnes  \n  \nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nMadrigali:\nIo son ferito\, ahi lasso \nQueste saranno ben lagrime \nQuando dal terzo cielo  \n  \nCarlo Gesualdo \nMadrigali (Libri 5 & 6\, 1611):\nAsciugate i begli occhi \nMoro\, lasso\, al mio duolo\n \n  \nImmergetevi in un’affascinante serie di litanie\, madrigali e Lamentazioni\, che mettono in mostra alcuni degli straordinari scritti di due dei più famosi compositori del Rinascimento. \nGiovanni Pierluigi da Palestrina fu uno dei musicisti più acclamati del XVI secolo e scrisse un’enorme quantità di opere musicali\, perfezionando lo stile musicale del suo tempo. Le sue composizioni\, caratterizzate da un senso di eleganza ed equilibrio\, riflettono la sua ferma aderenza alle convenzioni melodiche e armoniche tradizionali. \nAl contrario\, la scrittura del celebre compositore Carlo Gesualdo è nota per il suo stile estremo\, con melodie cromatiche che creano progressioni armoniche dissonanti e sconnesse che illuminano gli aspetti più malinconici dei testi oscuri da lui composti.\n In questo programma\, i Gesualdo Six esplorano alcuni degli scritti più belli ed evocativi di questi due celebri compositori\, con opere sacre come il Gloria dalla Missa Papae Marcelli\, arrangiamenti dei Responsori delle Tenebre e il mottetto profondamente toccante Sicut cervus. La maestria di entrambi i compositori trova espressione anche nell’intricata interazione tra madrigali profani e sacri\, intrecciando narrazioni al tempo stesso toccanti e gioiose. \n“Programmazione ingegnosa ed esecuzione impeccabile\, con quell’indefinibile entusiasmo che deriva da un gruppo di musicisti che lavorano in perfetta sintonia.“ (Gramophone) \n  \nI Gesualdo Six sono un pluripremiato ensemble vocale britannico composto da alcuni dei migliori cantanti del Regno Unito\, diretti da Owain Park. Apprezzato per la sua programmazione fantasiosa e la sua impeccabile unione\, il gruppo si è formato nel 2014 per un’esecuzione dei Responsori delle Tenebre di Gesualdo a Cambridge e si è esibito in numerosi importanti festival in tutto il mondo. Tra i momenti salienti si segnalano un concerto nell’ambito della prestigiosa Deutschlandradio Debut Series\, esibizioni in luoghi rinomati come la Wigmore Hall (Londra)\, il Miller Theatre (New York)\, la Sydney Opera House e il loro debutto ai BBC Proms nel 2023.\nLa scorsa stagione\, i Gesualdo Six hanno debuttato in Sud America in Colombia e si sono esibiti per la prima volta in Giappone\, Cina e Singapore.\nL’ensemble ha collaborato con Fretwork e il Brodsky Quartet\, e ha portato in tournée un’opera di teatro-concerto intitolata Secret Byrd con la regia di Bill Barclay.\nI Gesualdo Six sono impegnati nell’educazione musicale\, ospitando regolarmente workshop per giovani musicisti e compositori.\nL’ensemble ha curato due concorsi di composizione\, l’edizione più recente dei quali ha visto la partecipazione di oltre trecento compositori da tutto il mondo.\nIl gruppo ha recentemente commissionato nuove opere a Shruthi Rajasekar e Joanna Marsh\, insieme a Coronasolfège per 6 di Héloïse Werner.\nL’ensemble ha sfruttato la potenza dei social media per rendere la musica classica accessibile a milioni di persone in tutto il mondo\, realizzando video accattivanti da splendide location durante le tournée.\nIl gruppo ha pubblicato il suo album di debutto\, English Motets\, per Hyperion nel 2018\, riscuotendo un grande successo di critica. A questo hanno fatto seguito altri otto album (Christmas\, Fading\, Josquin’s legacy\, Tenebrae Responsories for Maundy Thursday di Gesualdo\, Lux Aeterna\, William Byrd’s Mass for five voices\, Morning Star\, Queen of Hearts). Il loro decimo album\, Radiant Dawn\, con una speciale collaborazione con la trombettista Matilda Lloyd\, è uscito nell’agosto 2025. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Clori\, Lidia e Filli\, coi violini\, leuto e basso continuo del Signor A. Scarlatti
DESCRIPTION:Giovedì 4 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nI Bassifondi Ensemble\nSimone Vallerotonda\, direttore\nValeria La Grotta – Francesca Boncompagni\, soprano\nGaia Petrone\, contralto\nSerenata a tre voci.\nClori\, Lidia e Filli\, coi violini\, leuto e basso continuo del Signor A. Scarlatti \n  \nEdizione moderna di ELIA PIVETTA\ncon la collaborazione di SIMONE VALLEROTONDA \n  \nPrima esecuzione moderna \nFilli – soprano: Valeria La Grotta\nClori – contralto: Gaia Petrone\nLidia – soprano: Francesca Boncompagni \n  \nViolino I: Ana Liz Ojeda\nViolino II: Mayah Kadish\nViola: Pietro Meldolesi\nVioloncello: Alessandro Palmeri\nClavicembalo: Andrea Coen\nSimone Vallerotonda: Liuto e direzione \n  \nLa serenata a tre voci di Alessandro Scarlatti dal titolo Clori\, Lidia e Filli risale con molta probabilità al 1701 e potrebbe essere stata eseguita a Napoli il 2 giugno di quell’anno per l’ottava del Corpus Domini.\nLa Gazzetta di Napoli del 7 giugno riporta che in quel giorno\, dopo la processione e diversi festeggiamenti nel Palazzo della Posta\, a conclusione della festa “…non vi mancò la Musica\, in una famosa Serenata del Regio Mastro [sic] di Cappella Scarlati [sic] con scelte voci\, e nobili strumenti”.\nLa serenata è conservata in fonte unica presso la Biblioteca del Conservatoire Royal di Bruxelles e prevede un organico di tre voci (due soprani e un contralto)\, due violini\, viola\, liuto e continuo. Le dimensioni sono notevoli: dopo una sinfonia articolata in diversi movimenti\, segue la consueta alternanza di recitativi\, arie e duetti\, ma intercalati da numerosi ritornelli strumentali.\nLa sua particolarità\, che la rende un “unicum” nella vasta produzione di cantate di Alessandro Scarlatti\, è data dal fatto che in un’aria centrale del componimento il liuto appare in dialogo “obbligato” con Filli in concertino\, a cui risponde il concerto grosso dei violini e cembalo. \n  \nSINFONIA DELLA SECONDA PARTE\nAlessandro Scarlatti\nSonata 3 dal concerto grosso in F Major\nAllegro – Largo – Allegro – Largo – Allegro \nDa un’idea di Simone Vallerotonda\, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto\, arciliuto\, tiorba e chitarra barocca\, con l’accompagnamento del “basso continuo”. Tutti i più importanti liutisti e chitarristi dell’epoca\, suonavano la loro musica “condividendola” con altri strumenti. L’esigenza di creare un comune linguaggio esecutivo e improvvisativo\, spinge I Bassifondi a proporre autori meno noti del mondo degli strumenti a pizzico\, ma non meno importanti\, restituendoli nella loro autenticità. Una profonda ricerca delle fonti musicali\, corde in budello\, manuali di diminuzioni\, consapevole di non raggiungere mai la Verità\, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva\, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.\nIl loro primo album “Alfabeto falso” (Arcana/Outhere Music\, 2017) ha scosso gli ascoltatori\, con un repertorio per chitarra barocca ricco di stravaganze armoniche\, l’alfabeto falso appunto\, paragonabile al jazz moderno. Con “Roma 600” (Arcana/Outhere Music\, 2019)\, I Bassifondi esplorano gli aspetti popolari presenti nella musica romana\, come specchio di quella colta.\nCon il nuovo album “La Guitarre Royalle” (Arcana/Outhere Music\, 2024)\, I Bassifondi esplorano la musica a due chitarre e non solo\, del più importante chitarrista italiano del Seicento: Francesco Corbetta.\nInvitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa\, USA\, Sud-America\, Australia\, Sud Africa\, alla maniera dei liutisti e chitarristi dell’epoca\, I Bassifondi viaggiano insieme attraverso il mondo\, cercando sempre di godere serenamente la loro musica e la loro vita.  Accanto ai festival specializzati\, I Bassifondi suonano anche in clubs\, pubs\, condividendo la musica barocca in luoghi “non ufficiali” con gente comune… ma questa è un’altra storia!\nIn continua evoluzione e studio\, l’ensemble amplia il suo repertorio e dalla compagine originaria di trio\, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.\nL’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica. \n  \nNato a Roma nel 1983\, Simone Vallerotonda ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra classica. Affascinato dalla musica antica a 18 anni acquista un liuto senza minimamente saperlo suonare. Ha iniziato così a studiarlo con Andrea Damiani al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma\, dove si è diplomato col massimo dei voti. Ha successivamente conseguito il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la “Staatliche Hochschule für Musik” di Trossingen\, sotto la guida di Rolf Lislevand.\nSi è laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l’Università “Tor Vergata” di Roma e si è specializzato in Estetica col massimo dei voti e la lode\, dedicandosi ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti.\nNel 2011 è risultato miglior classificato\, nella sezione solisti\, al Concorso Internazionale di Liuto “Maurizio Pratola” e vincitore del concorso REMA (Rèseau Européen de Musique Ancienne) nella sezione musica da camera.