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SUMMARY:La musica sacra ai tempi di Caravaggio
DESCRIPTION:Lunedì 21 Settembre 2026\, ore 20\,30\nChiesa di San Luigi dei Francesi\nRoma\, Piazza San Luigi dei Francesi\nLa musica sacra ai tempi di Caravaggio\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro\, direttore \n  \nProgramma \n  \nANTICO E CONTEMPORANEO E LE OSCURITÀ ARMONICHE FRA ROMA E NAPOLI\nCarlo Gesualdo: (1566 – 1613): O vos omnes (dalle Sacrarum Cantionum Liber Primus\,1603)\nPhilippe Hersant (1948): Sacrae Cantiones: \n\nO vos omnes\nPeccamen me\nO crux benedicta\n\nGiovanni De Macque (1550 – 1614): Consonanze stravaganze (organo)\nNicola Vicentino (1511 – 1577): Christus qui panis a 5 voci\n(contrafactum da L’Aura che il verde lauro\,dal Libro V  dei Madrigali a 5 voci Milano\, 1572) \n  \nDALLA PRIMA ALLA SECONDA PRATTICA: LA SCUOLA MUSICALE DI SAN LUIGI DEI FRANCESI\nGiovanni Maria Nanino (1543 – 1607): Adoramus te Christe a 5 voci\nFrancesco Soriano (1549 – 1621): O crux ave a 4 voci\nAbundio Antonelli (1550 – 1629): Quem vidistis pastores a 6 voci. \n  \nGLI ORATORIANI\, LA MUSICA STRUMENTALE E LO SVILUPPO DELLA POLICORALITÀ\nFrancisco Soto de Langa (1534 – 1619): Il Pietoso Gesù (dal IV Libro delle Laudi spirituali\, 1591)\nSebastiano Raval (1555 – 1604). Salve Regina a 6 voci (dal I Libro dei Mottetti a 5 voci\, Roma 1593)\nThomas Luis de Victoria (1548 – 1611): Ave Maria a 8 voci \n  \nEnsemble Festina Lente \nAlena Dangeva\, soprano\nBenedetta Zanotto\, soprano\nMarta Pacifici\, alto\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore\nLeonardo Malara\, tenore\nDavid Maria Gentile\, basso\nPatrizio La Placa\, basso \nSilvia De Maria\, viola da gamba\nAndrea Lattarulo\, violoncello\nMarco Contessi\, contrabbasso\nMichele Carreca\, liuto\nMarco Silvi\, organo \nMichele Gasbarro\, direttore \n  \n \n  \nIl panorama musicale romano a cavallo tra il Cinque e il Seicento rappresenta un momento di eccezionale transizione\, in cui la rigorosa tradizione della Scuola Romana si intreccia con le nascenti spinte del Barocco e con audaci sperimentazioni armoniche.\nIn tale contesto la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma diviene uno dei poli didattici e compositivi più fertili della città\, grazie soprattutto alla cerchia dei fratelli Nanino.\nIl centro si distinse per la capacità di preservare la perfezione polifonica nello stile di Palestrina\, introducendo gradualmente nuove forme dello stile ‘concertato’\, uno stile che tendeva a rappresentare nell’arte dei suoni l’affettività barocca e quel sistema artistico che costituirà il\ncomplesso ed articolato mondo della ‘seconda prattica’ musicale. \n  \nGiovanni Maria Nanino: Capostipite della dinastia\, raffinatissimo contrappuntista\, formò intere generazioni di musicisti nella sua scuola.\nFrancesco Soriano: Allievo di Palestrina e intimo del baricentro romano\, fu maestro di cappella in importanti basiliche e un maestro del contrappunto rigoroso.\nAbundio Antonelli: Compositore di transizione\, attivo in varie cappelle romane (incluso San Giovanni in Laterano)\, mantenne viva l’eredità della grande tradizione sacra. \nAccanto alla musica sacra delle Basiliche e nelle numerose chiese della Città\, Roma nel seicento diviene un crocevia di virtuosi della musica strumentale e di polifonisti provenienti da diverse aree europee. La polifonia\, un mezzo per elevare l’anima\, simbolo della comunione dei fedeli\, viene contaminata da forme profane e popolari\, Una varietà di generi che spinge i musicisti a misurarsi con forme libere\, dalla lauda\, alle canzonette\, dai madrigali alle composizioni strumentali. \nFrancisco Soto de Langa: Musicista e cantore spagnolo attivo nella Cappella Sistina. Fu una figura chiave nell’ambiente dell’Oratorio di San Filippo Neri\, per cui curò e compose diverse raccolte di Laudi spirituali.\nSebastiano Raval: Musicista spagnolo operante a Roma\, rivale di compositori come Giovanni Maria Nanino e Francesco Soriano in celebri disfide contrappuntistiche dell’epoca.-81 \n  \nNuove forme musicali che nel cromatismo trovano l’ulteriore strumento di rappresentazione delle complesse condizioni dell’uomo.