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SUMMARY:Le virtuose fatiche – Prima esecuzione moderna
DESCRIPTION:Quarto appuntamento della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nLe virtuose fatiche \nLes amies partimentistes\nGiovanna Barbati\, Carla Rovirosa Guals\, violoncello\nElena Bianchi\, fagotto\nMara Galassi\, arpa doppia\nChiara Tiboni\, clavicembalo \n  \n____________________________________________________ \n  \n  \nFrancesco Supriani (1678-1753)\nSonata n. 5 in mi minore per violoncello & basso continuo  \nToccata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nSonata n. 8 in sol maggiore per violoncello & basso continuo \nGregorio Strozzi (ca 1615-post 1687)\nMascara\, Sonata e ballata da più Cavalieri Napolitano\, nel Regio Palazzo in do maggiore \nFrancesco Supriani \nSonata n. 7 in fa magg. per violoncello & basso continuo \nToccata n. 7 per violoncello & basso continuo \nToccata n. 10 in re minore per violoncello solo \nSonata n. 10 in re minore per violoncello & basso continuo \nFrancesco Recupero (1750 ca. – 1806)\ndalla Sonata n. 1 op. 1 in si b maggiore per fagotto & basso continuo\nAllegro \nAscanio Mayone (1570-1627)\nToccata IV per arpa sola in re minore\n[dal Primo Libro di diversi Capricci\, Napoli 1603] \nAngelo Ragazzi (1680-1750)\nSonata a quattro n. 1\, op. 1 in sol maggiore\n[trascrizione dall’originale per treviolini & basso continuo]\nAllegro – Grave – Allegro \nFrancesco Supriani \nToccata n. 4 in do maggiore  \nSinfonia in do maggiore\nAmoroso – Allegro assai – Larghetto\, Presto \nSonata in la minore\nAndante – Allegro – Adagio – Allegro \n  \n \n  \nFra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo emerge e si consolida a Napoli una straordinaria fioritura di musica strumentale. I virtuosi formatisi in uno dei quattro antichi conservatori napoletani impiegati sia nel viceregno napoletano che nelle maggiori corti europee contribuirono in misura determinante all’evoluzione di generi\, forme e strumenti. In particolare si distingue in questo periodo una vera e propria scuola violoncellistica formata da virtuosi di prima grandezza\, quali Francesco Alborea\, Salvatore Lanzetti e Francesco Paolo Tomaso Supriani (1678-1753). Nato a Conversano\, vicino Bari\, Supriani (il cui cognome appare a volte come Supriano o Sopriano) entrò al Conservatorio della Pietà dei Turchini nel 1693 e studiò violoncello con il celebre maestro Giovanni Carlo Cailò. Impiegato brevemente nella Real Capilla di Barcellona voluta dall’arciduca Carlo d’Asburgo nel 1707\, Supriani fece ben presto ritorno a Napoli\, dove fu impiegato come primo violoncello della Cappella Reale e del prestigioso ensemble del Tesoro di San Gennaro\, e dove sposò la cantante Margherita Mencarelli\, per la quale scrisse anche alcune cantate. Le fonti documentarie confermano che Supriani fu fra i più celebri violoncellisti dell’epoca e attestano pagamenti per le “virtuose fatiche” del violoncellista nel suonare anche presso il Teatro di San Bartolomeo e nelle festività del monastero della Trinità delle Monache.\nSupriani tuttavia occupa un posto di rilievo nella storia del violoncello in quanto autore di uno dei primi metodi per questo strumento\, i Principij da imparare a suonare il violoncello. Il metodo include una breve introduzione ai fondamenti della teoria musicale\, seguita da una serie di 12 Toccate per violoncello solo\, un vero e proprio compendio delle possibilità tecniche dello strumento. Un’altra fonte manoscritta raccoglie dodici sonate che in realtà consistono in una ricca elaborazione virtuosistica delle dodici toccate del metodo. Il carattere tecnico delle Toccate\, ma soprattutto i virtuosistici esempi di elaborazione lasciano pensare a una destinazione di questa raccolta per uso didattico\, destinata agli studenti più avanzati se non addirittura rivolta ai violoncellisti virtuosi. Le composizioni di Supriani rappresentano una risorsa di cruciale importanza per lo studio della prassi esecutiva settecentesca e rivelano l’avanzato sviluppo della scuola violoncellistica napoletana. Questi lavori si collocano nell’ambito della tradizione pedagogica napoletana e rappresentano uno straordinario esempio del brillante virtuosismo che caratterizzava la scuola violoncellistica napoletana.\nTuttavia\, l’orientamento virtuosistico della tradizione strumentale napoletana si unisce da un lato alle movenze dello stile galante e dall’altro a uno stile spesso caratterizzato da una forte presenza del linguaggio contrappuntistico. Esempi significativi dell’adozione di uno squisito stile galante si trovano non solo nei cantabili movimenti lenti delle sonate in Do maggiore e in La minore di Supriani\, ma soprattutto nella più tarda sonata per fagotto di Francesco Ricupero (fl. 1761-1806). Poco si conosce della biografia di questo musicista che fu impiegato nella Cappella Reale e nell’orchestra del Teatro San Carlo e che si distingue per una copiosa produzione di musica sacra e una raccolta di 16 sonate per flauto traverso e basso\, una delle quali appare anche in una versione per fagotto.\nTestimonianza di un più rigoroso stile contrappuntistico appare invece nella prima sonata della raccolta di Sonate a Quattro pubblicate nel 1736 dal violinista Angelo Ragazzi. Violinista nella Real Cappella di Barcellona e dal 1713 presso la Cappella Imperiale di Vienna\, Ragazzi divenne Direttore della Musica alla corte dell’imperatore Carlo VI e primo violino della Cappella Reale di Napoli dal 1729. La raccolta\, dedicata all’imperatore\, presenta dodici sonate in cui si alternano con calcolata regolarità sonate dallo stile concertante con altre per tre violini e basso (in questo concerto trascritta per tre violoncelli)\, che presentano una scrittura marcatamente contrappuntistica.\nSenza dubbio le radici della tradizione strumentale napoletana affondano nel repertorio tastieristico che già alla metà del Cinquecento ricoprì un ruolo di enorme rilievo\, prima grazie all’attività di Jean de Macque\, quindi con quella dei suoi allievi e successori\, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Mayone – musicisti che ebbero un considerevole impatto sullo stile di Girolamo Frescobaldi e sulla formazione del repertorio tastieristico italiano – e infine\, in pieno Seicento\, nella produzione di Giovanni Maria Sabino\, Giovanni Salvatore e Gregorio Strozzi (c.1615-87). Sono questi stessi autori che contribuiscono anche in maniera significativa alla letteratura dedicata all’arpa\, strumento che\, nelle sue varianti organologiche di arpa «doppia» o «tripla»\, rimase negli organici strumentali napoletani fino ai primi decenni del Settecento. Già Cerreto incluse il nome di Ascanio Mayone (c.1565-1627)\, maestro di cappella alla Casa Santa dell’Annunziata e primo organista della Cappella Reale\, sia fra gli organisti che fra i «sonatori eccellenti dell’Arpa à due ordini». Alcune composizioni incluse nel primo libro di Diversi capricci per sonare (1603) prevedono la possibilità di esecuzione sia alle tastiere che all’arpa. Una ricca e varia presenza di strumenti si riscontra naturalmente anche nel repertorio sia sacro (messe\, Passioni\, cantate sacre o altro repertorio liturgico o paraliturgico) che profano (cantate\, serenate) o nell’accompagnamento di intrattenimenti all’aperto (gli spassi) o a corte (le feste a ballo). Alcuni titoli di composizioni strumentali rimandano esplicitamente agli spettacoli o mascherate che avevano luogo nel corso delle «feste a ballo». È il caso della Mascara\, Sonata e Ballata da più Cavalieri Napolitani nel Regio Palazzo di Gregorio Strozzi\, secondo organista della Cappella dell’Annunziata a Napoli e autore di un trattato di teoria musicale (1683). La fanfara iniziale e la rapida successione di sezioni evocative di strumenti a fiato e tamburi\, rimandano agli intrattenimenti musicali che avevano luogo alla corte di Napoli a fine Seicento. \nGuido Olivieri \n  \n______________________________________________________________ \n  \n  \nGiovanna Barbati è una violoncellista e violista da gamba il cui repertorio si estende dalla musica antica a quella contemporanea\, con uno speciale interesse per l’improvvisazione. Si esibisce spesso come solista\, ha eseguito la prima esecuzione di varie composizioni per violoncello\, ed esegue proprie composizioni. Per molti anni è stata primo violoncello e violista da gamba della Academia Montis Regalis\, con cui ha suonato come solista in tour nel 2014\, suonando anche a Parigi\, Londra e S. Pietroburgo. Come primo violoncello ha suonato anche con la Innsbrucker Festwochen Orchestra\, il Teatro Regio di Torino\, l’Accademia Bizantina\, Les Talens Lyriques\, Il Complesso Barocco\, la Real Compañìa Òpera da Càmara\, L’Arte del Mondo\, Camerata Bern e Concerto de’ Cavalieri. Alla viola da gamba ha suonato il continuo in varie opere e nel Sesto Concerto Brandenburghese di Bach con Andras Schiff e Cappella Barca.\nDocente di viola da gamba presso il Conservatorio ‘A. Casella’ de L’Aquila\, insegna anche violoncello barocco e improvvisazione storica. Da anni svolge ricerca musicologica sulla didattica storica dell’improvvisazione al violoncello e alla viola da gamba. È suo l’articolo ‘Il n’exécute jamais la Basse telle qu’elle est écrite’ nel volume Musical Improvisation in the Baroque Era (Brepols 2019)\, edito da Fulvia Morabito; in collaborazione con Guido Olivieri ha preparato l’edizione critica dei Passagagli di Gaetano Francone (HH 2021\, realizzazione del continuo a cura di C. Tiboni) e il Metodo per violoncello di Antonio Guida (Sedm 2021)\, più l’articolo ‘Le Sonate di Antonio Guida: una nuova fonte napoletana per la didattica del violoncello’\, pubblicato in Studi Musicali\, vol. 2\, 2021. Insieme con Alessandro De Marchi ha preparato per il Festival Innsbrucker Festwochen der Alten Musik l’edizione critica delle opere Merope di Riccardo Broschi e Idalma di Bernardo Pasquini\, insieme con Elam Rotem l’opera di Carlo Pallavicino L’amazzone corsara. È stata invitata a presentare nel 2023 il suo lavoro sull’improvvisazione storica presso la Schola Cantorum Basiliensis\, la Smarano Organ Academy e il Mozarteum di Salisburgo.\nHa partecipato alla registrazione di numerosi CD\, vincitori di molti premi\, ricevendo entusiastiche recensioni personali dalla critica. ‘At the cello\, Giovanna Barbati moves us and touches us with its almost mystical and powerfully dramatic performance’. \nDopo aver completato il suo bachelor degree in Barcelona con Amparo Lacruz\, Carla Rovirosa Guals ha iniziato il perfezionamento in violoncello barocco nel 2014 alla Schola Cantorum Basiliensis con Christophe Coin e Petr Skalka. Carla suona in molte orchestra europee tra le quali l’ Orchestra of the Age of Enlightenment\, La Cetra Barockorchester\, Accademia Barocca Lucernensis\, Nordic Baroque Orchestra and Academia Montis Regalis e molte altre.Si è esibita con musicisti eccezionali come Amandine Beyer\, Andrea Marcon\, Sir Simon Rattle\, Andreas Bötticher e ha preso parte a festival come Innsbrucker Alte Musik Festival\, Ryedale Festival in Inghilterra e il Barokkfest in Trondheim. \nElena Bianchi ha studiato fagotto barocco con Lorenzo Alpert presso il Conservatoire Populaire de Musique di Ginevra diplomandosi col massimo dei voti e la menzione speciale della giuria\, e con Alberto Grazzi alla Civica Scuola di Musica di Milano. In precedenza si è diplomata in flauto dolce con Giorgio Pacchioni al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e si è laureata in musicologia presso il D.A.M.S. dell’Università di Bologna. Come fagottista si dedica sia al repertorio per dulciana sia a quello per fagotto barocco e classico.\nNel 1999 è stata fagottista dell’Orchestra Barocca dell’Unione Europea\, con cui si è esibita in molti paesi europei sotto la direzione di Ton Koopman e Roy Goodman\, per il quale ha anche suonato come solista un concerto per fagotto del compositore inglese Capel Bond. Suona regolarmente sia in Italia che all’estero (Europa\, Egitto\, Turchia\, U.S.A.\, Messico\, Australia\, Colombia\, Corea e Giappone). Ha collaborato con vari gruppi di musica antica tra cui l’orchestra Academia Montis Regalis con cui ha lavorato sotto la direzione di Jordi Savall\, Sigiswald e Barthold Kujken\, Filippo Maria Bressan\, (Konrad Junghänel)\, Concerto Koeln sotto la direzione di René Jacobs e Ivor Bolton\, l’Ensemble Elyma (Gabriel Garrido)\, il Balthasar Neumann Ensemble (Thomas Hengelbrock)\, La Risonanza (Fabio Bonizzoni)\, Le Concert des Nations (Jordi Savall)\, il Complesso Barocco (Alan Curtis)\, il Divino Sospiro (Enrico Onofri)\, la Irish Baroque Orchestra (Monica Huggett). Lavora regolarmente con l’Accademia Bizantina (Ottavio Dantone)\, I Turchini (Antonio Florio)\, l’Ensemble Aurora(Enrico Gatti)\, il Concerto Italiano (Rinaldo Alessandrini) e Concerto Koeln. Ha al suo attivo varie registrazioni radiofoniche e discografiche\, per Opus 111\, Emi Classics\, Amadeus\, Deutsche Grammophon\, Tactus\, Dynamics\, Glossa\, Brilliant Classics. Ha insegnato fagotto barocco presso il Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza e l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. \nNata a Milano\, Mara Galassi ha studiato arpa moderna sotto la guida di Luciana Chierici presso la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado)\, diplomandosi presso il Conservatorio di Pesaro nel 1976. Ha seguito corsi di perfezionamento a Londra con David Watkins e a Zurigo con Emmy Huerlimann. Ha suonato con le orchestre della Rai di Milano e Napoli\, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Opera di Genova; dal 1980 al 1989 ha ricoperto il ruolo di prima arpa presso il Teatro Massimo di Palermo.\nDal 1984 si è dedicata all’esecuzione del repertorio rinascimentale e barocco sull’arpa doppia\, perfezionandosi al Conservatorio di Rotterdam con David Collyer (vincitrice di borsa di studio) e al Sarah Lawrence College di New York sotto la guida di Patrick O’Brien (vincitrice di borsa di studio Fulbright). Ha seguito a Londra i corsi di musicologia di Michael Morrow ed è socio fondatore della Historical Harp Society e attuale membro della Historical Harp Society of America.