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SUMMARY:La tradizione frescobaldiana in Germania
DESCRIPTION:Sabato 12/10 ore 19.30\nChiesa di S. Giuliano Martire – Via Cassia 1036\nLa tradizione frescobaldiana in Germania\nNicola Procaccini\, organo \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nToccata Sesta per l’organo\, sopra i pedali\n(dal Secondo Libro di Toccate\, Roma 1627) \nJohann Jakob Froberger (1616 – 1667)\nCapriccio III \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzona quarta\n(dal Secondo Libro di Toccate) \nJohann Kaspar Kerll (1627 – 1693)\nPassacaglia \nGeorg Muffat (1653 – 1704)\nToccata ottava \nMatthias Weckmann (1619 – 1674)\nCanzona in re \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzona prima \nJohann Adam Reincken (1643 – 1722)\nToccata in sol \nDieterich Buxtehude (1637 – 1710)\nCiaccona Bux 160 \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)\nPreludio e Fuga in mi BWV 852/878 \nNato nel 1995\, Nicola Procaccini ha iniziato i suoi studi in organo e clavicembalo presso il\nConservatorio di Fermo\, per proseguirli alla Hochschule di Amburgo e al Conservatorio\nsuperiore di Parigi. Infine\, è stato inviato in Giappone presso la sala da concerto di Sapporo\, per\nun anno di residenza artistica di notevole arricchimento umano e musicale.\nAttualmente risiede ad Amburgo ed è docente di Organo e Improvvisazione presso la\nHochschule für Musik F. Liszt di Weimar.\nÈ stato premiato in concorsi internazionali ed ha intrapreso un'interessante attività concertistica\nsia da solista sia nell'ambito della musica d'insieme su strumenti antichi.\nLa collaborazione con il musicologo e organologo Prof. Paolo Peretti lo ha portato ad\ninteressarsi vivamente alle antiche fonti musicali marchigiane\, pubblicando in edizione\nmoderna le opere vocali di Giuseppe Spoglia (1647-1703)\, in appendice alla monografia di Paolo\nPaoloni sul compositore tolentinate di scuola romana.\nNel 2022 è uscita la sua prima incisione discografica per l'etichetta francese Rocamadour\, con\nmusiche di O. Messiaen\, J.A. et M. Duruflé\, eseguite sull'organo storico sinfonico Puget di Notre\nDame de la Dalbade a Toulouse.
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SUMMARY:Cento Anni di Musica Capitolina
DESCRIPTION:Domenica 13/10/24 ore 17.00\nChiesa di S. Melchiade – Via Costantiniana 19\nCento Anni di Musica Capitolina \nIlenia Tosatto Soprano\nEnsemble “Aimart Antico”\nTommaso Rossi. Flauto Dolce\nAdriano Fazio. Violoncello\nElisabetta Guglielmin. clavicembalo \n\nGiovanni Girolamo Kapsperger (1580-1651)\nToccata I\n(da Intavolatura di Liuto Libro I\, traslitterato al cembalo da Kenneth Gilbert) \nLuigi Rossi (1598-1653)\nO amantissime Jesu per soprano e b. c. \nAndante  \nPietro Giuseppe Gaetano Boni (1686-1741)\nSonata n. 2 Op. 1 in DO minore\, per violoncello e b. c.  in do minore \nGrave – Allegro e alla Francese – Allegro \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nSonata n. 7 in Re minore (dalle Sonate per violino Op. 5\, trascr. per flauto dolce in sol minore) \nI. Preludio. Vivace \nII. Corrente. Allegro \nIII. Sarabanda. Grave\nIV. Giga. Allegro \nAlessandro Stradella (1643-1682)\nSurge\, cor meum per soprano e b. c.  \nPietro Giuseppe Gaetano Boni \nSonata Op. in Re maggiore per violoncello e b. c.\nAllegro – Adagio – Allegro \nPaolo Quagliati. (1555-1628)\nRomanesca per soprano e b. c.  \nRobert Valentine (1672-1747)\nSonata Op. 13 n. 5 per flauto traversiere\nI. Adagio \nII. Corrente Allegro \nIII. Sarabande Largo\nIV. Giga Allegro  \nIlenia Tosatto\, finalista della 69° edizione del Concorso As.li.Co e vincitrice del primo Premio\nAbbado 2015 per la sezione "strumenti antichi e voce" \nHa iniziato giovanissima lo studio del pianoforte\, si è diplomata in canto lirico nel 2012 presso il\nConservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia. Ha poi frequentato masterclass con Mariella\nDevia\, Sara Mingardo\, Raina Kabaivanska presso l'Accademia Chigiana di Siena e con Janet\nPerry presso la Summer Academy di Salisburgo.\nSi è  diplomata nel 2017 con il massimo dei voti in canto rinascimentale e barocco presso il\nConservatorio "Santa Cecilia" di Roma con Sara Mingardo. Debutta nel 2010 al Teatro Malibran di\nVenezia nell'opera "La Cecchina" di Niccolò Piccinni. Dal suo debutto partecipa a numerose\nopere sia liriche che barocche per importanti enti lirici in Italia e all’estero. \nCollabora regolarmente con ensemble diretti da Giulio Prandi\, Enrico Onofri\, Claudio Chiavazza\,\nRoberto Zarpellon\, Ernst Hoetzl\, Dario Ribechi\, Luca Guglielmi.\nHa collaborato con il Festival "Festwochen der Alten Musik" di Innsbruck diretto dal M°\nAlessandro de Marchi\, e con il coro del Grand Théâtre de Monte Carlo diretto dal M° Stefano\nVisconti.\nHa inoltre registrato\, per l'emittente Radio Vaticana\, cantate di autori anonimi napoletani del\nprimo '700\, riscoperte di recente e incise per le case discografiche Fra Bernardo e Dynamic. \nL'ensemble Aimart Antico è nato grazie alla collaborazione tra i Musicisti del Dipartimento di\nMusica Antica dell'Accademia di Musica e Arte di Roma.\nTutti i musicisti dell’ensemble si sono formati con i più importanti maestri nel campo della\nmusica antica ( Kenneth Gilbert\, Enrico Onofri\, Antonio Meneses\, Andrea Fossà\, Christophe Coin\,\nMarco Testori\, Antonio Florio\, Eduardo Egüez\, Sara Mingardo\, Mario Ancillotti \, Jesper\nChristensen  \, Pedro Memelsdorff.) e hanno partecipato ai più importanti Festival in tutto il\nmondo. Recentemente l'ensemble è stato invitato come "Ensemble in Residence" al Prestigioso\n“Centro di Musica Antica Ghislieri” per il Festival “Pavia Barocca”. \nPer il prossimo semestre l'ensemble presenterà progetti relativi alla musica italiana del XVII\nsecolo.
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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5
DESCRIPTION:Sabato 19/10/24 ore 19\,30\nChiesa di S. Giuliano Martire\, via Cassia 1036\nLa polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro \, direzione \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nJin Jiayu\, canto I\nAnna Piroli\, canto II\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nGiulia Bonomo\, fagotto\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nMichele Carreca\, tiorba\nSofia Ferri\, tiorba\nMichele Gasbarro\, direzione \nINTROITO\nAnonimo del XVII sec.\nToccata I per Organo \nPENITENZIALE E DOSSOLOGIA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Kyrie\, Gloria \nDOPO L’EPISTOLA\nInterludio (organo) \nPROFESSIONE DI FEDE\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Credo \nOFFERTORIO\nAnonimo del XVII sec.\nCanzona \nLITURGIA EUCARISTICA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Credo \nELEVAZIONE\nE Anonimo del XVII sec.\nToccata per l’elevazione \nLITANIA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Agnus Dei \nCONGEDO\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Regina coeli a 5 voci \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica\nitaliana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\npreziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata\nrivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa\ncattolicarinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito\nseguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un\ninscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco.\nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla\npubblica\nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella\ndella messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg”\ndall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque\nDiapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\ne la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per\nStradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la\nMessa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina\ninserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di\nSan Pietro in Vaticano.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:Un musicista romano in Europa: Le sonate inedite di Robert Valentine(1671 . 1747)!
DESCRIPTION:Domenica 20/10/24 ore 17\,00\nChiesa di S. Melchiade\, via Costantiniana 19\nUn musicista romano in Europa: Le sonate inedite di Robert Valentine(1671 . 1747)!\nCappella Musicale Enrico Suart \nCAPPELLA MUSICALE ENRICO STUART\nRomeo Ciuffa & Carolina Pace\, flauti dolci\nMichele Carreca\, tiorba e chitarra\nSimone Pierini\, clavicembalo \nSonata Op. 5 n. 10 in Fa\nAdagio – Allegro – Marcia – Minuet – Giga Allegro \nSonata n.1 da "La Villeggiatura"\nAllegro\, Adagio\, Vivace\, Allegro \nSonata op. 5 n. 4 in Do\nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro – Gavotta \nSonata n.4 da "La Villeggiatura"\nAdagio\, Allegro\, Adagio\, Allegro\, Minuetto \nSonata op. 5 n. 7 in Sol\nAdagio – Allegro – Adagio – Giga – Minuetto \nSonata n.3 da "La Villeggiatura"\nAllegro\, Adagio\, Giga\, Minuetto\n\nSonata op. 5 n. 6 in Mi\nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro Gavotta – Allegro Minuetto \nCiaccona per due flauti e basso \nLa Cappella Musicale Enrico Stuart\n\, fondata nel 1998 da Romeo Ciuffa e Giancarlo delle Chiaie\,\nè un complesso con organico variabile specializzato nel repertorio del Seicento e Settecento in\ncui i fiati hanno un ruolo di primo piano. L’ensemble prende il nome da una importante\npersonalità che visse in un periodo molto travagliato per la storia inglese ed europea: Enrico\nCarlo Edoardo Stuart\, duca di York\, figlio di Giacomo III Stuart\, erede del regno d’Inghilterra e\nfratello di Carlo Edoardo\, il quale tentò in varie riprese\, ma senza successo\, di riappropriarsi del\nregno. La famiglia Stuart\, di fede cattolica\, scelse Roma come luogo d’esilio\, vivendo a stretto\ncontatto con la corte papale. Enrico\, già insignito del titolo di Cardinale da Benedetto XIV\,\ndivenne Vescovo di Frascati\, cittadina oggi sede della Cappella Musicale\, che beneficiò per oltre\ntrent’anni del mecenatismo di Enrico Stuart. \nNella sua formazione attuale l’ensemble\, prevalentemente strumentale\, annovera al suo attivo\nconcerti in Italia\, Germania\, Inghilterra\, Spagna\, Canada\, Siria\, Zambia\, Russia\, Francia\, Finlandia\,\nOlanda\, Repubblica Ceca. Incide da diversi anni per l'etichetta Brilliant Classics.
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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664) Messa Vestiva i Colli a 5 voci
DESCRIPTION:Domenica 24/11/24 ore 18\,30\nBasilica di Sant’Apollinare\nLa polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\nMessa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nJin Jiayu\, canto I\nAnna Piroli\, canto II\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore \nPaolo Perrone\, violino\nGiulia Bonomo\, fagotto\nDavid Brutti\, cornetto\nGiampaolo Agus\, contrabbasso\nMichele Carreca\, tiorba\nSofia Ferri\, tiorba\nMichele Gasbarro\, direzione \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblica \nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:Concerti italiani in Europa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 Novembre 2024 ore 20.30\nChiesa della Santissima Trinità dei Monti\nOrchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani\nAlfredo Bernardini\, Oboe solista e direzione\nKohei Takeoka\, clavicembalo\nConcerti italiani in Europa \n  \nPROGRAMMA\n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSinfonia da “La Sena Festeggiante” RV 693 in Do maggiore\, Venezia 1726 \nAllegro – Andante molto – Allegro molto \n  \nGiovanni Benedetto Platti (1697-1763) \nConcerto per clavicembalo n.2 in do minore \nAndantino – Adagio – Allegro \n  \nEvaristo Felice Dall’Abaco (1675-1742) \nConcerto in Si bemolle maggiore op.2 n.9 per archi e b.c. per archi e b.c. \nlargo andante – allegro e spiccato – largo – allegro spiccato \n  \nTomaso Albinoni (1671-1751) \nConcerto per oboe\, archi e b.c. in re minore\, op.9 n.2\, 1722 \nAndante e spiccato – Adagio – Allegro \n  \n*** \n  \nGeorg Friedrich Händel (1685-1759) \nConcerto grosso op.3 n.3 in sol maggiore\, per oboe\, archi e b.c. \nLargo e staccato – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750) \nConcerto per oboe e clavicembalo obbligati BWV 1059\, ricostruzione di Siegbert Rampe \n(Allegro) – Adagio ma un poco cantabile – Presto \n  \n  \n  \n  \nIl successo e l’affermazione del concerto italiano all’inizio del Settecento fu di grande ispirazione per tutti i compositori d’oltralpe. In questo programma si mette in evidenza l’influenza di Vivaldi\, Platti\, Albinoni e Dall’Abaco nelle musiche di Händel e Bach. \n  \n  \n  \nAlfredo Bernardini nasce a Roma e studia in Olanda musica antica e oboe barocco. È stato membro e solista di importanti orchestre barocche in tutto il mondo. Nel 1989 fonda l’Ensemble Zefiro insieme ai fratelli Paolo ed Alberto Grazzi\, con cui ha suonato in tutti i continenti. Dopo aver insegnato presso il Conservatorio di Amsterdam e all’Escola Superior de Musica de Catalunya\, è attualmente professore presso l’Università Mozarteum di Salisburgo. \n  \nKohei Takeoka\, clavicembalista e organista giapponese\, comincia il suo percorso di studio del clavicembalo con il Maestra Mikiko Umetsu all’età di 15 anni e si è diploma all’ Università delle Arti di Tokyo (Giappone) a marzo del 2023. Tra le attività da notare nella sua carriera di tastierista spicca la sua esibizione a Yokohama con l’organo di Francesco Zanin nel 2022\, dove esegue “La Bergamasca” di Frescobaldi e una toccata di Froberger. Nel 2023 viene inoltre invitato ad esibirsi in Corea dove ha eseguito vari brani di repertorio barocco\, ricevendo un ottimo riscontro da critica e pubblico. Ha partecipato alla “Smarano Organ Academy” nel 2022 e alla “Claudio Merulo Masterclass” a Bologna nel 2023. Vince il Concorso Internazionale di Clavicembalo a Milano nella quarta edizione 7-9 luglio 2024. Attualmente frequenta il triennio di Tastiere storiche presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano\, sotto la guida di Lorenzo Ghielmi. \n  \n  \nL’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani affronta repertori del barocco europeo che spaziano dalla musica profana a quella sacra eseguendo musiche di grandi autori come anche di compositori meno noti\, con rare – se non prime – esecuzioni con un costante riscontro di pubblico. Dalla sua costituzione prosegue con successo la sua attività concertistica\, invitata a festival e stagioni musicali come il Festival dei Due Mondi\, i Pomeriggi musi- cali di Milano\, il Roma Festival Barocco\, ed è stata guidata da direttori di grande prestigio\, tra i quali Enrico Ono- fri\, Rinaldo Alessandrini\, Enrico Gatti e Toni Florio. L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori è un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e Ricerca\, Segretariato generale.