\nHa suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose in USA\, Australia\, Sud America\, Sud Africa\, Cina\, e in tutta Europa\, tra cui: Carnegie Hall di New York\, Sydney Conservatorium\, Teatro de la Ciudad a Città del Messico\, Teatro Municipal di Santiago del Chile\, Singapore Lyric Opera\, Concertgebouw di Amsterdam\, Wigmore Hall di Londra\, Theater an der Wien\, Theatre des Champs Élysées di Parigi\, Casa da Musica di Oporto\, Liszt Academy di Budapest\, Bruxelles–Bozar\, Berlin-Kammermusiksaal–Berliner Philharmoniker\, Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma\, Teatro alla Scala di Milano.\nHa registrato per importanti emittenti radio e televisive quali: RAI\, ABC\, BBC\, Mezzo\, France Musique\, Radio4\, Arte\, Polskie Radio\, Kulturradio\, RSI\, Radio Classica\, Radio Vaticana e ha inciso per Naïve\, Sony\, Erato\, EMI\, Decca\, Amadeus\, Brilliant\, Aparté\, E Lucevan Le Stelle Records\, Arcana /Outhere Music.\nOltre alla sua attività di solista\, collabora come continuista con vari ensembles tra cui: Modo Antiquo\, Rinaldo Alessandrini & Concerto Italiano\, Imaginarium Ensemble\, Cantar Lontano\, Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Ottavio Dantone & Accademia Bizantina.\nA 38 anni vince la nomina di ruolo come docente di Liuto al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.\nAperto alla sperimentazione e alle contaminazioni\, ha suonato con Vinicio Capossela… ma questa è un’altra bella storia!\nÈ fondatore de “I Bassifondi”\, suo ensemble con cui propone il repertorio per Chitarra\, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo.\nÈ sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica\, sia come solista che con il suo ensemble (www.simonevallerotonda.com  ) \n  \nDopo il diploma in Canto Lirico\, Valeria La Grotta si specializza in Canto Rinascimentale e Barocco al Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con Roberta Invernizzi. Si perfeziona con Lucrezia Messa\, seguendo masterclass con Marina De Liso\, Paoletta Marrocu\, Sergio Foresti. Consegue inoltre il Master biennale di II livello in Musica Antica al Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli con Antonio Florio\, affiancando all’attività artistica quella di ricerca musicologica.\nFra i vari debutti: L’incoronazione di Poppea (Drusilla) di Monteverdi al Théâtre des Champs-Elysées con Le Banquet Céleste; Bajazet (Idaspe) di Vivaldi al Teatro La Fenice di Venezia diretta da Federico Maria Sardelli; Astrologi immaginari (Clarice) di Paisiello al Thèâtre Municipal de Moulins con Martin Gester; Acis et Galatée (Scylla) di Lully al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; Agar et Ismaele esiliati (Sara) di Alessandro Scarlatti al Teatro delle Palme di Napoli; Catone in Utica (Arbace) di Vivaldi al Teatro Comunale di Ferrara; Ercole in Tebe (Iole) di Jacopo Melani al Teatro della Pergola; Figli di un dio ubriaco al Teatro Ponchielli di Cremona con Antonio Greco & Cremona Antiqua; Zenobia in Palmira (Aspasia) di Leonardo Leo; L’Orazio (Giacomina) di Pietro Auletta in prima esecuzione in tempi moderni per la 49ª Edizione del Festival della Valle d’Itria. Si esibisce anche al: Festival Pergolesi-Spontini di Jesi ne Lo frate nnammorato di Pergolesi con Ottavio Dantone e Accademia Bizantina; Anima Mea Festival nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi con Luca Guglielmi; Ravello Festival nel Dido and Æneas di Purcell con la Cappella Neapolitana; Monteverdi Festival con Modo Antiquo nella Missa in illo tempore di Monteverdi; Valletta Baroque Festival; Early Music Festival di Vilnius\, Festival de Ribeauvillé nel Te Deum di Charpentier e nell’Ode for St. Cecilia’s Day di Händel con Le Parlement de Musique; Festival de Música Antigua de Sevilla; Amia-Alsace di Strasbourg; Roma Festival Barocco; Antiqua Festival Bozen con Academia Montis Regalis; 46° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano; Victoria International Arts Festival di Malta.\nTra le incisioni discografiche si segnalano: Prima d’esservi infedele – cantate inedite a due violini di Alessandro Scarlatti – per Arcana; La Flora (Zeffiro) di Marco da Gagliano per Glossa; Olimpia abbandonata & other Cantatas di Leonardo Vinci per Elegia Classics London\, La Serva padrona di Giovanni Paisiello per Bongiovanni (https://valerialagrotta.com/). \n  \nNata ad Arezzo e violinista di formazione\, Francesca Boncompagni ha iniziato la carriera di cantante nel 2005 con il M. William Christie\, specializzandosi nel repertorio barocco e classico per soprano lirico leggero. Oltre ad avere al suo attivo numerose incisioni discografiche\, ha cantato in sale di prestigio mondiale quali Philarmonie\, Salle Pleyel e Théatre des Champs-Elysèes di Parigi\, Palais des Beaux Arts di Bruxelles\, Konzerthaus di Berlino\, Konzerthaus di Vienna\, Alte Oper di Francoforte\, Tonhalle di Zurigo\, Fundacion Gulbenkian di Lisbona\, Auditorio Nacional di Madrid\, Opera Nazionale di Bucarest\, Lutoslawski Hall di Varsavia\, Barbican Center e Royal Albert Hall di Londra\, Palazzetto Bru Zane di Venezia\, Bunka Kaikan e Opera City di Tokyo\,  J.F.Kennedy Center di Washington DC\, Memorial Center di S. Francisco\, Lincoln Center e Carnegie Hall di New York.Ha collaborato con ensembles quali Collegium Vocale Gent\, Les Arts Florissants\, Les Musiciens du Louvre\, Cappella Neapolitana\, Cappella Mediterranea\, Accademia Bizantina\, Modo Antiquo e La Venexiana\, con direttori quali Ottavio Dantone\, Stefano Montanari\, Leonardo Garcìa Alarcon\, Philippe Herreweghe\, Frans Brüggen\, William Christie\, Paul Agnew\, Francesco Corti\, Antonio Florio\, Francesco Cera\, Claudio Cavina e Federico Sardelli. In Italia si è esibita più volte al Teatro La Fenice di Venezia\, al Teatro Regio di Torino e al Maggio Musicale di Firenze\, diretta dai Maestri Antonio Florio\, Federico Sardelli e John Eliot Gardiner.\nGaia Petrone si diploma in canto lirico presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma\, approfondendo poi lo studio della prassi esecutiva barocca presso il Royal Conservatoire de L’Aia\, e si laurea in Filosofia presso l’Università di Tor Vergata di Roma con una tesi in Filosofia Teoretica dal titolo “Musica parola e silenzio: linguaggio e percezione in Luigi Nono”. Vincitrice del VII Concorso Internazionale di Musica Antica “F. Provenzale” e del XII Concorso operistico Internazionale “V. Gentile”\, la sua carriera professionale inizia con il debutto come Lisetta ne Il mondo della luna di Haydn al Teatro Bonci di Cesena e come Pittura e Alinda nella prima mondiale in tempi moderni de Il novello Giasone di Stradella/ Cavalli al Festival della Valle d’Itria nel 2011. La sua discografia include tra le altre le registrazioni live de Simon Boccanegra di Verdi con i Wiener Symphoniker sotto la direzione di M. Zanetti per Decca\, La morte d’Orfeo di S. Landi sotto la direzione di C. Rousset per Naxos e di Margherita d’Anjou (Isaura) di Meyerbeer sotto la direzione del M° Fabio Luisi. Nel 2015 debutta in Gran Bretagna nel Messiah di Handel con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta da Nathalie Stutzmann. Nello Junges Ensemble del Theater an der Wien di Vienna interpreta tra gli altri i ruoli di Medoro nell’Orlando di Handel\, Sibari nella Semiramide riconosciuta di Handel/Vinci sotto la direzione di A. Curtis e debutta con grande successo il ruolo di Angelina ne la Cenerentola di Rossini. Segue il suo debutto negli U.S.A. come Rosina ne Il Barbiere di Siviglia al Palm Beach Opera e come Pisana ne I Due Foscari presso il Theater an der Wien con Placido Domingo e diretta dal M° J. Conlon.\nTra i recenti impegni il ruolo di Arsamene ne Il Xerse di Cavalli\, sotto la direzione di F.M. Sardelli e la regia di Leo Muscato\, Orillo ne l’Orfeo di Sartorio presso il Teatro dell’Opera di Montpellier\, Luca nell’opera contemporanea Raffa in the sky presso il Teatro Donizetti di Bergamo sotto la direzione del M° C. Boccadoro e la regia di F. Micheli e Sesto ne La clemenza di Tito di Mozart per l’Hokutopia Festival di Tokyo sotto la direzione di Ryo Terakado. \n  \n  \nDa un’idea di Simone Vallerotonda\, nasce l’ensemble I Bassifondi che propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto\, arciliuto\, tiorba e chitarra barocca\, con l’accompagnamento del “basso continuo”.\nUna profonda ricerca delle fonti musicali\, corde in budello\, manuali di diminuzioni\, consapevole di non raggiungere mai la Verità\, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva\, senza paura né soggezioni a visioni romantiche.\nInvitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa\, USA\, Sud-America\, Australia\, Sud Africa\, l’ensemble amplia il suo repertorio e\, dalla compagine originaria di trio\, si propone in veste orchestrale per riportare in luce opere e oratori legati alle figure dei liutisti del passato.\nL’ensemble è sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica. \n  \nSimone Vallerotonda Ha suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose d’Europa\, USA\, Australia\, Sud America\, Sud Africa\, Cina e ha registrato per importanti emittenti radio e televisive.\nOltre alla sua attività di solista\, collabora come continuista con vari ensembles. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Who’s afraid of Baroque?