\nSvolge intensa attività concertistica come solista e in collaborazione con i più prestigiosi gruppi di musica antica d’Europa: Concerto Vocale (dir. René Jacobs)\, Concerto Italiano (dir. Rinaldo Alessandrini)\, Concerto Köln\, Freiburger Barockorchester\, Akademie fuer alte Musik Berlin\, Concerto Soave (dir. Jean-Marc Aymes)\, Mala Punica (dir. Pedro Memelsdorff)\, Musica Petropolitana (San Pietroburgo). Ha inciso per Tactus\, Symphonia\, Ricordi\, Arcana\, Erato\, Harmonia Mundi\, Opus 111.\nPer Glossa Music ha pubblicato Il viaggio di Lucrezia\, musica italiana del primo Seicento (premiato con Choc de la Musique e Cannes Award)\, Les Harpes du Ciel\, una raccolta di duetti per due arpe a crochet della fine del Settecento e A Microcosm Concerto\, con musiche di Haendel. Per Harmonia Mundi\, con la Freiburger Barockorchester\, ha inoltre inciso il Concerto per arpa e flauto di Mozart.\nIn collaborazione con Deda Cristina Colonna\, danzatrice\, attrice e regista\, ha ideato lo spettacolo Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio\, attualmente disponibile in versione filmica (Art Film\, Fondazione Marco Fodella\, 2010). Dal 1989 è docente di arpa rinascimentale e barocca e musica da camera presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. \nChiara Tiboni\, clavicembalista\, è titolare della Cattedra di Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano. Ha approfondito in modo particolare la conoscenza della teoria e della prassi esecutiva della musica antica sotto la guida del M° Kenneth Gilbert\, con il quale ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena e sempre sotto la sua guida presso la Hochschule für Musik “Mozarteum” di Salisburgo\, conseguendo il diploma di virtuosismo nel 1990. Si è in seguito specializzata in basso continuo conseguendo il I e II livello in Maestro al Cembalo presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma con M° Federico Del Sordo. È direttore artistico dell’Associazione Musicale L’Architasto a Roma. L’intento\, in particolare\, è rivalutare gli antichi strumenti da tasto (clavicembalo\, clavicordo\, organo\, fortepiano). Dal 2008 organizza il “Festival Internazionale de L’Architasto: il clavicembalo” cercando di rinnovare lo splendore che la tastiera aveva raggiunto a Roma nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Si è dedicata alla riscoperta del Repertorio di compositrici del ‘600 e ‘700 eseguendo molti concerti con la loro musica. Ha inciso un CD con 12 sonate a 1\, 2\, 3\, e 4 istromenti scritte da Isabella Leonarda\, La Musa Novarese.\nDal 2012 al 2020 è stata anche Direttore artistico del Festival Frescobaldi che si svolge annualmente presso la Basilica dei SS. XII Apostoli in Roma.\nHa suonato come solista e in formazioni cameristiche a Roma\, Praga\, Newcastle upon Tyne\, Oxford\, Edimburgo\, Dublino\, Varsavia\, Toronto\, Washington\, Budapest\, Lisbona\, Santander\, invitata dall’Istituto Italiano di Cultura del Ministero degli Esteri e dall’Università di Musica di Oxford e Newcastle upon Tyne.\nPer l’Edition HH (Oxford) nel 2021 ha collaborato alla realizzazione del basso continuo dei “10 Passagagli per violoncello” di Gaetano Francone edito da Giovanna Barbati e Guido Olivieri. Per la Brilliant ha inciso il cd con musiche di Johann Baptist Vanhal\, Le Sonate per clarinetto storico e clavicembalo. Sempre per la Brilliant ha inciso La Serva padrona di Pergolesi. Di recente uscita (2022) un metodo didattico per i conservatori: Il Basso continuo reso facile (ED. Rugginenti – Milano. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14343/le-virtuose-fatiche
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SUMMARY:L’Iberia di Scarlatti
DESCRIPTION:QUINTO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nL’Iberia di Scarlatti \nIrene González Roldán\, Clavicembalo \n  \n_____________________________________ \n  \nSebastián de Albero (1722 – 1756)\nRecercata\, fuga e sonata prima\n(Obras para clavicordio o piano forte\, E-Mc 4/1727(2)) \nAntonio Soler (1729 – 1783)\nPreludio IV in Fa minore\n(Llave de la Modulación\, Madrid 1762) \nCarlos Seixas (1704-1742)\nSonata nº. 43 in Fa minore Minuet in Fa Maggiore Sonata n.. 44 in Fa minore\n(Ochenta sonatas para instrumentos de tecla\, ICS 19) \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K 144 in Sol Maggiore – Cantabile Sonata K 115 in Do minore – Allegro \nJosé de Nebra (1702 – 1768)\nSinfonía II in Mi minore (E-Zac\, B-2 s/n)\nAllegro – Correnta – Vivo \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata K 213 in Re minore – Andante\nSonata K 214 in Re Maggiore – Allegro vivo \nAntonio Soler\nPreludio I in Re minore (Llave de la Modulación\, Madrid 1762) \nFélix Máximo López (1742 – 1821)\nVariaciones del Fandango español\n(Biblioteca Nacional de España\, MC/ 4420/14) \n  \n_____________________________________________________________ \n  \nIrene González Roldán (Siviglia\, 1997) ha iniziato a suonare il clavicembalo all’età di sette anni. Dopo aver studiato clavicembalo a Siviglia e Salamanca\, si è trasferita nei Paesi Bassi per studiare all’Aia e ad Amsterdam con J. Ogg\, P. Ayrton\, M. van Delft e K. Verhelst. Attualmente studia presso la Schola Cantorum Basiliensis (Svizzera)\, nella classe di A. Marcon e J.-A. Bötticher.\nVincitrice del 1° Premio e del Premio del Pubblico al 3° Concorso Internazionale di Clavicembalo di Milano (2021)\, ha anche ricevuto il 1° Premio con il suo gruppo Flor Galante al 4° Concorso Internazionale di Bach a Berlino e. Recentemente ha vinto il 2° Premio all’International Bach Competition di Lipsia\, XXXIII edizione (luglio 2022).\nIrene è stata inoltre vincitrice per due volte (2018 e 2020) della borsa di studio dell’Associazione degli amici dell’Orchestra barocca di Siviglia a sostegno dei i suoi studi di musica antica all’estero.\nSi è esibita in numerosi festival in Spagna e nei Paesi Bassi (Festival di musica antica di Siviglia/FeMÀS\, Musae\, Festival di musica antica di Utrecht/Fabulous Fringe\, FEMUBA) e ha suonato accanto a musicisti quali di J. Ogg\, A. Bernardini e E. López Banzo; ha inoltre collaborato con vari gruppi\, tra cui Orquesta Barroca de Sevilla\, Seconda Pratica\, Sponte Sua e New Collegium. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14345/liberia-di-scarlatti
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SUMMARY:Antonio Vivaldi\, Le Quattro Stagioni
DESCRIPTION:SESTO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \n  \nVariazione del programma \n  \nBoris Begelman\, Violino I e Direzione \nAcademia Montis Regalis\nLaura Andriani\,Violino II\nClaudio Andriani\, Viola\nNicola Brovelli\, Violoncello\nPaolo Bogno\, Contrabbasso\nMauro Pinciaroli\, Tiorba\nMartino Noferi e Gregorio Carraro\, Oboi e flauti dritti\nLucia Rizzello e Marica Testi\, Flauti traversieri\nFederica Bianchi\, Clavicembalo \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nConcerto in do maggiore per due flauti traversieri\, archi e basso continuo RV 533\nAllegro – Largo – [Senza indicazione di tempo] \nAntonio Vivaldi\nConcerto in sol minore per archi e basso continuo RV 157\nAllegro – Largo – Presto \nJohann Georg Pisendel (1687-1755)\nSonata in do minore per due oboi\, archi e basso continuo \n  \nAntonio Vivaldi – Le Quattro stagioni \nConcerto nr. 1 in Mi Maggiore RV269 La primavera\n(Allegro – Largo e pianissimo – Allegro pastorale) \nConcerto nr. 2 in sol minore RV 315 L’estate\nAllegro non molto – Adagio e piano – Presto e forte \nConcerto nr. 3 in Fa Maggiore RV 293 L’autunno\nAllegro – Adagio molto – Allegro \nConcerto nr. 4 in fa minore RV 297 l’inverno\nAllegro non molto – Largo – Allegro \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nNei primi decenni del XVIII secolo Venezia divenne uno dei centri musicali più importanti d’Europa\, in grado di influenzare le mode a livello continentale e per questo meta preferita per numerosi musicisti europei. Il programma\, propone in apertura due brani strumentali di Vivaldi e uno di Johann Georg Pisendel\, grande virtuoso di violino attivo a Dresda\, che intrecciò un fitto rapporto con il Prete Rosso\, prima come allievo e poi come committente di opere che fece eseguire nella città tedesca; a conclusione\, Le Stagioni\, i quattro concerti forse più famosi al mondo\, in una esecuzione fuori dal comune. \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nL’Orchestra dell’Academia Montis Regalis nasce nel 1994 con l’intento di promuovere il repertorio barocco e classico del sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. È nata così l’Orchestra dell’Academia Montis Regalis\, divenuta una realtà professionale tra le più apprezzate a livello nazionale e internazionale. Fin dall’inizio della propria attività è stata diretta dai più importanti specialisti internazionali nel campo della musica antica: Ton Koopman\, Jordi Savall\, Christopher Hogwood\, Reinhardt Goebel\, Monica Huggett\, Luigi Mangiocavallo\, Enrico Gatti\, Alessandro De Marchi e molti altri ancora.\nL’Orchestra ha avuto presenze regolari presso alcune delle più importanti istituzioni concertistiche e festival quali: l’Unione Musicale di Torino\, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma\, gli Amici della Musica di Perugia\, di Firenze e di Padova\, il Festival MiTo/Settembre Musica di Torino\, il Teatro dell’Opera di Lille\, il Teatro Municipale di Losanna\, il Festival di Montreux\, il Teatro degli Champs-Elysées di Parigi\, il Teatro di Poissy\, Il Festival di Musica antica di Lione\, il Festival di Vancouver\, il Festival di Halle\, il Festival di Innsbruck\, il Teatro Regio di Torino.\nL’orchestra ha partecipato inoltre a un importante progetto discografico\, la Vivaldi Edition\, che ha come scopo l’incisione di tutti i manoscritti vivaldiani conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino. Il primo CD registrato dall’orchestra\, la Juditha Triumphans\, diretta da Alessandro De Marchi\, ha riscosso un successo straordinario in tutto il mondo. A questa prima incisione se ne sono aggiunte altre quattro\, fra cui l’opera teatrale Orlando Finto Pazzo e una serie di concerti per violino e archi realizzati con Enrico Onofri. Successivamente l’orchestra ha registrato per la casa discografica inglese Hyperion tre Oratori di scuola romana del primo Settecento: il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel\, il San Giovanni Battista di Alessandro Stradella e il Davidis Pugna et Victoria di Alessandro Scarlatti. Ha avuto un’intensa attività discografica con prestigiose etichette discografiche internazionali quali OPUS 111\, Naïve\, Hyperion e Sony\, ottenendo molti riconoscimenti internazionale per tale attività discografica: Diapason d’Or\, Choc Musique\, Grammophone Choice e altre.\nDal 2010 al 2018 l’Academia Montis Regalis è stato il gruppo residente presso il prestigioso Festival Innsbrucker Festwochen\, eseguendo ogni anno un’opera barocca e realizzando vari progetti cameristici. Le prime due opere eseguite al Landes Teather di Innsbruck\, L’Olimpiade di Pergolesi e il Flavius Bertaridus di Telemann\, sono state accolte trionfalmente dalla critica internazionale e sono state registrate dal vivo dalla Sony Classics.\nNel 2005 l’Academia Montis Regalis ha conseguito il prestigioso Premio Abbiati della critica musicale italiana\, per la sua attività artistica svolta nel settore della musica antica. \n\nBORIS BEGELMAN \nAffermatosi rapidamente come uno dei più interessanti violinisti della sua generazione\, Boris Begelman si è diplomato in violino al Conservatorio Tchaikovskji di Mosca\, completando successivamente la sua formazione sullo strumento barocco in Italia.\nSi è esibito da solista o da Konzertmeister sui principali palcoscenici internazionali\, tra cui la Berliner Philarmonie\, il Musikverein di Vienna\, il Théatre des Champs-Elysees\, la Wigmore Hall\, il teatro Liceu di Barcellona\, l’Opera Royal de Versailles\, il KKL di Lucerna\, collaborando con orchestre quali il Complesso Barocco\, Kammerorchester Basel\, I Barocchisti\, Cappella Mediterranea\, B’Rock orchestra.\nDal 2017 è il Konzertmeister di Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini.\nHa diretto dal violino Accademia Bizantina\, il Pomo d’oro\, Accademia Montis Regalis\, Arion Baroque Orchestra\, Jerusalem Baroque Orchestra e solisti tra cui Vivica Genaux\, Max Cenčić\, Simone Kermes.\nNel 2014 Boris ha fondato il suo ensemble\, Arsenale Sonoro\, il cui debutto discografico con una selezione dalle Sonate per violino e basso continuo di Telemann per Sony DHM è stato accolto entusiasticamente dalla critica mondiale. Segue nel 2022 per Obsidian Records un album dedicato a Domenico Scarlatti: un’interessante nuova lettura di alcune sonate sempre eseguite al clavicembalo\, che potrebbero invece essere state intese per violino e basso continuo.\nSempre per DHM esce nel 2017 “Sei solo” con la registrazione integrale delle Sonate e Partite di J. S. Bach\, premiato tra i Discos exceptionales della rivista spagnola Scherzo.\nEntra a far parte del prestigioso catalogo Vivaldi Edition con l’album “Le nuove vie” in cui esegue sei virtuosistici concerti vivaldiani accompagnati da Concerto Italiano e diretti da Alessandrini. La sua esecuzione\, uscita per Naïve nel 2021\, è stata definita “un’abbagliante raggio di sole” da BBC Music Magazine figurando come Concerto Choice nel numero di Settembre 2021. Il 27 Ottobre2023 è attesa l’uscita del nuovo album recital di Francesca Aspromonte con Arsenale Sonoro diretto da Boris Begelman per l’etichetta Pentatone.\nTra gli impegni recenti e futui\, oltre all’attività di Konzertmeister: concerti alla guida di Arsenale Sonoro con il soprano Francesca Aspromonte per il Festival Musik&Kirche di Bressanone\, Argiano Baroque Festival e Monteverdi Tuscany\, Roma Festival Barocco; concerti come direttore di Accademia Montis Regalis; un concerto come solista e direttore per la stagione degli Amici della Musica di Cagliari.\nOltre all’attività concertistica Boris si dedica all’insegnamento. Da novembre 2022 insegna violino barocco al Conservatorio Scarlatti di Palermo e tiene regolarmente delle Masterclass. La prossima si terrà all’Accademia Domaine Forget&Charlevoix in Canada nel Luglio 2023. \n  \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14347/johann-david-heinichen-un-compositore-tra-venezia-e-dresda \n  \n  \nI biglietti già acquistati possono essere rimborsati oppure utilizzati per il nuovo concerto dello stesso giorno o per uno qualsiasi dei concerti in programma al Refettorio nel corso del festival.