\nE\, allo stesso tempo\, traducono nell’arte dei suoni la rivoluzione cromatica attuata da Caravaggio.\nUna rivoluzione che convincerà alle nuove pratiche persino alcuni strenui sostenitori della tradizione: \nGiovanni De Macque: Compositore fiammingo che lavorò a Roma prima di trasferirsi a Napoli. Il suo stile\, fortemente cromatico e sperimentale\, segna il ponte tra la polifonia classica e la stravaganza barocca meridionale.\nNicola Vicentino: Teorico e compositore visionario. Nel suo trattato “L’antica musica ridotta alla moderna prattica” (1555) teorizzò la divisione microtonale dell’ottava e progettò l’archicembalo\, uno strumento con 36 tasti per ottava. Le sue “oscurità” erano la chiave per ridare alla musica il potere emotivo dei greci.\nCarlo Gesualdo (Principe di Venosa): Il vertice assoluto e più drammatico di questa estetica. Nei suoi ultimi libri di madrigali spinse il cromatismo a livelli estremi\, utilizzando insolite progressioni armoniche\, bruschi cambi di tonalità e dissonanze non preparate. Le sue “oscurità” erano strettamente legate alla rappresentazione dei testi poetici incentrati sul dolore\, sul tormento amoroso e sulla morte \n  \nL’antico e il contemporaneo\nOmar Calabrese\, ha definito le dinamiche del mondo contemporaneo come “età neobarocca”.\nUn ritorno inatteso “nella ricerca di forme –e nella loro valorizzazione- in cui assistiamo alla perdita dell’interezza\, della globalità\, della sistematicità ordinata in cambio dell’instabilità\, della polidimensionalità\, della mutevolezza”. Un’arte frutto\, ora come allora\, determinata\ndall’affannosa ricerca di una convivenza capace di garantire la compatibilità simbolica delle differenze. In questo percorso sperimentale di contraddizioni e di crisi l’età neobarocca evoca e riscopre un passato analogo di suggestioni musicali\, in cui ritrovare intuizioni del sublime e\nmodelli di convivenza sociale.\nPer tali ragioni il programma di questa serata prevede l’esecuzione di un brano contemporaneo. Il richiamo ad uno dei capolavori gesualdiani non è solo un omaggio al grande compositore di Venosa\, ma un modo per richiamare idealmente una crisi sociale da cui far nascere nuove\nopportunità di speranza\, suggerendo nuove strategie di convivenza civile.\nAffidare all’arte la speranza dell’uomo è la ragione che ha spinto i Pii Stabilimenti di Roma e Loreto a commissionare al maestro Philippe Hersant un’opera musicale che questa sera viene presentata in prima esecuzione assoluta. \n  \n  \nPresentato da
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SUMMARY:Aria mit verschiedenen Veränderungen / Variazioni “Goldberg“ (BWV 988)
DESCRIPTION:Venerdì 23 ottobre 2026 ore 20\,30\nRoma\, Chiesa di S. Girolamo della Carità\nVia di Monserrato 54-84\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti  \nSabato 24 ottobre 2026\, ore 19\,00\nFrascati (RM)\, Villa Falconieri\nViale Borromini 5\nPrenotazioni: concerti@vivariumnovum.net \nDomenica 25 ottobre 2026\, ore 17\,30\nCaprarola (VT)\, Palazzo Farnese\, Sala di GIove\nPrenotazioni: 0761 646052 \nSimone Pierini\, clavicembalo \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)\nAria mit verschiedenen Veränderungen / Variazioni “Goldberg“ (BWV 988) \n  \nAria \nVariatio 1. a 1 Clav.\nVariatio 2. a 1 Clav.\nVariatio 3. Canone all’Unisuono. a 1 Clav.\nVariatio 4. a 1 Clav.\nVariatio 5. a 1 ô vero 2 Clav.\nVariatio 6. Canone alla Seconda. a 1 Clav.\nVariatio 7. a 1 ô vero 2 Clav. al tempo di Giga\nVariatio 8. a 2 Clav.\nVariatio 9. Canone alla Terza. a 1 Clav.\nVariatio 10. Fughetta. a 1 Clav.\nVariatio 11. a 2 Clav.\nVariatio 12. a 1 Clav. Canone alla Quarta. a 1 Clav.in moto contrario\nVariatio 13. a 2 Clav.\nVariatio 14. a 2 Clav.\nVariatio 15. Canone alla Quinta. a 1 Clav.: Andante\nVariatio 16. Ouverture. a 1 Clav.\nVariatio 17. a 2 Clav.\nVariatio 18. Canone alla Sesta. a 1 Clav.\nVariatio 19. a 1 Clav.\nVariatio 20. a 2 Clav.\nVariatio 21. Canone alla Settima. a 1 Clav.\nVariatio 22. a 1 Clav. alla breve\nVariatio 23. a 2 Clav.\nVariatio 24. Canone all’Ottava. a 1 Clav.\nVariatio 25. a 2 Clav.: Adagio\nVariatio 26. a 2 Clav.\nVariatio 27. Canone alla Nona. a 2 Clav.\nVariatio 28. a 2 Clav.\nVariatio 29. a 1 ô vero 2 Clav.