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SUMMARY:Sulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti
DESCRIPTION:Martedì 16 Dicembre 2025\, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nSulle orme italiane. Dialoghi tra corde e tasti\nBeatriz Lopez Par\, viola da gamba\nGabriel Smallwood\, cembalo \n  \nPROGRAMMA\n  \nRiccardo Rognoni (c. 1550-1620) / Cipriano da Rore (1515-1565)\nAncor che col partire\n(Diminuzioni di R. Rognoni) \nPeter Philips (c. 1560-1628)\nAmarilli di Giulio Romano \nAdriano Banchieri (1568-1634)\nLa Battaglia \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nSonata Xl op. 5\, per violino e basso continuo\n(Ms. per Viola da Gamba e basso continuo\, Parigi \,18. Jh) \n\nAdagio – ll. Allegro – lll. Adagio – IV. Allegro\n\nGeorge Friederic Handel (1685-1759)\nHWV 7 Rinaldo: Ouverture\n(Arrangiamento di William Babell\, 1688-1723)\nVivace – Allegro – Adagio – Lascia ch’io pianga \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSonata per Viola da Gamba e Cembalo obbligato BWV 1029\nVivace – Adagio – Allegro \n  \nUn concerto all’insegna della scuola italiana\, la cui influenza ha profondamente segnato lo sviluppo musicale europeo tra il XVI e il XVIII secolo. Uno stile basato sulla chiarezza melodica\, il canto espressivo e l’arte dell’ornamentazione\, caratteristiche che si sono diffuse oltre i suoi confini.\nNelle diminuzioni di R. Rognoni è evidente la pratica italiana di trasformare le linee vocali in passaggi strumentali più liberi e virtuosistici e anche compositori come P. Philips (inglese\, ma fortemente influenzato dal linguaggio italiano)\, e A. Banchieri\, rappresentante del gusto descrittivo e teatrale tipico del primo barocco\, appartengono a questo ambiente stilistico.\nCorelli raggiunse uno dei punti più alti della sonata\, il cui equilibrio formale ed eleganza ebbero un’influenza decisiva in tutta Europa\, come dimostra ad esempio l’opera di G.F. Händel che\, dopo il suo soggiorno in Italia\, aggiunse elementi distintivi dello stile cantabile nella sua produzione strumentale e vocale.\nLa Sonata BWV 1029 di Johann Sebastian Bach\, infine\, dimostra come il pensiero musicale italiano abbia lasciando un segno profondo su compositori che non hanno mai messo piede in Italia\, ma ne hanno assimilato l’eredità. \n  \nBeatriz Lopez Paz (L’Avana\, 1997) ha iniziato lo studio del violino all’età di sette anni\, scoprendo ben presto la sua vocazione per l’esecuzione di musica storica. Nel 2018 si è trasferita a Basilea per studiare Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis con Paolo Pandolfo\, dove ha completato gli studi di Bachelor\, Master Performance e Master in Pedagogia. Finalista al Concorso Bach Abel nel 2023\, ha vinto il Premio Walter und Corina Christen-Marchal-Stiftung per l’eccezionale Recital di Viola da gamba alla Schola Cantorum Basiliensis nel 2025.\nSi è esibita nei principali festival in Europa\, Stati Uniti e America Latina\, collaborando con ensemble quali Ars Longa\, L’Appassionata\, Elyma\, La Chimera\, Los Elementos\, il Berliner Figuralchor\, Capricornus Consort Basel. Il suo lavoro comprende anche un’ampia gamma di progetti discografici. \n  \nIl clavicembalista americano Gabriel Smallwood si sta rapidamente affermando come uno dei giovani musicisti più promettenti nel panorama della musica antica. Vincitore di premi in diversi prestigiosi concorsi internazionali di clavicembalo in Belgio\, Polonia\, Italia\, ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria abilità tecnica e il suo modo di suonare profondamente ricco di sfumature e ispirato. Originario della Carolina del Sud\, Gabriel ha iniziato il suo percorso musicale al pianoforte all’età di tre anni e a dodici ha intrapreso lo studio clavicembalo.