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SUMMARY:Antonio Caldara: Maddalena ai piedi di Cristo
DESCRIPTION:SETTIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nANTONIO CALDARA (1670 -1736): MADDALENA AI PIEDI DI CRISTO\nOratorio per soli e strumenti \nPersonaggi e interpreti:\nMaddalena\, soprano: Jin Jiayu\nMarta\, soprano: Elena Finelli\nAmor Terreno\, mezzo/contralto: Asia Trifari\nAmor Celeste\, mezzo/contralto: Elisabetta Ricci\nCristo\, tenore: Roberto Manuel Zangari\nFariseo\, basso: Antonino Arcilesi \nENRICO ONOFRI\, direttore \n  \n________________________________________________________________________ \n  \nViolini I:\nRossella Croce*\nLola Ottoni\nEleonora Zanne\nGiuditta Meldolesi \nViolini II:\nSinni Ricci*\nDaniele Rotilio\nGilberto Ceranto jr\nElisa Ciavola \nViole:\nRaffaele Nicoletti*\nChiara Sartorato \nVioloncelli:\nCristina Vidoni*\nFederico Immesi\nGiuliana Garda \nContrabbasso:\nMarco Contessi* \nClavicembalo:\nSimone Pierini \nTiorba:\nGiorgia Zanin \nOrgano\nDaniela Lopez Quesada \n* prime parti \n  \n________________________________________________________________________ \n  \n  \nSebbene l’Oratorio nasca con l’intento di promuovere i nuovi ideali religiosi controriformistici ‘fra le genti’\, unendo momenti musicali e riflessione spirituale\, nel corso del seicento assume sempre più una finalità esclusivamente musicale. Una ‘laicità’ che\, in piena autonomia estetica\, tende ad inglobare gli effetti stilistici di forme e generi evoluti con l’avvento della ‘seconda prattica’ (cantata\, recitativo\, aria).\nSviluppo formale ed estetico-musicale che\, tuttavia\, non rinuncia ai testi sacri o morali: la ricchezza delle immagini contenute nelle affascinati storie bibliche\, sono canovacci di grande fascino e\, al tempo stesso\, preziosi suggerimenti per disegnare con le fantasiose tecniche compositive del tempo mirabili affreschi sonori.\nAntonio Caldara (c1670-1736) è fra gli i autori più importanti del secolo ed autore di circa 43 Oratori. Proprio in questo nuovo genere riesce a coniugare sapientemente le raffinate forme strumentali di scuola veneziana con la vibrante vocalità napoletana.\nUn connubio che si esplicita vividamente nell’Oratorio di ‘Maddalena ai piedi di Cristo’\, eseguito per la prima volta a Venezia nell’anno 1700.\nIl testo di Ludovico Forni\, rimaneggiato rispetto a quello giù usato da Gasparini nel 1690\, viene musicato con una successione di arie\, talune accompagnate dal solo ‘continuo’ altre con strumenti\, ed arricchito da una scrittura orchestrale che taluni amano ricordare come una delle più fantasiose del tempo\, tanto da richiamare gli effetti orchestrali della grande stagione haendeliana. \n  \nDirettore principale della Filarmonica Toscanini di Parma\, direttore artistico partner della Philharmonie austro-ungarica Haydn\, Direttore associato della Münchener Kammerorchester\, direttore associato dell’Orchestre National d’Auvergne\, direttore principale dell’Orchestra Barocca Real Câmara di Lisbona\, Enrico Onofri è cresciuto nell’antico atelier dei suoi genitori a Ravenna (Italia)\, circondato dalla bellezza del passato fin dall’inizio dei suoi studi musicali\, sviluppando da qui una passione per le esecuzioni storiche. Come direttore d’orchestra e solista\, è stato così portato a esplorare il repertorio dal XVII al XX secolo creando un suo personale linguaggio attraverso la conoscenza delle prassi storiche\, intese come straordinarie fonti di ispirazione per nuovi spunti e panorami interpretativi. La sua carriera è iniziata con l’invito di Jordi Savall a diventare primo violino di La Capella Real quando era ancora studente. Ben presto si è trovato a collaborare con gruppi come il Concentus Musicus Wien\, l’Ensemble Mosaiques e Il Giardino Armonico\, ensemble che ha diretto come primo violino e solista dal 1987 al 2010. Nel 2002 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra\, che gli ha portato grandi successi. consensi e numerosi inviti da orchestre\, teatri d’opera e festival di tutta Europa\, Giappone e Canada. Dal 2004 al 2013 è stato direttore principale del Divino Sospiro di Lisbona\, dal 2006 è direttore ospite dell’Orquesta Barroca de Sevilla ed ex direttore principale dell’orchestra Academia Montis Regalis.\nGli inviti come direttore o come direttore in residenza includono orchestre come Akademie für Akademie für Alte Musik\, Camerata Bern\, Bochumer Symphoniker\, Vienna Chamber Orchestra\, Festival Strings Lucerne\, Kammerorchester Basel\, Tafelmusik Toronto\, Orchestra Ensemble Kanazawa\, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, Real Orquesta Sinfonica de Sevilla\, Orquesta de l’Opéra de Lyon\, Orquesta Sinfonica de Galicia\, Orchestra Metropolitana Lisbon\, Real Filharmonia de Galicia\, Riga Sinfonietta e altro ancora. In campo operistico\, ha diretto produzioni operistiche all’Opéra di Lione\, al Teatro de la Maestranza di Siviglia\, al Teatro Regio di Torino\, all’Halle Staatstheater\, tra gli altri\, lavorando con registi come Alessio Pizzech\, Mariame Clément\, David Marton\, Stephen Lawless.\nHa fondato il gruppo da camera Imaginarium Ensemble per eseguire il grande repertorio italiano per violino solista dal primo Barocco fino all’Illuminismo. I CD dell’Imaginarium Ensemble hanno ricevuto numerosi premi. Tra questi\, il prestigioso Diapason d’or de l’année francese 2020 per “Into Nature\, Le stagioni di Vivaldi e altri suoni della Madre Terra”\nEnrico si è esibito nelle sale da concerto più famose del mondo\, tra cui Musikverein e Konzerthaus di Vienna\, Mozarteum di Salisburgo\, Philarmonie e Unter den Linden Opera di Berlino\, Alte Oper di Francoforte\, Concertgebouw di Amsterdam\, Teatro San Carlo di Napoli\, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York\, Wigmore Hall e Barbican di Londra\, Tonhalle di Zurigo\, Théâtre des Champs-Elysées e Théâtre du Châtelet di Parigi\, Auditorio Nacional di Madrid\, Oji Hall di Tokyo\, Osaka Symphony Hall\, Teatro Colon di Buenos Aires\, accanto ad artisti come Nikolaus Harnoncourt\, Gustav Leonhardt\, Christophe Coin\, Cecilia Bartoli\, Katia e Marielle Labèque e altri. Molte delle registrazioni di Enrico con Teldec\, Decca\, Astrée\, Naive\, Deutsche Harmonia Mundi / Sony\, Passacaille\, Nichion\, Pentatone\, Winter & Winter\, Opus111\, Virgin\, Zig Zag Territoires ecc.\, hanno ottenuto prestigiosi premi internazionali\, come il Gramophone Award\, Grand Prix des Discophiles\, Echo-Deutsche Schallplattenpreis\, Premio Caecilia\, Premio Fondazione Cini di Venezia\, La Nouvelle Academie du Disque e numerosi Diapason d’Or\, Choc de la Musique\, 10 de Répertoire des disques compacts.\nEnrico è docente di violino barocco e interpretazione della musica barocca presso il conservatorio A. Scarlatti di Palermo dal 1999\, attualmente presso il conservatorio G.Rossini di Pesaro. È stato invitato a tenere masterclass in tutta Europa\, Canada\, USA (Juilliard School\, New York) e Giappone. È stato tutore e direttore d’orchestra dell’EUBO (Orchestra Barocca dell’Unione Europea). Nel 2019 gli è stato assegnato il premio F. Abbiati come miglior solista dell’anno. \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \nL’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani è un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e Ricerca\, Segretariato generale. Il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo è attualmente la sede amministrativa e organizzativa di questa formazione. Ha debuttato ufficialmente il 30 aprile del 2016 a Palermo presso la Chiesa di San Mamiliano ed ha proseguito con successo la sua attività con diverse manifestazioni che l’hanno vista impegnata presso importanti festival e stagioni concertistiche come il Festival dei Due Mondi\, i Pomeriggi musicali di Milano\, il Festival austriaco di musica antica Trigonale\, gli Amici della Musica di Padova\, il Festival Barocco di Roma\, Settimane Barocche di Brescia e tante altre sedi. Da cinque anni partecipa alle stagioni concertistiche della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Recentemente ha suonato a Roma per un concerto ufficiale del Miur alla presenza del Ministro Fioramonti ed ha registrato un cd con arie inedite di Francesco Gasparini\, recentemente pubblicato per Glossa\, riscuotendo ottime recensioni e premi dalle riviste internazionali specializzate. Nella stessa occasione ha partecipato ad una registrazione trasmessa da Rai5. Ultimo concerto effettuato\, prima del lockdown\, nel febbraio 2020 al Teatro Massimo\, diretto da Rinaldo Alessandrini. Ha ripreso la sua attività nel marzo 2022 suonando all’Expo di Dubai 2020 un programma vivaldiano con “Le quattro stagioni” e altro diretta da Boris Begelman. Recentemente ha suonato per la stagione del Teatro Massimo di Palermo con un programma che spaziava da Jommelli a Mozart con la partecipazione solistica del soprano Desirée Rancatore e la direzione di Giulio Prandi.\nLa stampa nazionale si è occupata di questa Orchestra con delle recensioni assai lusinghiere. Citiamo per tutti Mauro Mariani dal “Giornale della Musica” a proposito di un concerto a Roma al Conservatorio di Santa Cecilia: “…bisognava ascoltarli diretti da Enrico Onofri (anche violino solista) con l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori\, un gruppo quasi perfetto\, che non impallidisce davanti ai più noti ensemble specializzati”. \n 
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SUMMARY:Antonio Vivaldi (1678 – 1741): Concerti a cinque
DESCRIPTION:OTTAVO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741)\nCONCERTI A CINQUE \nI Solisti di Camerata Accademica\nELICIA SILVERSTEIN\, Violino\nPAOLO FALDI\, Flauto Dolce e Oboe\nPRISKA COMPLOI\, Oboe e Flauto Dolce\nSTEFANO SOPRANZI\, Fagotto\nSEBASTIANO SEVERI\, violoncello\nALBERTO MARON\, clavicembalo \nPaolo Faldi\, direttore \n  \n_____________________________________________________________________________ \n  \nConcerto in sol minore RV 105 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro molto \nConcerto in do maggiore RV 88 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Cantabile – Allegro molto \nConcerto in fa maggiore RV 99 per flauto\, violino\, oboe\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in re maggiore La Pastorella RV 95 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Allegro \nConcerto in sol minore RV 107 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo\nAllegro – Largo – Presto \nConcerto in re maggiore RV 84 per flauto\, oboe\, violino\, fagotto & basso continuo \nAllegro – Largo – Allegro \n  \n___________________________________________________________________________ \n  \n  \nIl corpus delle opere vivaldiane è conservato nella sua maggioranza presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.\nNel suo celebre catalogo vivaldiano Peter Ryom ha riunito sotto la dicitura «Compositions avec plusieurs instruments et basse continue» i concerti per flauto\, oboe\, violino\, fagotto e basso continuo. Questi concerti furono presumibilmente scritti da Vivaldi verso la fine del primo decennio del ‘700. Non abbiamo notizie di altri concerti con tale formazione in Italia; le uniche attestazioni quasi coeve sono infatti i Concerti avec plusieurs instruments di J.S. Bach (i celebri Concerti Brandeburghesi) e le uniche copie oltralpe di tali composizioni le troviamo soltanto a Manchester e a Dresda.\nLa struttura prevalente è in tre movimenti: allegro-largo-allegro. Molti dei concerti da camera possono essere ascritti a concerti solistici (o concerti grossi) in miniatura\, ove a volte uno strumento prende il sopravvento sugli altri\, tant’è che 6 di questi concerti hanno una versione posteriore “solistica” con orchestra e basso continuo\, elaborati soprattutto per flauto\, archi e b.c. nell’opera X pubblicata ad Amsterdam nel 1728 dall’editore Le Cene.\nL’uso del flauto traverso\, strumento che prese piede a Venezia in maniera costante verso la seconda e terza decade del ‘700\, fa presupporre che tali concerti non vennero concepiti per l’Ospedale della Pieta’ e suonati dalle celebri “putte”\, ma per la corte di Mantova\, dove il “prete rosso” fu al servizio tra il 1718 ed il 1720 come “Maestro di cappella da camera”. Alcuni concerti (che Vivaldi chiama appunto semplicemente “concerti”) vengono caratterizzati con un titolo: “il Gardellino”; “La Pastorella”; “Tempesta di mare”.\nFlauto traverso\, o meglio traversiere\, e flauto dolce (che era sempre in Italia chiamato semplicemente “Flauto”) erano strumenti quasi interscambiabili; per tale motivo è possibile usare sia il traversiere che il flauto dolce. A conferma di tale pratica in uso alla fine del XVII secolo è l’attestazione nel trattatello di Bartolomeo Bismantova l’iconografia del “Flauto Italiano”\, ovvero un flauto dolce in sol.\nFreschezza\, virtuosismo\, nobiltà degli adagi sono le caratteristiche principali dei concerti a 5\, musica che non smette di deliziare cuori ed orecchie di tutti noi. \n  \nVincitrice del 2020 BBC Music Magazine-Award\, Elicia Silverstein si e’ presentata nei palcoscenici di tutto il mondo sia come esecutrice di musica moderna sia come interprete di musica antica con strumenti storici. I suoi concerti sono stati recensiti dalle piu’ importanti testate musicali come “The Strad”\, “Gramophone” ecc.\nCome solista ha suonato con importanti gruppi storici quali Orchestra The Age of Enlightenment\,\nBarokkanerne (Norway)\, Ensemble Odyssee (Netherlands)\, Cathedra Camerata (US)\, Tesserae Baroque (US)\, the Steinitz Bach Players (UK)\, ed Ensemble Paulus Barokk (Norway).