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CATEGORIES:XVII Edizione del Roma Festival Barocco
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SUMMARY:Stabat Mater. Musiche per la Pasqua dal Regno di Napoli
DESCRIPTION:Venerdì 29 Novembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nStabat Mater. Musiche per la Pasqua dal Regno di Napoli \n  \nEnsemble Orfeo Futuro \n  \nCarmela Osato\, soprano \nAntonia Salzano\, alto \n  \nGiovanni Rota\, violino \nFederico Maria Valerio\, violino \nValerio Latartara\, viola da braccio \nGioacchino De Padova\, viola da gamba \nSilvia De Rosso\, violone \nGabriele Natilla\, arciliuto \nGiuseppe Petrella\, tiorba \nPierfrancesco Borrelli\, organo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGaetano Veneziano (1665 – 1716)  \nResponde mihi (lettione prima del secondo notturno) \nper alto\, violini e basso continuo \n  \nFrancesco Feo (1691 – 1761) \nSalve Regina in Do min per soprano\, archi e b.c. \n\n Largo “Salve Regina”; 2 Vivace “Ad te clamamus”; 3. Largo “Ad te suspiramus”; 4. Allegro “Eia ergo”; 5. Tempo giusto “Et Jesum”; 6. Largo “O clemens”\n\n  \nNicola Fiorenza (1700 –1764) \nSinfonia in Sol maggiore per archi e b.c. \nLargo – Allegro – Grave – Allegro \n  \nDomenico Sarri (1679 –1744)\nQui tollis peccata mundi per alto\, archi e b.c \n  \nPasquale Cafaro (1708 – 1787) \nStabat Mater in Sol min per soprano\, alto\, archi e continuo \n  \n  \n  \nNegli ultimi anni sono giunte dalle fonti d’archivio molte novità interessanti sulle attività di musica sacra a Napoli: le ricerche negli archivi di congregazioni\, chiese\, monasteri\, conservatori arricchiscono il quadro con nuove scoperte e in qualche caso correggono alcune “certezze” acquisite e chiariscono alcune “approssimazioni” sedimentate. \nE’ il caso dello Stabat Mater in sol minore per voci di soprano e contralto\, con archi e basso continuo di Pasquale Cafaro (San Pietro in Galatina\, 1715 – Napoli\, 1787). Di questo autore è ben noto l’altro Stabat\, a 5 voci\, mentre l’opera presentata qui era finora di autore incerto. \nUna lunga storia di bibliotecari del Conservatorio San Pietro a Majella accompagna questo manoscritto: Francesco Rondinella\, aiutante di Francesco Florimo\, l’aveva attribuita a Nicola Bonifacio Logroscino\, altro musicista originario della Puglia e anch’egli attivo a Napoli. \nAnna Mondolfi\, anch’ella bibliotecaria in quel Conservatorio\, circa 60 anni fa aveva analizzato la grafia e i tratti stilistici del manoscritto ed aveva ipotizzato che l’autore fosse Cafaro; infine recentemente Mauro Amato lo conferma\, confrontando la scrittura con quella di un autografo datato 1747\, il Mottetto pastorale Gaude plaude. Infine una copia del nostro Stabat\, attribuito sempre a Cafaro\, è conservato alla British Library. \nL’ensemble Orfeo Futuro offre al pubblico l’esecuzione dello Stabat Mater a due voci nell’edizione critica curata recentemente da Francesco Cirillo\, presentandola accanto ad opere sacre di altri pugliesi attivi a Napoli nella prima metà del XVIII secolo\, ancora poco eseguiti: Gaetano Veneziano da Bisceglie e Domenico Sarro da Trani. (Pierfrancesco Borrelli) \n  \nL’Ensemble Orfeo Futuro riunisce musicisti provenienti da diverse esperienze internazionali nel campo delle prassi esecutive storiche. Lavora su progetti inediti e di largo respiro\, in particolare incrociando repertori antichi e contemporanei. Dal 2010 ad oggi ha realizzato centinaia di concerti e numerosi CD anche in collaborazione con altri artisti e gruppi; nel 2019 ha realizzato De L’Infinito\, con musiche di Claudio Monteverdi e del compositore Gianvincenzo Cresta (1968) in collaborazione con il prestigioso ensemble vocale Spirito di Lione\, sotto la direzione di Nicole Corti\, che ha debuttato alla Biennale Musica di Venezia e poi in tour in Italia e Francia. \nSempre con l’ensemble Spirito di Lione nel 2021 ha registrato la Missa in Illo Tempore di Claudio Monteverdi in un CD per Digressione Music. La formazione da camera di Orfeo Futuro è diretta da Pierfrancesco Borrelli ed ha al suo attivo la partecipazione ai più importanti festival nazionali ed internazionali nel settore della musica antica. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Nemici d’amore: lacrime\, follia e passione
DESCRIPTION:Domenica 1 dicembre 2024 ore 18.30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00 \nEnsemble La Terza Prattica \nFrancesca Lombardi Mazzulli\, canto\nJuan José Francione arciliuto\, chitarra barocca\nMassimiliano Toni\, clavicembalo\, arrangiamenti e direzione musicale\nFrancesco Gonzales\, costumi\nDeda Cristina Colonna\, movimenti scenici \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nCAPITOLO I. NEMICI IMPERIALI: NERONE VERSUS OTTAVIA \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643): L’Incoronazione di Poppea \nNerone             Quell’eccelso Diadema\, Ma\, che dico che dico – Son Rubini Amorosi  \n                           Sinfonia \nOttavia             Disprezzata Regina \n  \nCAPITOLO II. NEMICI DEL CIELO: AURORA VERSUS PROCRI \nFrancesco Cavalli (1602 – 1676): Gli Amori d’Apollo e di Dafne \nAurora              Ben da dovero stolti sono gli amanti canuti  \n                           La Suave Melodia (Andrea Falconieri) \nProcri               Volgi\, deh volgi il piede (lamento) \n  \nCAPITOLO III. NEMICI LONDINESI: ARMIDA VERSUS ALMIRENA \nGeorg Friedrich Händel (1685 – 1759): Rinaldo \n                           Preludio – Allemanda \nArmida             Furie Terribili \n                           Celebrated Lesson: Lascia ch’io pianga (William Babell)  \nAlmirena         Lascia ch’io pianga \n  \nCAPITOLO IV. NEMICI VENEZIANI: CLEONILLA VERSUS TULLIA \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741): Ottone in Villa \n                           Largo da L’Inverno \nCleonilla          Amor con la sua Man – Che fè\, che Amor per te \nTullia                Ah che non vuoi sentirmi\, Misero Spirto mio \n                           Epilogo \n  \nNemici d’amore: lacrime\, follia e passione\nUn caleidoscopio di personaggi antagonisti viene rappresentato da un’unica interprete con l’ausilio di un costume che le consente di trasformarsi dapprima nei coniugi imperiali Nerone ed Ottavia ne L’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi (Venezia\, 1642)\, poi in Aurora e Procri\, nemiche in lotta per l’amore di Cefalo ne Gli Amori di Apollo e di Dafne di Francesco Cavalli (Venezia\, 1640)\, oppure in Armida ed Almirena\, rivali d’amore nel Rinaldo di Georg Friedrich Handel (Londra\, 1711)\, ed ancora in Cleonilla e Tullia\, antagoniste per l’amore di Caio nell’ Ottone in villa di Antonio Vivaldi (Venezia\, 1713).\nMentre gli strumenti divagano prendendo spunto dai temi delle famose arie\, Francesca Lombardi Mazzulli compie la sua trasformazione di fronte al pubblico\, in una metamorfosi che si dipana senza soluzione di continuità dando vita ai conflitti che oppongono gli otto famosi personaggi antagonisti. Le composizioni originali sono state riarrangiate per i tre strumenti a pizzico (Massimiliano Toni al clavicembalo\, Juan José Francione all’arciliuto e chitarra barocca) in uno stile libero e creativo che ne esalta le peculiarità timbriche\, fondendole tra loro e con il canto in un’unica sonorità. \nFrancesca Lombardi Mazzulli\, dopo la Laurea al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara\, ha vinto il premio finalista all’Händel Singing Competition di Londra\, il premio della critica del Festival di musica antica di Varazdin in Croazia e il secondo premio al Concorso di Napoli Pietà dei Turchini.\nLa sua predilezione per il repertorio antico non esclude molti ruoli mozartiani e di nuova composizione.\nFin dal debutto\, sia concertistico che operistico\, è stata protagonista accanto ad orchestre come Accademia Bizantina\, la Venexiana\, il Complesso Barocco\, La Terza Prattica\, Les Talens Lyriques \, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, Orchestra del teatro La Fenice di Venezia\, l’Arte del Mondo\, Academia Montis Regalis\, Europa Galante\, con direttori come Ottavio Dantone\, Ivor Bolton\, Dorothee Oberlinger\, Claudio Cavina\, Alan Curtis\, Christoph Rousset\, Enrico Calesso\, Ruben Jais\, Simone Ori\, Federico Maria Sardelli\, Fabio Bonizzoni\, Massimiliano Toni\, Andrea Marcon\, Attilio Cremonesi\, George Petrou\, Werner Ehrhardt\, Mehmet Yesilcay\, Alessandro De Marchi e Fabio Biondi con il quale ha recentemente debuttato alla Wiener Konzerthaus nel Silla di G. F. Händel.\nÈ stata invitata in festival come: Festival Styriarte (Graz)\, Haydn Festival (Eisenstadt)\, Festival Schleswig-Holstein (Hamburg)\, Händel Festival (Halle)\, Resonanzen (Wien)\, Roma Festival Barocco (Roma)\, Innsbrucker Festwochen der alten Musik (Innsbruck)\, Festival di Spoleto (Charleston)\, Misteria Paschalia Festival (Cracovia)\, Festival di Poznań (Poznan)\, Händel-Festspiele (Karlsruhe) esibendosi in prestigiose sale da concerto in tutto il mondo.\nHa collaborato con registi come Stefano Vizioli\, Aaron Carpene\, Fabio Cresa\, Deda Cristina Colonna\, Benjamin Lazar\, Damiano Michieletto e Nils Niemann.\nHa registrato per Glossa\, Oehms Classics\, Berlin Classics\, Naxos\, Deutsche Harmonia Mundi e Sony International/DHM. Tra i prossimi impegni… Tra i prossimi impegni del 2023 sono previsti lo “Stabat Mater” di Boccherini e il “Salve Regina” di Pergolesi\,\nTra i prossimi debutti: Adelaide nel “Lotario” di G.F. Händel ( Handelfestival\, Halle)\, Calliope nel “I lamenti di Orfeo” di Ristori al Globe Theater (Neuss). \nMassimiliano Toni\, inizia giovanissimo lo studio della musica dedicandosi al repertorio folk\, rock e pop e passa in seguito agli studi di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Non ancora diplomato\, vince due premi al Concorso Nazionale Organistico di Noale. Spinto dalla grande passione per la musica antica\, studia Basso Continuo e Musica da Camera alla Schola Cantorum Basiliensis\, dove lavora come accompagnatore ed è chiamato a dirigere l’ “Opern-Klasse” nell’anno scolastico 1997/98.\nComincia la sua attività artistica nel 1997 come assistente di Alessandro De Marchi\, con il quale collabora regolarmente fino al 2008 e occasionalmente nel corso degli anni. Lavora con direttori come Alberto Zedda\, Jesus Lopez Cobos e Victor Pablo Perez.\nDal 2002 al 2007 è assistente di René Jacobs.\nAffianca l’attività di direttore a quella di clavicembalista in titoli come: Così Fan Tutte\, L’Incoronazione di Poppea\, Gli Amori d’Apollo e di Dafne\, La Diana Schernita\, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda\, La Serva Scaltra\, Le Bourgeois Gentilhomme oltre a programmi da concerto e spettacoli originali come: Les Liaisons Dangereuses\, BaroccArmonica\, Et in Arcadia Ego\, I Nemici d’Amore.\nDal 2011 al 2013 è stato Direttore Didattico ed Artistico del Civico Istituto Musicale Brera di Novara.\nNel 2017 inizia una nuova attività di compositore ed arrangiatore debuttando Orfeo 2.0 a baRock opera\, nuovo arrangiamento dellʼOrfeo di Claudio Monteverdi. Da allora ha riarrangiato e scritto molti lavori: Passacaglia Perpetuum\, Hungarian Rock e Passacaglia Ungherese (Ligeti)\, Stabat Mater un cammino spirituale\, Lascia ch’io pianga\, FCG voice and cello suite\, in progetti come Corona Project Neustart Kultur\, Innsbrucker Festwochen der alten Musik\, Festival de Musica Sacra de Bogotà\, Klangräume des Barock Leverkusen\, per interpreti come Fernando Caida Greco\, Rike Huy\, Vokal Orchester NRW\, Sandro Roy\, l’arte del mondo barockorchester\, Valentina Coladonato \nDeda Cristina Colonna è diplomata in Danza Classica al Civico Istituto Musicale Brera di Novara e all’Ecole Supérieure d’Etudes Chorégraphiques di Parigi ed ha conseguito la Maîtrise in Danza presso l’Università Paris IV-Sorbonne.\nDiplomata al C.N.E.M. in Labanotation ed alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova\, ha danzato e recitato a livello internazionale e ha firmato regia e coreografia di numerose opere barocche e contemporanee in teatri e festival italiani e stranieri.\nInsegna danza barocca da più di trent’anni\, è docente di Recitazione per l’opera\, Gestualità e Tecniche Storiche della Recitazione alla Schola Cantorum Basiliensis ed è titolare dell’insegnamento di Regia per il Teatro Musicale all’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia (Novara). È direttrice della Scuola di Danza dell’Accademia Musicale G. Marziali di Seveso.\nHa vinto il premio teatrale Jan Kiepura 2022 come migliore regista per la regia e coreografia di ‘Castor et Pollux’ di J.- Ph. Rameau (Warszawska Opera Kameralna\, 2021).\nÈ presidente dell’associazione culturale La Terza Prattica\, con la quale realizza spettacoli\, concerti ed opere d’arte che rappresentano un percorso attraverso ed oltre l’approccio filologico del repertorio antico.\nDeda Cristina Colonna è membro dell’Accademia degli Intermedi\, gruppo italiano di ricerca sulla danza antica e del gruppo di ricerca WoVen: Women\, Opera and the Public Stage in Eighteenth-Century Venice (Università NTNU – Trondheim). \nJuan Josè Francione\, dopo il diploma in Chitarra e Musica da Camera presso il Conservatorio Superior de Musica de la Ciudad de Buenos Aires “Astor Piazzolla” (2013)\, si dedica allo studio della musica antica specializzandosi in Liuto e Basso Continuo\, prima in Italia\, e poi alla Zürcher Hochschule der Künste (Zurigo\, Svizzera)\, sotto la guida di Eduardo Eguez.\nSvolge una intensa attività concertistica come solista e con l’ensemble La Chimera (E. Eguez) esibendosi nelle più prestigiose stagioni europee sia di musica antica che moderna.\nCollabora con Collegium 1704 (V. Luks)\, La Terza Prattica (M. Toni)\, Talenti Vulcanici (S. Demicheli)\, Ensemble Mare Nostrum (A. De Carlo)\, Il Pomo d’Oro e molti altri.\nNel 2019 fonda Cordis Consort insieme all’arpista Carlotta Pupulin\, un ensemble dalla geometria variabile con fulcro sul mondo degli strumenti a pizzico\nDal 2020 al ruolo di performer affianca quello di arrangiatore sia per progetti personali che su commissione di diversi gruppi europei. \nFrancesco Gonzales\, Terminati gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, Francesco Gonzales viene chiamato dall’Ente Lirico Arena di Verona come scenografo realizzatore per la stagione 1995. In seguito collabora all’allestimento de L’Orfeo di Claudio Monteverdi per il Teatro Regio di Torino con lo scenografo Edoardo Sanchi. Nel 1997 inizia il proficuo rapporto con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte a Torino\, per la quale si occupa dell’archivio fotografico\, dell’inventario della Pinacoteca dell’Accademia Albertina e dell’inventario dei beni del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri. Nel 2005 è nominato Responsabile dei Rapporti con gli Organi di Tutela per la Diocesi di Novara. Ha curato le importanti mostre “Guercino – Il San Francesco ritrovato” (2006\, Palazzo dei Vescovi di Novara e Foundling Museum di Londra) e “Da Gaudenzio a Pianca. Omaggio a Giovanni Testori” (2009\, Basilica di San Gaudenzio\, Novara). Nel 2005 nasce l’amicizia con Sir Denis Mahon\, uno dei maggiori storici dell’arte del XX secolo\, con cui collabora stabilmente per le mostre “Caravaggio. L’immagine del divino” (Museo Pepoli\, Trapani)\, “I bari di Caravaggio ritrovati” (Pinacoteca di Cento e Istituto Italiano di Cultura a Londra)\, “Guercino e la Lucrezia” ed altre iniziative culturali\, sino alla scomparsa di Mahon nel 2011\, di cui realizza il ritratto ufficiale oggi conservato presso la National Gallery d’Irlanda a Dublino. Numerosi gli studi\, le collaborazioni e le pubblicazioni: rivista Novarien\, case editrici Interlinea\, Skirà\, Silvana Editoriale\, Electa. \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Posilecheata. Musica colta e popolare nella Napoli del ‘600