\, una passione che lo ha portato a numerosi progetti di ricerca e performance durante l’adolescenza\, tra cui ruoli da solista e continuista con la South Carolina Bach Society.\nTrasferitosi in Europa nel 2016\, si esibisce regolarmente con rinomati ensemble di musica antica in Europa e negli Stati Uniti\, suonando strumenti di importanti collezioni americane ed europee. Tra le sue collaborazioni discograﬁche ﬁgurano progetti con la NDR Philharmonie e con Diana Damrau per Warner Classics. Nel 2026 è prevista l’uscita del suo primo album solistico per l’etichetta Ramée (gruppo Outhere Music)\, dedicato alle prime opere di Johann Sebastian Bach.\nOltre all’attività concertistica\, Gabriel è anche un affermato compositore\, vincitore di diversi concorsi nazionali negli Stati Uniti. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Il canto della luce
DESCRIPTION:Mercoledì 17 Dicembre 2025 \, ore 20\,30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00\nCappella Mediterranea\nAnna Reinhold\, mezzosoprano\nGiangiacomo Pinardi\, liuto\nIl canto della luce \n  \nPROGRAMMA\n  \nFrancesco Cavalli (1602–1676) \nDelizie contenti \n Giovanni Girolamo Kapsberger (v. 1580–1651)\nAvrilla mia \n Benedetto Ferrari (v.1603–1681)\nArdo \n Alessandro Piccinini (1566 – 1638)-\nChiacona Mariona a la vera Spagnuola \n Francesco Cavalli \nO quam suavis  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1743)\nToccata per spinettina sola over liuto \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nCanzonetta spirituale sopra alla nanna \nAlessandro Piccinini \nToccata  \n Claudio Monteverdi (1567 – 1643)\nQuel sguardo sdegnosetto\nSì dolce è il tormento  \n Barbara Strozzi (1619 – 1677)\nChe si puo fare \n  \n  \nUn’esperienza immersiva in cui musica e pittura dialogano attorno a un mistero centrale: le Nozze di Cana\, scena biblica dipinta negli affreschi del refettorio di Trinità dei Monti. In quest’opera monumentale\, il miracolo non è imposto con la forza\, ma si compie nel segreto di un pasto condiviso. L’acqua si trasforma in vino e il quotidiano diventa segno della presenza divina.  \nAllo stesso modo\, la musica barocca scelta – Caccini\, Merula\, Cavalli\, Monteverdi e Strozzi – esplora gli spazi interiori dove amore e luce emergono dalla fragilità umana. La voce supplichevole\, la ninna nanna che prefigura la Passione\, la dolcezza dello Spirito\, il grido di disperazione e il lamento rassegnato diventano i molteplici volti dello stesso mistero: quello di un Dio che si fa vicino.  \nLaddove Caravaggio raffigurava la luce che trafigge l’ombra\, gli affreschi di Cana aprono un’altra strada: quella della luce che si fonde con la vita quotidiana\, trasfigurando il pane\, il vino\, i volti di coloro che siedono a tavola. La fede appare qui non come una rottura violenta\, ma come una trasformazione silenziosa\, una rivelazione al tempo stesso dolce e ardente. Musica e pittura si uniscono qui per evocare il banchetto di grazia: la musica risuona di desiderio e dolore\, mentre l’immagine sacra inscrive l’evento nell’eternità. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio\, questo programma risuona come un invito a riconoscere la presenza di Dio nella semplicità dei segni: una festa condivisa\, una luce discreta\, una promessa d’amore offerta a tutti. Come a Cana\, come nella mangiatoia di Betlemme\, il divino si rivela nell’umile e nel quotidiano\, trasformando la notte in speranza. \n  \n \n  \n  \n  \n  \nFondata nel 2005 dal direttore d’orchestra argentino Leonardo García Alarcón\, la Cappella Mediterranea è diventata\, in pochi anni\, un ensemble di riferimento nel mondo dell’esecuzione barocca. Spinta dall’insaziabile curiosità del suo direttore\, l’ensemble ha saputo abbracciare con successo un repertorio ampio e variegato. \n  \nL’ensemble Cappella Mediterranea è sostenuto dal Ministero della Cultura francese – DRAC Auvergne Rhône Alpes\, dalla Regione Auvergne-Rhône-Alpes\, dalla Città di Ginevra\, da una fondazione familiare svizzera\, da una fondazione privata con sede a Ginevra\, da Brigitte Lescure\, Hugues & Emma Lavandier\, Christian & Margaret Hureau\, Caroline Rilliet e dalla sua cerchia di amici e imprenditori\, tra cui Diot-Siaci\, Chatillon Architectes\, Synapsys e 400 Partners. L’ensemble è membro della FEVIS (Federazione Francese degli Ensemble Vocali e Strumentali Specializzati) e del CNM (Centro Nazionale della Musica). \n  \nDopo aver studiato al Conservatorio di Parigi (CNSMD) e all’Università di Vienna\, Anna Reinhold ha debuttato sotto la direzione di William Christie\, nell’ambito della sua accademia “Le Jardin des Voix” a cui hanno fatto seguito numerosi impegni con Les Arts Florissants in Europa e America. Attualmente collabora regolarmente con numerosi direttori ed ensemble: L. García Alarcón (Cappella Mediterranea)\, R. Pichon (Pygmalion)\, L. Equilbey (Accentus and Insula Orchestra)\, J. Cohen (Balearic Islands Simphony Orchestra\, Arcangelo ensemble\, Orchestre d’Auvergne)\, V. Dumestre (Le Poème Harmonique)\, Si.-P. Bestion (La Tempête)\, R. Brown (Lafayette Opera)\, J. Butt (Orchestra di Edimburgo)\, J. van Veldhoven (Bachvereniging)\, A. Marcon (La Cetra Barockorchester Basel)\, G.i Antonini (Il Giardino Armonico)\, S. Macleod (Gli Angeli Genève) \nOspite regolare di numerosi festival internazionali\, Anna Reinhold ha effettuato numerose registrazioni: Hohe Messe di Bach\, Labirinto d’Amore\, Eroine del barocco veneziano\, N’espérez plus\, mes yeux\, Bien que l’Amour\, Si vous vouliez un jour\, Madonna della Grazia. \n  \n  \nGiangiacomo Pinardi si è specializzato nello studio degli strumenti a pizzico antichi con Massimo Lonardi presso l’Istituto Musicale “F. Vittadini” di Pavia e in seguito frequentando i corsi annuali della Scuola di Musica Antica di Venezia. \nCome solista e come continuista\, collaborando con numerose formazioni specializzate nel repertorio rinascimentale e barocco\, ha svolto e svolge tuttora intensa attività concertistica in Italia e all’estero.\nDal 2001 collabora stabilmente con l’ensemble Europa Galante diretto da Fabio Biondi\, esibendosi regolarmente nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali in Europa\, Stati Uniti\, Sudamerica\, Cina\, Corea\, Hong-Kong\, Giappone\, Australia\, Nuova Zelanda. \nHa all’attivo oltre cinquanta incisioni discografiche per Emi-Virgin\, Sony-Deutsche Armonia Mundi\, Decca\, Opus 111\, Chandos\, Amadeus\, Tactus\, Dynamic\, Bongiovanni\, Stradivarius\, Orfeo\, ASV Record\, Claves\, e per emittenti radio e televisive europee ed americane.\nHa collaborato\, in qualità di continuista\, con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia\, l’Orchestre de Chambre de Lausanne\, l’Orchestra I Solisti di Perugia\, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna\, l’Orchestra Pro Arte Marche\, l’Orchestra Guido Cantelli e l’Orquestra de la Comunidad de Madrid.\nDal 2007 collabora regolarmente con la Stavanger Symfoniorkester (Norvegia). \nHa curato l’edizione critica dell’opera Varii Capricii per la Ghittara Spagnuola (Milano 1643) di F. Corbetta \n  \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Musiche della tradizione natalizia