\nHa collabortato con Accademia Bizantina\, B’Rock (Belgium)\, the Handel and Haydn Society (USA)\, and Les Inventions (France. Ha presentato recital solistici al Barbican’s Baroque per il Edge festival (UK)\, Wonderfeel Festival (Netherlands)\, Larvik Barokk Festival (Norway)\, Brighton Early Music Festival (UK)\, Capella Cracoviensis’Musica Poetica Festival (Poland)\, Festival Internacional de Música de Espinho (Portugal)\, Bologna Modern (Italy) e molti altri.\nAffianca l’attivita’ di solista con quella cameristica suonando in duo violino-fortepiano e con i migliori gruppi e musicisti di musica moderna e dantica.\nElicia suona un violino Jean- Baptiste Vuillaume del 1856\, copia di un Guarnerius del Gesu’. \nFiorentino di nascita\, bolognese di adozione\, Paolo Faldi inizia lo studio di violino\, oboe e flauto dolce in giovane età. Si diploma in oboe moderno\, flauto dolce ed oboe barocco suonando con tutti i gruppi di musica antica. Per 20 anni è oboista e flautista di Hesperion XX (e XXI) e de Le Concert de Nations di Jordi Savall coi quali ha suonato in Europa\, Asia e Stati Uniti. Fondatore dell’Orchestra Barocca di Bologna e dell’orchestra barocca di Padova “Camerata Accademica”\, collabora in qualità di flautista\, oboista e direttore con l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone. Insegna Flauto Dolce ed Oboe barocco presso il Conservatorio Pollini di Padova.\nHa organizzato masterclass presso il Conservatorio di Padova con i più celebri flautisti dolci\, tra cui D. Laurin\, E. Bosgraaf\, L. Cavasanti\, con i quali ha effettuato concerti in collaborazione con Camerata Accademica.\nCome direttore di Camerata Accademica ha effettuato numerosi concerti nei festival italiani: Galuppi Festival di Venezia\, “Grandezze&Meraviglie” di Modena\, “Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano”\, Roma Festival Barocco. Ha inciso più di 40 CD con le varie orchestre e formazioni cameristiche con le quali ha collaborato; ultima uscita il CD contente le cantate di Alessandro e Benedetto Marcello eseguite con Camerata Accademica e la soprano Lucia Cortese\, trasmesso su Radio3Classica nel gennaio 2020. \nIl gruppo strumentale Camerata Accademica nasce nel 2015 da un’idea di Paolo Faldi di formare un ensemble di giovani musicisti specializzato nel repertorio barocco e classico con strumenti storici\, o\, come si usa dire oggi\, con prassi storicamente informata. Camerata Accademica si è già esibita per associazioni concertistiche di rilievo\, quali Festival Grandezze&Meraviglie di Modena\, Galuppi Festival di Venezia\, Associazione Trento Musica\, Emilia-Romagna Festival\, Festival Roma Barocco\, Festival Internazionale di Musica Antica di Brezice (Slovenia). collaborando con istituzioni orchestrali tra le più affermate\, tra cui l’Orchestra Barocca San Marco di Pordenone e con cantanti quali Gemma Bertagnolli\, Sara Mingardo\, Mauro Borgioni\, Paolo Borgonovo\, flautisti di alta caratura come Dan Laurin\, cembalisti e organisti tra cui Roberto Loreggian e Manuel Tomadin\, violinisti quali Federico Guglielmo. Al suo attivo vanta già un repertorio di prestigio\, tra cui spiccano Johannes Passion\, Magnificat\, Concerti Brandeburghesi di J.S. Bach\, Gloria di Antonio Vivaldi\, The Fairy Queen di H. Purcell\, Water Music di G.F. Handel. Ha presentato in prima esecuzione mondiale in tempi moderni l’Oratorio “Il martirio di S. Caterina” di A. Caldara. Ha inciso per la casa discografica Elegia un CD di cantate di Alessandro e Benedetto Marcello con il soprano Lucia Cortese. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14348/antonio-vivaldi-1678-1741-concerti-a-cinque
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SUMMARY:Un percacho que parte de Nápoles a Roma
DESCRIPTION:NONO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco\nDomenica 10 dicembre 2023 ore 20.00\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \nUn Percacho que parte de Nápoles a Roma\nMusica popolare al confine tra Rinascimento e Barocco\n\nNando Citarella\, canto\, tamburi a cornice\, chitarra battente\nMichele Carreca\, chitarra alla spagnola\, tiorba \n  \n  \nProlusione a cura di Patrizia Botta (Sapienza Università di Roma) e Francesco Zimei (Università di Trento) \n  \n______________________________________________________________________________________ \n  \n  \nAnonimo XVII secolo* \nPassagallo e passeggio – Cecchetta\n\nAnonimo XVI secolo** \nEn esta larga ausencia  \nGiovanni Paolo Foscarini (?-1649) \nToccata – Ciaccona variata \nGiuseppino Cenci (?-XVII sec.) \nFuggi\, fuggi\, fuggi da questo cielo \nBellerofonte Castaldi (1581-1649) \nArpeggiata a mio modo \nAnonimo XVII secolo\nIo piango\, tu non torni\, il duol non sciema \nAnonimo XVII secolo*\nTarantella \nAnonimo XVI secolo**\nSi queréis que os enrrame la puerta \nBellerofonte Castaldi \nCorrente cromatica \nGiuseppino Cenci \nLeggiadri occhi sereni \nAnonimo XVI secolo \nIanni dell’uorto \nGiovanni Paolo Foscarini \nTasteggiata soave – Corrente \nGabriele Fallamero (?-1584)\nVorria Madonna fareti sapere \nAnonimo XVI secolo**\nArrojóme las naranjicas \n* Dai manoscritti della Biblioteca Planettiana di Jesi\n** Dal manoscritto Corsini 625 della Biblioteca dell’ Accademia dei Lincei \n  \n_______________________________________________________________________ \n  \n  \nIl programma del concerto è frutto di studi pubblicati nel volume Poesía y música en la Roma barroca. El cancionero español Corsini 625\, coord. P. Botta Napoli\, Liguori Editore\, 2022 (Barataria-Saggi\, 6) \nIl concerto in programma s’ispira al repertorio di lirica popolare cantato alla corte di Alessandro Damasceni Peretti\, meglio noto come Cardinal Montalto (1571-1623)\, nipote di papa Sisto V e protagonista della scena politica e culturale romana. Grande appassionato di musica\, insieme a suo fratello Michele\, principe di Venafro\, protesse molti compositori e interpreti del tempo. Tra questi il chitarrista napoletano di origine spagnola Pedro Gutiérrez\, autore e interprete di apprezzati lavori per voce e chitarra rasgueada. Recentemente il musicologo Francesco Zimei\, nell’ambito del gruppo di ricerca dell’Università di Roma coordinato da Patrizia Botta che ha curato l’edizione critica del Cancionero Corsini 625 della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana\, lo ha indentificato come il compilatore del manoscritto. Di qui l’idea di dedicare la serata da un lato a una selezione di pezzi spagnoli trasmessi dal codice\, dall’altro alla produzione vocale romana praticata alla corte del Cardinale e ad alcuni ‘cavalli di battaglia’ della coeva tradizione popolare napoletana. \n  \nMusicista\, attore\, cantante e studioso delle tradizioni popolari\, teatrali e coreutico-musicali italiane e mediterranee\, Nando Citarella si è prodotto in innumerevoli attività\, ricevendo prestigiosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.\nHa studiato e collaborato con importanti maestri: Lydia Biondi\, Eduardo De Filippo\, Dario Fo\, Linsday Kemp\, Roberto De Simone\, Ugo Gregoretti\, Nicola Piovani\, Gigi Magni e Andrea Camilleri. Ha studiato canto con Maria Rohrmann e con Alfredo Kraus e Walter Blazer in Italia e negli StatiUniti.\nTra le pubblicazioni discografiche ricordiamo Dindirinella\, con Francesco Manente\, vincitore nel 1981 del premio della Critica Discografica\, Magna Mater con i Tamburi del Vesuvio nel 2011 per Alfa Music\, Deh vieni alla finestra (2011) con il chitarrista Francesco Taranto\, ‘A Pusteggia (2001) per Finisterre.\nHa insegnato canto popolare italiano e danze del Sud Italia presso il distaccamento del Conservatorio di Salisburgo in Puchberg e Wels.\nDal 2021 insegna canto popolare presso il Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila. \nMichele Carreca è un liutista italiano\, entusiasta interprete sia del repertorio solistico che della musica di insieme. Ha tenuto concerti\, corsi e master class in Italia\, Algeria\, Austria\, Azerbaigian\, Belgio\, Brasile\, Canada\, Danimarca\, Germania\, Gran Bretagna\, Lituania\, Malta\, Polonia\, Romania\, Russia\, Slovenia\, Spagna\, Svezia\, Siria\, Stati Uniti\, Ucraina.\nCo-fondatore dell’ensemble La Selva\, ha inciso come solista per Sony-DHM\, Ayros\, Da Vinci Classics\, Continuo Records\, mentre in gruppi di musica da camera ha inciso per Deutsche Grammophon\, CPO\, Brilliant Classics\, Classic Voice-Antiqua\, Rai Trade\, Urania Records.\nHa insegnato liuto nei conservatori S. Cecilia di Roma\, A. Scarlatti di Palermo\, G. Rossini di Pesaro\, A. Scontrino di Trapani\, G. Braga di Teramo. Attualmente insegna liuto al Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria. \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14349/un-percacho-que-parte-de-napoles-a-roma-musica-popolare-al-confine-tra-rinascimento-e-barocco
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SUMMARY:Il clavicembalo a Roma 1650-1720
DESCRIPTION:DECIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nIl clavicembalo a Roma (1650-1720) \nSimone El Oufir Pierini\, Clavicembalo \n  \n_____________________________________________________________________ \n  \n  \nJ. C. Kerll (1627-1693)\nTocata tutta de salti del Signor G. Kerle\n(in E. Roger\, Toccates et Suittes de Messieurs Pasquini\, Poglietti e Gaspard Kerle\, 1709) \nJ. J. Froberger (1616-1667)\nFantasia sopra Ut\, re\, mi\, fa\, sol\, la FbWV 201\n(in A. Kircher\, Musurgia Universalis\, Roma 1650\, e Libro Secondo di Toccate etc\, Wien 1649) \nM. Rossi\nCorrenti prima\, terza\, sesta\, ottava\, decima\n(Primo libro di Toccate e Correnti\, Roma 1657) \nB. Pasquini (1637-1710)\nVariazioni per il Paggio Tedesco; \nPartite diverse di Follia\n(in S.B.p.K. Landsberg 215) \nG. Muffat\nCiaccona\n(in Apparatus Musico-Organisticus\, 1690) \nB. Della Ciaja (1671-1755)\nSonata terza\n(da Sonate per cembalo\, op. 4\, Roma 1727)\n1. Toccata\n2. Canzone\n3. Allegro\n4. Non presto \nA. Tinazzoli (1660 ca-1723)\nPartite sopra il Passagallo (1720 ca) \n  \n_________________________________________________________________________________ \n  \n  \nEstro e rigore sono le caratteristiche della musica romana per tastiera nel periodo compreso tra il 1650 e il 1720 circa\, periodo segnato dall’eredità di Girolamo Frescobaldi – maestro di Froberger\, Kerll\, e Rossi – e da quella di Bernando Pasquini\, maestro di G. Muffat e presente nel programma con le celebri Variazioni per il paggio Tedesco e le Partite diverse di Follia. A costoro si aggiungono Della Ciaja e Agostino Tinazzoli\, a testimonianza di quanto Roma esercitasse una notevole attrattiva ancora nei primi anni del diciottesimo secolo.\nBernardo Pasquini\, come del resto ogni autore di questo programma\, non era romano di nascita\, ma si trasferì stabilmente a Roma dalla fine del 1650\, come organista e come principale musicista della famiglia Borghese; Georg Muffat\, suo allievo nel periodo 1681-2\, non mancò di menzionare esplicitamente l’influenza che su di lui esercitarono sia Pasquini che Arcangelo Corelli. Può apparire strano che un programma espressamente dedicato alla musica per clavicembalo romana presenti un consistente numero di compositori stranieri – Kerll e Froberger dalla Germania\, Muffat dalla Francia\, ma di origini austriache – tuttavia\, anche se la totalità di loro si spostò da Roma una volta terminati i propri studi\, il caso è emblematico dell’attrazione che la città di Roma esercitava a livello musicale su tutta Europa\, tale che la Fantasia sull’esacordo di Froberger fu pubblicata in prima istanza dal monaco gesuita Athanasius Kircher nella sua monumentale Musurgia Universalis come esempio di fantasia perfectissima.\nAncora nei primi anni del diciottesimo secolo la fama di Roma esercitava una notevole attrattiva: Della Ciaja si stabilì a Roma per vari anni\, dal 1713 al 1730\, e anche Agostino Tinazzoli\, che dalla nativa Bologna si trasferì a Roma per un numero imprecisato di anni\, finendo imprigionato a Castel Sant’Angelo per un crimine tutt’ora ignoto\, e dal quale venne affrancato dopo aver scritto un’intera cantata con un pezzo di carbone sul muro della propria cella\, per poi tornare tra la Romagna e le Marche come organista e compositore drammatico.