DESCRIPTION: Sabato 6 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi \nVincenzo Capezzuto\, voce \nSoqquadro Italiano\nSimone Vallerotonda\, tiorba/chitarra barocca\nMarco Forti\, contrabbasso\nLeonardo Ramadori\, percussioni\nClaudio Borgianni\, concept e direzione artistica\nWho’s afraid of Baroque? \n  \nWho’s afraid of Baroque? Titolo sicuramente curioso\, “preso in prestito” dal famoso testo teatrale di E. Albee “Who’s afraid of Virgina Wolf”. Who’s afraid of Baroque? Non è un concerto e nemmeno uno spettacolo teatrale\, ma un insolito e divertente spaccato sulla musica e sulla cultura italiana del Seicento. Un continuo dialogo tra antico e moderno\, un raffinato gioco di fusione\, volto a spaziare tra improvvisazione jazz e arte della diminuzione\, tra lazzi della Commedia dell’Arte e atmosfere swing. \nClaudio Borgianni attinge a piene mani dal repertorio musicale e letterario del Seicento\, smembrandolo\, deformandolo\, ed infine ricomponendolo per poter tracciare i punti di continuità che ci legano a quel mondo così lontano. \nVincenzo Capezzuto\, peculiare voce dalla tessitura rara ed indefinita\, già primo ballerino ed artista poliedrico è “la voce e il corpo” di questo progetto\, sempre in bilico tra espressività colta e immediatezza popolare. \n  \nPROGRAMMA\n  \nAlessandro Stradella (1639 – 1682)\nSi salvi chi può \nSolo al contrabbasso \nAlessandro Piccinini (1566 – 1638) / Claudio  Borgianni\nNo words \nLuigi Rossi (1597 – 1653)\nLa bella più bella \nGiulio Cesare Cortese (1570 – 1640) / Soqquadro Italiano\nLa Vaiasseide \nTradizionale (XVI sec.)\nVurria ca foss’io ciaola \nAndrea Falconieri (1585 ca. – 1656) / Felippo Sgruttendio de Scafato (XVII sec.) \nA la brutta scartellata \nDomenico Mazzocchi (1592 – 1665) / Tubiolo Benfare (XVII sec.) / C. Borgianni\nScuntenti cori miu \nAnonimo XVII secolo \nXaccara Calabrese Spagnuola \nFrancesco Corbetta (1615 ca. – 1681)\nCaprice de chaconne \nDomenico Micheletti (1663 – 1693)\nSperanze lusinghiere \nAnonimo (XVII sec.)\nOcchi belli \nSoqquadro Italiano / Santiago de  Murcia (1673 – 1739) / Bartolomeo Bocchini (1604 ca. – 1650 ca.)\nBischizzo a bella ballerina \nSolo alle percussioni \nTradizionale (XVII sec.) / Carlo Maria Maggi (1630 – 1699)\nLa Canzone del Guarracino con l’addio di Meneghino \n  \n  \nArtista di straordinaria versatilità\, Vincenzo Capezzuto si distingue come figura unica nel panorama artistico internazionale.  Formatosi come ballerino al Teatro San Carlo di Napoli\, ha danzato come solista con l’English National Ballet\, il Ballet Argentino di Julio Bocca e l’Aterballetto\, interpretando capolavori di Balanchine\, Forsythe\, Petit\, Ailey e Bigonzetti.\nParallelamente ha sviluppato una carriera di eccezionale livello come cantante solista\, collaborando con L’Arpeggiata di Christina Pluhar (7 album per Warner Classics/Erato) e Il Pomo d’Oro accanto a Cecilia Bartoli.\nLa sua voce\, dal timbro unico e dall’intensa capacità espressiva\, lo ha portato sui palcoscenici più prestigiosi del mondo\, tra cui Carnegie Hall\, Wigmore Hall\, Walt Disney Concert Hall\, BBC Proms\, Ravenna Festival e Hong Kong Music Festival\, Teatro dell’Opera di Roma.\nNel 2025 debutta con il nuovo progetto Ottocento Napoletano\, accompagnato dal Motus Mandolin Trio\, continuando a fondere virtuosismo\, eleganza e ricerca musicale in un percorso originale e raffinato. \nSoqquadro Italiano è un gruppo musicale fondato nel 2011 da Claudio Borgianni e da Vincenzo Capezzuto. Considerato uno dei gruppi più originali ed innovativi dell’odierno panorama musicale europeo nel genere Classical Crossover\, Soqquadro Italiano apre il suo sguardo a tutti i linguaggi artistici (canto\, musica\, danza\, visual art).\nIl repertorio musicale è sempre aperto ad accogliere nuovi stimoli creativi dal punto di vista artistico e produttivo. Una ricerca costante\, tra passato e presente\, per riscoprire l’originalità e il senso di disordine-ordinato che caratterizza la parola ITALIANO.\nDal 2011\, Soqquadro Italiano ha tenuto concerti in Belgio\, Italia\, Olanda\, Russia\, Germania\, Spagna\, Ecuador all’interno d’importanti sedi di rilevanza internazionale.\nDal punto di vista discografico Soqquadro Italiano ha prodotto nel 2014 Numero Zero – Qdisc dedicato alla musica inedita del XVII secolo.\nNel 2015 realizza Numero Uno – Live con la registrazione LIVE del concerto “Da Monteverdi a Mina”.\nNel 2017 esce il nuovo disco dal titolo Numero Due – Schubert\nIl 2022 vede il debutto del nuovo progetto e CD per l’etichetta EGEA  Balla la Bella\, un divertente percorso dalla danza rinascimentale al repertorio popolare  emiliano romagnolo. Nel 2025 il gruppo è coinvolto in un nuovo progetto di spettacolo dedicato alle “Sottilissime astuzie di Bertoldo” con testi di Giulio Cesare Croce e la partecipazione di Elio. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Da Bach a Haydn al clavicordo
DESCRIPTION:Lunedì 8 Dicembre 2025\, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nUlrika Davidsson\, clavicordo\nDa Bach a Haydn al clavicordo \n  \nProgramma \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nPreludio e Fuga in Do maggiore BWV 870\nPreludio e Fuga in Do minore BWV 871\nda Il clavicembalo ben temperato II \nCarl Philipp Emanuel Bach (1714-1788)   \nFantasia in Do minore\nda Achtzehn Probestücke in sechs Sonaten Wq.63/6\n  \nJoseph Haydn (1732-1809)\nSonata in Fa maggiore\, Hob XVI:23 \n\n II. Adagio – III. Finale. Presto\n\n  \nJohann Sebastian Bach\nPreludio e Fuga in Fa minore BWV 881\nPreludio e Fuga in Fa maggiore BWV 880\nda Il clavicembalo ben temperato II \n  \nCarl Philipp Emanuel Bach\nVariations on Les Folies d’Espagne W. 118/9\nUn viaggio attraverso tre compositori centrali del XVIII secolo: dalla maestria strutturale di Johann Sebastian Bach all’espressione carica di emotività di Carl Philipp Emanuel Bach\, fino al classicismo elegantemente modellato di Joseph Haydn.\nDue coppie di preludi e fughe da “Il clavicembalo ben temperato II” di Bach incorniciano il programma con contrasti tra maggiore e minore\, chiarezza e complessità. Carl Philipp Emanuel Bach è rappresentato sia da una Fantasia libera fantasiosa ed espressiva\, sia dalle virtuose variazioni su “Les Folies d’Espagne“\, che dimostrano il suo distintivo linguaggio emotivo.\nLa sonata in fa maggiore di Haydn offre equilibrio classico e gioia di suonare in tre movimenti\, con un sentito adagio e un brillante presto conclusivo.\nIl clavicordo\, strumento prediletto di tutti e tre i compositori\, ci trasporta in un mondo sonoro intimo che riflette le intenzioni musicali dei maestri con particolare vicinanza e ricchezza di sfumature. \n  \nUlrika Davidsson è una musicista versatile\, che vanta una carriera internazionale con fortepiano\, clavicordo\, clavicembalo e pianoforte\, tenendo concerti in tutta Europa\, Stati Uniti\, Canada\, Giappone e Corea del Sud. Si esibisce regolarmente in accademie e festival internazionali. Solista e ricercata collaboratrice e accompagnatrice di musica da camera\, è membro fondatore dell’Ambra Consort (flauto dolce\, voce e basso continuo) e del Due Corde (duo a due tastiere con Joel Speerstra). È è docente presso l’Accademia di Musica e Teatro dell’Università di Göteborg\, la Ljungskile folkhögskola\, alla Smarano International Organ and Clavichord Academy\, alla Leufsta Cahman Academy e al Göteborg International Organ Festival.\nHa conseguito un Dottorato in Arti Musicali in pianoforte e tastiere storiche e un Master in clavicembalo presso la Eastman School of Music. Nata in Svezia\, ha conseguito un Master in Belle Arti in pianoforte presso l’Università di Göteborg e il Diploma di Organista e Cantore presso la Royal Academy of Music di Stoccolma. Tra i suoi insegnanti più rinomati figurano Barry Snyder\, Willem Brons\, Elisif Lundén al pianoforte; Malcolm Bilson al fortepiano e William Porter al clavicembalo. Ulrika Davidsson è stata in precedenza Professoressa Assistente di Tastiere Storiche presso la Eastman School of Music\, Direttrice Musicale del Rochester City Ballet e ha insegnato alla Hochschule für Künste Bremen e alla Royal Danish Academy of Music di Copenaghen.\nHa inciso un CD con il Clavicembalo I di Bach (Organroxx) e le Sonate di Haydn (Loft Recordings). Tra i premi ricevuti figurano lo Swedish Art Grant\, il premio artistico Adlerbertska\, il premio per la musica da camera “The Great Temperierte Clavier” (2018)\, il Premio culturale Mölndals. \n  \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Dall’oscurità alla luce: la spiritualità in musica