DESCRIPTION:Giovedì 18 Dicembre 2025 ore 17\,30\nChiesa di San Salvatore alle Coppelle e piazza delle Coppelle\nUna festa per i bambini\nLe zampogne di Monte Sant’Angelo\nMusiche della tradizione natalizia \n  \nZampognari di Monte Sant’Angelo\nBernardo Bisceglia zampogna\, ciaramella e direzione artistica\nMatteo Quitadamo\, ciaramella\nFrancesco Gerico\, ciaramella\nBernardo Bisceglia jr.\, zampogna\nAntonio Palumbo\, zampogna\nMattia Vergura\, zampogna \n  \nPROGRAMMA\n  \nDAL REPERTORIO TRADIZIONALE GARGANICO\nVariazioni sul tema di “Mo Vene Natale” \nDALL’ANTICO REPERTORIO PASTORALE\nVariazioni sul tema di “Piva Piva” \nDALLA TRADIZIONE NATALIZIA\nTu scendi dalle stelle\nGloria \nQuanno nascette ninne\nAstro del ciel \nAdeste Fideles \nJingle Bells \n  \n  \nUna delle tradizioni che rendono magica l’atmosfera del Natale nel centro-sud è quella delle strade che si riempiono delle melodie intonate dagli zampognari\, pastori che con i loro abiti tradizionali scendono dalle montagne e con le loro zampogne\, una specie di cornamuse\, intonano musiche natalizie. \nGli zampognari annunciano la venuta del Signore e suonano per le vie del centro dei nostri paesi\, tenendo viva una tradizione antichissima. La storia degli zampognari\, così come li conosciamo oggi\, è riconducibile al XVIII secolo\, quan- do Sant’Alfonso Maria de Liguori\, teologo e dottore della chiesa napoletana\, compose il noto canto Tu scendi dalle stelle\, adattando la melodia a quelle udite dalle zampogne suonate dai pastori. \n  \nGli Zampognari di Monte Sant’Angelo sono un gruppo che nasce agli inizi degli anni ‘80 con il nome “La Zampogna Montanara”\, da un’idea di Matteo Bisceglia e i fratelli Giampiero e Matteo Ciliberti\, con lo scopo benefico di portare i suoni antichi e magici del Natale negli ospedali\, nelle case di cura\, nei campi nomadi\, ai senza tetto\, negli asili\, nelle scuole\, negli oratori e nelle chiese. \nNel 1989 il gruppo è stato accolto da Giovanni Paolo II durante un’udienza. \nDopo una quasi trentennale attività\, prende il testimone Bernardo Bisceglia (figlio di Matteo)\, musicista professionista laureato in Mandolino\, insegnante di musica e con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero\, nonché ricercatore ed esperto di tradizioni popolari garganiche. A lui l’onore e l’onere di portare avanti questa nobile tradizione di famiglia\, con l’ambiziosa pretesa di valorizzarla e renderla attuale\, sempre nel rispetto assoluto dei valori antichi. \nCollabora con altri musicisti professionisti\, laureati in Conservatorio e\, al contempo\, amanti di tradizioni popolari. \nConservando lo scopo solidale\, benefico e religioso\, il gruppo partecipa ad ogni tipo di attività legata al Na- tale: mercatini\, presepi viventi\, recite scolastiche\, villaggi natalizi\, esibizione in teatri e chiese\, spettacoli itineranti nelle piazze e nelle vie dei paesi. \nLa giovane età dei musicisti\, la ricerca della precisione nelle esecuzioni\, unite al rispetto per le tradizioni popolari e alla cura dell’abbigliamento\, fedele a quello del pastore Garganico\, rendono gli Zampognari di Monte Sant’Angelo un gruppo unico nel suo genere.