\nVariatio 30. Quodlibet. a 1 Clav.\nAria da Capo \n  \nConcepita come un’architettura modulare di 32 brani\, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica\, le Variazioni Goldberg sono un’opera per clavicembalo consistente in un’aria con trenta variazioni\, pubblicate la prima volta a Norimberga nel 1741.  \nSecondo una tradizione riportata per prima da Nikolaus Forkel nella sua biografia su J. S. Bach del 1802\, l’opera fu dedicata a Johann Gottlieb Goldberg\, a quel tempo in servizio a Dresda come maestro di cappella presso il conte von Brühl. \nInsieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera\, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo\, sia per lo stile\, che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche. \nSebbene in passato le Variazioni Goldberg fossero considerate soltanto un esercizio tecnico piuttosto ripetitivo\, nel XX secolo il contenuto emotivo e la portata dell’intera composizione sono stati ampiamente rivalutati per il grande valore strutturale\, l’irraggiungibile tecnica compositiva\, l’abilità di toccare ogni possibilità espressiva del clavicembalo e la tecnica esecutiva richiesta\, che fanno delle Variazioni Goldberg un vero monumento all’intelligenza del grande compositore. \n  \n \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \nNominato dall’emittente britannica Classic FM tra i trenta musicisti under 30 più importanti del 2024\, Simone El Oufir Pierini si esibisce regolarmente al clavicembalo\, al fortepiano\, all’organo e al pianoforte storico\, con un repertorio che spazia dal XVI alla fine del XIX secolo. \nLa sua attività discografica\, per etichette quali Brilliant Classics e Da Vinci Classics\, include opere di H. de Montgeroult\, F. Mendelssohn\, L. Cherubini e J. B. Cramer al fortepiano\, oltre alle integrali delle opere per clavicembalo di A. Tinazzoli\, Le Bret\, C. De Mars e Ph. F. Véras. Le sue registrazioni sono state trasmesse da Rai Radio 3\, Radio Classica\, Ö1\, Radio Vaticana\, SRF 2 Kultur\, IMER\, RTVE e Radio France. L’incisione delle opere per fortepiano di Gervais-François Couperin\, ultimo compositore attivo della dinastia Couperin\, ha ottenuto una nomination al Preis der Deutschen Schallplattenkritik\, 2025/1.  \nTra gli altri riconoscimenti figurano «Empfohlen von Klassik.com» per l’incisione su fortepiano originale delle sonate di L. van Beethoven dall’op. 2 all’op. 10 e le cinque stelle della rivista Musica per le Pièces de Clavecin di Le Bret. \nSi esibisce regolarmente come clavicembalista solista e continuista per istituzioni\, orchestre ed ensemble\, tra cui Roma Festival Barocco\, Urbino Musica Antica Festival\, Associazione Musicale Karl Jenkins\, La Cappella Musicale nell’ambito dei Vespri a San Maurizio a Milano\, Reate Festival\, Camerata Vivaldiana\, Orchestra del Teatro San Carlo ed Ensemble 1756. \nNato a Roma nel 1996\, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di otto anni. A diciotto anni si è diplomato presso il Conservatorio «Santa Cecilia» di Roma con il massimo dei voti\, lode e menzione d’onore. Dopo un’iniziale carriera pianistica\, durante la quale ha ottenuto premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali\, ha rivolto prevalentemente il proprio interesse alle tastiere storiche. Ha successivamente conseguito il diploma di secondo livello in clavicembalo sotto la guida di E. Baiano\, con il massimo dei voti e menzione d’onore\, perfezionandosi inoltre con G. Togni\, D. Pozzi e A. Coen. Parallelamente ha approfondito la prassi esecutiva storicamente informata del fortepiano e del pianoforte storico\, partecipando a corsi e masterclass tenuti da A. Lubimov\, A. Staier\, J. Sprosse\, T. Koch e S. Fiuzzi. Nel 2022 ha conseguito con lode la laurea magistrale in Musicologia presso La Sapienza Università di Roma\, con una tesi sulla transizione tra clavicembalo e fortepiano nella letteratura coeva.  \nDal 2025 ha intrapreso ulteriori studi di perfezionamento sotto la guida di Andrea Marcon presso la Schola Cantorum Basiliensis\, in Svizzera.  \nLa sua attività concertistica lo ha portato\, oltre che in Italia\, nel Regno Unito\, in Germania\, Cina\, Canada\, Polonia\, Finlandia\, Spagna\, Ucraina\, Austria e Svizzera.