DESCRIPTION:Martedì 9 dicembre 2025 ore 20.00\nChiesa di Santa Maria dell’ Anima – INGRESSO LIBERO\nDall’oscurità alla luce: la spiritualità in musica\nHans Davidsson\, organo \n  \nPROGRAMMA \n  \nMattias Weckman (1616?–1674)\nPraeludium ex G \n  \nGeorg Böhm (1667-1733)\n”Freu dich sehr o meine Seele” \nPartita (selection of variations) \n  \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\nToccata quarta da sonarsi alla Levatione\nDa Il Secondo Libro di Toccate \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\n“Ich ruf zu dir\, o Herre Christ” BWV 639 \n  \nFelix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)\nSonata n. 3\, Opera 65 (1845) \n\nDoppia fuga sul tema ”Aus tiefer Not schrei ich zu dir”\nAndante tranquillo\n\n  \nJohann Sebastian Bach \nPreludio e fuga in Re Maggiore BWV 532 \n  \nUn programma con alcune delle più belle opere per organo del periodo barocco\, per lo più tedesche\, ispirate ai nuovi stili italiani e che ben si adattano al meraviglioso organo di S. Maria dell’Anima. Un itinerario nella dimensione spirituale della musica\, dalla preghiera sentita alla fede giubilante: il Preludio di M. Weckman si apre con la potenza barocca della Germania settentrionale\, che prepara l’anima alla riflessione spirituale; le variazioni corali di G. Böhm su “Freu dich sehr\, o meine Seele” esprimono la gioia e la fiducia dell’anima in una magistrale figurazione\, con sfumature e variazioni cangianti. A seguire\, la meditativa Toccata quarta di G. Frescobaldi\, pensata per il momento più sacro dell’Eucarestia\, invita ad una silenziosa contemplazione interiore legata alla morte di Cristo sulla croce; “Ich ruf zu dir” di G.S. Bach è una preghiera musicale nella sua forma più pura: vulnerabile\, umile e confortante. Nella Terza Sonata di F. Mendelssohn-Bartholdy\, la lotta umana e la fiducia si incontrano nella doppia fuga sulle parole “Aus tiefer Not schrei ich zu dir” (De Profundis) per concludere nel sereno e splendido Andante. Chiude il concerto il brillante Preludio e Fuga in Re maggiore di G.S. Bach: un trionfo sull’oscurità e un’espressione di speranza e pace\, una resa musicale della resurrezione e della vita oltre la morte. \n  \nHans Davidsson è Direttore Artistico dell’Accademia Internazionale di Organo di Göteborg e Direttore Musicale della chiesa di Älvsborg di Göteborg. È stato professore di organo presso la Royal Academy of Music di Copenaghen dal 2012 al 2018. Dal 1987 al 2005 è stato professore di organo presso la School of Music dell’Università di Göteborg\, dal 1994 al 2009 ha ricoperto il ruolo di Direttore Artistico della Göteborg International Organ Academy (GIOA) ed è stato il fondatore del Göteborg Organ Art Center (GOArt). Dal 2006 al 2014 è stato professore di organo presso la Hochschule für Künste Bremen in Germania\, dove continua come direttore dell’Arp Schnitger Institute of Organ and Organ Building. Dal 2001 al 2012 ha avuto il privilegio di insegnare organo presso la Eastman School of Music e di dirigere il progetto della «Eastman-Rochester Organ Initiative (EROI)» a Rochester\, NY\, USA. Si esibisce e insegna nei principali festival e accademie di tutto il mondo. Ha inciso numerose registrazioni\, comprese le opere complete di Matthias Weckmann\, Dietrich Buxtehude\, Georg Böhm e\, più recentemente\, le sonate per organo Felix Mendelssohn-Bartholdy per l’etichetta Lof.
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SUMMARY:Il giardino delle Esperidi. Dall’Antico al Nuovo Mondo
DESCRIPTION:Venerdì 12 Dicembre 2025 ore 17\,00\nCamera dei Deputati – Sala della Regina\nHespérion XXI\nXavier Diaz-Latorre\, chitarra\nDavid Mayoral\, percussioni\nJordi Savall\, viola da gamba soprano e direzione\nIl giardino delle Esperidi. Dall’Antico al Nuovo Mondo\nConcerto ad inviti \n  \nProgramma\n  \nFolías antiguas \nAnonimo (1480)\nFolía De la vida deste mundo (CMP* 121) \nAnonimo (1490)\nFolías Rodrigo Martines (CMP* 12) \nDiego Ortiz (ca.1510-ca.1570) \nRecercadas sobre La Spagna (Roma\, 1553) \n  \n* CMP: Cancionero Musical de Palacio \n  \nLe antiche tradizioni occitane e sefardite \n  \nAnonimo (Catalogna) / Jordi Savall\nPlanctus Pax in nomine Domini \nAnonimo sefardita / Jordi Savall \nHermosa muchachica \nGaspar Sanz (1640-1710)\nInstrucción de Música sobre la Guitarra Española (Saragozza\, 1674)\nPasseo 4 tono – Tarantella – Improvvisazione (chitarra) \nGrounds & improvvisazione \n  \nPedro Guerrero (ca.1520-ca.1560)\nMoresca \nAnonimo (Inghilterra\, XVII secolo) \nVariations to a Ground \nAnonimo (XVII secolo) / improvvisazione\nRomanesca \n  \nLe antiche tradizioni basche e galiziane \n  \nAnonimo (Euskal Herria) / Jordi Savall\nAurtxo txikia negarrez \nSantiago de Murcia (1673-1739)\nGaita e Folías gallegas (Codice Saldívar 4\, Messico 1720) \n  \nVariazioni & improvvisazione \n  \nFrancisco Correa de Arauxo (1584-1654)\nGlosas sobre Todo el mundo en general (Alcalá de Henares\, 1626) \nAnonimo / improvvisazione\nCanarios \n  \nLamenti & Follie dal Nuovo Mondo \nAnonimo\, Codice «Trujillo del Perú» (Lima\, 1780) \nTonada del Chimo: Jaya llûnch\, jaya llôch \nFolías criollas: Cachua serranita \n  \n  \nNel 1974\, a Basilea\, Jordi Savall e Montserrat Figueras\, con Lorenzo Alpert e Hopkinson Smith fondarono Hespèrion XX\, un gruppo di musica antica che intendeva recuperare e diffondere il ricco e affascinante repertorio musicale anteriore al XIX secolo a partire da nuove premesse: i criteri storici e gli strumenti originali. Il suo nome\, Hespèrion\, significa “originario di Esperia”\, che nell’Antica Grecia era la denominazione delle penisole più occidentali d’Europa: quella iberica e quella italiana. Era anche il nome che riceveva il pianeta Venere quando compariva ad Occidente. Hespèrion XX\, a partire dal 2000\, cambiò il proprio nome in Hespèrion XXI. \nHespèrion XXI è oggi un punto di riferimento ineludibile per comprendere l’evoluzione della musica nel periodo che va dal Medioevo fino al Barocco. Il suo lavoro di recupero di opere\, partiture\, strumenti e documenti inediti ha un doppio valore incalcolabile: da un lato il rigoroso lavoro di ricerca apporta nuovi dati e interpretazioni delle conoscenze storiche di un’epoca e dall’altro\, la squisita qualità delle interpretazioni mette a disposizione del pubblico la possibilità di godersi la delicatezza estetica e spirituale propria delle opere di quei tempi. \nFin dagli inizi\, Hespèrion XXI ha assunto una direzione artistica chiara e innovativa che finirà per fare scuola nel panorama mondiale della musica antica\, perché concepisce la musica antica come strumento di sperimentazione musicale\, con cui si ricerca la massima bellezza e l’espressività delle interpretazioni. Qualsiasi interprete di musica antica è in debito con lo spirito originale di ciascuna opera e bisogna imparare a collegarsi ad essa attraverso lo studio dell’autore\, degli strumenti dell’epoca\, dell’opera in sé e delle sue circostanze concrete. Però come artigiano della musica\, è anche obbligato a prendere delle decisioni su quello che sta interpretando: il suo talento\, la sua creatività e la sua capacità di trasmettere emozioni correlate alla sua capacità di collegare il passato al presente\, la cultura con la sua divulgazione. \nIl repertorio di Hespèrion XXI include anche opere di repertorio sefardita\, romanze castigliane\, pezzi del Secolo d’Oro Spagnolo e l’Europa delle Nazioni. Alcuni programmi dei concerti più celebrati sono stati Il canzoniere di Santa Maria di Alfonso X il Saggio\, La Diaspora Sefardita\, le musiche di Gerusalemme\, di Istanbul\, dell’Armenia o le Folías Criollas. \nGrazie al notevolissimo lavoro dei numerosi musicisti che hanno collaborato con il gruppo in tutti questi anni\, Hespèrion XXI svolge ancora un ruolo chiave nel recupero e nella rivalutazione del patrimonio musicale\, con una grande ripercussione a livello mondiale. Ha pubblicato più di 60 CD e attualmente tiene concerti in tutto il mondo e partecipa abitualmente ai grandi Festival Internazionali di Musica Antica. \n  \nXavier Díaz Latorre ha studiato alla Musikhochschule di Basilea e\, successivamente\, alla Schola Cantorum Basiliensis.