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:LUNEDì 22 DICEMBRE 2025\, ORE 20:30\nROMA\, CHIESA DI S. AGNESE IN AGONE\nPazza Navona  – Leggi il programma\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro Direzione\nAlessandro Scarlatti: Messa per la Notte del Ss. Natale (1707) \n  \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\, fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo. \nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”. \nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia. \nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nSonia Tedla\, Alena Danceva\, Jiayu Jin – soprani\nMarta Fumagalli\, David Sagastume – alti\nGabriele Lombardi\, Roberto Rilievi – tenori\nLorenzo Tosi\,  Massimo Lombardi – bassi\nPaolo Perrone – violino I\nGabriele Politi – violino II\nRebeca Ferri – violoncello\nMichele Carreca – tiorba\nMatteo Coticoni – contrabbasso\nAlessandro Albenga – organo \nMichele Gasbarro\, direzione
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SUMMARY:Alessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)
DESCRIPTION:Lunedì 22 dicembre 2025 ore 20.30\nRoma\, Chiesa di S. Agnese in Agone\nEnsemble Festina Lente – Michele Gasbarro\, Direzione\nAlessandro Scarlatti (1660-1725): Messa per la Notte del Ss. Natale (1707)\nPrenotazioni disponibili dal 10 dicembre 2025 \n  \nEnsemble vocale e strumentale Festina Lente \n  \nSonia Tedla\,  soprano\nAlena Danceva\, soprano\nJiau Jin\, soprano\nMarta Fumagalli\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nMichele Concato\, tenore\nLorenzo Tosi\, basso\nGabriele Lombardi\, basso \n  \nPaolo Perrone\, violino I\nGabriele Politi\, violino II\nRebeca Ferri\, violoncello\nMichele Carreca\, tiorba\nGiulia Bonomo\, fagotto\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nAlessandro Albenga\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nLa messa di Alessandro Scarlatti\, per doppio coro a 9 voci\, 2 violini e organo\,  fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma per il Natale del 1707. Il Maestro palermitano con questa composizione assolve ad uno degli incarichi richiesti dal Capitolo.\nLe notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione. In essi sono espliciti gli organici  vocali e strumentali\, i nomi degli esecutori che presero parte alla prima esecuzione nonché  i pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa la presenza nella lista dei pagamenti effettuati in quella occasione solenne a Domenico Scarlatti per la sua opera di “battitore al secondo coro”.\nSotto il profilo linguistico la messa fa uso di uno stile assolutamente originale e variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo\, con l’uso di un serrato contrappunto  nella scrittura del  ‘doppio coro’\, a momenti di grande estaticità e sospensione determinata dall’uso dei “soli” e dalle sonorità popolari sapientemente rielaborate dalla  tradizione popolare natalizia.\nLa Messa viene riproposta secondo i modelli originari\, con brani vocali e strumentali di musicisti attivi nella Basilica precedente l’arrivo di A. Scarlatti. \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificata da  organici multipli\, ed esaltata\, nelle esecuzioni\, dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. In una ricerca di massimo rigore storico\, le composizioni vengono presentate in ricostruzioni liturgico-musicali\, secondo le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica\, azione e parola\, nel rispetto dello spettacolo barocco.\nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle  prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\,  e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione tre  dischi dedicati a messe napoletane inedite  del seicento ed una produzione dedicata a Giovanni Pierluigi da Palestrina\, con una insolito organico vocale-strumentale.