DESCRIPTION:Mercoledì 4 Dicembre 2024 ore e 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nPosilecheata. Musica colta e popolare nella Napoli del ‘600 \n  \nIrene Scarpato\, voce \n  \nENSEMBLE AI VIS LOOP\nAlessandro de Carolis\, flauti dolci \nLorenza Maio\, violino\, flauto dolce \nCarmine Scialla\, chitarra battente \nGiuseppe Copia\, tiorba\, chitarra barocca \nAntonino Anastasia\, percussioni \n  \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nAndrea Falconieri (1585-1656) \nLa suave melodia e Sua corrente \nFolia Echa para my Senora \n  \nAnonimo\, XVI secolo \nVurria ca fosse Ciaola \n  \nGian Leonardo dell’Arpa ( 1530 ca.-1602)  \nVillanella che all’acqua \n  \nAndrea Falconieri \nE vivere e morire \nCorrente dicha l’Avellina\, la Mota \nL’eroica\, Ciaccona \n  \nAnonimo\, XVI secolo \nFuggi fuggi fuggi da questo cielo \n  \nAndrea Falconieri \nPassacaglia \n  \nFilippo Azzaiolo (post\, 1530 – 1569)  \nChi passa per sta strada \n  \nGian Leonardo dell’Arpa \nTre donne belle fanno gran battaglia \n  \n“Posilecheata” è il nome di un’operetta in dialetto napoletano composta da Pompeo Sarnelli intorno al 1684\, consistente in una raccolta di fiabe introdotta da una cornice realistica in cui \nl’autore immagina una scampagnata sulla collina di Posillipo. \nL’antica collina napoletana\, colorata da verdi paesaggi bucolici e villaggi di pescatori\, rappresenta la perfetta ambientazione per le tematiche popolaresche espresse nelle cosiddette Villanelle alla Napolitana. \nLa Villanella o Villanesca\, canzone popolare di radici forse contadine\, conobbe una grande fortuna tra Cinque e Seicento\, divenendo uno dei generi musicali popolareschi più amati negli ambienti colti\, in cui si apprezzavano i testi spesso umoristici e talvolta persino irriverenti\, rivolti a commentare con leggerezza la vita quotidiana. \nTra i primi compositori a esplorare e perfezionare la villanella troviamo\, nel Cinquecento\, Giovanni Domenico da Nola\, Gian Leonardo Mollica (detto dell’Arpa) e Filippo Azzaiolo\, autori di celebri raccolte di villanelle a tre voci. Con il loro lavoro\, questi musicisti non solo elevarono questo genere\, ma posero le basi per lo sviluppo di uno stile alla Napolitana che avrebbe avuto una grande diffusione in tutta Europa. \nAndrea Falconieri\, compositore e liutista napoletano attivo in Italia e in Spagna nella prima metà del Seicento\, compone un buon numero di villanelle per voci e chitarra spagnola (Libro I di villanelle a una\, due e tre voci con l’alfabeto per la chitarra spagnola\, 1616). \nIn queste composizioni i temi arcadici e amorosi sono brillantemente enfatizzati dal talento compositivo del musicista\, che mostra un gusto già precocemente barocco. \nLa musica strumentale di Falconieri è altrettanto interessante. \nNe Il primo libro di Canzone\, Sinfonie\, Fantasie\, Capricci\, Brandi\, Correnti\, Gagliarde\, Alemanne e Volte\, stampato a Napoli nel 1650 il compositore alterna balli di corte a sinfonie e composizioni su basso ostinato\, attuando una interessante commistione tra il gusto musicale italiano e quello Spagnolo. \nLe danze e le villanelle di Falconieri\, con i loro ritmi vivaci e le loro melodie accattivanti\, rappresentano appieno lo spirito della Napoli del Seicento\, una città cosmopolita e viva\, crocevia di culture e idee\, ricchissima di un fermento musicale unico e variegato\, che ancora oggi affascina e coinvolge. \n  \nAi vis Lo Lop nasce dall’incontro tra musicisti appassionati tanto ai repertori colti della musica antica quanto alle musiche di tradizione orale. L’ensemble\, già molto attivo sulla scena nazionale\, si è esibito in numerose rassegne e festival di musica antica e di musica etnica sul territorio nazionale\, come Errichetta Festival\, il Barocco Festival Leonardo Leo\, il Festival Barocco Alessandro Stradella di Viterbo e Nepi\, la rassegna “Il mondo Novo” di Vicenza e molti altri. \nVincitore del Fringe Contest del Festival Barocco Alessandro Stradella\, ha suonato in occasione del festival 2018 il brano “Canti dell’andata e del ritorno” composto dal compositore Norman Gomez Ballester ed eseguito in prima assoluta. \nNel 2018 il gruppo pubblica il primo lavoro discogra1co\, dal titolo “Il popolano ostinato” per la Da Vinci Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Viaggio a Roma e Napoli con il Tiorbino\, un cembalo raro\, incordato in budello
DESCRIPTION:Venerdì 6 Dicembre 2024\, ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nViaggio a Roma e Napoli con il Tiorbino\, un cembalo raro\, incordato in budello \n  \nFranz Silvestri\, tiorbino \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643) \nCento Partite su Passacagli \nAria “Or che noi rimena” \nCanzona dopo l’Epistola \n  \nGiovanni Gabrieli (1557 – 1612) \nRicercare dell’VIII° Tono \nFuga del IX° Tono \nRicercare del II° Tono \n  \nBernardo Pasquini (1637 – 1710) \nPartite di Follia \n  \nAlessandro Scarlatti (1660 – 1725) \nToccata Settima \nPartite su Follia (Fondo Noà\, Torino) \n  \nE’ noto che in Germania nel secolo XVIII erano in uso clavicembali incordati in budello e che proprio J.S. Bach ne aveva ben due. \nAnche in Italia erano presenti cembali e spinette con tale incordatura. L’ organaro Eugenio Casparini\, tra il 1656 e il 1669\, vide a Venezia numerosi strumenti incordati alla maniera delle tiorbe o dei liuti\, e lui stesso ne realizzò alcuni. \nSpesso in passato si indicavano con la parola ‘arpicordo’ le spinette poligonali italiane\, come confermato anche dalle prime stampe di Balli per tastiera. Il Banchieri\, rapito dalla bellezza di tale strumento\, racconta di aver commissionato per lui stesso uno strumento simile\, ribattezzato arpitarrone\, il quale “nel grave fa effetto di chitarrone e nell’ acuto rassembra un’ arpa…”. In area romana\, l’ incredibile strumento ideato da Michele Todini\, azionava tramite una tastiera più strumenti: organo\, un clavicembalo e tre tipi di spinette\, tra le quali anche un tiorbino. La stupefacente macchina sonora è descritta dal suo inventore nella celebre Dichiarazione della Galleria Armonica del 1676. \nIl Lautenwerk di Franz Silvestri è un cembalo in stile fiorentino incordato in un materiale sintetico che ha la stessa densità e caratteristiche del budello animale\, ma con una stabilità di accordatura davvero sorprendente. \n  \n  \n  \nFranz Silvestri ha iniziato da bambino lo studio dell’organo e del pianoforte. Diventa organista di chiesa a nove anni\, si esibisce a 11 anni in Spagna al grande organo della cattedrale di Covadonga e a 12 anni suona a Berna un programma organistico bachiano. Vince il suo primo concorso pianistico internazionale a 13 anni. Si è dDiplomato in Pianoforte (Conservatorio di Novara) e Clavicembalo (Conservatorio di Verona) e ha studiato pianoforte con Giuliana Marchi\, cembalo con Colin Tilney e organo e basso continuo con Robert Kohnen. \nSuona come pianista\, fortepianista\, cembalista e organista in Italia e all’Estero\, sia come solista che con diversi Ensembles. \nHa inciso per l’etichetta Brilliant e Classic Urania e Dal 2021 ha iniziato la collaborazione con le Edizioni Pian & Forte e Da Vinci. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Tears of Joy and Gladness (Intorno a John Dowland)
DESCRIPTION:Domenica 8 Dicembre 2024\, ore 18.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nTears of Joy and Gladness (Intorno a John Dowland) \n  \n  \nHopkinson Smith\, Liuto rinascimentale \n  \nPROGRAMMA\n  \nJohn Dowland (1563-1626) \nA Dream\nPavana Lachrimae Antiqua Nova\nLady Clifton’s Spirit\nPavana Lachrimae Amantis\nA Galliard \nPavana Coactae\nMr Dowlands Midnight\nPavana Lachrimae Tristes\nNoells Galliard\nPavana Lachrimae Verae\nSir John Souch’s Galliard\nDowlands Delight \n*** \nAnthony Holborne (1545 ca – 1602) \nFare thee well\nMy Linda\nMy Selfe\nMad Dog \n  \n  \n  \nUn programma che apre le porte allo sconfinato spirito musicale di John Dowland\, facendo luce su ambiti della sua creatività mai state ascoltati prima d’ora sul liuto. \nLa Pavana Lachrimae Antiquae di Dowland per liuto e la sua canzone “Flow my Tears” con la stessa melodia risalgono agli anni Novanta del Cinquecento e le sue Seven Passionate Pavans ispirate a Lachrimae e a danze contemporanee furono pubblicati nel 1604. L’opera d’insieme era stata concepita per cinque strumenti ad arco con un rudimentale accompagnamento di liuto; la versione presentata\, per liuto solista\, è frutto dell’elaborazione di Hopkinson Smith della partitura originale per archi. \nLe Sette Pavane Appassionate presentano poeticamente lacrime di sette tipi diversi.  Nel programma\, le Pavane si alterneranno a Fantasie\, vivaci Gagliarde e brani di personaggi dell’opera di Dowland.  Come egli stesso affermò nella prefazione alla pubblicazione\, “Le lacrime sono ospiti inadatti in questi tempi gioiosi\, ma senza dubbio piacevoli sono le lacrime che Musicke piange; né le lacrime sono versate sempre nel dolore\, ma talvolta nella gioia e nella letizia. \n  \nHopkinson Smith nasce a New York e si laurea in Musica ad Harvard nel 1972; l’anno successivo si trasferisce in Europa per studiare con Emilio Pujol in Catalogna e Eugen Dombois in SvizzeraCoinvolto in numerosi progetti di musica da camera\, tra cui la fondazione dell’ensemble Hespèrion XX\, dalla metà degli anni ’80 si è concentrato quasi esclusivamente sui repertori solistici per strumenti antichi a pizzico\, producendo una serie di registrazioni pluripremiate per Naïve\, che includono musica spagnola per vihuela e chitarra barocca\, musica del Rinascimento e del barocco francese per liuto\, musica italiana dell’inizio del XVII secolo e alto barocco tedesco. \nSi è esibito e ha tenuto corsi di perfezionamento in Europa\, Palestina\, Nord e Sud America\, Australia\, Nuova Zelanda\, Corea e Giappone. Attualmente insegna presso l’Istituto di Studi Avanzati della Schola Cantorum Basiliensis. \n  \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Musiche di A. Vivaldi\, G. B. Reali\, A. Corelli
DESCRIPTION:Lunedì 9 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nMusiche di A. Vivaldi\, G. B. Reali\, A. Corelli \n  \nEnsemble ‘Le Consort’ \nThéotime Langlois de Swarte\, violino barocco \nSophie de Bardonnèche\, violino barocco \nHanna Salzenstein\, violoncello \nJustin Taylor\, clavicembalo \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSonata in Sol minore op. 1 n°1 \nPreludio Grave – Allemanda Allegro – Adagio Capriccio Allegro – Gavotta Allegro \n  \nSonata per violoncello Mi minore n°5  – Largo \n  \nSinfonia IV (Sonata) in Do maggiore \nGrave – Allegro – Grave – Allegro \n  \nGiovanni Battista Reali (1681-1751) \nSonata VIII  \nGrave  – Presto \n  \nMarco Uccellini (1603-1680) \nLa Bergamasca \n  \nGiovanni Battista Reali \nFollia \n  \nArcangelo Corelli (1653-1713) \nSonata X op. 1 in Sol minore \nGrave – Allegro – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nBach / Vivaldi \nLarghetto BWV 972 \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nFollia \n  \n  \nL’Ensemble ‘Le Consort’\, si è costituito a Parigi nel 2015\, dedicandosi alla musica barocca e\, in particolare\, al genere della trio-sonata\, un repertorio approfondito\, suonato\, registrato e interpretato con entusiasmo\, sincerità e modernità. \nLa sonata a tre è stata il genere più amato dell’epoca barocca\, meritando un gruppo specificatamente dedicato ad essa\, capace di dare a questo genere un’interpretazione personale\, dinamica e colorata; pochissimi ensemble eseguono questo repertorio nonostante l’immensa ampiezza della musica scritta per questo organico. La sonata a tre\, infatti\, può essere paragonata al quartetto d’archi dell’epoca classica e romantica: dal 1600 al 1800 genere più popolare della musica da camera. \nFormato da due violini\, un violoncello e un clavicembalo\, Le Consort ha già sviluppato numerosi progetti e collaborazioni ed è considerato “uno dei maggiori protagonisti della scena barocca francese” (Diapason\, ottobre 2019). Nel giugno 2017 ha vinto il Primo Premio e il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale Val de Loire\, presieduto da William Christie\, e da allora ha suonato in numerose sale francesi ed europee (Auditorium de Radio France\, Elbphilharmonie di Amburgo\, Auditori de Barcelona\, Festival de la Roque d’Anthéron). \nIl repertorio del gruppo comprende opere di compositori quali Corelli\, Vivaldi\, Couperin\, Purcell\, ma anche compositori rimasti finora sconosciuti\, come Jean-François Dandrieu\, Louis-Antoine Lefevre e Giovanni Battista Reali\, autori che l’ensemble ha registrato per la prima volta\, rispettivamente negli album Venez cher ombre e Specchio Veneziano per Opus 1. \nLa crescita delle carriere soliste dei suoi componenti\, inoltre\, ha portato Le Consort a svilupparsi e prosperare in formazioni più ampie\, per concerti per violino o progetti operistici. Grazie alla notevole esperienza nella musica da camera\, infatti\, il cambiamento delle formazioni avviene in modo molto fluido e i riflessi cameristici si irradiano all’intero organico. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Serate Musicali a Villa Bonaparte
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2024\, ore 20.30\nVilla Bonaparte – Ambasciata di Francia presso la S. Sede – Ingresso ad inviti\nSerate Musicali a Villa Bonaparte\nEnsemble La Terza Prattica \nEnsemble La Terza Prattica\nFrancesca Lombardi Mazzulli\, soprano\nLuca Giardini\, violino\nAgnieszka Oszanka\, violoncello\nJuan Josè Francione\, arciliuto e chitarra\nMassimiliano Toni\, clavicembalo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nLuigi Boccherini (1743-1805) \nSonata in Re maggiore per clavicembalo e violino\, op. 5\, n.4  \nAndante \n  \nGiovanni Paisiello (1740-1816) \nQuando parto e non rispondo \nAria da La Disfatta di Dario (Roma\, Teatro Argentina\, 1776) \n  \nDomenico Cimarosa (1749-1801) \nStraniera abbandonata \nAria da L’Italiana in Londra\, (Roma\, Teatro Valle\, 1779) \n  \nLuigi Boccherini \nSonata in re maggiore per clavicembalo e violino\, op. 5 n. 4  \nAllegro assai\, con Brio \n  \nPietro Alessandro Guglielmi (1728-1804) \nSe tu la reggi al volo \nAria da Ezio (Roma\, Teatro Argentina\, 1774) \n  \nLuigi Boccherini \nSonata per violoncello solo e basso continuo G 17 \nLargo assai – Rondò Allegro \n  \nGiovanni Battista Borghi (1738-1796) \nDa che è morta mamma mia \nAria da L’amore in campagna (Roma\, Teatro Capranica\, 1771) \n  \nDomenico Scarlatti (1685-1757) \nSonata per clavicembalo in la maggiore K. 208\, con variazioni in stile galante  \nAdagio cantabile \n  \nPietro Alessandro Guglielmi \nRecitativo Numi crudeli e aria Da mille smanie\, Oh Dio! \nda Ezio (Roma\, Teatro Argentina\, 1774) \n  \n  \nIl concerto fa parte di un ciclo di «Serate Musicali a Villa Bonaparte» ideato da Florence Mangin\,\nambasciatrice di Francia presso la Santa Sede.\nNella seconda parte del Settecento\, la Villa Bonaparte\, proprietà della famiglia Colonna di\nSciarra\, su affittata al marchese Giuseppe Zagnoni (1729-1803)\, grande appassionato di musica e\nteatro\, che organizzava sontuose feste\, spesso descritte dalle cronache dell’epoca\, in cui la\nmusica aveva un ruolo di primo piano.\nIl concerto presenterà brani eseguiti durante la permanenza a Roma del marchese Zagnoni\,\nmettendo in evidenza le sue iniziative e il suo ruolo nella società romana del tempo.\nLa ricerca storica e musicologica è stata condotta da Élodie Oriol\, professoressa associata di\nstoria moderna all’Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis. \nL’Ensemble La Terza Prattica è stata creata da Massimiliano Toni nel 2005 al fine di\nsperimentare vari generi musicali non necessariamente limitati alla musica ‘classica’. Ha al suo\nattivo\, infatti\, produzioni standard come: La serva scaltra di J. Hasse\, Mozart e Novara: processo\nad una lettera\, Voluptas Dolendi – i gesti del Caravaggio\, Sidereus Nuncius – Galileo e la luna\,\nLes caractères de la danse\, ‘Stabat Mater dolorosa – un cammino spirituale\, Effetto Venezia\, In\nTympano et sono\, affiancate a spettacoli – ideati insieme a Deda Cristina Colonna e Francesco\nGonzales – più sperimentali quali: Et in Arcadia Ego – il Guercino tra sacro ed arcano\, Alltid\ndensamme – nel segno di Christina\, regina di Svezia\, Nemici d’Amore\, per arrivare al crossover\ncon: Orfeo 2.0\, BaroccArmonica\, Romanza Criminale. Ha realizzato il corso multidisciplinare\n‘Nuova Fabbrica dell’Opera Barocca’ al Civico Istituto Musicale Brera di Novara ed è attiva nel\ncampo del sociale producendo seminari e spettacoli per gruppi più svantaggiati; il prossimo\ndicembre sarà al centro Alzheimer Villaggio Emanuele a Roma. Ha realizzato i film musicali Il\ncanto sacro veneziano: i mottetti di Antonio Vivaldi ed Audivi vocem de caelo\, prodotti per il\nFestival Internacionál de Música Sacra di Bogotà con il sostegno dell’Ambasciata Italiana in\nColombia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà; autoprodotto il film musicale Promenade –\nla Basilica di San Gaudenzio in Novara. Orfeo 2.0 debutterà in Italia nel 2025 al Monteverdi\nFestival a Cremona.