\nDal 1995 al 2005 è stato attivo nell’opera barocca\, partecipando a importanti produzioni sotto la direzione di René Jacobs\, Jordi Savall\, Thomas Hengelbrock\, Attilio Cremonesi\, Wieland Kuijken.\nPartecipa spesso a importanti festival internazionali in Europa\, Stati Uniti\, Australia\, Nuova Zelanda\, Asia e Sud America. È membro di numerose orchestre e gruppi da camera (Hesperion XXI\, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert de Nations) e si è esibito con importanti orchestre e ensemble (Orquesta Nacional de España\, Ricercar Consort\, Rare Fruit Council\, Harp Consort\, Al Ayre Español)\, oltre a dirigere il proprio ensemble vocale e strumentale\, Laberintos Ingeniosos\, specializzato nell’esecuzione di musica del Secolo d’Oro spagnolo\, con il quale ha inciso.\nHa al suo attivo un’intensa attività discografica\, sia come solista che insieme al suo ensemblee ha inoltre ha partecipato a oltre 40 CD per Alia Vox e Deutsche Harmonia Mundi\, oltre a realizzare registrazioni per numerose emittenti televisive e radiofoniche in Europa\, Nord e Sud America e Corea.\nRegolarmente invitato a tenere conferenze e masterclass presso importanti accademie musicali\, è professore residente di liuto\, basso continuo e musica da camera alla Escola Superior de Música de Catalunya (ESMUC) e insegnante al Conservatorio Reale di Bruxelles. \n  \nDavid Mayoral inizia carriera nel mondo delle percussioni classiche per poi interessarsi alle percussioni storiche e arabe\, completando la sua formazione con corsi e masterclass\, anche nell’uso di nuove tecniche.\nSviluppa la maggior parte del suo lavoro in gruppi dedicati alla musica medievale\, rinascimentale e barocca\, quali Hesperion XXI\, L’Arpeggiata\, Kapsberger Ensemble\, La Galanía\, Hirundo Maris\, \, Eduardo Paniagua\, Axivil\, Orphenica Lyra\, Camerata Iberia\, Speculum Musicae\, Dufay Colletive\, Cuarteto Medieval de Urueña\, Ensemble L’Amoroso\, Les Sacqueboutiers\, con cui si è esibito in tutta Europa\, Asia e U.S.A.\nNel campo della musica etnica\, tradizionale e fusion ha suonato\, tra gli altri\, con Radio Tarifa\, Luis Delgado\, Hirundo Maris\, Javier Coble Quartet\, Albaraka\, il chitarrista egiziano Ali Khatabb e il balletto flamenco di Joaquin Ruiz. È stato fondatore di Transit\, un progetto educativo che ha presentato un viaggio attraverso le tradizioni musicali dell’India\, di Cuba e del Medio Oriente attraverso gli strumenti a percussione.\nHa suonato in molte compagnie di danza orientale (Compagnia Hispano-Araba di Shokry Mohamed\, Compagnia Al-Andalus Danza\, World Dance Company) e ha registrato numerosi CD per Nubenegra\, NA Recordings\, Alia Vox\, Naïve\, Virgin. \n  \nDa oltre cinquant’anni Jordi Savall fa conoscere al mondo meraviglie musicali rimaste nell’oscurità dell’indifferenza e dell’oblio. Dedito alla ricerca di queste musiche antiche\, le legge e le interpreta con la sua viola da gamba o in veste di direttore. Le sue attività come concertista\, pedagogo\, ricercatore e creatore di nuovi progetti\, sia musicali che culturali\, ne fanno uno dei principali artefici del fenomeno di rivalorizzazione della musica storica. È fondatore\, insieme con Montserrat Figueras\, dei gruppi musicali Hespèrion XXI (1974)\, La Capella Reial de Catalunya (1987) e Le Concert des Nations (1989)\, con i quali esplora e crea un universo di emozioni e bellezza\, offrendolo al mondo e a milioni di amanti della musica. Successivamente\, nel 2017 ha fondato la Jove Capella de Catalunya e nel 2020 La Capella Nacional de Catalunya\, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di cantanti internazionali per La Capella Reial de Catalunya e rendere la musica storica e contemporanea accessibile a tutti i pubblici. Nel 2018 ha creato Orpheus 21\, un ensemble musicale composto da musicisti professionisti\, migranti e rifugiati dell’area mediterranea. Cinque anni dopo\, nel 2023\, ha fondato Les Musiciennes du Concert des Nations\, un’orchestra interamente femminile specializzata nel repertorio barocco\, ispirata alle orchestre femminili del XVIII secolo\, in particolare in Italia.\nCon la sua fondamentale partecipazione al film di Alain Corneau Tutte le mattine del mondo (vincitore del Premio César per la migliore colonna sonora)\, la sua intensa attività di concertista (circa 140 concerti all’anno)\, la sua discografia (6 incisioni all’anno) e la creazione nel 1998\, con Montserrat Figueras\, di una propria casa discografica\, Alia Vox\, Jordi Savall dimostra che la musica antica non è necessariamente elitaria\, ma interessa invece un grande pubblico di tutte le età\, sempre più numeroso e vario.\nNel corso della sua lunga carriera ha registrato e pubblicato più di 230 dischi di repertori di musica medievale\, rinascimentale\, barocca e dell’epoca classica\, con un’attenzione speciale al patrimonio musicale ispanico e mediterraneo\, dischi che hanno meritato molti riconoscimenti\, come il Midem Awards\, l’International Classical Music Awards e un Grammy Award. I suoi programmi di concerto hanno fatto della musica uno strumento di mediazione per l’intesa e la pace tra popoli e culture diverse e talvolta in conflitto. Non a caso nel 2008 Jordi Savall fu nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per il dialogo interculturale e\, assieme a Montserrat Figueras\, fu eletto “Artista per la Pace” nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO.\nTra il 2020 e il 2021\, in occasione del 250° anniversario di Ludwig van Beethoven\, ha diretto l’integrale delle sue sinfonie con l’orchestra Le Concert des Nations e le ha registrate in due CD dal titolo Beethoven Révolution. L’impatto sul mercato discografico internazionale è stato definito addirittura come “un miracolo” (Fanfare) e la critica tedesca ha conferito al volume II il Schallplattenkritik Prize come miglior disco orchestrale.\nLa sua feconda carriera musicale è stata premiata con i più alti riconoscimenti nazionali e internazionali\, tra i quali bisogna ricordare il titolo di Dottore Honoris Causa delle Università di Évora (Portogallo)\, di Barcellona\, di Lovanio (Belgio)\, di Basilea (Svizzera) e di Utrecht (Paesi Bassi)\, la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica francese\, il Premio Internazionale di Musica per la Pace del Ministero di Cultura e Scienza della Bassa Sassonia\, la Medaglia d’oro della Generalitat de Catalunya\, il Premio Helena Vaz da Silva\, il prestigioso Premio Léonie Sonning\, considerato il Nobel della musica; è inoltre membro d’onore della Royal Philharmonic Society\, dell’Accademia reale svedese di musica e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. \n  \n  \nCon il supporto di:  \n \n  \n  \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:L’eredità frescobaldiana