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del roma festival barocco. \n  \nMichele Gasbarro\,  diplomato in pianoforte e direzione di coro\, ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all’estero.\nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso i Conservatori italiani.\nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali.\nSi  è occupato  del recupero di inediti musicali  di area romana\,  trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\,  messa  e vespri di F. Cavalli\, Responsori di Natale di A. Stabile\, messe di G. Animuccia\, G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc.\nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble.\nLe trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch.\nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:La musica sacra ai tempi di Caravaggio
DESCRIPTION:Lunedì 21 Settembre 2026\, ore 20\,30\nChiesa di San Luigi dei Francesi\nRoma\, Piazza San Luigi dei Francesi\nLa musica sacra ai tempi di Caravaggio\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nProgramma \n  \nANTICO E CONTEMPORANEO E LE OSCURITÀ ARMONICHE FRA ROMA E NAPOLI\nCarlo Gesualdo: (1566 – 1613): O vos omnes (dalle Sacrarum Cantionum Liber Primus\,1603)\nPhilippe Hersant (1948): Sacrae Cantiones: \n\nO vos omnes\nPeccamen me\nO crux benedicta\n\nGiovanni De Macque (1550 – 1614): Consonanze stravaganze (organo)\nNicola Vicentino (1511 – 1577): Christus qui panis a 5 voci\n(contrafactum da L’Aura che il verde lauro\,dal Libro V  dei Madrigali a 5 voci Milano\, 1572) \n  \nDALLA PRIMA ALLA SECONDA PRATTICA: LA SCUOLA MUSICALE DI SAN LUIGI DEI FRANCESI\nGiovanni Maria Nanino (1543 – 1607): Adoramus te Christe a 5 voci\nFrancesco Soriano (1549 – 1621): O crux ave a 4 voci\nAbundio Antonelli (1550 – 1629): Quem vidistis pastores a 6 voci. \n  \nGLI ORATORIANI\, LA MUSICA STRUMENTALE E LO SVILUPPO DELLA POLICORALITÀ\nFrancisco Soto de Langa (1534 – 1619): Il Pietoso Gesù (dal IV Libro delle Laudi spirituali\, 1591)\nSebastiano Raval (1555 – 1604). Salve Regina a 6 voci (dal I Libro dei Mottetti a 5 voci\, Roma 1593)\nThomas Luis de Victoria (1548 – 1611): Ave Maria a 8 voci \n  \nEnsemble Festina Lente \nAlena Dangeva\, soprano\nBenedetta Zanotto\, soprano\nMarta Pacifici\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore\nLeonardo Malara\, tenore\nDavid Maria Gentile\, basso\nPatrizio La Placa\, basso \nSilvia De Maria\, viola da gamba\nAndrea Lattarulo\, violoncello\nMarco Contessi\, contrabbasso\nMichele Carreca\, liuto\nMarco Silvi\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \n \n  \nIl panorama musicale romano a cavallo tra il Cinque e il Seicento rappresenta un momento di eccezionale transizione\, in cui la rigorosa tradizione della Scuola Romana si intreccia con le nascenti spinte del Barocco e con audaci sperimentazioni armoniche.\nIn tale contesto la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma diviene uno dei poli didattici e compositivi più fertili della città\, grazie soprattutto alla cerchia dei fratelli Nanino.\nIl centro si distinse per la capacità di preservare la perfezione polifonica nello stile di Palestrina\, introducendo gradualmente nuove forme dello stile ‘concertato’\, uno stile che tendeva a rappresentare nell’arte dei suoni l’affettività barocca e quel sistema artistico che costituirà il\ncomplesso ed articolato mondo della ‘seconda prattica’ musicale. \n  \nGiovanni Maria Nanino: Capostipite della dinastia\, raffinatissimo contrappuntista\, formò intere generazioni di musicisti nella sua scuola.\nFrancesco Soriano: Allievo di Palestrina e intimo del baricentro romano\, fu maestro di cappella in importanti basiliche e un maestro del contrappunto rigoroso.