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SUMMARY:La musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio
DESCRIPTION:Sabato 14 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nLa musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio \n \nLOS ELEMENTOS\nAlberto Miguéles Rouco\, controtenore \nClaudio Rado\, violino \nJaume Guri Battle\, violino \nGiulio Padoin\, violoncello \nLeon Jannicke\, arciliuto \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nNicolò Porpora (1686-1768)                                Sinfonia da camera in Sol minore\, op.2 n.3 \nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nJosè de Torres(1670-1738)                                Sobre las ondas azules \ncantata profana per alto e basso continuo \nGeorg Friederich Händel (1685-1759)           Triosonata in Fa maggiore\, op.5 n.6 \nLargo – Allegro – Adagio – Adagio – Allegro -Menuet \nFrancesco Corselli (1705-1778)                        Rompa\, señor\, mi acento \ncantata sacra per alto\, due violini e basso continuo \nNicolò Porpora (1686-1768)                                Sinfonia da camera in Do maggiore\, op.2 n.2 \nAdagio – Allegro – Affettuoso – Allegro \n  \n  \nLa musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio verte su analogie\, differenze e richiami tra la musica composta nelle due “sedi” della Corona spagnola: il Regno di Napoli e il Regno di Spagna. \nUn dialogo fra uno dei pilastri della Scuola Napoletana\, il famoso Nicolò Porpora\, e due dei massimi compositori attivi nella penisola iberica: il madrileno Josè de Torres e l’italiano Francesco Corselli\, celebrati compositori della Capilla Real di Madrid. A terminare il programma\, in una prospettiva più “europea”\, una trisonata di Handel\, il cui rapporto con Porpora si alterna fra reciproca rivalità e ispirazione. \n  \n  \nEnsemble Los Elementos\, fondato da Alberto Miguélez Rouco (2018) e composto da musicisti di diverse nazionalità legati alla Schola Cantorum Basiliensis\, ha l’obiettivo di recuperare\, eseguire e diffondere il patrimonio musicale spagnolo del XVIII secolo. \nPubblicato Vendado es Amor\, no es ciego (2020) per Glossa\, il gruppo ha ottenuto ottime recensioni che lo hanno portato a rieseguire l’opera nel Festival de Amigos de la Ópera a La Coruña (2020) e all’Auditorio Nacional di Madrid (2022)\, nella stagione Universo Barroco organizzata dal CNDM. \nÈ del 2021 Cantadas\, secondo CD\, in cui Rouco\, direttore e solista\, ha presentato quattro cantate inedite per contralto dei compositori F. Corselli e J. de Nebra. \nNel 2023 Los Elementos ha partecipato all’allestimento di Donde hay violencia\, no hay culpa di J. De Nebra al Teatro de la Zarzuela (Madrid). \nL’Ensemble si è esibito presso Stockholm Early Music Festival\, Festival de Saintes\, Festival “Pablo Casals” (Prades) e all’Innsbrucker Festwochen der Alte Musik. \nI prossimi impegni includono l’opera El robo de las Sabinas di F. Corselli all’Auditorio Nacional\, il Requiem di J. de Torres a Versailles e l’oratorio Clori\, Tirsi e Fileno di G.F. Handel. \nLa quarta registrazione\, Venus y Adonis\, sempre di J. de Nebra\, sarà pubblicata nel 2025 da Aparté. \n  \n  \nAlberto Miguélez Rouco (La Coruña\, 1994) inizia gli studi di pianoforte a 8 anni\, diplomandosi con C. López (2012). Nei medesimi anni comincia la formazione vocale con P. Carballido del Camino. \nTrasferitosi a Basilea\, prosegue gli studi presso la Schola Cantorum Basiliensis e consegue il Master’s Degree (2017) e un Master Pedagogico (2019) in Canto con R. Domínguez. Qui approfondisce anche lo studio del cembalo e del basso continuo con F. Corti\, G. Paronuzzi e J. Christensen. \nln qualità di cantante d’opera e d’oratorio\, Rouco ha interpretato numerosi ruoli in opere di Monteverdi\, Telemann\, Handel\, Legrenzi\, Caldara\, Bach\, Hasse\, Pasquini\, Haydn\, Pergolesi\, etc. sotto la direzione\, tra gli altri\, di W. Christie e R. Jacobs. \nNel 2018 ha fondato il suo gruppo\, Ensemble Los Elementos\, focalizzato sulla riscoperta del repertorio barocco spagnolo. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Giovanni Bononcini: “San Nicola di Bari” Oratorio per quattro voci e strumenti
DESCRIPTION:Martedì 17 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nGiovanni Bononcini: “San Nicola di Bari” Oratorio per quattro voci e strumenti \n  \n  \nFederico Fiorio (San Nicola)\, soprano \nValeria La Grotta (Giovanna)\, soprano \nFilippo Mineccia (Clizio)\, controtenore \nMarco Saccardin (Epifanio)\, basso \n  \nAccademia Musicale Emiliana: \nLucrezia Nappini\, violino \nMarco Rozza\, violino \nFrancesca Camagni\, viola \nAlessandra Giovannoli\, violoncello \nDario Landi\, tiorba \nFrancesco Luigi Trivisano\, direzione al cembalo \n  \n  \nIl “San Nicola di Bari” è composto come «oratorio per quattro voci\, concertino e grosso»\, su libretto di Silvio Stampiglia nel 1692 da un Giovanni Bononcini poco più che ventenne ma già compositore in rapida ascesa. L’oratorio\, il primo dedicato al Santo\, fu eseguito per la prima volta a Roma\, nella Chiesa di San Giacomo degli Spagnoli a piazza Navona\, nella Quaresima del 1693. \nLa figura di San Nicola di Myra non ci viene presentata attraverso le conosciutissime vicende miracolose. Al contrario\, viene raffigurato nell’insolita veste del giovane adolescente Nicola\, all’inizio del suo percorso verso la santità\, sostenuto dall’affetto della madre Giovanna e del padre Epifanio. La tensione drammatica però trova il suo zenit nel dialogo con Clizio\, un amico che non vuole redimersi dalle tentazioni del mondo profano e dai piaceri. \nIl simbolismo tra la dimensioni terrena e quella spirituale non è solo testuale ma si rispecchia in un linguaggio musicale fitto di passaggi virtuosistici e madrigalismi di grande effetto: le arie di Clizio hanno sempre un ritmo binario\, il ritmo del divenire del mondo; l’aria di fervore mistico di Nicola“ io non vuò dentro al mio core”  è in ritmo ternario\, una tarantella\, autentica metafora di guarigione che esorcizza il male della tentazione. In questo ammaliante duello spirituale\, sia la virtù che il piacere si rivelano attraverso la magistrale e sempre ispirata scrittura musicale di Bononcini\, quasi a voler lasciare all’ascoltatore\, se non il libero arbitrio\, la consapevolezza della quotidianità della scelta. \nAffatto marginale è la figura della madre Giovanna\, archetipo di un materno che è energia motivante e ispiratrice di bene. Il suo ruolo è pieno di immagini potenti: l’ape che consuma il nettare sia dei fiori velenosi\, sia della rosa e del giglio. Il padre Epifanio\, d’altro canto\, è incarnazione della forza necessaria per abbracciare la via della santità e ben espressa nell’aria “Fan temere l’onde che fremono” in cui il genio di Bononcini riesce a dipingere il moto inquieto del mare\, attraverso le figurazioni di arpeggi spezzati dei due violini. \nL’oratorio\, in pieno spirito controriformistico\, si conclude con la vittoria del pentimento di Clizio che culmina nel vortice degli sfavillanti virtuosismi del duetto finale di Giovanna e Nicola\, espressione di gioia e di una grazia divina che sa redimere e perdonare anche il peccatore più ostinato quando sinceramente toccato dal “raggio eterno”. \n  \n  \nL’Accademia Musicale Emiliana (AME) fondata nel 2021 a Parma da giovani musicisti e appassionati cultori di musica antica con l’obiettivo di promuovere il repertorio strumentale e vocale barocco legato al territorio emiliano. Il progetto “San Nicola” nasce come concerto finale della Rassegna Festa Farnese 2024 sostenuto dalla Fondazione Cariparma\, aggregando giovani talenti e artisti affermati. \n  \nFederico Fiorio nel ruolo di San Nicola\, soprano maschile veronese che ha collaborato con direttori di fama internazionale come Diego Fasolis e Ottavio Dantone. Nel 2023 è Nerone nell’Incoronazione di Poppea al Festival Monteverdi di Cremona. \n  \nValeria La Grotta\, nel ruolo di Giovanna\, madre di San Nicola\, è una delle cantanti più interessanti del nostro panorama musicale barocco\, si esibisce nei più importanti festival internazionali. Nel giugno 2024 è Idaspe ne “Il Bajazet (Il Tamerlano)” di Vivaldi al Teatro Malibran a Venezia. \n  \nFilippo Mineccia nel ruolo di Clizio\, controtenore fiorentino già acclamato sulla scena internazionale del repertorio barocco. È solista all’Arena di Verona in Carmina Burana in occasione del 101° Opera Festival 2024. \n  \nMarco Saccardin nel ruolo di Epifanio\, padre di San Nicola\, baritono in grande ascesa\, pluripremiato al Cavalli Monteverdi Competition del 2023\, a giugno 2024 interpreta il ruolo eponimo nell’Orfeo di Monteverdi al Festival di Cremona. \n  \nFrancesco Luigi Trivisano\, Maestro Concertatore al cembalo\, diplomato in pianoforte e clavicembalo si è esibito come solista e continuista al cembalo in importanti festival di musica antica. È il Direttore Artistico della Accademia Musicale Emiliana ed ideatore della rassegna Festa Farnese. \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Eredità Barocche
DESCRIPTION:Giovedì 19 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nEredità Barocche \nSESTIER ARMONICO\nMauro Spinazzè\, violino I \nJaume Guri Batlle\, violino II \nSara Gómez Yunta\, viola \nAlex Jellici\, violoncello \nGiacomo Albenga\, contrabbasso \nGiulio De Nardo\, clavicembalo \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGaetano Maria Schiassi (1698 – 1754) \nPastorale per il Santissimo Natale op.1\, n.12 \nAdagio – Allegro – Largo – Andante \n  \nFelice Giardini (1716-1796) \nSolo per Alto viola \nAndante – Grazioso – Allegro\, scherzoso \n  \nSalvatore Lanzetti (c. 1710 – c. 1780) \nSonata per violoncello in Sib maggiore\, op.1 n.6 \nLargo – Gavotta  Allegro ma non presto \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSonata “La Follia” in Re minore\, op.1 n. 12\, RV 63 \n  \nKarl Kohaut (1726-1784) \nConcerto per contrabbasso in Re maggiore \nAllegro – Adagio – Presto \n  \n  \nLa musica barocca si distingue per il suo carattere ornamentale e la ricerca di espressione affettiva\, influenzata dai principi del teoria degli aﬀetti che miravano a evocare specifiche emozioni negli ascoltatori. Non solo Monteverdi\, Bach\, Vivaldi o Händel ma moltissimi furono i compositori che contribuirono a rendere quella barocca una delle epoche di maggior splendore. Il presente programma vuole offrire al pubblico l’occasione di ascoltare alcune splendide composizioni di raro ascolto\, ma non solo\, dove protagonista è il virtuosismo di ciascun elemento: dalla sonata per viola sola di Felice Giardini al concerto per contrabbasso di Karl Kohaut passando per la sonata per violoncello e basso di Salvatore Lanzetti e la famosa sonata “La Follia” di Antonio Vivaldi. \nVirtuosismo ed estetica che influenzeranno anche le epoche successive delle quali alcuni compositori di questo programma si possono considerare i primi precursori\, in un periodo che\, prima di sfociare nel Classicismo\, risente ancora molto della preziosa eredità barocca. \n  \nL’ensemble Sestier Armonico nasce a Basilea\, fondato da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente del- la Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX. \nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’ intensa attività concertistica in veste solistica e in collabo- razione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma in organo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla  Schola Cantorum Basiliensis\, dove approfondisce lo studio dell’organo con T. Lindner e intra- prende lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e  A. Marcon. sotto la cui guida ottiene in seguito anche il diploma in clavicembalo. \nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazio- nale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso inter- nazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck. \nSvolge intensa attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, continuista e di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama interna- zionale (Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble)\, prendendo parte an- che ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Una Festa barocca per i bambini. Musiche della tradizione natalizia
DESCRIPTION:Venerdì 20 Dicembre 2024 ore 17.30\nChiesa di S. Salvatore alle Coppelle e Piazza delle Coppelle – Ingresso libero\nUna festa barocca per i bambini\nLe Zampogne di Monte Sant’Angelo \nZAMPOGNE DI MONTE SANT’ANGELO\nBernardo Bisceglia\, zampogna\, ciaramella e direzione artistica-\nMatteo Quitadamo\, ciaramella\nFrancesco Gerico\, ciaramella\nBernardo Bisceglia junior\, zampogna \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nDAL REPERTORIO TRADIZIONALE GARGANICO \nVariazioni sul tema di “Mo Vene Natale” \n  \nDALL’ANTICO REPERTORIO PASTORALE \nVariazioni sul tema di “Piva Piva” \n  \nDALLA TRADIZIONE NATALIZIA \nTu scendi dalle stelle \nGloria  \nQuanno nascette ninne \nAstro del ciel  \nAdeste Fideles  \nJingle Bells \n  \n  \nUna delle tradizioni che rendono magica l’atmosfera del Natale nel centro-sud è quella delle strade che si riempiono delle melodie intonate dagli zampognari\, pastori che con i loro abiti tradizionali scendono dalle montagne e con le loro zampogne\, una specie di cornamuse\, intonano musiche natalizie.\nGli zampognari annunciano la venuta del Signore e suonano per le vie del centro dei nostri paesi\, tenendo viva una tradizione antichissima. La storia degli zampognari\, così come li conosciamo oggi\, è riconducibile al XVIII secolo\, quando Sant’Alfonso Maria de Liguori\, teologo e dottore della chiesa napoletana\, compose il noto canto Tu scendi dalle stelle adattando la melodia a quelle udite dalle zampogne suonate dai pastori. \nGli Zampognari di Monte Sant’Angelo sono un gruppo che nasce agli inizi degli anni ‘80 con il nome “La Zampogna Montanara”\, da un’idea di Matteo Bisceglia e i fratelli Giampiero e Matteo Ciliberti\, con lo scopo benefico di portare i suoni antichi e magici del Natale negli ospedali\, nelle case di cura\, nei campi nomadi\, ai senza tetto\, negli asili\, nelle scuole\, negli oratori e nelle chiese. Nel 1989 il gruppo è stato accolto da Giovanni Paolo II durante un’udienza.\nDopo una quasi trentennale attività\, prende il testimone Bernardo Bisceglia (figlio di Matteo)\, musicista professionista laureato in Mandolino\, insegnante di musica e con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero\, nonché ricercatore ed esperto di tradizioni popolare garganiche. A lui l’onore e l’onere di portare avanti questa nobile tradizione di famiglia\, con l’ambiziosa pretesa di valorizzarla e renderla attuale\, sempre nel rispetto assoluto dei valori antichi.\nCollabora con altri musicisti professionisti\, laureati in Conservatorio e\, al contempo\, amanti di tradizioni popolari. Conservando lo scopo solidale\, benefico e religioso\, il gruppo partecipa ad ogni tipo di attività legata al Natale: mercatini\, presepi viventi\, recite scolastiche\, villaggi natalizi\, esibizione in teatri e chiese\, spettacoli itineranti nelle piazze e nelle vie dei paesi. La giovane età dei musicisti\, la ricerca della precisione nelle esecuzioni\, unite al rispetto per le tradizioni popolari e alla cura dell’abbigliamento\, fedele a quello del pastore garganico\, rendono gi Zampognari di Monte Sant’Angelo un gruppo unico nel suo genere. \n 
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SUMMARY:Vivaldi a Roma
DESCRIPTION:Sabato 21 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – Ingresso € 15\,00\nVivaldi a Roma \nTania Lorenzo\, soprano \n \nSESTIER ARMONICO\nMauro Spinazzè\, violino I \nJaume Guri Batlle\, violino II \nSara Gómez Yunta\, viola \nAlex Jellici\, violoncello \nGiacomo Albenga\, contrabbasso \n  \nGiulio De Nardo\, clavicembalo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741) \n  \n  \nConcerto per archi in Sol maggiore “Alla Rustica”\, RV 151 \nAllegro –  Adagio –  Allegro \n  \nda Ercole su’l Termodonte\, RV 710 (Roma\, 1723) \nAria di Martesia «Certo piacer ch’ho petto» \nAria di Martesia «Un sguardo\, un vezzo\, un riso» \n  \nConcerto per archi in Re minore “Madrigalesco”\, RV 129 \nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro poco \n  \nda La virtù trionfante dell’amore e dell’odio\, ovvero il Tigrane\, RV 740 (Roma\, 1724) \nAria di Cleopatra «Squarciami pure il seno»  \n  \nda Tito Manlio\, RV 738 (Roma\, 1720)  \nAria di Lucio «Non ti lusinghi la crudeltade» \n  \nConcerto per archi in Sol minore\, RV 157 \nAllegro – Largo – Allegro \n  \nda Giustino\, RV 717 (Roma\, 1724) \nSinfonia Atto I\, Scena 5 \nAria di Leocasta «Senti l’aura che leggera» \nRecitativo “Vivrò ma sol per tua salvezza”   \n Aria di Leocasta «Senza l’amato ben» \n  \nConcerto per archi in Sol maggiore\, RV 150 \nAllegro – Largo – Allegro  \n  \nda Ercole su’l Termodonte\, RV 710 \nAria di Ippolita «Da due venti un mar turbato» \n  \n  \n  \nIl 15 ottobre 1722\, con una lettera ritrovata da Fabrizio Della Seta nell’Archivio Segreto Vaticano (Fondo Borghese Pacchi)\, Alessandro Marcello\, noto patrizio e compositore veneziano\, raccomandava Antonio Vivaldi alla principessa Maria Livia Spinola Borghese affinché gli volesse concedere la sua protezione\, in occasione dell’esordio romano nella successiva stagione del carnevale: \n«A V. E.\, che tanto venero\, ed a cui professo immense indelebili obbligationi\, credo mio preciso debito di presentare la persona a lei ben nota del Signor Don Antonio Vivaldi famoso Professor di Violino che si porta a Roma per far l’Opera in Carnovale\, acciò nell’accogliere gli umilissimi miei ossequii\, si degni pur riceverlo sotto l’ombra della di lei autorevolissima Protezzione». \nL’opera a cui si riferisce Marcello era L’Ercole sul Termodonte\, che verrà infatti messa in scena nel 1723 al Teatro Capranica\, teatro nel quale\, l’anno seguente\, verranno rappresentate anche il Giustino e La virtù trionfante dell’amore e dell’odio\, ovvero il Tigrane (opera per la quale Vivaldi compose solamente il secondo atto). \nIn verità non si trattava di un vero e proprio esordio romano perché la Città Eterna non era sconosciuta a Vivaldi e la sua musica. Già nel 1720\, ad esempio\, venne eseguito nell’antico Teatro della Pace\, seppur in forma di pasticcio\, il Tito Manlio\, la celebre opera “scritta in cinque giorni” (come da annotazione del compositore sul manoscritto)\, rappresentata al Teatro Arciducale di Mantova nel 1719. Tutte opere straordinarie che però\, ad eccezione forse del Giustino\, vengono raramente eseguite. \nIn occasione del trecentesimo anniversario della prima rappresentazione del Giustino\, Sestier Armonico vuole rievocare con il presente programma quei fasti musicali eseguendo\, nella prestigiosa cornice del festival barocco romano\, alcune arie delle composizioni anzidette alternandole a concerti per archi e basso continuo del Prete Rosso. \n  \n \nTania Lorenzo\, soprano\, nasce a Las Palmas de Gran Canaria e completa i suoi studi musicali al Conservatorio Superior de Música de Canarias con Eva Juárez e alla Universität der Künste di Berlino con Carola Höhn. Ha ricevuto il sostegno della Fundación MapPe Guanarteme e di Juventudes Musicales di Madrid ed ha partecipato a corsi di perfezionamento con interpreti di fama internazionale. Terminati gli studi ha preso parte all’ensemble giovanile della Semperoper di Dresda ed è attualmente membro dell’ensemble di solisti del teatro di Lucerna \nHa vinto il primo premio al Concurso Internacional de Canto de Treor (2020)\, il Premio de Zarzuela nel Certamen de Nuevas Voces (Siviglia\, 2019)\, il primo premio al concorso internazionale Un Futuro DEARTE (2016)\, il secondo premio al concorso di canto María Orán (2015) e la menzione speciale della giuria nel Certamen de Zarzuela (Valleseco\, 2016). Il suo repertorio abbraccia un vasto arco temporale\, dal Barocco alla musica contemporanea. Tra i ruoli operistici nei quali ha debuttato si ricordano: Morgana (“Alcina” di Händel)\, Leocasta (“Il Giustino” di Vivaldi)\, Susanna (“Le nozze di Figaro” di Mozart)\, Papagena (“die Zauberflöte” di Mozart)\, Belinda (“Dido & Eneas” di Purcell)\, Telaraña (“The Fairy Queen” di Purcell)\, Amour (“Platée” di Rameau)\, Giannetta (“L’elisir d’amore” di Donizzetti)\, Musetta (“La Bohème” di Puccini)\, Sophie (“Der Rosenkavalier” di Strauss) e Lucia\,(“The rape of Lucretia” di Britten). Ha inoltre partecipato alle prime assolute di opere contemporanee nei ruoli di Amara (“El Minuto de oro de KK-TV” di Lothar Siemens)\, Susi (“Das Rätsel der gestohlenen Stimmen” di Johannes Wulff ) o Kind (“Chasing Waterfalls” di Angus Lee)\, solo per citarne alcuni. \nTania è anche attiva in qualità di solista e si è esibita all’interno di festival e sale da concerto di importanza internazionale sotto la direzione di direttori quali Emmanuelle Häim\, Paul Agnew\, Jörg Halubek\, Jonathan Bloxham\, Jose Miguel Pérez Sierra\, Jordi Bernácer\, Alejo Pérez\, Felix Krieger\, Danielle Callegari\, Antonio Fogliani ed altri. \n  \nL’ensemble Sestier Armonico nasce a Basilea\, fondato da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente del- la Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX. \nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’ intensa attività concertistica in veste solistica e in collabo- razione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \n \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma in organo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla  Schola Cantorum Basiliensis\, dove approfondisce lo studio dell’organo con T. Lindner e intra- prende lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e  A. Marcon. sotto la cui guida ottiene in seguito anche il diploma in clavicembalo. \nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazio- nale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso inter- nazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck. \nSvolge intensa attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, continuista e di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama interna- zionale (Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble)\, prendendo parte an- che ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:CONCERTO INAUGURALE DELLA MACCHINA DELLE QUARANT'ORE
DESCRIPTION:Sotto l’Alto patronato di S. E. l’Ambasciatrice di Francia presso la Santa Sede\nMadame Florence Mangin\n\n\nCONCERTO STRAORDINARIO\n \nOrganizzato da\nROMA BAROCCA IN MUSICA\nPresidente\, Régis Nacfaire de Saint Paulet\n \n\nIn collaborazione con\nPII ISTITUTI DI FRANCIA A ROMA E LORETO\nROMA FESTIVAL BAROCCO\n\n  \n\nMUSICHE DI \nG.P. Palestrina\, R. Cesti\, F\, Beretta\, E. Bernabei\, G. Frescobaldi\, D. Dal Pane\, G. Giamberti\,  \n\n Carissimi\, G.B. Buonamente\, L. Ratti\, G. Corsi\, A. Melani\n\nENSEMBLE CORRESPONDENCE \nSébastien Daucé\, Direttore \n\n  \n\nScenografie \nPHILIPPE CASANOVA \nVerso la fine del Cinquecento nasce in Italia una nuova pratica devozionale\, che teatralizza l’adorazione del Santissimo Sacramento durante le Quaranta ore che tradizionalmente intercorrono fra la morte di Gesù il Venerdì Santo e la sua risurrezione la domenica di Pasqua. \nAl centro del rito è una macchina teatrale\, una sorta di candelabro gigante\, sul quale vengono poste più di mille candele. \nQuest’anno\, grazie alla senzazionale scoperta nei sottotetti della chiesa di San Luigi dei Francesi di un’antica macchina delle Quarant’ore\, sarà possibile rivivere le atmosfere di questa pratica devozionale. \nLa macchina\, debitamente restaurata in tutte le sue parti lignee\, verrà allestita nel suo originario splendore al centro della Chiesa ed arricchita da ulteriori supporti pittorici\, anch’essi illuminati da candele\, realizzati dal pittore e scenografo Philippe Casanova. \nAd impreziosire l’apparato scenico concorreranno le musiche\, tutte in prima esecuzione moderna\, tratte dai repertori sacri del Seicento romano. \nL’esecuzione musicale è affidata all’Ensemble Correspondances e al suo direttore\, Sébastien Daucé\, specialista nei repertori seicenteschi e\, soprattutto\, ricercatore e studioso dei riti sacri delle Quarant’ore del Seicento romano. \nUn concerto realizzato nella collaborazione artistica franco-italiana\, con un ensemble misto di cantanti italiani e francesi che affianca un complesso di 14 strumenti.