\nOltre all’evidente richiamo della città di Roma\, il filo conduttore che lega insieme questi compositori diversi per nazionalità e storia è la grande libertà stilistica e la brillantezza del linguaggio: è predominante il genere della Toccata\, forma virtuosistica per eccellenza\, e della danza (ciaccona\, passacaglia\, follia\, correnti)\, ma sono presenti speculazione contrappuntistica (nella Canzone di Della Ciaja e nella Fantasia di Froberger). \n  \n  \nNato a Roma nel 1996\, Simone El Oufir Pierini intraprende lo studio del pianoforte all’età di otto anni. A diciotto anni si diploma in Pianoforte presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma con il massimo dei voti\, lode e menzione d’onore\, Intraprende successivamente lo studio della prassi pianistica storicamente informata\, prendendo parte a corsi e masterclass tenuti da A. Lubimov\, A. Staier\, G. Bonino\, T. Koch\, S. Fiuzzi\, esibendosi pubblicamente in qualità di fortepianista solista e in formazioni da camera. Consegue la laurea magistrale in Musicologia nel 2022 con il massimo dei voti e la lode presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”\, con una tesi sulla transizione tra clavicembalo e fortepiano nella letteratura tastieristica coeva. Approfondisce\, infine\, lo studio del clavicembalo con Andrea Coen presso il Conservatorio de L’Aquila\, oltre a perfezionandosi nel basso continuo anche con Giovanni Togni\, presso i corsi della FIMA (Urbino\, Albano Laziale)\, prendendo parte a masterclass di M. S. Tonda\, D. Pozzi. Ha tenuto esibizioni in qualità di solista\, al pianoforte moderno\, con orchestre quali “I concerti nel Tempio”\, “L’Anello Musicale”\, l’Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia. Attivo anche nella musica contemporanea\, ha eseguito composizioni scritte appositamente per fortepiano di Riccardo Perugini (1996*)\, Si esibisce regolarmente in pubblico in qualità di clavicembalista e continuista\, per istituzioni quali Associazione Musicale Karl Jenkins\, Roma Festival Barocco\, Roma Sinfonietta\, Associazione Musicale Muzio Clementi\, Contrasto Armonico\, Musica Antiqua Latina\, Reate Festival: presso quest’ultimo ha presentato l’esecuzione integrale della Musicalisches Opfer BWV 1079 di J. S. Bach\, concertando e dirigendo un ensemble di studenti del Conservatorio de L’Aquila. È membro dell’ensemble Cappella Musicale Enrico Stuart\, con cui si esibisce in qualità di continuista. Nel 2021 è risultato finalista e vincitore di menzione speciale per la categoria di Musica Antica del XV Premio Nazionale delle Arti\, indetto dal MIUR. È di recente pubblicazione l’integrale delle sonate per violino e fortepiano di F. Mendelssohn\, in duo con la violinista V. Nicolai\, per l’etichetta Da Vinci Classics\, nonché le Sei Sonate per fortepiano di L. Cherubini e l’integrale delle opere per cembalo e organo di A. Tinazzoli\, per Brilliant Classics. Le sue incisioni discografiche sono state trasmesse presso emittenti radiofoniche quali Rai Radio 3\, Radio Classica\, Ö1 (Radio nazionale austriaca)\, Radio Vaticana\, SRF 2 Kultur (Svizzera). Si è esibito pubblicamente\, oltre che in Italia\, in UK\, Germania\, Cina\, Canada\, Polonia. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14350/il-clavicembalo-a-roma-1650-1720
URL:https://www.romafestivalbarocco.it/event/il-clavicembalo-a-roma-1650-1720/
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SUMMARY:Echi del mondo ebraico a Venezia
DESCRIPTION:UNDICESIMO APPUNTAMENTO della XVI edizione del Roma Festival Barocco \nGiovedì 14 dicembre 2023 ore 20.30\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \nEchi del mondo ebraico a Venezia\nIn occasione dei 400 anni dell’edizione dei Canti di Salomone – Hashirim ‘asher lishlomo (1622-1623)) \n  \nEnsemble Salomone Rossi\nMarta Fumagalli\, mezzosoprano \nLydia Cevidalli\, violino e direzione \nGiacomo Coletti\, violino\nMarco Frezzato\, violoncello \nGiovanni Togni\, clavicembalo \n  \n___________________________________________________________________ \n  \n  \nProgramma \nSalomone Rossi (1570-1630)\nda Canti di Salomone\, (1628 )e Sinfonie e Gagliarde (1607):\nSinfonia\,\nGagliarda Marchesina\,\nGagliarda Massara\,\nSalmo Lamnatseach al hagittit\,\nSinfonia\,\nGagliarda Zambalina\,\nSalmo Mizmor leTodà \nBenedetto Marcello (1686-1739)\nSonata in Fa maggiore op.1 n.1 per violoncello & basso continuo\nLargo – Allegro – Largo – Allegro\n(ed. Gerhard Fredrik Witvogel\, Amsterdam ca 1732) \nSonata in Sol maggiore per clavicembalo\,\nLargo – Presto\ndalla Biblioteca Nazionale Marciana\, Mss. it. IV. 960 \nArie e recitativi dal Salmo 15 per alto\, violoncello e basso\nCon Intonazione ebraica degli Ebrei Tedeschi sopra l’orazione “Ma’oz Tsur”\nda L’Estro poetico armonico\, 1724-1727 \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nSonata per due violini e basso continuo op.1 n.8\nPreludio – Corrente – Grave – Giga \nMatteo Lucchini\nAria di Dalida: Lascia l’ingrato lido\nDall’oratorio Sansone (Praga\, 1729)\nPrima esecuzione in Italia in tempi moderni \nBenedetto Marcello\nArie e recitativi dal Salmo 21 per alto\, due violette e basso continuo con Intonazione degli Ebrei Tedeschi sopra l’Orazione “Shofet kol ha’aretz”\nda L’Estro poetico armonico\, 1724-1727 \n  \n__________________________________________________________________________ \n  \n  \nNel panorama ricchissimo della storia musicale veneziana\, un posto particolare\, sicuramente affascinante\, riguarda la presenza sporadica di testimonianze musicali legate o ispirate al mondo ebraico. Tale repertorio\, anche se in maniera non organica e continuativa\, è stato il principio ispiratore di alcune composizioni edite nel XVII e il XVIII secolo e che suscitarono interesse in ambito europeo. Il primo nucleo di brani proposti nella serata sono del compositore mantovano Salomone Rossi Hebreo che\, nel 1620\, pubblicò a Venezia una raccolta di Salmi\, unendo testi sacri ebraici e musica polifonica in stile tardo rinascimentale\, avvicinando due universi culturali fino ad allora separati. Dopo circa un secolo\, sempre a Venezia\, apparve la monumentale opera di Benedetto Marcello “L’Estro Poetico Armonico\, Parafrasi sopra li Salmi”\, con testi di Girolamo Ascanio Giustiniani\, dove\, all’interno delle composizioni\, troviamo ben undici canti sinagogali\, chiamate Intonazioni dal compositore veneziano. Tali canti\, tramandati oralmente\, sono sopravvissuti fino a noi grazie a questa raccolta e vennero utilizzati dal compositore come spunto musicale per scrivere arie spirituali in stile settecentesco ispirati alle antiche melodie. La raccolta dei Salmi di Marcello\, di cui comparve la prima edizione nel 1724\, ebbe una notevole diffusione e influenza in ambito europeo\, con esecuzioni ed elaborazioni in diversi luoghi. Uno dei casi più curiosi in ambito europeo fu ciò che avvenne a Praga\, nel 1729 al Teatro di Sporck\, e oggetto di studio negli ultimi anni da parte della musicologa Milada Jonášová. Antonio Denzio\, tenore bolognese\, vissuto anche in Veneto\, si trasferì a Praga prendendo in gestione il suddetto teatro. Nel 1729\, in periodo di Quaresima\, propose al pubblico un Oratorio- pastiche\, Sansone\, con la collaborazione di alcuni musicisti\, tra cui Lucchini. All’interno delle varie scene comparvero ben sette delle undici Intonazioni ebraiche pubblicate nell’Estro Poetico Armonico\, cantate per rendere probabilmente più realistica l’azione drammatica ispirata alla Bibbia. Si trattò di una semplice curiosità\, di un cambio di sensibilità o di una ricerca di fonti e suoni verosimilmente più autentici? Possiamo solo constatare come ancora oggi\, a trecento anni di distanza\, la raccolta di Marcello e le antiche melodie ebraiche riescano ancora ad affascinarci\, lasciando vivi e intatti gli spunti di riflessione da loro aperti in una prospettiva di continua ricerca. \n  \nL’Ensemble Salomone Rossi è stato fondato dalla violinista Lydia Cevidalli nel 1991\, con l’intento di approfondire il contributo ebraico alla musica del mondo occidentale. Il gruppo è costituito da un numero variabile di musicisti che collaborano costantemente con prestigiosi ensembles internazionali di musica antica (Les Concert des Nations\, Accademia Bizantina\, Pietà dei Turchini\, Ensemble Aurora\, Orchestra 1704 ed altri).\nL’Ensemble si è esibito recentemente in Francia per una tournée di concerti organizzati dal consolato italiano\, ad Amsterdam e a Praga in presenza degli ambasciatori italiani e al Ravenna Festival; ha partecipato a varie trasmissioni televisive e radiofoniche tra cui la BBC\, Radio3\, RadioSole24ore\, Radio Vaticana. Il gruppo è attualmente impegnato nel Benedetto Marcello Project per le case discografiche Concerto e Dynamic\, progetto di registrazione dei Salmi musicati da Benedetto Marcello che ha riscontrato ottime recensioni dalla critica internazionale.\nNella prossima primavera è prevista da parte del gruppo la realizzazione un Cd di brani strumentali e Salmi polifonici di Benedetto Marcello con Intonazioni ebraiche e gregoriane. \n  \n \n  \nCon il sostegno dell’Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14351/echi-del-mondo-ebraico-a-venezia
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SUMMARY:Premio alla carriera del Roma Festival Barocco ad Andreas Scholl
DESCRIPTION:AVVISO IMPORTANTE\nVi Informiamo che le richieste di prenotazione ricevute hanno superato di gran lunga la disponibilità dei posti a disposizione\, esaurendo\, in poche ore\, tutto il plafond a disposizione.\nPer tale motivo\, abbiamo reso possibile la visione dell’evento sul nostro sito\, in diretta streaming\, in modo da estendere al massimo il pubblico interessato a questo importante evento. \nTale modalità si affianca alla possibilità di presentarsi comunque all’ingresso del concerto senza la conferma dell’invito\, seguendo la fila dedicata: in caso di residua disponibilità di posti\, causa assenze o disdette dell’ultimo minuto\, sarà permesso l’ingresso in sala\, a pochi minuti dall’inizio del concerto\, seguendo l’ordine di arrivo\, ed in conformità alla capienza totale. \nPer tutti\, invece\, sarà disponibile la visione in streaming\, appositamente predisposta per questo evento: basterà collegarsi alla pagina dedicata del nostro sito\n \nGuarda il concerto in Live Streaming\n \nLa pagina con la diretta del concerto sarà attiva alle ore 19\, ma con possibile slittamento di qualche minuto\, per eventuali esigenze organizzative. \nVi auguriamo un buon concerto! \n\n  \n  \nDODICESIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nPremio alla carriera del Roma Festival Barocco \n \nin Collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia \n  \nAndreas Scholl — Contratenor\nTamar Halperin — Harpsichord \n  \n_____________________________________________________________________ \n  \n  \nHenry Purcell (1659 – 1695): Music for a While \nJohn Dowland (1563 – 1626: Come Again \nHenry Purcell: Ground in D Z.222 (cembalo solo) \nRobert Johnson (1583 – 1633 ): Have you Seen the Bright Lily \nHenry Purcell: Evening Hymn \nAntonio Vivaldi (1678-1741): Cum dederit dal Nisi Dominus (Arrangiamento T. Halperin) \nTamar Halperin: Baustelle no. 2\, secondo un preludio di J. S. Bach (Cembalo solo) \nGeorg Frederich Händel (1685 – 1759): Nel Dolce Tempo \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750): Buß und Reu\, dalla Passione secondo Matteo \nTamar Halperin: Baustelle no. 1\, secondo un minuetto di J. S. Bach (Cembalo solo) \nAntonio Vivaldi: Cessate\, omai cessate (Largo e sciolto – Larghetto\, Andante molto – Andante – Allegro) \n  \n______________________________________________________________________________ \n  \nAndreas Scholl inizia l’attività di cantante nei pueri cantores del Kiedricher Chorbuben\, coro di voci bianche con una tradizione di oltre 700 anni. Dal 1987 al 1992 ha studiato a Basilea con Richard Levitt e René Jacobs. Ha realizzato una nutrita serie di incisioni discografiche solistiche per l’etichetta discografica Decca\, tra cui “Wanderer”\, un disco dedicato al Lied tedesco in collaborazione con Tamar Halperin; “O Solitude”\, un album monografico su H. Purcell con l’Accademia Bizantina\, che nel 2012 si è aggiudicato il BBC Music Magazine award; “Arie per Senesino”; “Heroes”\, un disco di arie di Händel\, Mozart\, Hasse e Gluck; “A Musicall Banquet” di J. Dowland; “Arcadia”\, una raccolta di cantate di autori romani dell’Accademia dell’Arcadia rare e inedite; “Wayfaring Stranger”\, una selezione di nuovi arrangiamenti di folksongs inglesi e americane con l’Orpheus Chamber Orchestra; Cantate di J.S. Bach con la Kammerorchester Basel e Mottetti di A. Vivaldi con l’Australian Brandenburg Orchestra. La sua discografia comprende inoltre “Solomon” e “Saul” di F. Händel con Paul McCreesh per l’etichetta Deutsche Grammophon e “Stabat Mater” di Vivaldi per Harmonia Mundi; “Maddalena ai piedi di Cristo” di A. Caldara e “Crystal Tears” musica elisabettiana per liuto e per voce di J. Dowland. In DVD le produzioni di “Giulio Cesare” (entrambi Decca e Harmonia Mundi)\, “Rodelinda” (Warner) e “Partenope” (Decca). Ha interpretato il ruolo di Bertarido nell’opera “Rodelinda” di F. Händel alla Metropolitan Opera di New York e al Glyndebourne Opera e quello di Giulio Cesare al Royal Danish Opera e ai Festspiele di Salisburgo. “Small Gifts of Heaven”\, raccolta di arie di J.S. Bach per contralto\, completate da due Concerti Brandeburghesi\, è frutto della collaborazione con Dorothee Oberlinger e l’Ensemble 1700 prodotto dalla Sony.\nDal 2000 al 2018 è stato docente del corso di Canto presso la Musikakademie der Stadt Basel. \n  \nTamar Halperin ha studiato pianoforte classico e clavicembalo alla Juilliard School di New York\, dove ha conseguito il dottorato nel 2009\, dopo aver scritto la sua tesi su J. S. Bach. Ha studiato anche all’Università di Tel-Aviv e alla Schola Cantorum di Basilea\, dove si è ulteriormente specializzata in clavicembalo e musica antica. Sebbene il fulcro delle sue attività sia la musica barocca\, Tamar è anche un’entusiasta interprete di musica classica e contemporanea. Ha composto\, arrangiato ed eseguito musica pop\, jazz\, elettronica e nuova musica classica. Nel suo primo album solista\, “Satie”\, (Edel/Neue Meister\, maggio 2016) si è esibita al pianoforte\, al clavicembalo\, all’organo Wurlitzer\, all’organo Hammond e al glockenspiel\, combinati con manipolazioni sonore elettroniche. Insieme al marito\, il controtenore Andreas Scholl\, ha registrato “The Family Songbook”\, una raccolta di canzoni in inglese\, tedesco ed ebraico (Edel/Berlin Classics\, novembre 2018).