DESCRIPTION:Sabato 13 Dicembre 2025 ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nL’eredità frescobaldiana\nKohei Tekeoka\, clavicembalo \n  \nPROGRAMMA\n  \nJohan Jakob Froberger (1616 – 1667)\nToccata Prima nel Libro Secondo  \nGiovanni Battista Ferrini (1601 – 1674)\nBallo di Mantova \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCapriccio sopra “La Sol Fa Re Mi” \nBernardo Storace 1637 – 1707)\nAria sopra la Spagnoletta \nMichelangelo Rossi (1602 – 1656)\nToccata Settima \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K.417 \nJohann Sebastian Bach\nToccata in re minore BWV913 \nGirolamo Frescobaldi\nCento Partite sopra Passacagli \n  \nUn concerto ispirato all’impronta indelebile lasciata da Girolamo Frescobaldi nel repertorio cembalistico del XVII secolo; un’eredità raccolta dai suoi contemporanei e da coloro che nel corso del Settecento ne furono grandemente influenzati\, tanto in Italia quanto in Europa. \n  \nKohei Takeoka\, clavicembalista e organista\, nato a Yamagata in Giappone\, ha iniziato all’età di 15 anni lo studio del clavicembalo con Mikiko Umetsu\, proseguendo con i Maestri Oishi\, Otsuka e Takehisa; ha inoltre studiato organo con Takeshi Kondo. Diplomatosi all’Università dell’Arte di Tokyo nel 2023\, ha subito iniziato l’attività concertistica\, esibendosi in Corea\, dove ha eseguito vari brani del repertorio barocco\, ricevendo un ottimo riscontro da parte di critica e pubblico.\nHa partecipato alla Smarano Organ Academy (Trentino) nel 2022 e alla Claudio Merulo Masterclass di Bologna nel 2023. Nel 2024 si aggiudica il primo premio alla 4ª edizione del Concorso Internazionale di Clavicembalo della Città di Milano e nello stesso anno si esibisce come solista al Roma Festival Barocco e alle Settimane Barocche di Brescia\, collaborando con l’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani ed il celebre oboista Alfredo Bernardini.\nNel marzo 2025 è stato invitato al festival Mars en Baroque di Marsiglia\, in Francia.\nSvolge anche un’intensa attività come continuista e ha collaborato come organista con il Tölzer Knabenchor di Monaco di Baviera\, in Germania.\nAttualmente frequenta il triennio di Tastiere storiche presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano\, sotto la guida di Lorenzo Ghielmi. Nel 2025 si è esibito con notevole successo in concerti clavicembalistici al Monteverdi Festival di Cremona e alI’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik di Innsbruck (Austria) e ultimamente al 28° Festival Organistico Internazionale di Friburgo\, in Svizzera. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Sulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti
DESCRIPTION:Martedì 16 Dicembre 2025\, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nSulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti\nBeatriz Lopez Par\, viola da gamba\nGabriel Smallwood\, cembalo \n  \nPROGRAMMA\n  \nRiccardo Rognoni (c. 1550-1620) / Cipriano da Rore (1515-1565)\nAncor che col partire\n(Diminuzioni di R. Rognoni) \nPeter Philips (c. 1560-1628)\nAmarilli di Giulio Romano \nAdriano Banchieri (1568-1634)\nLa Battaglia \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nSonata Xl op. 5\, per violino e basso continuo\n(Ms. per Viola da Gamba e basso continuo\, Parigi \,18. Jh) \n\nAdagio – ll. Allegro – lll. Adagio – IV. Allegro\n\nGeorge Friederic Handel (1685-1759)\nHWV 7 Rinaldo: Ouverture\n(Arrangiamento di William Babell\, 1688-1723)\nVivace – Allegro – Adagio – Lascia ch’io pianga \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSonata per Viola da Gamba e Cembalo obbligato BWV 1029\nVivace – Adagio – Allegro \n  \nUn concerto all’insegna della scuola italiana\, la cui influenza ha profondamente segnato lo sviluppo musicale europeo tra il XVI e il XVIII secolo. Uno stile basato sulla chiarezza melodica\, il canto espressivo e l’arte dell’ornamentazione\, caratteristiche che si sono diffuse oltre i suoi confini.\nNelle diminuzioni di R. Rognoni è evidente la pratica italiana di trasformare le linee vocali in passaggi strumentali più liberi e virtuosistici e anche compositori come P. Philips (inglese\, ma fortemente influenzato dal linguaggio italiano)\, e A. Banchieri\, rappresentante del gusto descrittivo e teatrale tipico del primo barocco\, appartengono a questo ambiente stilistico.\nCorelli raggiunse uno dei punti più alti della sonata\, il cui equilibrio formale ed eleganza ebbero un’influenza decisiva in tutta Europa\, come dimostra ad esempio l’opera di G.F. Händel che\, dopo il suo soggiorno in Italia\, aggiunse elementi distintivi dello stile cantabile nella sua produzione strumentale e vocale.\nLa Sonata BWV 1029 di Johann Sebastian Bach\, infine\, dimostra come il pensiero musicale italiano abbia lasciando un segno profondo su compositori che non hanno mai messo piede in Italia\, ma ne hanno assimilato l’eredità. \n  \nBeatriz Lopez Paz (L’Avana\, 1997) ha iniziato lo studio del violino all’età di sette anni\, scoprendo ben presto la sua vocazione per l’esecuzione di musica storica. Nel 2018 si è trasferita a Basilea per studiare Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis con Paolo Pandolfo\, dove ha completato gli studi di Bachelor\, Master Performance e Master in Pedagogia. Finalista al Concorso Bach Abel nel 2023\, ha vinto il Premio Walter und Corina Christen-Marchal-Stiftung per l’eccezionale Recital di Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis nel 2025.\nSi è esibita nei principali festival in Europa\, Stati Uniti e America Latina\, collaborando con ensemble quali Ars Longa\, L’Appassionata\, Elyma\, La Chimera\, Los Elementos\, il Berliner Figuralchor\, Capricornus Consort Basel. Il suo lavoro comprende anche un’ampia gamma di progetti discografici. \n  \nIl clavicembalista americano Gabriel Smallwood si sta rapidamente affermando come uno dei giovani musicisti più promettenti nel panorama della musica antica. Vincitore di premi in diversi prestigiosi concorsi internazionali di clavicembalo in Belgio\, Polonia\, Italia\, ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria abilità tecnica e il suo modo di suonare profondamente ricco di sfumature e ispirato. Originario della Carolina del Sud\, Gabriel ha iniziato il suo percorso musicale al pianoforte all’età di tre anni e a dodici ha intrapreso lo studio clavicembalo.\, una passione che lo ha portato a numerosi progetti di ricerca e performance durante l’adolescenza\, tra cui ruoli da solista e continuista con la South Carolina Bach Society.\nTrasferitosi in Europa nel 2016\, si esibisce regolarmente con rinomati ensemble di musica antica in Europa e negli Stati Uniti\, suonando strumenti di importanti collezioni americane ed europee. Tra le sue collaborazioni discograﬁche ﬁgurano progetti con la NDR Philharmonie e con Diana Damrau per Warner Classics. Nel 2026 è prevista l’uscita del suo primo album solistico per l’etichetta Ramée (gruppo Outhere Music)\, dedicato alle prime opere di Johann Sebastian Bach.\nOltre all’attività concertistica\, Gabriel è anche un affermato compositore\, vincitore di diversi concorsi nazionali negli Stati Uniti. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Il canto della luce
DESCRIPTION:Mercoledì 17 Dicembre 2025 \, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nCappella Mediterranea\nAnna Reinhold\, mezzosoprano\nGiangiacomo Pinardi\, liuto\nIl canto della luce \n  \nPROGRAMMA\n  \nFrancesco Cavalli (1602–1676) \nDelizie contenti \n Giovanni Girolamo Kapsberger (v. 1580–1651)\nAvrilla mia \n Benedetto Ferrari (v.1603–1681)\nArdo \n Alessandro Piccinini (1566 – 1638)-\nChiacona Mariona a la vera Spagnuola \n Francesco Cavalli \nO quam suavis  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1743)\nToccata per spinettina sola over liuto \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nCanzonetta spirituale sopra alla nanna \nAlessandro Piccinini \nToccata  \n Claudio Monteverdi (1567 – 1643)\nQuel sguardo sdegnosetto\nSì dolce è il tormento  \n Barbara Strozzi (1619 – 1677)\nChe si puo fare \n  \n  \nUn’esperienza immersiva in cui musica e pittura dialogano attorno a un mistero centrale: le Nozze di Cana\, scena biblica dipinta negli affreschi del refettorio di Trinità dei Monti. In quest’opera monumentale\, il miracolo non è imposto con la forza\, ma si compie nel segreto di un pasto condiviso. L’acqua si trasforma in vino e il quotidiano diventa segno della presenza divina.  \nAllo stesso modo\, la musica barocca scelta – Caccini\, Merula\, Cavalli\, Monteverdi e Strozzi – esplora gli spazi interiori dove amore e luce emergono dalla fragilità umana. La voce supplichevole\, la ninna nanna che prefigura la Passione\, la dolcezza dello Spirito\, il grido di disperazione e il lamento rassegnato diventano i molteplici volti dello stesso mistero: quello di un Dio che si fa vicino.  \nLaddove Caravaggio raffigurava la luce che trafigge l’ombra\, gli affreschi di Cana aprono un’altra strada: quella della luce che si fonde con la vita quotidiana\, trasfigurando il pane\, il vino\, i volti di coloro che siedono a tavola. La fede appare qui non come una rottura violenta\, ma come una trasformazione silenziosa\, una rivelazione al tempo stesso dolce e ardente. Musica e pittura si uniscono qui per evocare il banchetto di grazia: la musica risuona di desiderio e dolore\, mentre l’immagine sacra inscrive l’evento nell’eternità. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio\, questo programma risuona come un invito a riconoscere la presenza di Dio nella semplicità dei segni: una festa condivisa\, una luce discreta\, una promessa d’amore offerta a tutti. Come a Cana\, come nella mangiatoia di Betlemme\, il divino si rivela nell’umile e nel quotidiano\, trasformando la notte in speranza. \n  \n \n  \n  \n  \n  \nFondata nel 2005 dal direttore d’orchestra argentino Leonardo García Alarcón\, la Cappella Mediterranea è diventata\, in pochi anni\, un ensemble di riferimento nel mondo dell’esecuzione barocca. Spinta dall’insaziabile curiosità del suo direttore\, l’ensemble ha saputo abbracciare con successo un repertorio ampio e variegato. \n  \nL’ensemble Cappella Mediterranea è sostenuto dal Ministero della Cultura francese – DRAC Auvergne Rhône Alpes\, dalla Regione Auvergne-Rhône-Alpes\, dalla Città di Ginevra\, da una fondazione familiare svizzera\, da una fondazione privata con sede a Ginevra\, da Brigitte Lescure\, Hugues & Emma Lavandier\, Christian & Margaret Hureau\, Caroline Rilliet e dalla sua cerchia di amici e imprenditori\, tra cui Diot-Siaci\, Chatillon Architectes\, Synapsys e 400 Partners. L’ensemble è membro della FEVIS (Federazione Francese degli Ensemble Vocali e Strumentali Specializzati) e del CNM (Centro Nazionale della Musica). \n  \nDopo aver studiato al Conservatorio di Parigi (CNSMD) e all’Università di Vienna\, Anna Reinhold ha debuttato sotto la direzione di William Christie\, nell’ambito della sua accademia “Le Jardin des Voix” a cui hanno fatto seguito numerosi impegni con Les Arts Florissants in Europa e America. Attualmente collabora regolarmente con numerosi direttori ed ensemble: L. García Alarcón (Cappella Mediterranea)\, R. Pichon (Pygmalion)\, L. Equilbey (Accentus and Insula Orchestra)\, J. Cohen (Balearic Islands Simphony Orchestra\, Arcangelo ensemble\, Orchestre d’Auvergne)\, V. Dumestre (Le Poème Harmonique)\, Si.-P. Bestion (La Tempête)\, R. Brown (Lafayette Opera)\, J. Butt (Orchestra di Edimburgo)\, J. van Veldhoven (Bachvereniging)\, A. Marcon (La Cetra Barockorchester Basel)\, G.i Antonini (Il Giardino Armonico)\, S. Macleod (Gli Angeli Genève) \nOspite regolare di numerosi festival internazionali\, Anna Reinhold ha effettuato numerose registrazioni: Hohe Messe di Bach\, Labirinto d’Amore\, Eroine del barocco veneziano\, N’espérez plus\, mes yeux\, Bien que l’Amour\, Si vous vouliez un jour\, Madonna della Grazia. \n  \n  \nGiangiacomo Pinardi si è specializzato nello studio degli strumenti a pizzico antichi con Massimo Lonardi presso l’Istituto Musicale “F. Vittadini” di Pavia e in seguito frequentando i corsi annuali della Scuola di Musica Antica di Venezia. \nCome solista e come continuista\, collaborando con numerose formazioni specializzate nel repertorio rinascimentale e barocco\, ha svolto e svolge tuttora intensa attività concertistica in Italia e all’estero.\nDal 2001 collabora stabilmente con l’ensemble Europa Galante diretto da Fabio Biondi\, esibendosi regolarmente nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali in Europa\, Stati Uniti\, Sudamerica\, Cina\, Corea\, Hong-Kong\, Giappone\, Australia\, Nuova Zelanda. \nHa all’attivo oltre cinquanta incisioni discografiche per Emi-Virgin\, Sony-Deutsche Armonia Mundi\, Decca\, Opus 111\, Chandos\, Amadeus\, Tactus\, Dynamic\, Bongiovanni\, Stradivarius\, Orfeo\, ASV Record\, Claves\, e per emittenti radio e televisive europee ed americane.\nHa collaborato\, in qualità di continuista\, con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia\, l’Orchestre de Chambre de Lausanne\, l’Orchestra I Solisti di Perugia\, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna\, l’Orchestra Pro Arte Marche\, l’Orchestra Guido Cantelli e l’Orquestra de la Comunidad de Madrid.\nDal 2007 collabora regolarmente con la Stavanger Symfoniorkester (Norvegia). \nHa curato l’edizione critica dell’opera Varii Capricii per la Ghittara Spagnuola (Milano 1643) di F. Corbetta \n  \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Musiche della tradizione natalizia
DESCRIPTION:Giovedì 18 Dicembre 2025 ore 17\,30\nChiesa di San Salvatore alle Coppelle e piazza delle Coppelle\nUna festa per i bambini\nLe zampogne di Monte Sant’Angelo\nMusiche della tradizione natalizia \n  \nZampognari di Monte Sant’Angelo\nBernardo Bisceglia zampogna\, ciaramella e direzione artistica\nMatteo Quitadamo\, ciaramella\nFrancesco Gerico\, ciaramella\nBernardo Bisceglia jr.\, zampogna\nAntonio Palumbo\, zampogna\nMattia Vergura\, zampogna \n  \nPROGRAMMA\n  \nDAL REPERTORIO TRADIZIONALE GARGANICO\nVariazioni sul tema di “Mo Vene Natale” \nDALL’ANTICO REPERTORIO PASTORALE\nVariazioni sul tema di “Piva Piva” \nDALLA TRADIZIONE NATALIZIA\nTu scendi dalle stelle\nGloria \nQuanno nascette ninne\nAstro del ciel \nAdeste Fideles \nJingle Bells \n  \n  \nUna delle tradizioni che rendono magica l’atmosfera del Natale nel centro-sud è quella delle strade che si riempiono delle melodie intonate dagli zampognari\, pastori che con i loro abiti tradizionali scendono dalle montagne e con le loro zampogne\, una specie di cornamuse\, intonano musiche natalizie. \nGli zampognari annunciano la venuta del Signore e suonano per le vie del centro dei nostri paesi\, tenendo viva una tradizione antichissima. La storia degli zampognari\, così come li conosciamo oggi\, è riconducibile al XVIII secolo\, quan- do Sant’Alfonso Maria de Liguori\, teologo e dottore della chiesa napoletana\, compose il noto canto Tu scendi dalle stelle\, adattando la melodia a quelle udite dalle zampogne suonate dai pastori. \n  \nGli Zampognari di Monte Sant’Angelo sono un gruppo che nasce agli inizi degli anni ‘80 con il nome “La Zampogna Montanara”\, da un’idea di Matteo Bisceglia e i fratelli Giampiero e Matteo Ciliberti\, con lo scopo benefico di portare i suoni antichi e magici del Natale negli ospedali\, nelle case di cura\, nei campi nomadi\, ai senza tetto\, negli asili\, nelle scuole\, negli oratori e nelle chiese. \nNel 1989 il gruppo è stato accolto da Giovanni Paolo II durante un’udienza. \nDopo una quasi trentennale attività\, prende il testimone Bernardo Bisceglia (figlio di Matteo)\, musicista professionista laureato in Mandolino\, insegnante di musica e con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero\, nonché ricercatore ed esperto di tradizioni popolari garganiche. A lui l’onore e l’onere di portare avanti questa nobile tradizione di famiglia\, con l’ambiziosa pretesa di valorizzarla e renderla attuale\, sempre nel rispetto assoluto dei valori antichi. \nCollabora con altri musicisti professionisti\, laureati in Conservatorio e\, al contempo\, amanti di tradizioni popolari. \nConservando lo scopo solidale\, benefico e religioso\, il gruppo partecipa ad ogni tipo di attività legata al Na- tale: mercatini\, presepi viventi\, recite scolastiche\, villaggi natalizi\, esibizione in teatri e chiese\, spettacoli itineranti nelle piazze e nelle vie dei paesi. \nLa giovane età dei musicisti\, la ricerca della precisione nelle esecuzioni\, unite al rispetto per le tradizioni popolari e alla cura dell’abbigliamento\, fedele a quello del pastore Garganico\, rendono gli Zampognari di Monte Sant’Angelo un gruppo unico nel suo genere.