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SUMMARY:Omaggio a Palestrina (1525 - 2025) ROMA VOCAL ENSEMBLE
DESCRIPTION:DOMENICA 11 MAGGIO 2025\, ORE 16.30\nFarfa (RI)\, Abbazia benedettina \n  \nOMAGGIO A PALESTRINA (1525 – 2025)\nRoma Vocal Ensemble\nFederico Incitti\, direzione \nProgramma\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\, Sicut cervus\nAnnibale Stabile (1535-1595) et al.\, Missa Cantantibus Organis\, Kyrie a 12voci\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Missa Brevis\, Gloria\nAntonio Lotti (1667–1740)\, Crucifixus a 8 voci\nUrmas Sisask (1960–2022)\, Oremus dal Gloria Patri\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Vergine bella\nTomas Luis de Victoria (1548–1611)\, Ave Maria\nTomas Luis de Victoria\, Ne timeas Maria\nTomas Luis de Victoria\, Regina caeli laetare a 8 voci\nLorenzo Donati (1972)\, Sicut cervus a 16 voci \nIl Roma Vocal Ensemble\, fondato e diretto da Federico Incitti\, è formato da una trentina di cantori accomunati da una forte passione per la musica corale e da una solida esperienza maturata negli anni. Con un vasto repertorio che spazia dal Rinascimento alla musica contemporanea\, fino ad\naffrontare i grandi capolavori dell’800 e del ‘900\, il coro svolge un’intensa attività concertistica ed è stato invitato a rassegne nazionali e internazionali \nRoma Vocal Ensemble\nLucia Alberti\, Claudio Ammiraglia\, Paolo Barbato\, Teresa Bausano\, Michela Becciu\, Mariarosaria\nCasario\, Giulia Catenazzo\, Fiammetta Cavallin\, Fabio Contini\, Enzo D&#39;Ovidio\, Sara Fantasticini\,\nLorenzo Gagliardi\, Sandra Giannini\, Giulia Guardati\, Laura Iudiciani\, Anna Lunardi\, Elena Magni\,\nLucia Nobili\, Elia Patania\, Giada Pietrini\, Andrea Posa\, Guido Romano\, Alessandro Tenaglia\,\nGiacomo Terenzi\, Marta Tonelli\, Alessio Vallone) \nDirettore: Federico Incitti
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SUMMARY:II VESPRO DELLA V DOMENICA DI PASQUA
DESCRIPTION:DOMENICA 18 MAGGIO 2025\, ORE 19.00\nRoma\, Chiesa di S. Spirito dei Napoletani\nVia Giulia 34 \nII VESPRO DELLA V DOMENICA DI PASQUA\nProgramma \nIngresso\nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\, Toccata V sopra i pedali dell’organo e senza\n(dal “II° libro di toccate e partite d’intavolatura”) \nInno\nGiovanni B. Fasolo (1600 – 1664)\, Ad coenam Agni providi\n(dall’Annuale op 8) \nInterludi\nGiovanni P. da Palestrina (1525-1594)\, Ricercare VII° tono\n(dalla raccolta Ricercari sopra li tuoni) \nSalmi\nGiovanni P. da Palestrina\, Ricercare VIII° tono\n(dalla raccolta Ricercari sopra li tuoni) \nMagnificat\nOrlando di Lasso (1530-1594)\, Magnificat septimi toni \nAntifona Mariana\nGregor Aichinger (1565-1628)\, Regina coeli \nFinale\nJohann J. Froberger (1616-1667)\, Toccata II°\n(da Toccaten\, Fantasien\, Ricercare\, Capriccios und Canzonen) \n  \nIl quartetto vocale Collegium Harmonicum è formato da quattro artisti provenienti da Russia\, Messico\, Spagna e Italia. Specializzato nella musica liturgica\, tende ad unire gli aspetti della prassi filologica delle esecuzioni all‘ttenzione per l’elevazione spirituale delle celebrazioni. Ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all’estero. \nMarianna Ivashenko\, soprano\nMaria Eugenia Guerrero Gallo\, contralto e direzione\nJaime Andres Canto Navarro\, tenore\nMichele Caputo\, basso \nJosep Sole Coll\, organista\, nato a Sabadell (Spagna)\, ha sviluppato una solida formazione organistica\, studiando con maestri di fama internazionale come Josep M. Mas e Montserrat Torrent a Barcellona e P. Theo Flury a Roma. La sua carriera artistica lo ha portato a ricoprire il prestigioso doppio incarico di Primo Organista della basilica papale di San Pietro in Vaticano e di organista per le Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. Con una vasta esperienza concertistica internazionale\, si è esibito nei più importanti centri musicali del mondo. \n \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:ROMAN PASSION - GIOVANNI BATTISCA PERGOLESI - STABAT MATER
DESCRIPTION:Organizzato da\nAMBASCIATA DEL BELGIO IN ITALIA\nIn collaborazione con\nROMA FESTIVAL BAROCCO\n\nGIOVEDÌ 29 MAGGIO 2025\, ORE 19.30\nCHIESA DI SAN GIORGIO AL VELABRO\n\n\nSOLD OUT\n\n\nll ricavato del concerto sarà interamente devoluto in beneficienza per sostenere il progetto di “Casa Matilde”\nAlcuni posti potrebbero avere una visibilità scarsa/limitata \n  \n  \nL’amicizia unisce! Su invito dell’Ambasciata del Belgio a Roma\, in collaborazione con il Roma Festival Barocco\, Céline Scheen\, Andreas Scholl e l’Orchestra B’ Rock danno vita al barocco belga-italiano\, nella cornice unica di una delle più antiche chiese di Roma ancora autentiche.\nIl soprano belga Céline Scheen apre con il vibrante mottetto Beatus vir di Joseph-Hector Fiocco\, che\, come Kapellmeister a Bruxelles\, trovò molta della sua ispirazione nei maestri italiani come Antonio Vivaldi. Andreas Scholl conferisce un’intensità irresistibile alla sua interpretazione di Filiae maestae Jerusalem. Un frizzante concerto per violino di Henri-Jacques De Croes di Anversa conclude la prima\nmetà del concerto.\nDopo l’intervallo\, le voci di Scheen e Scholl si intrecciano nello Stabat Mater di Pergolesi\, una delle opere più toccanti ed espressive del Barocco. Un lamento profondamente umano\, intimo e teatrale che invita a lasciarsi trascinare dalla sua corrente emotiva. \nFriendship connects! At the invitation of the Belgian embassy in Rome and in collaboration with the Roma Festival Barocco\, Céline Scheen\, Andreas Scholl and B’Rock Orchestra bring Belgian-Italian baroque to life – and in the unique setting of one of Rome’s oldest still authentic churches.\nBelgian soprano Céline Scheen opens with the vibrant motet Beatus vir by Joseph-Hector Fiocco\, who\, as Kapellmeister in Brussels\, found much of his inspiration in the Italian masters like Antonio Vivaldi.\nAndreas Scholl brings a compelling intensity to his rendition of Filiae maestae Jerusalem. A sparkling violin concerto by Antwerp’s Henri-Jacques De Croes rounds off the first half of the concert.\nAfter the interval\, Scheen and Scholl’s voices intertwine in Pergolesi’s Stabat mater\, one of the most poignant and expressive works of the Baroque. A deeply human\, intimate\, and theatrical lament that invites you to be swept away in its emotional current. \n  \nPROGRAMMA\nJoseph-Hector Fiocco (1703 – 1741)\nBeatus vir\nmottetto per soprano \nHenri-Jacques De Croe (1705 – 1786)\nConcerto per op. 1 n. 2 \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)\nFiliae maestae Jerusalem RV 638\nmottetto per alto\n——\nGiovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736) \n  \n \nCéline Scheen \nGrazie al sostegno della Fondazione Philippart\, Céline Scheen ha completato la sua formazione alla Guildhall School of Music and Drama di Londra con Vera Rosza.\nCanta nei più grandi festival e sale da concerto del mondo\, sotto la guida di direttori quali Leonardo Garcia Alarcon\, Ivor Bolton\, Reinhard Goebel\, Damien Guillon\, Philippe Herreweghe\, René Jacobs\, Louis Langrée\, Vaclav Luks\, Andrea Marcon\, Raphaël Pichon\, Philippe Pierlot\, Christina Pluhar\, François- Xavier Roth\, Christophe Rousset\, Jordi Savall\, Skip Sempé\, Jean Tubery. Tra i suoi ruoli operistici figurano Zerlina in Don Giovanni; Corifeo nell’Alceste di Gluck; Atilia nell’Eliogaballo di Cavalli; Papagena nel Flauto magico di Mozart\, L’Amour e Clarine in Platée di Rameau\, La Musica ed Euridice ne L’Orfeo di Monteverdi\, Venere in Venere e Adone di John Blow. \nIl suo repertorio spazia principalmente dalla musica rinascimentale e madrigalistica al tardo barocco\, ma non disdegna le incursioni nel repertorio contemporaneo.\nDal 2019 Céline Scheen insegna canto al Conservatorio Reale di Liegi.\nHa al suo attivo numerose incisioni discografiche con Musica Antiqua Köln e Reinhard Goebel\, Paolo Pandolfo\, La Cappella Mediterranea e Leonardo Garcia\, Philippe Pierlot\, Eduardo Eguez e Giovanna Pessi\, Les Talens Lyriques e Christophe Rousset\, Ricercar consort e Philippe Pierlot\, Jordi Savall. Fedelissima collaboratrice di Christina Pluhar\, ha cantato con L’Arpeggiata in una serie di concerti in Europa\, Stati Uniti e Asia con programmi quali “Teatro d’Amore”\, “Mediterraneo”\, “Via Crucis”\, “Festa Napoletana” e “Handel goes wild” insieme a Philippe Jaroussky\, con il quale ha inciso “Himmelsmusik” (Erato)\, nominato ai prestigiosi Grammy Awards 2020.\nNella stagione 2024-2025 sarà La Musica & Proserpina ne L’Orfeo di Monteverdi al Mozarteum di Salisburgo\, diretta da Christina Pluhar e con la regia di Nikolaus Habjan. \nThanks to the support of the Philippart Foundation\, Céline Scheen completed her training at the Guildhall School of Music and Drama in London with Vera Rosza.\nShe sings in the world’s greatest festivals and concert halls\, under such conductors as Leonardo Garcia Alarcon\, Ivor Bolton\, Reinhard Goebel\, Damien Guillon\, Philippe Herreweghe\, René Jacobs\, Louis Langrée\, Vaclav Luks\, Andrea Marcon\, Raphaël Pichon\, Philippe Pierlot\, Christina Pluhar\, François-Xavier Roth\, Christophe Rousset\, Jordi Savall\, Skip Sempé\, and Jean Tubery.\nHer operatic roles include Zerlina in Don Giovanni; Corifeo in Gluck’s Alceste; Atilia in Cavalli’s Eliogaballo; Papagena in Mozart’s The Magic Flute; L’Amour and Clarine in Rameau’s Platée; La Musica and Euridice in Monteverdi’s L’Orfeo; and Venus in John Blow’s Venus and Adonis. Her repertoire ranges mainly from Renaissance and madrigal music to late Baroque\, but she does not disdain forays into contemporary repertoire.\nSince 2019\, Céline Scheen has been teaching singing at the Royal Conservatory of Liège.\nShe has numerous recordings to her credit with Musica Antiqua Köln and Reinhard Goebel\, Paolo Pandolfo\, La Cappella Mediterranea and Leonardo Garcia\, Philippe Pierlot\, Eduardo Eguez and Giovanna Pessi\, Les Talens Lyriques and Christophe Rousset\, Ricercar consort and Philippe Pierlot\, and Jordi Savall.\nA loyal collaborator of Christina Pluhar\, she has sung with L’Arpeggiata in a series of concerts in Europe\, the United States and Asia with programs such as “Teatro d’Amore\,” “Mediterraneo\,” “Via Crucis\,” “Festa Napoletana” and “Handel goes wild” together with Philippe Jaroussky\, with whom she recorded “Himmelsmusik” (Erato)\, nominated for the prestigious 2020 Grammy Awards.\nIn the 2024-2025 season she will be La Musica &amp; Proserpina in Monteverdi’s L’Orfeo at the Mozarteum in Salzburg\, conducted by Christina Pluhar and directed by Nikolaus Habjan. \n  \n  \nAndreas Scholl\,Sänger\, SingerPhoto: Marco Borggreve \nAndreas Scholl  \nAndreas Scholl ha la voce di controtenore più colta del mondo. Durante le sue tre arie di Handel circa 6.000 persone non osavano quasi respirare”(The Times). Nominato ai Grammy\, ha vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali\, tra cui il Premio culturale dello Stato dell’Assia\, l’ECHO Award\, il Gramophone Award e l’Edison Award.\nNato in una famiglia di cantanti a Eltville sul Reno\, vicino a Wiesbaden\, Andreas Scholl ha iniziato la sua formazione musicale con il Kiedricher Chorbuben e ha studiato con Richard Levitt e René Jacobs presso la Schola Cantorum Basiliensis.\nNel corso di una carriera che abbraccia tre decenni\, Andreas Scholl ha cantato nei principali teatri e rassegne internazionali\, quali l’Oper Frankfurt\, il Théâtre des Champs-Elysées e il Salzburger Festspiele\, il Glyndebourne Festival Opera e al Metropolitan Opera. Tra le sue esibizioni concertistiche figurano quelle con i Berliner Philharmoniker\, la New York Philharmonic\, il Concertgebouworkest\, il Boston\nSymphony Orchestra e tutte le principali orchestre barocche del mondo.\nÈ ospite regolare di numerosi gruppi da camera\, tra cui la Kammerorchester Basel\, la Zürcher Kammerorchester\, i Solisti di Tel Aviv e la Morphing Orchestra di Vienna.\nHa pubblicato una serie di straordinarie registrazioni con Accademia Bizantina\, Tamar Halperin\, Orpheus Chamber Orchestra\, Kammerorchester Basel e Australian Brandenburg Orchestra. La sua discografia comprende registrazioni per Decca\, Deutsche Grammophon\, Warner e Harmonia Mundi. \nTra le prossime tournée si segnalano il Giulio Cesare di Handel all’Opéra Royal de Versailles con Cecilia Bartoli\, programmi dedicati a Vivaldi e Bach a Sydney\, Melbourne e Brisbane\, lo Stabat mater di Pergolesi con Divino Sospiro a Madrid e con Barrocada in Israele e Turchia\, una tournée con opere di Tuma e Händel con il Czech Ensemble Baroque alla Primavera di Praga a Brno e Holešov\, così come la serie delle Armonie dei pianeti di Caldara allo Znojmo Music Festival\, un recital in duo con Edin Karamazov al Festival Internazionale dell’Opera Barocca e Romantica di Beaune\, il progetto Les deux contre-ténors: Se la musica è il cibo dell’amore con Maarten Engeltjes e l’Orchestre PRJCT d’Amsterdam in varie sale da concerto\, un concerto con la Wrocław Baroque Orchestra al Festival Internazionale Wratislavia\nCantans. È inoltre presente con un nuovo programma di recital ideato in collaborazione con Tamar Halperin. \nAndreas Scholl has the world’s most cultured counter-tenor voice. During his three Handel arias some 6\,000 people scarcely dared breathe.” (The Times). A Grammy-nominated artist\, he has won numerous awards and prizes including the Cultural Prize of the State of Hessen\, the ECHO Award\, the Gramophone Award and the Edison Award.\nBorn into a family of singers in Eltville on the Rhine near Wiesbaden\, Andreas Scholl began his musical training with the Kiedricher Chorbuben and studied with Richard Levitt and René Jacobs at the Schola Cantorum Basiliensis.\nDuring a career spanning three decades\, Andreas Scholl has sung at leading international theaters and festivals\, such as Oper Frankfurt\, Théâtre des Champs-Elysées and Salzburger Festspiele\, Glyndebourne Festival Opera and at the Metropolitan Opera. His concert performances include those with the Berliner Philharmoniker\, New York Philharmonic\, Concertgebouworkest\, Boston Symphony\nOrchestra and all the world’s major baroque orchestras.\nHe is a regular guest of numerous chamber groups\, including the Kammerorchester Basel\, the Zürcher Kammerorchester\, the Tel Aviv Soloists and the Morphing Orchestra of Vienna. He has released a number of outstanding solo recordings\, with Accademia Bizantina\, Tamar\nHalperin\, the Orpheus Chamber Orchestra\, Kammerorchester Basel and the Australian Brandenburg Orchestra. His discography includes recordings for Decca\, Deutsche Grammophon\, Warner and Harmonia Mundi.\nUpcoming tours include Handel’s Giulio Cesare at the Opéra Royal de Versailles with Cecilia Bartoli\, programs devoted to Vivaldi and Bach in Sydney\, Melbourne and Brisbane\, Pergolesi’s Stabat mater with Divino Sospiro in Madrid and with Barrocada in Israel and Turkey\, a tour with works by Tuma and Händel with the Czech Ensemble Baroque at the Prague Spring in Brno and Holešov\, as well as Caldara’s Harmonies of the Planets series at the Znojmo Music Festival\, a duo recital with Edin Karamazov at the Beaune International Festival of Baroque and Romantic Opera\, the Les deux contre-ténors project: If Music is the Food of Love with Maarten Engeltjes and the Orchestre PRJCT d’Amsterdam in various concert halls\, a concert with the Wrocław Baroque Orchestra at the Wratislavia Cantans International Festival. He is also featured in a new recital program devised in collaboration with Tamar Halperin. \n  \n  \n \nB’Rock Orchestra \nFondata nel 2005 a Gand\, in Belgio\, la B’Rock Orchestra ha mantenuto la passione dei suoi fondatori per la musica barocca e l’impegno a superare i confini dell’esecuzione tradizionale. Il nome dell’ensemble riflette il suo intento di portare un approccio fresco ed energico all’interpretazione della musica antica\, con un taglio contemporaneo. Musicisti di spicco\, ma anche artisti visivi e pensatori costituiscono la sua famiglia artistica.