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SUMMARY:Bach a Venezia
DESCRIPTION:TREDICESIMO APPUNTAMENTO della XVI Edizione del Roma Festival Barocco \nSabato 20 dicembre 2023 ore 20.30\nRefettorio del Convento di Trinità dei Monti – Ingresso € 12\,00 \n«Bach a Venezia»\nConcerti per clavicembalo e archi da Vivaldi & Marcello \nSestier Armonico\nClaudio Rado\, Violino I\nJaume Guri Batlle\, Violino II\nSara Gómez Yunta\, Viola\nAlex Jellici\, Violoncello\nGiacomo Albenga\, Contrabbasso\nGiulio De Nardo\, Clavicembalo \nAntonio. Vivaldi (1678-1741)\nConcerto per archi in Sib maggiore RV 167\nAllegro – Andante – Allegro \nAlessandro Marcello (1673-1747) – Johann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per cembalo e orchestra in re minore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 974 di Johann Sebastian Bach]\nAndante – Adagio – Presto \nAntonio Vivaldi\nConcerto per archi in sol minore RV 156\nAllegro – Adagio – Allegro \nAntonio Vivaldi – Johann Sebastian Bach\nConcerto per cembalo e orchestra in Re Maggiore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 972 di Johann Sebastian Bach]\nAllegro – Larghetto – Allegro \nAntonio Vivaldi\nConcerto per archi in sol minore RV 157\nAllegro – Largo -Allegro \nAntonio Vivaldi – Johann Sebastian Bach\nConcerto per cembalo e orchestra in Do Maggiore\n[appropriato da Giulio De Nardo secondo la trascrizione per cembalo solo BWV 976 di Johann Sebastian Bach]\nAllegro – Largo – Allegro \nSecondo una prassi consolidata nel Settecento\, anche Johann Sebastian Bach trascrisse per clavicembalo solo i concerti di alcuni autori italiani\, per appropriarsi dei loro segreti. Rendere possibile l’incontro tra il grande compositore di Eisenach e gli amati autori veneziani – Alessandro Marcello e Antonio Vivaldi – ha ispirato la produzione discografica «Bach in Venice». Concertos for Harpsichord and Orchestra after Vivaldi & Marcello (2023). L’ideatore del progetto Giulio De Nardo\, che ha combinato le partiture originali di Antonio Vivaldi e Alessandro Marcello con le relative trascrizioni clavicembalistiche di Johann Sebastian Bach. \n____________________________________________________ \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma organo e pianoforte presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla Schola Cantorum Basiliensis dove continua lo studio dell’organo con T. Lindner e lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e A.Marcon poi.\nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazionale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso internazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck.\nSvolge attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, come continuista e in qualità di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama internazionale come Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble ed altri\, prendendo parte anche ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \nL’ ensemble Sestier Armonico\, nasce a Basilea da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente della Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX.\nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’intensa attività concertistica in veste solistica e in collaborazione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \n  \nAcquista i biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/14352/bach-a-venezia-ii-concerti-per-cembalo-e-archi-da-vivaldi-e-marcello
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SUMMARY:La tradizione frescobaldiana in Germania
DESCRIPTION:Sabato 12/10 ore 19.30\nChiesa di S. Giuliano Martire – Via Cassia 1036\nLa tradizione frescobaldiana in Germania\nNicola Procaccini\, organo \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nToccata Sesta per l’organo\, sopra i pedali\n(dal Secondo Libro di Toccate\, Roma 1627) \nJohann Jakob Froberger (1616 – 1667)\nCapriccio III \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzona quarta\n(dal Secondo Libro di Toccate) \nJohann Kaspar Kerll (1627 – 1693)\nPassacaglia \nGeorg Muffat (1653 – 1704)\nToccata ottava \nMatthias Weckmann (1619 – 1674)\nCanzona in re \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzona prima \nJohann Adam Reincken (1643 – 1722)\nToccata in sol \nDieterich Buxtehude (1637 – 1710)\nCiaccona Bux 160 \nJohann Sebastian Bach (1685 – 1750)\nPreludio e Fuga in mi BWV 852/878 \nNato nel 1995\, Nicola Procaccini ha iniziato i suoi studi in organo e clavicembalo presso il\nConservatorio di Fermo\, per proseguirli alla Hochschule di Amburgo e al Conservatorio\nsuperiore di Parigi. Infine\, è stato inviato in Giappone presso la sala da concerto di Sapporo\, per\nun anno di residenza artistica di notevole arricchimento umano e musicale.\nAttualmente risiede ad Amburgo ed è docente di Organo e Improvvisazione presso la\nHochschule für Musik F. Liszt di Weimar.\nÈ stato premiato in concorsi internazionali ed ha intrapreso un'interessante attività concertistica\nsia da solista sia nell'ambito della musica d'insieme su strumenti antichi.\nLa collaborazione con il musicologo e organologo Prof. Paolo Peretti lo ha portato ad\ninteressarsi vivamente alle antiche fonti musicali marchigiane\, pubblicando in edizione\nmoderna le opere vocali di Giuseppe Spoglia (1647-1703)\, in appendice alla monografia di Paolo\nPaoloni sul compositore tolentinate di scuola romana.\nNel 2022 è uscita la sua prima incisione discografica per l'etichetta francese Rocamadour\, con\nmusiche di O. Messiaen\, J.A. et M. Duruflé\, eseguite sull'organo storico sinfonico Puget di Notre\nDame de la Dalbade a Toulouse.
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SUMMARY:Cento Anni di Musica Capitolina
DESCRIPTION:Domenica 13/10/24 ore 17.00\nChiesa di S. Melchiade – Via Costantiniana 19\nCento Anni di Musica Capitolina \nIlenia Tosatto Soprano\nEnsemble “Aimart Antico”\nTommaso Rossi. Flauto Dolce\nAdriano Fazio. Violoncello\nElisabetta Guglielmin. clavicembalo \n\nGiovanni Girolamo Kapsperger (1580-1651)\nToccata I\n(da Intavolatura di Liuto Libro I\, traslitterato al cembalo da Kenneth Gilbert) \nLuigi Rossi (1598-1653)\nO amantissime Jesu per soprano e b. c. \nAndante  \nPietro Giuseppe Gaetano Boni (1686-1741)\nSonata n. 2 Op. 1 in DO minore\, per violoncello e b. c.  in do minore \nGrave – Allegro e alla Francese – Allegro \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nSonata n. 7 in Re minore (dalle Sonate per violino Op. 5\, trascr. per flauto dolce in sol minore) \nI. Preludio. Vivace \nII. Corrente. Allegro \nIII. Sarabanda. Grave\nIV. Giga. Allegro \nAlessandro Stradella (1643-1682)\nSurge\, cor meum per soprano e b. c.  \nPietro Giuseppe Gaetano Boni \nSonata Op. in Re maggiore per violoncello e b. c.\nAllegro – Adagio – Allegro \nPaolo Quagliati. (1555-1628)\nRomanesca per soprano e b. c.  \nRobert Valentine (1672-1747)\nSonata Op. 13 n. 5 per flauto traversiere\nI. Adagio \nII. Corrente Allegro \nIII. Sarabande Largo\nIV. Giga Allegro  \nIlenia Tosatto\, finalista della 69° edizione del Concorso As.li.Co e vincitrice del primo Premio\nAbbado 2015 per la sezione "strumenti antichi e voce" \nHa iniziato giovanissima lo studio del pianoforte\, si è diplomata in canto lirico nel 2012 presso il\nConservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia. Ha poi frequentato masterclass con Mariella\nDevia\, Sara Mingardo\, Raina Kabaivanska presso l'Accademia Chigiana di Siena e con Janet\nPerry presso la Summer Academy di Salisburgo.\nSi è  diplomata nel 2017 con il massimo dei voti in canto rinascimentale e barocco presso il\nConservatorio "Santa Cecilia" di Roma con Sara Mingardo. Debutta nel 2010 al Teatro Malibran di\nVenezia nell'opera "La Cecchina" di Niccolò Piccinni. Dal suo debutto partecipa a numerose\nopere sia liriche che barocche per importanti enti lirici in Italia e all’estero. \nCollabora regolarmente con ensemble diretti da Giulio Prandi\, Enrico Onofri\, Claudio Chiavazza\,\nRoberto Zarpellon\, Ernst Hoetzl\, Dario Ribechi\, Luca Guglielmi.\nHa collaborato con il Festival "Festwochen der Alten Musik" di Innsbruck diretto dal M°\nAlessandro de Marchi\, e con il coro del Grand Théâtre de Monte Carlo diretto dal M° Stefano\nVisconti.\nHa inoltre registrato\, per l'emittente Radio Vaticana\, cantate di autori anonimi napoletani del\nprimo '700\, riscoperte di recente e incise per le case discografiche Fra Bernardo e Dynamic. \nL'ensemble Aimart Antico è nato grazie alla collaborazione tra i Musicisti del Dipartimento di\nMusica Antica dell'Accademia di Musica e Arte di Roma.\nTutti i musicisti dell’ensemble si sono formati con i più importanti maestri nel campo della\nmusica antica ( Kenneth Gilbert\, Enrico Onofri\, Antonio Meneses\, Andrea Fossà\, Christophe Coin\,\nMarco Testori\, Antonio Florio\, Eduardo Egüez\, Sara Mingardo\, Mario Ancillotti \, Jesper\nChristensen  \, Pedro Memelsdorff.) e hanno partecipato ai più importanti Festival in tutto il\nmondo. Recentemente l'ensemble è stato invitato come "Ensemble in Residence" al Prestigioso\n“Centro di Musica Antica Ghislieri” per il Festival “Pavia Barocca”. \nPer il prossimo semestre l'ensemble presenterà progetti relativi alla musica italiana del XVII\nsecolo.
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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5
DESCRIPTION:Sabato 19/10/24 ore 19\,30\nChiesa di S. Giuliano Martire\, via Cassia 1036\nLa polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\, Messa Vestiva i Colli a 5\nEnsemble Festina Lente\nMichele Gasbarro \, direzione \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nJin Jiayu\, canto I\nAnna Piroli\, canto II\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nGiulia Bonomo\, fagotto\nMatteo Coticoni\, contrabbasso\nMichele Carreca\, tiorba\nSofia Ferri\, tiorba\nMichele Gasbarro\, direzione \nINTROITO\nAnonimo del XVII sec.\nToccata I per Organo \nPENITENZIALE E DOSSOLOGIA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Kyrie\, Gloria \nDOPO L’EPISTOLA\nInterludio (organo) \nPROFESSIONE DI FEDE\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Credo \nOFFERTORIO\nAnonimo del XVII sec.\nCanzona \nLITURGIA EUCARISTICA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Credo \nELEVAZIONE\nE Anonimo del XVII sec.\nToccata per l’elevazione \nLITANIA\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Agnus Dei \nCONGEDO\nBonifacio Graziani\, Messa Vestiva i Colli – Regina coeli a 5 voci \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica\nitaliana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico\npreziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata\nrivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa\ncattolicarinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito\nseguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un\ninscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco.\nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla\npubblica\nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella\ndella messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg”\ndall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque\nDiapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\ne la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per\nStradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la\nMessa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina\ninserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di\nSan Pietro in Vaticano.\nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:Un musicista romano in Europa: Le sonate inedite di Robert Valentine(1671 . 1747)!
DESCRIPTION:Domenica 20/10/24 ore 17\,00\nChiesa di S. Melchiade\, via Costantiniana 19\nUn musicista romano in Europa: Le sonate inedite di Robert Valentine(1671 . 1747)!\nCappella Musicale Enrico Suart \nCAPPELLA MUSICALE ENRICO STUART\nRomeo Ciuffa & Carolina Pace\, flauti dolci\nMichele Carreca\, tiorba e chitarra\nSimone Pierini\, clavicembalo \nSonata Op. 5 n. 10 in Fa\nAdagio – Allegro – Marcia – Minuet – Giga Allegro \nSonata n.1 da "La Villeggiatura"\nAllegro\, Adagio\, Vivace\, Allegro \nSonata op. 5 n. 4 in Do\nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro – Gavotta \nSonata n.4 da "La Villeggiatura"\nAdagio\, Allegro\, Adagio\, Allegro\, Minuetto \nSonata op. 5 n. 7 in Sol\nAdagio – Allegro – Adagio – Giga – Minuetto \nSonata n.3 da "La Villeggiatura"\nAllegro\, Adagio\, Giga\, Minuetto\n\nSonata op. 5 n. 6 in Mi\nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro Gavotta – Allegro Minuetto \nCiaccona per due flauti e basso \nLa Cappella Musicale Enrico Stuart\n\, fondata nel 1998 da Romeo Ciuffa e Giancarlo delle Chiaie\,\nè un complesso con organico variabile specializzato nel repertorio del Seicento e Settecento in\ncui i fiati hanno un ruolo di primo piano. L’ensemble prende il nome da una importante\npersonalità che visse in un periodo molto travagliato per la storia inglese ed europea: Enrico\nCarlo Edoardo Stuart\, duca di York\, figlio di Giacomo III Stuart\, erede del regno d’Inghilterra e\nfratello di Carlo Edoardo\, il quale tentò in varie riprese\, ma senza successo\, di riappropriarsi del\nregno. La famiglia Stuart\, di fede cattolica\, scelse Roma come luogo d’esilio\, vivendo a stretto\ncontatto con la corte papale. Enrico\, già insignito del titolo di Cardinale da Benedetto XIV\,\ndivenne Vescovo di Frascati\, cittadina oggi sede della Cappella Musicale\, che beneficiò per oltre\ntrent’anni del mecenatismo di Enrico Stuart. \nNella sua formazione attuale l’ensemble\, prevalentemente strumentale\, annovera al suo attivo\nconcerti in Italia\, Germania\, Inghilterra\, Spagna\, Canada\, Siria\, Zambia\, Russia\, Francia\, Finlandia\,\nOlanda\, Repubblica Ceca. Incide da diversi anni per l'etichetta Brilliant Classics.