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:LUNEDì 22 DICEMBRE 2025\, ORE 20:30\nROMA\, CHIESA DI S. AGNESE IN AGONE\nPazza Navona  – Leggi il programma\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro Direzione\nAlessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707) \n  \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\, fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo. \nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”. \nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia. \nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nSonia Tedla\, Alena Danceva\, Jiayu Jin – soprani\nMarta Fumagalli\, David Sagastume – alti\nGabriele Lombardi\, Roberto Rilievi – tenori\nLorenzo Tosi\,  Massimo Lombardi – bassi\nPaolo Perrone – violino I\nGabriele Politi – violino II\nRebeca Ferri – violoncello\nMichele Carreca – tiorba\nMatteo Coticoni – contrabbasso\nAlessandro Albenga – organo \nMichele Gasbarro\, direzione
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:Lunedì 22 dicembre 2025 ore 20.30\nRoma\, Chiesa di S. Agnese in Agone\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro\, Direzione\nAlessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)\nPrenotazioni disponibili dal 10 dicembre 2025 \n  \nEnsemble vocale e strumentale Festina Lente \n  \nSonia Tedla\,  soprano\nAlena Danceva\, soprano\nJiau Jin\, soprano\nMarta Fumagalli\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nMichele Concato\, tenore\nLorenzo Tosi\, basso\nGabriele Lombardi\, basso \n  \nPaolo Perrone\, violino I\nGabriele Politi\, violino II\nRebeca Ferri\, violoncello\nMichele Carreca\, tiorba\nGiulia Bonomo\, fagotto\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nAlessandro Albenga\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\,  fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo.\nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici  vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché  i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”.\nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia.\nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificata da  organici multipli\, ed esaltata\, nelle esecuzioni\, dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. In una ricerca di massimo rigore storico\, le composizioni vengono presentate in ricostruzioni liturgico-musicali\, secondo le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica\, azione e parola\, nel rispetto dello spettacolo barocco.\nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle  prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\,  e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione tre  dischi dedicati a messe napoletane inedite  del seicento ed una produzione dedicata a Giovanni Pierluigi da Palestrina\, con una insolito organico vocale-strumentale.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del roma festival barocco. \n  \nMichele Gasbarro\,  diplomato in pianoforte e direzione di coro\, ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all’estero.\nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso i Conservatori italiani.\nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali.\nSi  è occupato  del recupero di inediti musicali  di area romana\,  trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\,  messa  e vespri di F. Cavalli\, Responsori di Natale di A. Stabile\, messe di G. Animuccia\, G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc.\nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble.\nLe trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch.\nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:La musica sacra ai tempi di Caravaggio
DESCRIPTION:Lunedì 21 Settembre 2026\, ore 20\,30\nChiesa di San Luigi dei Francesi\nRoma\, Piazza San Luigi dei Francesi\nLa musica sacra ai tempi di Caravaggio\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nProgramma \n  \nANTICO E CONTEMPORANEO E LE OSCURITÀ ARMONICHE FRA ROMA E NAPOLI\nCarlo Gesualdo: (1566 – 1613): O vos omnes (dalle Sacrarum Cantionum Liber Primus\,1603)\nPhilippe Hersant (1948): Sacrae Cantiones: \n\nO vos omnes\nPeccamen me\nO crux benedicta\n\nGiovanni De Macque (1550 – 1614): Consonanze stravaganze (organo)\nNicola Vicentino (1511 – 1577): Christus qui panis a 5 voci\n(contrafactum da L’Aura che il verde lauro\,dal Libro V  dei Madrigali a 5 voci Milano\, 1572) \n  \nDALLA PRIMA ALLA SECONDA PRATTICA: LA SCUOLA MUSICALE DI SAN LUIGI DEI FRANCESI\nGiovanni Maria Nanino (1543 – 1607): Adoramus te Christe a 5 voci\nFrancesco Soriano (1549 – 1621): O crux ave a 4 voci\nAbundio Antonelli (1550 – 1629): Quem vidistis pastores a 6 voci. \n  \nGLI ORATORIANI\, LA MUSICA STRUMENTALE E LO SVILUPPO DELLA POLICORALITÀ\nFrancisco Soto de Langa (1534 – 1619): Il Pietoso Gesù (dal IV Libro delle Laudi spirituali\, 1591)\nSebastiano Raval (1555 – 1604). Salve Regina a 6 voci (dal I Libro dei Mottetti a 5 voci\, Roma 1593)\nThomas Luis de Victoria (1548 – 1611): Ave Maria a 8 voci \n  \nEnsemble Festina Lente \nAlena Dangeva\, soprano\nBenedetta Zanotto\, soprano\nMarta Pacifici\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore\nLeonardo Malara\, tenore\nDavid Maria Gentile\, basso\nPatrizio La Placa\, basso \nSilvia De Maria\, viola da gamba\nAndrea Lattarulo\, violoncello\nMarco Contessi\, contrabbasso\nMichele Carreca\, liuto\nMarco Silvi\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \n \n  \nIl panorama musicale romano a cavallo tra il Cinque e il Seicento rappresenta un momento di eccezionale transizione\, in cui la rigorosa tradizione della Scuola Romana si intreccia con le nascenti spinte del Barocco e con audaci sperimentazioni armoniche.\nIn tale contesto la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma diviene uno dei poli didattici e compositivi più fertili della città\, grazie soprattutto alla cerchia dei fratelli Nanino.\nIl centro si distinse per la capacità di preservare la perfezione polifonica nello stile di Palestrina\, introducendo gradualmente nuove forme dello stile ‘concertato’\, uno stile che tendeva a rappresentare nell’arte dei suoni l’affettività barocca e quel sistema artistico che costituirà il\ncomplesso ed articolato mondo della ‘seconda prattica’ musicale. \n  \nGiovanni Maria Nanino: Capostipite della dinastia\, raffinatissimo contrappuntista\, formò intere generazioni di musicisti nella sua scuola.\nFrancesco Soriano: Allievo di Palestrina e intimo del baricentro romano\, fu maestro di cappella in importanti basiliche e un maestro del contrappunto rigoroso.\nAbundio Antonelli: Compositore di transizione\, attivo in varie cappelle romane (incluso San Giovanni in Laterano)\, mantenne viva l’eredità della grande tradizione sacra. \nAccanto alla musica sacra delle Basiliche e nelle numerose chiese della Città\, Roma nel seicento diviene un crocevia di virtuosi della musica strumentale e di polifonisti provenienti da diverse aree europee. La polifonia\, un mezzo per elevare l’anima\, simbolo della comunione dei fedeli\, viene contaminata da forme profane e popolari\, Una varietà di generi che spinge i musicisti a misurarsi con forme libere\, dalla lauda\, alle canzonette\, dai madrigali alle composizioni strumentali. \nFrancisco Soto de Langa: Musicista e cantore spagnolo attivo nella Cappella Sistina. Fu una figura chiave nell’ambiente dell’Oratorio di San Filippo Neri\, per cui curò e compose diverse raccolte di Laudi spirituali.\nSebastiano Raval: Musicista spagnolo operante a Roma\, rivale di compositori come Giovanni Maria Nanino e Francesco Soriano in celebri disfide contrappuntistiche dell’epoca.-81 \n  \nNuove forme musicali che nel cromatismo trovano l’ulteriore strumento di rappresentazione delle complesse condizioni dell’uomo.\nE\, allo stesso tempo\, traducono nell’arte dei suoni la rivoluzione cromatica attuata da Caravaggio.\nUna rivoluzione che convincerà alle nuove pratiche persino alcuni strenui sostenitori della tradizione: \nGiovanni De Macque: Compositore fiammingo che lavorò a Roma prima di trasferirsi a Napoli. Il suo stile\, fortemente cromatico e sperimentale\, segna il ponte tra la polifonia classica e la stravaganza barocca meridionale.\nNicola Vicentino: Teorico e compositore visionario. Nel suo trattato “L’antica musica ridotta alla moderna prattica” (1555) teorizzò la divisione microtonale dell’ottava e progettò l’archicembalo\, uno strumento con 36 tasti per ottava. Le sue “oscurità” erano la chiave per ridare alla musica il potere emotivo dei greci.\nCarlo Gesualdo (Principe di Venosa): Il vertice assoluto e più drammatico di questa estetica. Nei suoi ultimi libri di madrigali spinse il cromatismo a livelli estremi\, utilizzando insolite progressioni armoniche\, bruschi cambi di tonalità e dissonanze non preparate. Le sue “oscurità” erano strettamente legate alla rappresentazione dei testi poetici incentrati sul dolore\, sul tormento amoroso e sulla morte \n  \nL’antico e il contemporaneo\nOmar Calabrese\, ha definito le dinamiche del mondo contemporaneo come “età neobarocca”.\nUn ritorno inatteso “nella ricerca di forme –e nella loro valorizzazione- in cui assistiamo alla perdita dell’interezza\, della globalità\, della sistematicità ordinata in cambio dell’instabilità\, della polidimensionalità\, della mutevolezza”. Un’arte frutto\, ora come allora\, determinata\ndall’affannosa ricerca di una convivenza capace di garantire la compatibilità simbolica delle differenze. In questo percorso sperimentale di contraddizioni e di crisi l’età neobarocca evoca e riscopre un passato analogo di suggestioni musicali\, in cui ritrovare intuizioni del sublime e\nmodelli di convivenza sociale.\nPer tali ragioni il programma di questa serata prevede l’esecuzione di un brano contemporaneo. Il richiamo ad uno dei capolavori gesualdiani non è solo un omaggio al grande compositore di Venosa\, ma un modo per richiamare idealmente una crisi sociale da cui far nascere nuove\nopportunità di speranza\, suggerendo nuove strategie di convivenza civile.\nAffidare all’arte la speranza dell’uomo è la ragione che ha spinto i Pii Stabilimenti di Roma e Loreto a commissionare al maestro Philippe Hersant un’opera musicale che questa sera viene presentata in prima esecuzione assoluta. \n  \n  \nPresentato da
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