\nFin dall’inizio\, la B’Rock Orchestra è stata guidata dalla missione di esplorare il pieno potenziale espressivo degli strumenti d’epoca\, confrontandosi con un’ampia gamma di stili ed epoche musicali. Questo approccio innovativo ha fatto guadagnare all’ensemble una reputazione per la sua programmazione audace e per l’inventiva delle esecuzioni.\nIl repertorio della B’Rock Orchestra abbraccia cinque secoli\, dai capolavori del periodo barocco alle opere contemporanee. Con il Vocal Consort\, la B’Rock ha ampliato il suo repertorio lavorando con cantanti che seguono la medesima ispirazione.\nLa B’Rock Orchestra si impegna anche in questioni sociali contemporanee attraverso i le proprie finalità artistiche\, con iniziative educative come i B’Rock Encounters\, che approfondiscono i legami con il pubblico e coltivano i talenti del futuro. \nLa B’Rock Orchestra ha legami stabili con partner di produzione e presentazione quali il Centro Internazionale delle Arti DE SINGEL\, il Muziektheater Transparant (Anversa)\, il KASK &amp; Conservatorium Ghent\, International Opera Academy (Ghent) e Opéra de Rouen (Francia). È ospite regolare del Concertgebouw Brugge\, del Muziekcentrum De Bijloke (Gand)\, Bozar (Bruxelles)\, Concertgebouw e\nMuziekgebouw Amsterdam\, Amare Den Haag\, Kölner Philharmonie\, Beethovenfest Bonn e Opéra Grand Avignon.\nTra gli eventi più recenti\, una tournée europea con Carmen diretta da René Jacobs; la Passione secondo Giovanni di Bach intitolata In Your Hands con la compagnia circense Tall Tales e il chitarrista-compositore Kalle Kalima; il Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven con Alexander Melnikov al Musikfest Berlin; la prima di una serie di tournée con il soprano Jeanine De Bique. Ha registrato per Klara\, BR Klassik e Archiv ed ora Pentatone. Tra le uscite recenti figurano Handel Water & Fire\, i requiem di Philippus van Steelant\, nonché l’integrale delle sinfonie di Schubert diretta da René Jacobs.\nLa B’Rock Orchestra è sostenuta dai giocatori della Lotteria Nazionale Belga\, dal governo delle Fiandre e dalla città di Gand. \nFounded in 2005 in Ghent\, Belgium\, the B’Rock Orchestra has maintained its founders’ passion for baroque music and commitment to pushing the boundaries of traditional performance. The ensemble’s name reflects its intent to bring a fresh and energetic approach to the interpretation of early music with a contemporary edge. Leading musicians as well as visual artists and thinkers make up its artistic\nfamily.\nFrom the beginning\, the B’Rock Orchestra has been guided by the mission to explore the full expressive potential of period instruments\, engaging with a wide range of musical styles and eras. This innovative approach has earned the ensemble a reputation for bold programming and inventive performances.\nThe B’Rock Orchestra’s repertoire spans five centuries\, from masterpieces of the Baroque period to contemporary works. With the Vocal Consort\, B’Rock has expanded its repertoire by working with singers who follow the same inspiration.\nThe B’Rock Orchestra also engages in contemporary social issues through its artistic aims\, with educational initiatives such as the B’Rock Encounters\, which deepen connections with audiences and cultivate future talent.\nThe B’Rock Orchestra has stable ties with production and presentation partners such as the International Center for the Arts DE SINGEL\, Muziektheater Transparant (Antwerp)\, KASK & Conservatorium Ghent\, International Opera Academy (Ghent) and Opéra de Rouen (France). He is a regular guest of the Concertgebouw Brugge\, Muziekcentrum De Bijloke (Ghent)\, Bozar (Brussels)\, Concertgebouw and Muziekgebouw Amsterdam\, Amare Den Haag\, Kölner Philharmonie\, Beethovenfest Bonn and Opéra Grand Avignon.\nRecent events include a European tour with Carmen conducted by René Jacobs; Bach’s Passion according to John entitled In Your Hands with the circus company Tall Tales and guitarist-composer Kalle Kalima; Beethoven’s First Piano Concerto with Alexander Melnikov at Musikfest Berlin; and the first of a series of tours with soprano Jeanine De Bique.\nHe has recorded for Klara\, BR Klassik and Archiv and now Pentatone. Recent releases include Handel Water & Fire\, the requiems of Philippus van Steelant\, and the complete Schubert symphonies conducted by René Jacobs.\nThe B’Rock Orchestra is supported by the Belgian National Lottery players\, the government of Flanders\, and the city of Ghent. \n  \nAcquista i biglietti\nSOLD OUT
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SUMMARY:Il Sacro e la Voce. La magia del barocco napoletano in un percorso tra Musica e Arte
DESCRIPTION:SABATO 14 GIUGNO 2025\, ORE 21\,00\nRoma\, Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini \nIl Sacro e la Voce.\nLa magia del barocco napoletano in un percorso tra Musica e Arte \nJiayu Jin\, soprano\nAlessandro Albenga\, organo \nPhilippe Casanova\, pittore\nCivita Mostre e Musei\, videomapping \n  \nUn excursus nella musica sacra del Seicento napoletano insieme a due grandi interpreti\, l’organista Alessandro Albenga e il soprano Jiayu Jin\,  per accompagnare lo spettatore in un percorso ‘immersivo’ nel barocco\, attraverso l’opera “Peregrinatio” che il pittore Philippe Casanova\nha creato in collaborazione con “Civita Mostre e Musei”: la volta cementizia della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini – dettaglio architettonico sorprendentemente incompiuto – prende vita e colore in una celebrazione di passato e presente\, in una peregrinatio\, appunto\, che guida lo spettatore alla ri-scoperta dell’arte e della musica barocca\, della liturgia e della tradizione musicale in simbiosi con il contesto architettonico e devozionale. Il progetto “PARADISUS – Artificio di luce” è prodotto da Urban Vision Group e ideato da Civita Mostre e Musei\, con il benestare di Monsignor Rino Fisichella\, Pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione\, e gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, con i patrocini delle Ambasciate di Francia in Italia e presso la Santa Sede\, in collaborazione con l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti. \n  \nProgramma \nGiovanni Salvatore (1611 – 1688 ca.)Toccata\nFrancesco Provenzale (1632 – 1704)Beatus Vir a voce sola con 4 istromenti (*)\nAdriano Banchieri (1568 – 1634)Sonata e Canzone\nDal manoscritto Carlo G. (XVII sec.)Nigra sum\nAlessandro Scarlatti (1660 – 1725)Aria alla FranceseToccata IIRorate caeli\, a voce sola\, due violini e basso continuo (*) \n* Trascrizione per organo di Alessandro Albenga \n  \n \nJiayu Jin\, soprano\, è la vincitrice del Secondo Premio al Concorso Internazionale di Opera Barocca Cesti 2024 a Innsbruck\, dove ha ricevuto anche un premio speciale per la sua esibizione in un concerto dell’Accademia. In precedenza ha vinto il Primo Premio al Concorso Cavalli–Monteverdi 2023 a Cremona e al Concorso Provenzale 2024 a Napoli.\nLa sua carriera nel repertorio barocco è iniziata nel 2022 con Europa Galante e Fabio Biondi\, e da allora si è esibita in importanti festival come il Musikfest di Brema\, i festival barocchi di Roma e Napoli\, e il Festival de Música Barroca de Madrid.\nNel 2024 ha interpretato Euridice e La Musica ne L’Orfeo con Il Pomo d’Oro e Francesco Corti.Ha cantato Primavera ne La Gloria di Primavera di Scarlatti a Roma e Palermo\, e ha partecipato con Il Pomo d’Oro e Ann Hallenberg allo Stabat Mater di Pergolesi a Siviglia \, ha co-fondato anche il progetto “Lamenti di Donna” con ensemble barocco “ La Spagna”\, un recital itinerante acclamato in tutta Europa. \n  \n \nAlessandro Albenga ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “S.Cecilia” di Roma\, diplomandosi in Pianoforte e in “Organo e Composizione Organistica”. Si è quindi perfezionato presso le Accademie Organistiche di Pistoia\, Meaux (Francia) e Haarlem (Olanda).\nHa suonato con importanti gruppi vocali e strumentali\, fra i quali l’ensemble Il Teatro Armonico\, l’Orchestra Barocca Italiana\, l’Orchestra Sinfonica della R.A.I. di Roma\, l’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia\, l’Academia Montis Regalis\, l’Orchestra della Diocesi di Roma\, il coro Musicanova\, il gruppo Festina Lente e l’ensemble Seicentonovecento.\nAttivo come solista di organo in Italia e all’estero\, dal 1987 al 2002 è stato organista dell’Arcibasilica di S. Giovanni in Laterano: sul più antico degli storici organi della Cattedrale di Roma (il celebre “Luca Blasi”\, costruito in occasione del giubileo del 1600) ha registrato un CD di musiche cinque-secentesche di ambito romano che ha riscosso lusinghieri consensi di pubblico e critica.\nGià membro della commissione ministeriale di tutela degli organi antichi del Lazio\, presta consulenza nel restauro di organi storici e nella progettazione di nuovi strumenti.\nÈ stato docente di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone e\, precedentemente\, nei Conservatori di Musica di Firenze\, Adria\, Campobasso e Benevento. In questi istituti ha insegnato anche “Accordature e Temperamenti” e “Storia e Tecnologia dello Strumento”.\nHa tenuto concerti e masterclass per conto dell’Istituto dell’Organo Storico Italiano\, dell’Accademia Internazionale d’Organo di Smarano (Trento) e presso il Lemmensinstituut di Lovanio (Belgio).\nAttualmente è organista della Cappella Musicale di S. Maria dell’Anima\, da cinque secoli chiesa di riferimento in Roma per i cattolici di lingua tedesca.
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SUMMARY:Le Concert Spirituel
DESCRIPTION:MARTEDI’ 17 GIUGNO 2025  \nRoma\, Basilica di San Giovanni in Laterano  \n  \nORE 19\,30 \n  \nMESSA SOLENNE \ncelebrata da Mons. Patrick Valdrini \n  \nG. P. da PALESTRINA (1525 – 1594) \nBeata es Virgo Maria – Paccavimus – Pater Noster \n \n\nORE 20\,30 \n  \nALESSANDRO STRIGGIO (1540-1592) \nMESSA A 40 VOCI \nin una ricostruzione liturgica  \n  \nLe Concert Spirituel  \nHervé Niquet\, direttore \n  \n  \n  \nProgramma \n  \n\n\n\nProcessionale\nGregoriano\nBeata viscera\n\n\n \nOrazio Benevolo (1605-1672)\nLaetatus sum – Miserere\n\n\n \nFrancesco Corteccia (1502-1571)\nBonum est confiteri\n\n\nDossologia\nGloria Patri\n \n\n\n \nAlessandro Striggio (1540-1592)\nMessa a 40 voci: Kyrie\, Gloria\n\n\nGraduale\nFrancesco Corteccia\nAlleluja\n\n\n \nAlessandro Striggio\nMessa a 40 voci: Credo\n\n\nOffertorio\nOrazio Benevoli\nMagnificat\n\n\n \nAlessandro Striggio\nMessa a 40 voci: Sanctus\n\n\nElevazione\nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nMemento à 8 v.\n\n\n \nAlessandro Striggio\nMessa a 40 voci: Agnus dei\n\n\nComunione\nFrancesco Corteccia\nTu puer prophetas altissimi\n\n\nFine\nAlessandro Striggio\nEcce beatam lucem\n\n\n\n  \n  \n \n  \nLe Concert Spirituel si è affermato oggi sui palcoscenici nazionali ed internazionali come uno dei migliori ensemble francesi specializzato nella musica sacra. \nL’ensemble ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti per i loro successi\, come il Grand Prix d’Honneur della critica discografica tedesca\, il Grand Prix dell’Accademia Charles Cros\, il Premio Echo Klassik\, il Premio Edison\, numerosi Diapason d’ Or\, Diamants Opéra Magazine\, TTTT Télérama\, ecc. \n  \nHervè Niquet\, clavicembalista\, organista\, pianista\, cantante\, compositore\, direttore di coro e direttore d’orchestra\, è una delle personalità musicali più creative degli ultimi anni\, riconosciuto in particolare come eminente specialista del repertorio francese dell’epoca barocca fino a Claude Debussy. \nHa creato Le Concert Spirituel nel 1987\, divenuto uno dei complessi più famosi al mondo. \n 
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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti
DESCRIPTION:DOMENICA 6 LUGLIO 2025\, 0RE ore 21\,00 \nRoma\, Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini in Urbe \n  \n  \nLa polifonia sacra a Roma \nBonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti \n  \n  \nEnsemble Festina Lente \nMichele Gasbarro \, direzione \n  \n  \n  \nUn programma musicale scelto per accompagnare lo spettatore in un percorso ‘immersivo’ nel barocco\, attraverso l’opera “Peregrinatio” che il pittore Philippe Casanova ha creato in collaborazione con “Civita Mostre e Musei”: la volta cementizia della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini – dettaglio architettonico sorprendentemente incompiuto – prende vita e colore in una celebrazione di passato e presente\, in una peregrinatio\, appunto\, che guida lo spettatore alla ri-scoperta dell’arte e della musica barocca\, della liturgia e della tradizione musicale in simbiosi con il contesto architettonico e devozionale.\nIl progetto “PARADISUS – Artificio di luce” è prodotto da Urban Vision Group e ideato da Civita Mostre e Musei\, con il benestare di Monsignor Rino Fisichella\, Pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione\, e gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, con i patrocini dell’Ambasciata di Franciain Italia e presso la Santa Sede\, in collaborazione con l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti. \n  \nBonifacio Graziani\, nacque a Rocca di Botte (Aq) nel 1606. Dopo i primi rudimenti musicali ricevuti nella città d’origine\, si trasferì a Marino (RM)\, dove studiò con Giacomo Carissimi: una formazione che si rivelò assai fruttuosa\, poiché gli valse\, nel 1648\, l’incarico di maestro di cappella della Chiesa del Gesù e del Seminario Romano. \nLa sua produzione musicale conta una mole di composizioni assai variegata\, che spazia dalla musica liturgica a quella paraliturgica\, da 1 a 9 voci. \nLa Messa “Vestiva i colli”\, pubblicata nel 1671\, è costruita sull’omonimo tema del madrigale palestriniano edito nel 1566\, un tema molto diffuso nel seicento e fonte di ispirazione per non poche composizioni vocali e per bizzarre soluzioni strumentali. \nGraziani raccoglie molte di quelle sperimentazioni elaborando una articolata sequenza di sezioni\, nelle quali stile antico e moderno sono perfettamente integrati fra loro\, consapevole che ‘non si può esercitar bene la moderna Musica\, senza qualche capacità delle vere Regole Antiche’ e che la ricchezza della composizione necessita di ‘differenti stili\, si che\, se ogn’uno dovesse attendere ad un’ solo stile\, e ad una sola scuola\, la Musica si ridurrebbe povera\, e senza varietà di stili\, oltre che sarebbe mendica di invenzioni\, con discapito della dilettazione\, fine principale della Musica’ . \nRagioni che hanno suggerito l’esecuzione odierna\, che alterna l’Ordinarium Missae della messa di Graziani a brani vocali e strumentali. \nIn chiusura\, il Salve Regina per ‘Canto à solo\, con Ripieni à 4’ tratto da una edizione a stampa del 1665: un prezioso canto a Maria perché interceda per la salvezza della Chiesa e della umanità. \n  \n  \nProgramma \n  \n\n\n\nIntroito\nAnonimo del XVII sec.\nToccata per Organo\n\n\nPenitenziale e Dossologia\nBonifacio Graziani (1606 – 1664)\nMessa ‘Vestiva i colli’: Kyrie e Gloria\n\n\nDopo l’Epistola\nMarco Uccellini (1603-1680)\nSinfonia V [Vestiva i colli]\n\n\nProfessione di Fede\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Credo\n\n\nOffertorio\nThomas Luis de Victoria (1548-1611)\nGaude Maria Virgo a 5 voci\n\n\nLiturgia eucaristica\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Sanctus\n\n\nElevazione\nAnonimo del XVII sec.\nToccata per l’elevatione\n\n\nLitania\nBonifacio Graziani\nMessa ‘Vestiva i colli’: Agnus Dei\n\n\nCongedo\nBonifacio Graziani\nRegina coeli a 5 voci\n\n\n\n  \n  \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblica \nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte. \nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘L. D’Annunzio’ di Pescara. \nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali. \nSi  è occupato  del recupero di inediti musicali  di area romana\,  trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\,  G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc. \nE’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. \nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. \nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco. \n  \n  \n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE \nJin Jiayu\, canto I \nFrancesca Cassinari\, canto II \nDavid Sagastume\, alto \nMassimo Lombardi\, tenore \nGuglielmo Buonsanti\, basso \n  \nPaolo Perrone\, violino  \nDavid Brutti\, cornetto \nGiulia Bonomo\, fagotto \nMatteo Coticoni\, contrabbasso \nMichele Carreca\, tiorba \nAlessandro Albenga\, organo \n  \nMichele Gasbarro\, direttore \n 