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SUMMARY:Cristina di Svezia Liberata
DESCRIPTION:Sabato 7 Novembre 2026 ore 20.30(*)\nRoma\, Chiesa S. Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)\nPiazza della Chiesa Nuova 1\nEnsemble Escadron Volant de la Reine\,\nClément Geoffroy\, direzione\nScenografie di Philippe Casanaova\n‘Cristina di Svezia Liberata’\nMusiche di A. Stradella\, G. O. Pitoni\, A. Scarlatti\, A. Melani.  \n  \nEnsemble L’Escadron Volant de la Reine\nEugénie Lefebvre\, Maïlys de Villoutreys\, Violaine Le Chenadec – soprani\nPaul Fiuier\, Corinne Bahuau\, – contralti\nAntonin Rondepierre\, Davy Cornillot – tenori\nRenaud Brès\, Etienne Bazola – bassi\nJosèphe Cottet\, Marie Rouquié – violini\nAntoine Touche – violoncello\nEtienne Floutier – violone\nRomain Fallik – tiorba\nClément Geoffroy – organo \nScenografia Philippe Casanova \n  \n  \n \n  \nFin dalla sua creazione nel 2012\, l’Escadron volant de la reine ha esplorato con passione il repertorio romano del XVII e XVIII secolo. \nIl legame tra l’ensemble e Cristina di Svezia è emerso naturalmente durante la riscoperta del repertorio di Alessandro Scarlatti\, uno dei maggiori compositori che gravitavano attorno alla sua corte. \nNegli ultimi due anni l’Escadron ha condotto una vasta ricerca in numerosi archivi europei per recuperare opere sacre dei compositori che gravitavano attorno a Cristina di Svezia; in questa ottica l’interesse si è concentrato sul funerale  della regina\, avvenuto nel 1689. \nLei stessa aveva espresso il desiderio che le esequie fossero estremamente semplici\, forse per provocazione\, forse in eco al suo famoso motto: “Nata libera\, vixi libera\, moriar libera” (Sono nata libera\, ho vissuto libera\, morirò libera). Tuttavia\, la realtà fu ben diversa: una cerimonia grandiosa alla Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella)\, seguita da un funerale con tutti gli onori nella Basilica di San Pietro. Le testimonianze parlano di un immenso catafalco ornato da una corona\, migliaia di candele e due monumentali statue di scheletri attribuite al Bernini. \nNon è rimasto alcun manoscritto\, se non la menzione della partecipazione dei più grandi cantori della Cappella Sistina. \nDi fronte a questo silenzio\, viene immaginata una possibile cerimonia\, basata su opere rare o inedite tratte dal repertorio sacro romano della fine del XVII secolo. \nIl programma segue la struttura liturgica di un Requiem\, attingendo dalle composizioni di Alessandro Stradella\, Giuseppe Ottavio Pitoni\, Alessandro Scarlatti\, Alessandro Melani e altri compositori che gravitavano nell’ambiente musicale romano. La sequenza dei brani è stata concepita come un continuum sensibile\, con l’obiettivo di immergere l’ascoltatore in una cerimonia profondamente drammatica e poetica\, al contempo fittizia e storicamente plausibile. \nIn questa ottica\, l’artista e scenografo Philippe Casanova avrà il compito di dare al concerto un’ambientazione che ricordi lo sfarzo dei funerali reali. \n 
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