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SUMMARY:La polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664) Messa Vestiva i Colli a 5 voci
DESCRIPTION:Domenica 24/11/24 ore 18\,30\nBasilica di Sant’Apollinare\nLa polifonia sacra a Roma: Bonifacio Graziani (1604 – 1664)\nMessa Vestiva i Colli a 5 voci e strumenti \nENSEMBLE FESTINA LENTE\nJin Jiayu\, canto I\nAnna Piroli\, canto II\nDavid Sagastume\, alto\nFrederico Projecto\, tenore \nPaolo Perrone\, violino\nGiulia Bonomo\, fagotto\nDavid Brutti\, cornetto\nGiampaolo Agus\, contrabbasso\nMichele Carreca\, tiorba\nSofia Ferri\, tiorba\nMichele Gasbarro\, direzione \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblica \nzione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T.L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco.
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SUMMARY:Concerti italiani in Europa
DESCRIPTION:Mercoledì 27 Novembre 2024 ore 20.30\nChiesa della Santissima Trinità dei Monti\nOrchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani\nAlfredo Bernardini\, Oboe solista e direzione\nKohei Takeoka\, clavicembalo\nConcerti italiani in Europa \n  \nPROGRAMMA\n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSinfonia da “La Sena Festeggiante” RV 693 in Do maggiore\, Venezia 1726 \nAllegro – Andante molto – Allegro molto \n  \nGiovanni Benedetto Platti (1697-1763) \nConcerto per clavicembalo n.2 in do minore \nAndantino – Adagio – Allegro \n  \nEvaristo Felice Dall’Abaco (1675-1742) \nConcerto in Si bemolle maggiore op.2 n.9 per archi e b.c. per archi e b.c. \nlargo andante – allegro e spiccato – largo – allegro spiccato \n  \nTomaso Albinoni (1671-1751) \nConcerto per oboe\, archi e b.c. in re minore\, op.9 n.2\, 1722 \nAndante e spiccato – Adagio – Allegro \n  \n*** \n  \nGeorg Friedrich Händel (1685-1759) \nConcerto grosso op.3 n.3 in sol maggiore\, per oboe\, archi e b.c. \nLargo e staccato – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nJohann Sebastian Bach (1685-1750) \nConcerto per oboe e clavicembalo obbligati BWV 1059\, ricostruzione di Siegbert Rampe \n(Allegro) – Adagio ma un poco cantabile – Presto \n  \n  \n  \n  \nIl successo e l’affermazione del concerto italiano all’inizio del Settecento fu di grande ispirazione per tutti i compositori d’oltralpe. In questo programma si mette in evidenza l’influenza di Vivaldi\, Platti\, Albinoni e Dall’Abaco nelle musiche di Händel e Bach. \n  \n  \n  \nAlfredo Bernardini nasce a Roma e studia in Olanda musica antica e oboe barocco. È stato membro e solista di importanti orchestre barocche in tutto il mondo. Nel 1989 fonda l’Ensemble Zefiro insieme ai fratelli Paolo ed Alberto Grazzi\, con cui ha suonato in tutti i continenti. Dopo aver insegnato presso il Conservatorio di Amsterdam e all’Escola Superior de Musica de Catalunya\, è attualmente professore presso l’Università Mozarteum di Salisburgo. \n  \nKohei Takeoka\, clavicembalista e organista giapponese\, comincia il suo percorso di studio del clavicembalo con il Maestra Mikiko Umetsu all’età di 15 anni e si è diploma all’ Università delle Arti di Tokyo (Giappone) a marzo del 2023. Tra le attività da notare nella sua carriera di tastierista spicca la sua esibizione a Yokohama con l’organo di Francesco Zanin nel 2022\, dove esegue “La Bergamasca” di Frescobaldi e una toccata di Froberger. Nel 2023 viene inoltre invitato ad esibirsi in Corea dove ha eseguito vari brani di repertorio barocco\, ricevendo un ottimo riscontro da critica e pubblico. Ha partecipato alla “Smarano Organ Academy” nel 2022 e alla “Claudio Merulo Masterclass” a Bologna nel 2023. Vince il Concorso Internazionale di Clavicembalo a Milano nella quarta edizione 7-9 luglio 2024. Attualmente frequenta il triennio di Tastiere storiche presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano\, sotto la guida di Lorenzo Ghielmi. \n  \n  \nL’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani affronta repertori del barocco europeo che spaziano dalla musica profana a quella sacra eseguendo musiche di grandi autori come anche di compositori meno noti\, con rare – se non prime – esecuzioni con un costante riscontro di pubblico. Dalla sua costituzione prosegue con successo la sua attività concertistica\, invitata a festival e stagioni musicali come il Festival dei Due Mondi\, i Pomeriggi musi- cali di Milano\, il Roma Festival Barocco\, ed è stata guidata da direttori di grande prestigio\, tra i quali Enrico Ono- fri\, Rinaldo Alessandrini\, Enrico Gatti e Toni Florio. L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori è un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e Ricerca\, Segretariato generale.
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SUMMARY:Stabat Mater. Musiche per la Pasqua dal Regno di Napoli
DESCRIPTION:Venerdì 29 Novembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nStabat Mater. Musiche per la Pasqua dal Regno di Napoli \n  \nEnsemble Orfeo Futuro \n  \nCarmela Osato\, soprano \nAntonia Salzano\, alto \n  \nGiovanni Rota\, violino \nFederico Maria Valerio\, violino \nValerio Latartara\, viola da braccio \nGioacchino De Padova\, viola da gamba \nSilvia De Rosso\, violone \nGabriele Natilla\, arciliuto \nGiuseppe Petrella\, tiorba \nPierfrancesco Borrelli\, organo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGaetano Veneziano (1665 – 1716)  \nResponde mihi (lettione prima del secondo notturno) \nper alto\, violini e basso continuo \n  \nFrancesco Feo (1691 – 1761) \nSalve Regina in Do min per soprano\, archi e b.c. \n\n Largo “Salve Regina”; 2 Vivace “Ad te clamamus”; 3. Largo “Ad te suspiramus”; 4. Allegro “Eia ergo”; 5. Tempo giusto “Et Jesum”; 6. Largo “O clemens”\n\n  \nNicola Fiorenza (1700 –1764) \nSinfonia in Sol maggiore per archi e b.c. \nLargo – Allegro – Grave – Allegro \n  \nDomenico Sarri (1679 –1744)\nQui tollis peccata mundi per alto\, archi e b.c \n  \nPasquale Cafaro (1708 – 1787) \nStabat Mater in Sol min per soprano\, alto\, archi e continuo \n  \n  \n  \nNegli ultimi anni sono giunte dalle fonti d’archivio molte novità interessanti sulle attività di musica sacra a Napoli: le ricerche negli archivi di congregazioni\, chiese\, monasteri\, conservatori arricchiscono il quadro con nuove scoperte e in qualche caso correggono alcune “certezze” acquisite e chiariscono alcune “approssimazioni” sedimentate. \nE’ il caso dello Stabat Mater in sol minore per voci di soprano e contralto\, con archi e basso continuo di Pasquale Cafaro (San Pietro in Galatina\, 1715 – Napoli\, 1787). Di questo autore è ben noto l’altro Stabat\, a 5 voci\, mentre l’opera presentata qui era finora di autore incerto. \nUna lunga storia di bibliotecari del Conservatorio San Pietro a Majella accompagna questo manoscritto: Francesco Rondinella\, aiutante di Francesco Florimo\, l’aveva attribuita a Nicola Bonifacio Logroscino\, altro musicista originario della Puglia e anch’egli attivo a Napoli. \nAnna Mondolfi\, anch’ella bibliotecaria in quel Conservatorio\, circa 60 anni fa aveva analizzato la grafia e i tratti stilistici del manoscritto ed aveva ipotizzato che l’autore fosse Cafaro; infine recentemente Mauro Amato lo conferma\, confrontando la scrittura con quella di un autografo datato 1747\, il Mottetto pastorale Gaude plaude. Infine una copia del nostro Stabat\, attribuito sempre a Cafaro\, è conservato alla British Library. \nL’ensemble Orfeo Futuro offre al pubblico l’esecuzione dello Stabat Mater a due voci nell’edizione critica curata recentemente da Francesco Cirillo\, presentandola accanto ad opere sacre di altri pugliesi attivi a Napoli nella prima metà del XVIII secolo\, ancora poco eseguiti: Gaetano Veneziano da Bisceglie e Domenico Sarro da Trani. (Pierfrancesco Borrelli) \n  \nL’Ensemble Orfeo Futuro riunisce musicisti provenienti da diverse esperienze internazionali nel campo delle prassi esecutive storiche. Lavora su progetti inediti e di largo respiro\, in particolare incrociando repertori antichi e contemporanei. Dal 2010 ad oggi ha realizzato centinaia di concerti e numerosi CD anche in collaborazione con altri artisti e gruppi; nel 2019 ha realizzato De L’Infinito\, con musiche di Claudio Monteverdi e del compositore Gianvincenzo Cresta (1968) in collaborazione con il prestigioso ensemble vocale Spirito di Lione\, sotto la direzione di Nicole Corti\, che ha debuttato alla Biennale Musica di Venezia e poi in tour in Italia e Francia. \nSempre con l’ensemble Spirito di Lione nel 2021 ha registrato la Missa in Illo Tempore di Claudio Monteverdi in un CD per Digressione Music. La formazione da camera di Orfeo Futuro è diretta da Pierfrancesco Borrelli ed ha al suo attivo la partecipazione ai più importanti festival nazionali ed internazionali nel settore della musica antica. \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Nemici d’amore: lacrime\, follia e passione
DESCRIPTION:Domenica 1 dicembre 2024 ore 18.30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – INGRESSO € 15\,00 \nEnsemble La Terza Prattica \nFrancesca Lombardi Mazzulli\, canto\nJuan José Francione arciliuto\, chitarra barocca\nMassimiliano Toni\, clavicembalo\, arrangiamenti e direzione musicale\nFrancesco Gonzales\, costumi\nDeda Cristina Colonna\, movimenti scenici \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nCAPITOLO I. NEMICI IMPERIALI: NERONE VERSUS OTTAVIA \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643): L’Incoronazione di Poppea \nNerone             Quell’eccelso Diadema\, Ma\, che dico che dico – Son Rubini Amorosi  \n                           Sinfonia \nOttavia             Disprezzata Regina \n  \nCAPITOLO II. NEMICI DEL CIELO: AURORA VERSUS PROCRI \nFrancesco Cavalli (1602 – 1676): Gli Amori d’Apollo e di Dafne \nAurora              Ben da dovero stolti sono gli amanti canuti  \n                           La Suave Melodia (Andrea Falconieri) \nProcri               Volgi\, deh volgi il piede (lamento) \n  \nCAPITOLO III. NEMICI LONDINESI: ARMIDA VERSUS ALMIRENA \nGeorg Friedrich Händel (1685 – 1759): Rinaldo \n                           Preludio – Allemanda \nArmida             Furie Terribili \n                           Celebrated Lesson: Lascia ch’io pianga (William Babell)  \nAlmirena         Lascia ch’io pianga \n  \nCAPITOLO IV. NEMICI VENEZIANI: CLEONILLA VERSUS TULLIA \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741): Ottone in Villa \n                           Largo da L’Inverno \nCleonilla          Amor con la sua Man – Che fè\, che Amor per te \nTullia                Ah che non vuoi sentirmi\, Misero Spirto mio \n                           Epilogo \n  \nNemici d’amore: lacrime\, follia e passione\nUn caleidoscopio di personaggi antagonisti viene rappresentato da un’unica interprete con l’ausilio di un costume che le consente di trasformarsi dapprima nei coniugi imperiali Nerone ed Ottavia ne L’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi (Venezia\, 1642)\, poi in Aurora e Procri\, nemiche in lotta per l’amore di Cefalo ne Gli Amori di Apollo e di Dafne di Francesco Cavalli (Venezia\, 1640)\, oppure in Armida ed Almirena\, rivali d’amore nel Rinaldo di Georg Friedrich Handel (Londra\, 1711)\, ed ancora in Cleonilla e Tullia\, antagoniste per l’amore di Caio nell’ Ottone in villa di Antonio Vivaldi (Venezia\, 1713).\nMentre gli strumenti divagano prendendo spunto dai temi delle famose arie\, Francesca Lombardi Mazzulli compie la sua trasformazione di fronte al pubblico\, in una metamorfosi che si dipana senza soluzione di continuità dando vita ai conflitti che oppongono gli otto famosi personaggi antagonisti. Le composizioni originali sono state riarrangiate per i tre strumenti a pizzico (Massimiliano Toni al clavicembalo\, Juan José Francione all’arciliuto e chitarra barocca) in uno stile libero e creativo che ne esalta le peculiarità timbriche\, fondendole tra loro e con il canto in un’unica sonorità. \nFrancesca Lombardi Mazzulli\, dopo la Laurea al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara\, ha vinto il premio finalista all’Händel Singing Competition di Londra\, il premio della critica del Festival di musica antica di Varazdin in Croazia e il secondo premio al Concorso di Napoli Pietà dei Turchini.\nLa sua predilezione per il repertorio antico non esclude molti ruoli mozartiani e di nuova composizione.