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SUMMARY:MESSA REGINA COELI A 4 VOCI (DA MISSARUM LIBER DUODECIMUS. VE\, 1601)
DESCRIPTION:Roma\, Basilica Papale di Santa Maria Maggiore\nMercoledì 10 Settembre 2025\, Ore 20\,30\n\nMESSA REGINA COELI A 4 VOCI(DA MISSARUM LIBER DUODECIMUS. VE\, 1601)\nIn una ricostruzione liturgico-musicale della Festa della Natività della Beata Vergine Maria\n  \n  \nA 500 anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 2025) l’Ensemble ‘Festina Lente’ propone l’esecuzione della messa ‘Regina coeli’ a 4 voci. Una versione condotta su una edizione critica\, tratta dalla stampa del 1601\, presentata seguendo la scansione liturgico-musicale di una messa solenne del XVI secolo: l’Ordinarium Missae\, costituito dalla messa a 4 voci\, è alternato a mottetti e brani strumentali dell’autore tratti da edizioni a stampa o manoscritti dell’epoca.La messa è un mirabile esempio dell’arte musicale del Princeps Musicae che integra il contrappunto ‘osservato’ con gli effetti della moderna sensibilità ‘armonica’.Una vivacità linguistica\, preludio della nuova estetica musicale del XVII secolo\, che l’Ensemble Festina Lente esalta ricorrendo ad un organico esecutivo di voci e strumenti (4 voci – 2 controtenori\, tenore e basso -\, cornetto\, dulciana bassa\, viola da gamba\, chitarrone ed organo).\nSonorità festose che rievocano i sacri riti liturgici del tempo e immergergono l’ascoltatore contemporaneo in tutta l’immanenza dello spettacolo barocco. \n  \n  \n \nIl programma musicale è contenuto in un disco ‘Arion’ presentato nel corso della serata. \n  \n  \nEnsemble Festina Lente \nStefano Guadagnini\, canto\nEnrico Torre\, alto\nAndres Montilla Acuero\, tenore\nDavid Maria Gentile\, baritono\nGabriele Lombardi\, basso\nDavid Brutti\, cornetto\nGiulia Bonomo\, dulciana\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nMichele Carreca\, chitarrone\nAlessandro Albenga\, organo\nMichele Gasbarro\, direzione \n  \n  \nProgramma \n  \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594): Ricercata V (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nSalve Sancta parens (gregoriano) Giovanni Pierluigi da Palestrina: Regina coeli\, mottetto a 4 voci \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Kyrie e Gloria \nDopo l’Epistola\nGiovanni Pierluigi da Palestrina : Ricercata IV (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14) \nAlleluja\nAlleluja Felix es (gregoriano) \nProfessione di Fede\nGiovanni Pierluigi da Palestrina : Credo \nOffertorio\nBeata es Virgo Maria (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Ave Maria\, mottetto a 5 voci \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Sanctus e Benedictus \nLitanie per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Agnus Dei I a 4 voci\nAgnus Dei (gregoriano)\nAgnus Dei II a 5 voci \nCommunio\nBeata Viscera (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Beata es\, virgo Maria\, mottetto a 8 voci \nCongedo\nRegina coeli\, antifona (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina: Litanie della Beata Vergine Maria a 6 voci \n  \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco.Ai numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si\naffianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason. Ha pubblicato inoltre in prima esecuzione moderna per Stradivarius la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo\, per Aulicus i Vespri a 8 voci ed organo di Virgilio Mazzocchi e la messa a 5 voci e strumenti di Antonio Nola (pubblicata anche per Classic Voice).\nDi prossima pubblicazione in prima esecuzione moderna i 27 Responsori di Felice Anerio\, la messa a 5 voci e strumenti di Gaetano Veneziano\, la messa a 9 voci e strumenti di Antonio Nola e la Messa a 5 voci di Bonifacio Graziani.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte.Già collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘L. Barbara’ di Pescara. Si occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali.Si è occupato del recupero di inediti musicali di area romana\, trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\, G. Corsi\, B. Graziani\, A. Nola\, G. Veneziano\, salmi e messe policorali di R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti ecc. E’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. E’ membro di commissioni iculturali internazionali e di importanti comitati scientifici.\nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. E’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco. \n  \nTESTI \nRegina coeli\nRegina coeli\, laetare\, alleluia.\nQuia quem meruisti portare\, alleluia.\nResurrexit\, sicut dixit\, alleluia.\nOra pro nobis Deum\, alleluia. \nSalve sancta Parens\nSalve sancta parens\nenixa puerpera regem\nqui caelum terramque regit\nin secula seculorum. \nKyrie\, eleison\nKyrie\, eleison\, Christe eleison\, Kyrie\, eleison. \nGloria\nGlória in excélsis Deo\net in terra pax homínibus bonæ voluntátis.\nLaudámus te\nbenedícimus te\,\nadorámus te\,\nglorificámus te\,\ngrátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam\,\nDómine Deus\, Rex cæléstis\,\nDeus Pater omnípotens.\nDómine Fili Unigénite\, Iesu Christe\,\nDómine Deus\, Agnus Dei\, Fílius Patris\,\nqui tollis peccáta mundi\, miserére nobis;\nqui tollis peccáta mundi\, súscipe deprecatiónem nostram.\nQui sedes ad déxteram Patris\, miserére nobis.\nQuóniam tu solus Sanctus\, tu solus Dóminus\,\ntu solus Altíssimus\,\nIesu Christe\, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris.\nAmen. \nAlleluia: Felix es\nFelix es\, sacra Virgo Maria\,\net omni laude dignissima :\nquia ex te ortus est sol iustitiae\,\nChristus Deus noster. \nAve Maria\nAve Maria gratia plena\,\nDominus tecum\, benedicta tu in mulieribus\,\net benedictus fructus ventris tui Jesus.\nSanta Maria\, regina coelii dulcis et pia\,\no mater Dei\, ora pro nobis peccatoribus\,\nut cum electis te videamus \nLitanie de Beata Virginis Maria (Codice Basilica DI San Pietro in Vaticano)\nKyrie eleison\, Kyrie eleison.\nChriste eleison\, Christe eleison\nKyrie eleison\, Kyrie eleison.\nAve\, dona nobis Jesu\, ora pro nobis\nSalve\, iter paratutum\, ora pro nobis\nGaudem lite[s] fac et castos\, ora pro nobis\nAve\, mundi\, spes Maria\, ora pro nobis\nSalve dulcis\, salve pia\, ora pro nobis\nGaude\, nostra Coeli via ora pro nobis\,\nAve parens salve dicit\, ora pro nobis\nVates clausus te cognoscit\, ora pro nobis\nCum in te cor exsultavit\, ora pro nobis\nAve\, Mater admiranda\, ora pro nobis\nSalve\, Sacra praedicanda\, ora pro nobis\nGaude felix admiranda\, ora pro nobis\nAve stellis rutilantior\, ora pro nobis\nLuna plena refulgentior\, ora pro nobis\nVero sole quae splendidior\, ora pro nobis\nAve sponsa praeelecta\, ora pro nobis\nAb initio benedicta ora pro nobis\nVirgo et Mater Dei electa\, ora pro nobis\nRegina Angelorum\, Patriarcharum et Prophetarumm\, ora pro nobis\nRegina Apostolorum\, Martyrum et Confessorum\, ora pro nobis\nRegina praedicatorum\, Virginume et Sanctorum omnium\, ora pro nobis\, \nNOTE AL PROGRAMMA\nNel cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525–2025)\, l’Ensemble Festina Lente propone una ricostruzione liturgico-musicale dedicata alla Beata Vergine Maria\, ispirata alle consuetudini celebrative della Roma del tardo Rinascimento.\nFulcro del programma è la Missa Regina coeli a quattro voci\, tratta dal Missarum Liber Duodecimus\, pubblicato postumo nel 1601. L’esecuzione si basa su un’edizione critica della stampa originale\, e si inserisce all’interno di una sequenza coerente con la struttura di una messa solenne del XVI secolo.\nL’Ordinarium Missae\, affidato alla messa a quattro voci\, viene alternato a mottetti e brani strumentali dello stesso Palestrina\, selezionati da fonti a stampa e manoscritte coeve. La composizione\, costruita sulla celebre antifona mariana pasquale Regina coeli\, si integra in un contesto liturgico che prevede l’introduzione gregoriana\, episodi polifonici\, momenti di raccoglimento strumentale e le solenni Litaniae de Beata Virgine Maria\, secondo un modello celebrativo che restituisce l’intreccio tra musica e culto proprio della Roma controriformata.\nLa Missa Regina coeli rappresenta un mirabile esempio dell’arte matura del Princeps Musicae\, in cui il contrappunto “osservato” si intreccia con una sensibilità armonica più moderna\, preannuncio della nuova estetica musicale del XVII secolo. L’Ensemble Festina Lente ne valorizza la vivacità linguistica e l’equilibrio formale attraverso un organico vocale e strumentale ricercato: quattro voci (due\ncontrotenori\, tenore e basso)\, cornetto\, dulciana bassa\, viola da gamba\, chitarrone e organo. Un insieme che restituisce le sonorità solenni e luminose dei sacri riti del tempo\, immergendo l’ascoltatore contemporaneo nell’immanenza sensoriale e teatrale dello spettacolo barocco. \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\nRicercata V (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nSalve sancta parens (gregoriano)\nRegina coeli\, mottetto a 4 voci \nIl rito si apre con la Ricercata V\, brano strumentale tratto dal manoscritto Mus. M 14 conservato presso la Biblioteca Corsiniana. Questa pagina contrappuntistica introduce con solennità e varietà imitativa la celebrazione\, con l’intento di evocare l’intonazione iniziale di un cerimoniale festivo.\nSegue il Salve sancta parens\, canto gregoriano dell’Introito per le messe in onore della Beata Vergine Maria che viene poi elevato nella sua veste polifonica con il mottetto Regina coeli a quattro voci: una pagina densa di giubilo e trasparenze armoniche\, dove l’Alleluia finale si dilata in fioriture luminose che prefigurano la successiva messa. \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nKyrie e Gloria \nIl Kyrie e il Gloria appartengono alla Missa Regina coeli. Il primo si dispiega in una tripartizione sobria e misurata\, con equilibrio tra imitazione e declamazione. Il Gloria\, al contrario\, si apre con impeto\, proseguendo con variazioni di densità testurale che riflettono lo sviluppo del testo liturgico. È qui evidente la sapienza palestriniana nel far dialogare i blocchi imitativi con passaggi più omoritmici\, creando un respiro teatrale che tuttavia resta ancorato al linguaggio del sacro. La struttura a 4 voci rispecchia il rigore contrappuntistico di Palestrina\, con richiami al modello josquiniano. \n\nDopo l’Epistola \nGiovanni Pierluigi da Palestrina Ricercata IV (Biblioteca Corsiniana Mus. M 14)\nLa Ricercata IV\, eseguita strumentalmente\, introduce un nuovo momento meditativo e preparatorio alla proclamazione del Vangelo. La scrittura è severa e lineare\, con una densità contrappuntistica che richiama l’austerità del verbo sacro. \nAlleluja\nAlleluja Felix es (gregoriano)\nIl canto Felix es\, intonato in gregoriano\, celebra la beatitudine di Maria\, “più felice di tutte le donne”. La scelta di lasciare il brano nella sua forma monodica crea un efficace contrasto con le successive sezioni polifoniche\, accrescendo la percezione drammatica della funzione liturgica. \nProfessione di Fede\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nCredo \nIl Credo\, sempre dalla Missa Regina coeli\, è tra i brani più estesi e articolati della messa. Le parole “Et incarnatus est” si stagliano con particolare dolcezza e distensione rispetto al resto del brano\, secondo un modello ormai codificato ma che Palestrina esegue con sapienza rinnovata\, facendo risaltare il mistero dell’Incarnazione all’interno di una struttura sillabica ampia e ordinata. \nOffertorio\nBeata es Virgo Maria (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAve Maria\, mottetto a 5 voci \nAl canto gregoriano Beata es Virgo Maria\, l’Ensemble accosta il mottetto Ave Maria a cinque voci\, un brano di grande eleganza e delicatezza armonica. L’intreccio melodico\, limpido e intimista\, esprime in pieno la devozione mariana tipica della spiritualità romana tardo-rinascimentale\, in un’atmosfera di luminosa sospensione. \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nSanctus\nBenedictus \nIl Sanctus e Benedictus\, brevi ma intensi\, si sviluppano in un gioco di alternanza tra l’omoritmia d’invocazione e i passaggi imitativi più distesi. Il Benedictus\, in particolare\, presenta un tessuto morbido\, quasi sussurrato\, che precede la monumentalità liturgica dell’Agnus Dei. \nLitaniae per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAgnus Dei \nLe Litaniae per la Frazione\, eseguite nella registrazione\, accompagnano il gesto della spezzatura del pane eucaristico con una catena di invocazioni e risposte\, prolungando il silenzio sacro della liturgia in un clima di supplica corale. Queste litanie\, affidate al dialogo tra voci e strumenti\, rievocano la pratica delle Cappelle Papali\, dove la musica partecipava pienamente alla teatralità e alla solennità del rito. L’Agnus Dei\, nella consueta tripartizione\, si presenta così come un momento di raccoglimento e supplica. La tessitura si fa più rarefatta\, i melismi si distendono\, lasciando spazio a una conclusione pacificata\, preludio alla comunione. \nCommunio\nBeata Viscera (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nBeata es\, virgo Maria\, mottetto a 8 voci \nIl canto gregoriano Beata viscera introduce il mottetto a otto voci Beata es\, virgo Maria\, tra le pagine più elaborate dell’album. L’articolazione in doppio coro permette a Palestrina di espandere la scrittura nello spazio\, creando un effetto quasi architettonico. Le voci si inseguono\, si alternano\, si intrecciano\, in una costruzione sonora di grande potenza\, pensata per le grandi solennità mariane del\ncalendario romano. \nCongedo\nRegina coeli\, antifona (gregoriano)\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nLitanie della Beata Virgine Maria a 6 voci \nLa liturgia si chiude con l’antifona pasquale Regina caeli\, cantico gregoriano di esultanza risalente al XII secolo\, e con le Litaniae de Beata Virgine Maria a sei voci. L’antifona\, semplice e luminosa\, celebra la gioia della Risurrezione e l’esaltazione della Vergine come Regina del cielo. Le Litanie\, capolavoro della tarda maturità del compositore\, alternano invocazioni compatte a risposte corali dense e armonicamente scolpite\, culminando in una sequenza di profonda intensità devozionale. In particolare\, le ripetute apostrofi “Virgo” sono spesso intonate con una figurazione ritmica di tre note uguali ribattute\, che conferisce all’invocazione un carattere insistente e processionale\, profondamente coerente con la struttura liturgica del testo. L’opera culmina in una sequenza di intensa spiritualità: un\ncongedo solenne e contemplativo\, in cui si intrecciano arte e devozione nella Roma del tardo Rinascimento. \nNote di Alberto Grasso\nGiornalista pubblicista e divulgatore culturale\, si occupa di musica antica con particolare attenzione al repertorio vocale sacro del Rinascimento. Collabora con diverse realtà corali italiane\, curando programmi di sala\, note musicologiche e progetti di valorizzazione del patrimonio musicale. Dirige la testata tecnico-scientifica YouWineMagazine in base all’art. 28 L.69/63. Affianca all’attività giornalistica un costante impegno nella mediazione culturale tra ricerca storico-musicologica e divulgazione.