\nAbundio Antonelli: Compositore di transizione\, attivo in varie cappelle romane (incluso San Giovanni in Laterano)\, mantenne viva l’eredità della grande tradizione sacra. \nAccanto alla musica sacra delle Basiliche e nelle numerose chiese della Città\, Roma nel seicento diviene un crocevia di virtuosi della musica strumentale e di polifonisti provenienti da diverse aree europee. La polifonia\, un mezzo per elevare l’anima\, simbolo della comunione dei fedeli\, viene contaminata da forme profane e popolari\, Una varietà di generi che spinge i musicisti a misurarsi con forme libere\, dalla lauda\, alle canzonette\, dai madrigali alle composizioni strumentali. \nFrancisco Soto de Langa: Musicista e cantore spagnolo attivo nella Cappella Sistina. Fu una figura chiave nell’ambiente dell’Oratorio di San Filippo Neri\, per cui curò e compose diverse raccolte di Laudi spirituali.\nSebastiano Raval: Musicista spagnolo operante a Roma\, rivale di compositori come Giovanni Maria Nanino e Francesco Soriano in celebri disfide contrappuntistiche dell’epoca.-81 \n  \nNuove forme musicali che nel cromatismo trovano l’ulteriore strumento di rappresentazione delle complesse condizioni dell’uomo.\nE\, allo stesso tempo\, traducono nell’arte dei suoni la rivoluzione cromatica attuata da Caravaggio.\nUna rivoluzione che convincerà alle nuove pratiche persino alcuni strenui sostenitori della tradizione: \nGiovanni De Macque: Compositore fiammingo che lavorò a Roma prima di trasferirsi a Napoli. Il suo stile\, fortemente cromatico e sperimentale\, segna il ponte tra la polifonia classica e la stravaganza barocca meridionale.\nNicola Vicentino: Teorico e compositore visionario. Nel suo trattato “L’antica musica ridotta alla moderna prattica” (1555) teorizzò la divisione microtonale dell’ottava e progettò l’archicembalo\, uno strumento con 36 tasti per ottava. Le sue “oscurità” erano la chiave per ridare alla musica il potere emotivo dei greci.\nCarlo Gesualdo (Principe di Venosa): Il vertice assoluto e più drammatico di questa estetica. Nei suoi ultimi libri di madrigali spinse il cromatismo a livelli estremi\, utilizzando insolite progressioni armoniche\, bruschi cambi di tonalità e dissonanze non preparate. Le sue “oscurità” erano strettamente legate alla rappresentazione dei testi poetici incentrati sul dolore\, sul tormento amoroso e sulla morte \n  \nL’antico e il contemporaneo\nOmar Calabrese\, ha definito le dinamiche del mondo contemporaneo come “età neobarocca”.\nUn ritorno inatteso “nella ricerca di forme –e nella loro valorizzazione- in cui assistiamo alla perdita dell’interezza\, della globalità\, della sistematicità ordinata in cambio dell’instabilità\, della polidimensionalità\, della mutevolezza”. Un’arte frutto\, ora come allora\, determinata\ndall’affannosa ricerca di una convivenza capace di garantire la compatibilità simbolica delle differenze. In questo percorso sperimentale di contraddizioni e di crisi l’età neobarocca evoca e riscopre un passato analogo di suggestioni musicali\, in cui ritrovare intuizioni del sublime e\nmodelli di convivenza sociale.\nPer tali ragioni il programma di questa serata prevede l’esecuzione di un brano contemporaneo. Il richiamo ad uno dei capolavori gesualdiani non è solo un omaggio al grande compositore di Venosa\, ma un modo per richiamare idealmente una crisi sociale da cui far nascere nuove\nopportunità di speranza\, suggerendo nuove strategie di convivenza civile.\nAffidare all’arte la speranza dell’uomo è la ragione che ha spinto i Pii Stabilimenti di Roma e Loreto a commissionare al maestro Philippe Hersant un’opera musicale che questa sera viene presentata in prima esecuzione assoluta. \n  \n  \nPresentato da
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