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SUMMARY:Giuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Papa Benedetto XIII a 16 voci (1724)
DESCRIPTION:FONDAZIONE DOMENICO NAPOLEONE ORSINI E MARTINE BERNHEIM ORSINI \n  \nMARTEDI 23 SETTEMBRE 2025\, ORE 20:00 \nROMA\, BASILICA DI S. LORENZO IN DAMASO \nPiazza della Cancelleria 1 \nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Papa Benedetto XIII a 16 voci (1724)I ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI \nhttps://www.giornateorsiniane.online/ \n  \nL’ingresso su prenotazione (numero chiuso)     \n  \n  \n  \n  \nGiuseppe Ottavio Pitoni è stato uno dei più famosi compositori di musica sacra e uno dei maestri di cappella più contesi e ammirati dell’antico Stato Pontificio. \nLa sua opera compositiva è colossale: più di duecento Messe\, ottocento Salmi per il Vespro\, duecento fra Introiti e Graduali\, duecentocinquanta Inni\, circa 200 Magnificat\, oltre a Litanie\, Lamentazioni\, Responsori ed altre composizioni ad uso delle festività di tutto l’anno liturgico. \nUna infaticabile attività compositiva\, strettamente legata all’impegno di ricercatore\, teorico e didatta. La sontuosa Guida armonica\, la più ampia trattazione sulla teoria degli stili musicali – 41 volumi\, per un totale di 26.000 pagine\, oggi conservata manoscritta presso la Biblioteca Apostolica Vaticana – non è solo un’opera enciclopedica unica\, ma anche un mezzo per comprendere quanto l’attività compositiva del ‘Maestro dei Maestri\, sia profondamente radicata nelle forme antiche e alla tradizione contrappuntistica. \nIn questa straordinaria attività compositiva la produzione policorale ha un posto rilevante. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificato da organici multipli ed esaltato dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. \nDelle otto messe policorali a 16 voci conosciute\, la messa ‘Benedetto Pp XIII’ a 16 voci e organo è l’ultima dell’autore reatino: venne eseguita per la prima volta il 24 settembre 1724 in occasione dell’ingresso ufficiale di Papa Orsini nella Basilica di San Pietro. \nLa messa alterna movimenti lenti\, dagli arditi passaggi armonici\, a movimenti veloci\, con alterne sezioni con effetti dialoganti dei cori e movimenti contrappuntistici a 16 voci. Di particolare efficacia sono le fasi finali del Gloria e del Credo: il reiterato uso di figurazioni minute di sedicesimi\, tipiche del virtuosismo canoro del canto da camera e del cantar di gorgia\, poco inclini alle voci piene con moltitudine di cantanti\, testimonia oramai una compenetrazione dei generi nella convinzione che “…non si può esercitar bene la moderna Musica\, senza qualche capacità delle vere Regole Antiche’ e che la ricchezza della composizione va raggiunta con ‘differenti stili\, sì che\, se ogn’uno dovesse attendere ad un’ solo stile\, e ad una sola scuola\, la Musica si ridurrebbe povera\, e senza varietà di stili\, oltre che sarebbe mendica di invenzioni\, con discapito della dilettazione\, fine principale della Musica”. \nLa liturgia ripete e ritualizza continuamente il vero miracolo del barocco: rendere compatibili differenze tra passato e presente e quelle inevitabili della vita contemporanea: tutto può essere utile alla salvezza del mondo. \nLa messa viene presentata nella scansione liturgico-musicale\, alternando le parti dell’Ordinaium Missae\, costituito dalla messa ‘Benedetto XIII’\, a mottetti dell’autore e brani strumentali di musicisti attivi a San Pietro fra il XVII e il XVIII secolo. Solo la ‘Sonata  in risposta’ varca i confini dello stato Pontificio ma\,  nel presente programma\, è particolarmente adatta per interpretare efficacemente gli effetti antifonici della policoralità. \n  \n  \n  \nProgramma\n  \n\n\n\nIntroito\nGiuseppe Ottavio Pitoni (1657 – 1743)\nCantate Dominum (strumentale)\n\n\nPenitenziale  e Dossologia\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nKyrie\, Gloria\n\n\nEpistola\nGregoriano\n\n\n\nDopo l’Epistola\nFrancesco Fontana (1620 – 1695)\nRicercare X (organo)\n\n\nProfessione di Fede\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nCredo\n\n\nOffertorio\nGiuseppe Ottavio Pitoni\nAve Maria a 4 v. (1724)\n\n\nLiturgia eucaristica\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nSanctus\n\n\nElevazione\nBernardo Pasquini (1637 – 1710)\nToccata (organo)\n\n\nLitania\nGiuseppe Ottavio Pitoni\, Messa Benedetto Pp XIII a 16 v.\nAgnus Dei\n\n\nComunione\nNiccolò Corradini (1585 – 1669)\nSuonata a 2 cornetti in risposta\n\n\nCongedo\nBonifacio Graziani (1607 – 1664)\nSalve Regina a 5 v. e continuo\n\n\n\n  \nENSEMBLE FESTINA LENTE \n  \n\n\n\nI Coro \nChiara Rebaudo\, soprano\nDavid Sagastume\, alto\nMatteo Laconi\, tenore\nAlessandro Ravasio\, basso\nPaolo Perrone\, violino\nFlavia Truppa\, viola da braccio\nSilvia De Maria\, viola da gamba\nDiego Roncalli di Montorio\, viola da gamba\nII Coro \nCristina Bonner Sutter\, soprano\nTessa Roos\, alto\nDavid Hernandez Arnfruns\, tenore\nSantiago Garzon Arredondo\, basso\nSonia Garcia Rabasa\, cornetto\nSusanna Defendi\, trombone alto\nMauro Morini\, trombone tenore\nFabio De Cataldo\, trombone basso\n\n\nIII Coro \nCristina Fanelli\, soprano\nElisabetta Vuocolo\, alto\nMatteo Straffi\, tenore\nGiacomo Pieracci\, basso\nNicola Pappalettera\, cornetto\nGuido Ivessich\, dulciana contralto\nGiulia Bonomo\, dulciana tenore\nMaria De Martini\, dulciana bassa \n  \n  \n \nIV Coro \nElenonora Aleotti\, soprano\nGiovanna Gallelli\, soprano\nAntonella Marotta\, Alto\nFederico Marcucci\, alto\nLeonardo Malara\, tenore\nDerlis Gonzales\, tenore\nFlorian Meierhofer\, basso\nTony Corradini\, basso\nGabriele Politi\, violino\nMichele Carreca\, tiorba\nAlessio Calabrese\, tiorba\nMarco Silvi\, cembalo\nGiacomo Albenga\, contrabbasso\nElisabetta Ferri\, organo \n \n\n\n\nMichele Gasbarro\, Direzione
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DESCRIPTION:Sabato 8 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire (Tomba di Nerone)\nVia Cassia 1036\nAntonio Frigè\, organo\nChiara Rebaudo\, soprano\nI Vespri solenni \nProgramma \n  \nNatale Monferrato (1610-1685) \nAdmiramini dilectionis prodigium \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643) \nToccata avanti la messa della Madonna (dai Fori musicali)\nCanzon dopo l’Epistola\nRicercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla\nBergamasca \nClaudio Monteverdi (1567-1643) \nLaudate Dominum\n \nDomenico Zipoli (1688 – 1726)\nCanzona in Sol minore\nAll’Elevazione \nGiuseppe Gonelli (1685-1745)\nNisi Dominus. Canto solo con l’organo che scherza (1739)\nVivace – Largo – Spirituoso – Largo/Presto – Largo – Allegro – Adagio/Allegro \n  \n  \nUn affascinante itinerario musicale attraverso il Seicento italiano\, epoca di fervida sperimentazione e nascita di nuovi linguaggi espressivi. Dalla polifonia sacra alla libertà della forma concertante\, si attraversano mondi stilistici diversi\, ma uniti da una comune tensione spirituale e lirica. \nNatale Monferrato (1610–1685)\, allievo di Monteverdi e maestro di cappella a San Marco di Venezia\, rappresenta una raffinata sintesi tra tradizione policorale e rinnovato linguaggio barocco. Admiramini dilectionis è un mottetto di intensa spiritualità\, costruito su eleganti contrasti tra momenti di contemplazione e sezioni più ornate\, in cui il testo sacro si traduce in vibrante eloquenza musicale. \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\, figura cardine della musica tastieristica barocca\, seppe imprimere alla scrittura per organo una libertà e una fantasia senza precedenti. La Toccata avanti la messa della Madonna e la Canzon dopo l’epistola provengono dal celebre Fiori musicali (1635)\, raccolta destinata al servizio liturgico. Il Ricercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla è un esercizio di straordinaria invenzione contrappuntistica\, mentre la Bergamasca chiude con gioiosa vivacità\, in un crescendo di variazioni ritmiche che incarnano il proverbiale spirito del compositore: “Chi questa Bergamasca sonerà\, non poco imparerà.” \nClaudio Monteverdi (1567–1643)\, innovatore del linguaggio vocale e figura ponte tra Rinascimento e Barocco\, conferisce al salmo Laudate Dominum un’immediatezza espressiva e una luminosità sonora che riflettono la sua maestria teatrale. Il tessuto polifonico si apre a una nuova sensibilità\, in cui parola e affetto diventano protagonisti di una comunicazione diretta e umana. \nDomenico Zipoli (1688–1726)\, compositore gesuita e missionario in Sud America\, è simbolo di un barocco dal volto dolce e contemplativo. La Canzona in Sol minore unisce rigore contrappuntistico e cantabilità italiana\, mentre All’Elevazione\, pagina di intensa spiritualità\, esprime un profondo senso di quiete e devozione\, in sonorità che paiono sospendere il tempo sacro della liturgia. \nGiuseppe Gonelli (1685–1745)\, oggi quasi dimenticato\, fu eccellente violinista e compositore attivo a Ravenna e Ferrara. Il suo Nisi Dominus per canto solo e organo “che scherza” è un brano di sorprendente originalità: una sorta di piccolo oratorio concertante che alterna sezioni di vivace virtuosismo a passaggi lirici e meditativi\, culminando in un finale di luminosa espressività. \n  \nChiara Rebaudo\, diplomatasi in flauto traverso presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano\, nel 2020 intraprende lo studio del canto rinascimentale e barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano\, sotto la guida di Sonia Tedla Chebreab e\, attualmente\, di Riccardo Pisani. \nDal 2022 è membro dell’Ensemble Biscantores\, un coro specializzato in repertorio barocco e rinascimentale diretto da Luca Colombo\, con cui ha registrato un CD dedicato a Giovanni Legrenzi a settembre 2024. Con l’Ensemble e come solista si è esibita in importanti contesti come il “Festival dell’Ascensione”\, il Festival “Cantar di Pietre”\, “Venetia Picciola” e il Festival “Grandezze e Meraviglie”. \nla Società del Quartetto di Milano\, il festival Milano ArteMusica\, il Festival Internazionale di Urbino\, la rassegna “Pavia Barocca”. \n  \nAntonio Frigè\, diplomato in Organo e Composizione Organistica ed in Clavicembalo al Conservatorio di Milano\, ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare in tutta Europa e negli U.S.A. \nParticolarmente appassionato alla letteratura del 6-700 collabora con l’Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere di A. Vivaldi. \nDal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e\, nel 1989\, ha fondato l’Ensemble Pian&Forte. \nHa registrato per la RAI\, RTSI\, ORF\, Radio Classica (Espana). \nGià docente di Basso continuo\, Musica d’Insieme presso l’Istituto di Musica Antica presso la Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano\, attualmente è organista della chiesa di S. Francesco di Paola e della Basilica di S. Simpliciano\, a Milano.
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SUMMARY:Francesco Antonio Bomporti e l'Opera X 'La Pace'
DESCRIPTION:Domenica 9 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade(Labaro)\nVia Costantiniana 19\nCappella Musicale Enrico Stuart\nElisa Atteo\, violino barocco\nRomeo Ciuffa\, fagotto barocco\nMichele Carreca\, tiorba\nSimone El Oufir Pierini\, clavicembalo\nFrancesco Antonio Bomporti e l’Opera X ‘La Pace’ \n  \nProgramma \n  \nFrancesco Antonio Bonporti (1642 – 1749): Op. X \n  \nInventione III \nLargo – Aria allegro ma comodo – Fantasia largo – Bizaria allegro assai \n  \nInventione VIII\nLargo\, Balletto allegro\, Adagio\, Giga \n  \nArcangelo Corelli (1653 – 1713)\nCiaccona da Sonata n. 12\, Op. 2\n(arrangiamento per tiorba) \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione I\nCantabile – Aria allegro – Giga\, Recitativo – Bizaria andante \n  \nGiovanni Benedetto Platti (1697 – 1763)\nSonata n. 1\, Op. 1\nAdagio – Allegro – Largo – Presto \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione IV\nLargo – Balletto allegro – Aria adagio – Corente presto \n  \n  \nLe sonate del programma fanno parte di una raccolta di dieci sonate\, o meglio Inventioni\, che Bonporti pubblica in prima stampa a Bologna nel 1712 e nel 1713 a Venezia e Trento\, apportando alcune modifiche. \nCome per le opere precedenti\, anche l’Opera X viene stampata ad Amsterdam dal famoso Estienne Roger. \nQueste sonate segnano senza dubbio il culmine della scrittura sonatistica di Bonporti e influenzarono grandemente tutta la produzione sonatistica della prima metà del ‘700. \nL’inventiva barocca tocca in queste composizioni veramente delle vette notevoli e bizzarre e la ricchezza melodica ed armonica ne è una prova tangibile! \n  \n  \nNata 1998 con organico variabile\, la Cappella Musicale Enrico Stuart\, è un complesso specializzato nel repertorio del Seicento e Settecento\, in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. \nL’ensemble prende il suo nome da Enrico Carlo Edoardo Stuart\, duca di York\, figlio di Giacomo III Stuart\, di fede cattolica\, che scelse Roma come luogo d’esilio. Insignito del titolo di Cardinale da Benedetto XIV\, divenne Vescovo di Frascati (sede dell’ensemble) dove per più di trenta anni fu mecenate e patrono delle arti\, oltre che fondatore della Biblioteca Eboracense\, contenente preziose partiture musicali. \nLa Cappella Musicale Enrico Stuart è un ensemble strumentale variabile a seconda del programma eseguito\, da una formazione minima di flauto e clavicembalo si allarga a più fiati (flauto\, oboe\, fagotto)\, archi (1-2 violini)\, voci\, violoncello e/o viola da gamba\, tiorba\, 1-2 clavicembali. \nFra le performances più significative si annoverano Dido and Aeneas di H. Purcell; Il Festino del giovedì grasso avanti cena di A. Banchieri; la Messa a 4 voci Magnificat; Il ballo delle Ingrate Tirsi e Clori di C. Monteverdi; lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi\, oltre a mottetti e messe di G. P. da Palestrina\, messe\, inni\, mottetti e oratori di M.A. Charpentier\, M.R. Delalande e S. De Brossard così come musiche vocali e strumentali di Rameau\, Lully\, Vivaldi e Bach. \nNella sua formazione attuale\, come ensemble prevalentemente strumentale\, annovera al suo attivo concerti in Italia\, Germania\, Inghilterra\, Spagna\, Canada\, Siria\, Zambia\, Russia\, Francia\, Finlandia\, Olanda\, Repubblica Ceca. \nTra le sue registrazioni: Baroque Esprit\, con musiche del Settecento europeo\, Baroque Noël\, G. Sammartini\, Sonate per flauto dolce e b.c.\, Vol. I.
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SUMMARY:Giovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei
DESCRIPTION:Sabato 15 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire\nVia Cassia 1036 (Tomba di Nerone)\nRoma Vocal Ensemble\nFederico Incitti\, direzione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei \n  \nRoma Vocal Ensemble\nSoprani: Giulia Catenazzo\, Sara Fantasticini\, Giulia Guardati\, Anna Lunardi\, Lucia Nobili\, Emanuela Reanda\nContralti: Lucia Alberti\, Teresa Bausano\, Mariarosaria Casario\, Sandra Giannini\, Laura Iudiciani\, Elena Magni\, Giada Pietrini\nTenori: Claudio Ammiraglia\, Fabio Contini\, Giorgio Guardi\, Elia Patania\, Guido Romano\nBassi: Enzo D’Ovidio\, Andrea Posa\, Alessandro Tenaglia\, Alessio Vallone\nFederico Incitti\, direzione \n  \nProgramma \n  \nThomas Tallis (1505–1585)\nIf ye love me\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\nGloria (dalla Missa Brevis) \nTomás Luis de Victoria (1548–1611)\nAve Maria \nJohn Tavener (1944–2013)\nThe lamb \nAntoine Brumel (1460—1512)\nSicut lilium inter spinas \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nSicut cervus \nTomás Luis de Victoria \nNe timeas Maria \nJohn Tavener \nTo the Mother of God \nWilliam Byrd (1540–1623) \nAve Verum Corpus \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nVergine bella \nTomás Luis de Victoria \nRegina Caeli laetare \n  \nUn viaggio musicale tra la Roma rinascimentale e i principali centri della polifonia europea. Nel 2025 ricorrono i cinquecento anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina\, il Princeps Musicae\, emblema della purezza contrappuntistica e della spiritualità della polifonia sacra. Attorno alla sua figura si collocano voci coeve che dialogano con la sua arte: la chiarezza omofonica di Thomas Tallis) e l’intensità espressiva di William Byrd in Inghilterra\, l’eleganza meditativa di Antoine Brumel in Francia e la profondità mistica di Tomás Luis de Victoria in Spagna. \nA scandire il percorso\, due intermezzi di John Tavener\, compositore inglese contemporaneo che ha reinterpretato la tradizione sacra con un linguaggio armonico essenziale e carico di tensione mistica. Le sue pagine favoriscono un clima di raccoglimento e continuità meditativa tra i brani rinascimentali. \nIl concerto alterna momenti di solennità liturgica e di intimità spirituale\, intrecciando testi mariani e inni di contemplazione. Il risultato è un itinerario sonoro che\, pur attraversando secoli e linguaggi diversi\, condivide la stessa tensione: trasformare la parola sacra in polifonia luminosa e universale. \n  \nIl Roma Vocal Ensemble\, fondato e diretto da Federico Incitti\, nasce a Roma a gennaio 2016. È formato da una trentina di cantori accomunati da una forte passione per la musica corale e da una solida esperienza maturata negli anni. Lavora su progetti tematici\, con un repertorio che spazia dal Rinascimento (Brumel\, Tallis\, Purcell\, Palestrina\, de Victoria\, Monteverdi\, Gesualdo) alla musica contemporanea (Donati\, Elder\, Ešenvalds\, Gjeilo\, Incitti\, Lawson\, MacMillan\, Orlandi\, Stroope\, Tavener)\, passando per alcuni capolavori del periodo classico (Mozart\, Schubert) e moderno (Britten\, Duruflé). \nIl coro svolge un’intensa attività concertistica ed è stato invitato a rassegne nazionali ed internazionali (Ascoli Piceno\, Atri\, Trento\, Loreto\, Tivoli\, Matera\, Sessa Aurunca\, Bosco Chiesanuova\, Fossanova). Ha eseguito opere di grandi compositori\, quali la “Petite Messe Solennelle” di Rossini e la “Messa in Sol maggiore D167” di Schubert\, che ha cantato nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere\, nell’Abbazia di Fossanova e nuovamente a Roma\, a Sant’Agnese in Agone\, accompagnata dall’Orchestra da Camera di Vienna. \nNel corso del 2019 e nel 2020\, ha realizzato in più repliche a Roma e a Rieti la versione integrale del “Festino nella sera del Giovedì Grasso avanti Cena” di Adriano Banchieri. \nL’8 dicembre del 2022 ha cantato alla Messa dell’Immacolata celebrata alla Chiesa degli Artisti di Roma e trasmessa in mondovisione da RAI 1. \nGli ultimi anni hanno visto il coro impegnato in numerosi concerti a Roma e in giro per l’Italia. In particolare si è esibito a Matera\, Padova\, in diverse chiese romane\, quali la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e la Chiesa degli Artisti\, e all’Abbazia di Farfa (RI)\, nell’ambito del Roma Festival Barocco\, con un concerto dedicato alla celebrazione dei 500 anni dalla nascita di Palestrina.
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