\nFin dal debutto\, sia concertistico che operistico\, è stata protagonista accanto ad orchestre come Accademia Bizantina\, la Venexiana\, il Complesso Barocco\, La Terza Prattica\, Les Talens Lyriques \, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, Orchestra del teatro La Fenice di Venezia\, l’Arte del Mondo\, Academia Montis Regalis\, Europa Galante\, con direttori come Ottavio Dantone\, Ivor Bolton\, Dorothee Oberlinger\, Claudio Cavina\, Alan Curtis\, Christoph Rousset\, Enrico Calesso\, Ruben Jais\, Simone Ori\, Federico Maria Sardelli\, Fabio Bonizzoni\, Massimiliano Toni\, Andrea Marcon\, Attilio Cremonesi\, George Petrou\, Werner Ehrhardt\, Mehmet Yesilcay\, Alessandro De Marchi e Fabio Biondi con il quale ha recentemente debuttato alla Wiener Konzerthaus nel Silla di G. F. Händel.\nÈ stata invitata in festival come: Festival Styriarte (Graz)\, Haydn Festival (Eisenstadt)\, Festival Schleswig-Holstein (Hamburg)\, Händel Festival (Halle)\, Resonanzen (Wien)\, Roma Festival Barocco (Roma)\, Innsbrucker Festwochen der alten Musik (Innsbruck)\, Festival di Spoleto (Charleston)\, Misteria Paschalia Festival (Cracovia)\, Festival di Poznań (Poznan)\, Händel-Festspiele (Karlsruhe) esibendosi in prestigiose sale da concerto in tutto il mondo.\nHa collaborato con registi come Stefano Vizioli\, Aaron Carpene\, Fabio Cresa\, Deda Cristina Colonna\, Benjamin Lazar\, Damiano Michieletto e Nils Niemann.\nHa registrato per Glossa\, Oehms Classics\, Berlin Classics\, Naxos\, Deutsche Harmonia Mundi e Sony International/DHM. Tra i prossimi impegni… Tra i prossimi impegni del 2023 sono previsti lo “Stabat Mater” di Boccherini e il “Salve Regina” di Pergolesi\,\nTra i prossimi debutti: Adelaide nel “Lotario” di G.F. Händel ( Handelfestival\, Halle)\, Calliope nel “I lamenti di Orfeo” di Ristori al Globe Theater (Neuss). \nMassimiliano Toni\, inizia giovanissimo lo studio della musica dedicandosi al repertorio folk\, rock e pop e passa in seguito agli studi di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Non ancora diplomato\, vince due premi al Concorso Nazionale Organistico di Noale. Spinto dalla grande passione per la musica antica\, studia Basso Continuo e Musica da Camera alla Schola Cantorum Basiliensis\, dove lavora come accompagnatore ed è chiamato a dirigere l’ “Opern-Klasse” nell’anno scolastico 1997/98.\nComincia la sua attività artistica nel 1997 come assistente di Alessandro De Marchi\, con il quale collabora regolarmente fino al 2008 e occasionalmente nel corso degli anni. Lavora con direttori come Alberto Zedda\, Jesus Lopez Cobos e Victor Pablo Perez.\nDal 2002 al 2007 è assistente di René Jacobs.\nAffianca l’attività di direttore a quella di clavicembalista in titoli come: Così Fan Tutte\, L’Incoronazione di Poppea\, Gli Amori d’Apollo e di Dafne\, La Diana Schernita\, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda\, La Serva Scaltra\, Le Bourgeois Gentilhomme oltre a programmi da concerto e spettacoli originali come: Les Liaisons Dangereuses\, BaroccArmonica\, Et in Arcadia Ego\, I Nemici d’Amore.\nDal 2011 al 2013 è stato Direttore Didattico ed Artistico del Civico Istituto Musicale Brera di Novara.\nNel 2017 inizia una nuova attività di compositore ed arrangiatore debuttando Orfeo 2.0 a baRock opera\, nuovo arrangiamento dellʼOrfeo di Claudio Monteverdi. Da allora ha riarrangiato e scritto molti lavori: Passacaglia Perpetuum\, Hungarian Rock e Passacaglia Ungherese (Ligeti)\, Stabat Mater un cammino spirituale\, Lascia ch’io pianga\, FCG voice and cello suite\, in progetti come Corona Project Neustart Kultur\, Innsbrucker Festwochen der alten Musik\, Festival de Musica Sacra de Bogotà\, Klangräume des Barock Leverkusen\, per interpreti come Fernando Caida Greco\, Rike Huy\, Vokal Orchester NRW\, Sandro Roy\, l’arte del mondo barockorchester\, Valentina Coladonato \nDeda Cristina Colonna è diplomata in Danza Classica al Civico Istituto Musicale Brera di Novara e all’Ecole Supérieure d’Etudes Chorégraphiques di Parigi ed ha conseguito la Maîtrise in Danza presso l’Università Paris IV-Sorbonne.\nDiplomata al C.N.E.M. in Labanotation ed alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova\, ha danzato e recitato a livello internazionale e ha firmato regia e coreografia di numerose opere barocche e contemporanee in teatri e festival italiani e stranieri.\nInsegna danza barocca da più di trent’anni\, è docente di Recitazione per l’opera\, Gestualità e Tecniche Storiche della Recitazione alla Schola Cantorum Basiliensis ed è titolare dell’insegnamento di Regia per il Teatro Musicale all’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia (Novara). È direttrice della Scuola di Danza dell’Accademia Musicale G. Marziali di Seveso.\nHa vinto il premio teatrale Jan Kiepura 2022 come migliore regista per la regia e coreografia di ‘Castor et Pollux’ di J.- Ph. Rameau (Warszawska Opera Kameralna\, 2021).\nÈ presidente dell’associazione culturale La Terza Prattica\, con la quale realizza spettacoli\, concerti ed opere d’arte che rappresentano un percorso attraverso ed oltre l’approccio filologico del repertorio antico.\nDeda Cristina Colonna è membro dell’Accademia degli Intermedi\, gruppo italiano di ricerca sulla danza antica e del gruppo di ricerca WoVen: Women\, Opera and the Public Stage in Eighteenth-Century Venice (Università NTNU – Trondheim). \nJuan Josè Francione\, dopo il diploma in Chitarra e Musica da Camera presso il Conservatorio Superior de Musica de la Ciudad de Buenos Aires “Astor Piazzolla” (2013)\, si dedica allo studio della musica antica specializzandosi in Liuto e Basso Continuo\, prima in Italia\, e poi alla Zürcher Hochschule der Künste (Zurigo\, Svizzera)\, sotto la guida di Eduardo Eguez.\nSvolge una intensa attività concertistica come solista e con l’ensemble La Chimera (E. Eguez) esibendosi nelle più prestigiose stagioni europee sia di musica antica che moderna.\nCollabora con Collegium 1704 (V. Luks)\, La Terza Prattica (M. Toni)\, Talenti Vulcanici (S. Demicheli)\, Ensemble Mare Nostrum (A. De Carlo)\, Il Pomo d’Oro e molti altri.\nNel 2019 fonda Cordis Consort insieme all’arpista Carlotta Pupulin\, un ensemble dalla geometria variabile con fulcro sul mondo degli strumenti a pizzico\nDal 2020 al ruolo di performer affianca quello di arrangiatore sia per progetti personali che su commissione di diversi gruppi europei. \nFrancesco Gonzales\, Terminati gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, Francesco Gonzales viene chiamato dall’Ente Lirico Arena di Verona come scenografo realizzatore per la stagione 1995. In seguito collabora all’allestimento de L’Orfeo di Claudio Monteverdi per il Teatro Regio di Torino con lo scenografo Edoardo Sanchi. Nel 1997 inizia il proficuo rapporto con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte a Torino\, per la quale si occupa dell’archivio fotografico\, dell’inventario della Pinacoteca dell’Accademia Albertina e dell’inventario dei beni del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri. Nel 2005 è nominato Responsabile dei Rapporti con gli Organi di Tutela per la Diocesi di Novara. Ha curato le importanti mostre “Guercino – Il San Francesco ritrovato” (2006\, Palazzo dei Vescovi di Novara e Foundling Museum di Londra) e “Da Gaudenzio a Pianca. Omaggio a Giovanni Testori” (2009\, Basilica di San Gaudenzio\, Novara). Nel 2005 nasce l’amicizia con Sir Denis Mahon\, uno dei maggiori storici dell’arte del XX secolo\, con cui collabora stabilmente per le mostre “Caravaggio. L’immagine del divino” (Museo Pepoli\, Trapani)\, “I bari di Caravaggio ritrovati” (Pinacoteca di Cento e Istituto Italiano di Cultura a Londra)\, “Guercino e la Lucrezia” ed altre iniziative culturali\, sino alla scomparsa di Mahon nel 2011\, di cui realizza il ritratto ufficiale oggi conservato presso la National Gallery d’Irlanda a Dublino. Numerosi gli studi\, le collaborazioni e le pubblicazioni: rivista Novarien\, case editrici Interlinea\, Skirà\, Silvana Editoriale\, Electa. \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Posilecheata. Musica colta e popolare nella Napoli del ‘600
DESCRIPTION:Mercoledì 4 Dicembre 2024 ore e 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nPosilecheata. Musica colta e popolare nella Napoli del ‘600 \n  \nIrene Scarpato\, voce \n  \nENSEMBLE AI VIS LOOP\nAlessandro de Carolis\, flauti dolci \nLorenza Maio\, violino\, flauto dolce \nCarmine Scialla\, chitarra battente \nGiuseppe Copia\, tiorba\, chitarra barocca \nAntonino Anastasia\, percussioni \n  \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nAndrea Falconieri (1585-1656) \nLa suave melodia e Sua corrente \nFolia Echa para my Senora \n  \nAnonimo\, XVI secolo \nVurria ca fosse Ciaola \n  \nGian Leonardo dell’Arpa ( 1530 ca.-1602)  \nVillanella che all’acqua \n  \nAndrea Falconieri \nE vivere e morire \nCorrente dicha l’Avellina\, la Mota \nL’eroica\, Ciaccona \n  \nAnonimo\, XVI secolo \nFuggi fuggi fuggi da questo cielo \n  \nAndrea Falconieri \nPassacaglia \n  \nFilippo Azzaiolo (post\, 1530 – 1569)  \nChi passa per sta strada \n  \nGian Leonardo dell’Arpa \nTre donne belle fanno gran battaglia \n  \n“Posilecheata” è il nome di un’operetta in dialetto napoletano composta da Pompeo Sarnelli intorno al 1684\, consistente in una raccolta di fiabe introdotta da una cornice realistica in cui \nl’autore immagina una scampagnata sulla collina di Posillipo. \nL’antica collina napoletana\, colorata da verdi paesaggi bucolici e villaggi di pescatori\, rappresenta la perfetta ambientazione per le tematiche popolaresche espresse nelle cosiddette Villanelle alla Napolitana. \nLa Villanella o Villanesca\, canzone popolare di radici forse contadine\, conobbe una grande fortuna tra Cinque e Seicento\, divenendo uno dei generi musicali popolareschi più amati negli ambienti colti\, in cui si apprezzavano i testi spesso umoristici e talvolta persino irriverenti\, rivolti a commentare con leggerezza la vita quotidiana. \nTra i primi compositori a esplorare e perfezionare la villanella troviamo\, nel Cinquecento\, Giovanni Domenico da Nola\, Gian Leonardo Mollica (detto dell’Arpa) e Filippo Azzaiolo\, autori di celebri raccolte di villanelle a tre voci. Con il loro lavoro\, questi musicisti non solo elevarono questo genere\, ma posero le basi per lo sviluppo di uno stile alla Napolitana che avrebbe avuto una grande diffusione in tutta Europa. \nAndrea Falconieri\, compositore e liutista napoletano attivo in Italia e in Spagna nella prima metà del Seicento\, compone un buon numero di villanelle per voci e chitarra spagnola (Libro I di villanelle a una\, due e tre voci con l’alfabeto per la chitarra spagnola\, 1616). \nIn queste composizioni i temi arcadici e amorosi sono brillantemente enfatizzati dal talento compositivo del musicista\, che mostra un gusto già precocemente barocco. \nLa musica strumentale di Falconieri è altrettanto interessante. \nNe Il primo libro di Canzone\, Sinfonie\, Fantasie\, Capricci\, Brandi\, Correnti\, Gagliarde\, Alemanne e Volte\, stampato a Napoli nel 1650 il compositore alterna balli di corte a sinfonie e composizioni su basso ostinato\, attuando una interessante commistione tra il gusto musicale italiano e quello Spagnolo. \nLe danze e le villanelle di Falconieri\, con i loro ritmi vivaci e le loro melodie accattivanti\, rappresentano appieno lo spirito della Napoli del Seicento\, una città cosmopolita e viva\, crocevia di culture e idee\, ricchissima di un fermento musicale unico e variegato\, che ancora oggi affascina e coinvolge. \n  \nAi vis Lo Lop nasce dall’incontro tra musicisti appassionati tanto ai repertori colti della musica antica quanto alle musiche di tradizione orale. L’ensemble\, già molto attivo sulla scena nazionale\, si è esibito in numerose rassegne e festival di musica antica e di musica etnica sul territorio nazionale\, come Errichetta Festival\, il Barocco Festival Leonardo Leo\, il Festival Barocco Alessandro Stradella di Viterbo e Nepi\, la rassegna “Il mondo Novo” di Vicenza e molti altri. \nVincitore del Fringe Contest del Festival Barocco Alessandro Stradella\, ha suonato in occasione del festival 2018 il brano “Canti dell’andata e del ritorno” composto dal compositore Norman Gomez Ballester ed eseguito in prima assoluta. \nNel 2018 il gruppo pubblica il primo lavoro discogra1co\, dal titolo “Il popolano ostinato” per la Da Vinci Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Viaggio a Roma e Napoli con il Tiorbino\, un cembalo raro\, incordato in budello
DESCRIPTION:Venerdì 6 Dicembre 2024\, ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nViaggio a Roma e Napoli con il Tiorbino\, un cembalo raro\, incordato in budello \n  \nFranz Silvestri\, tiorbino \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643) \nCento Partite su Passacagli \nAria “Or che noi rimena” \nCanzona dopo l’Epistola \n  \nGiovanni Gabrieli (1557 – 1612) \nRicercare dell’VIII° Tono \nFuga del IX° Tono \nRicercare del II° Tono \n  \nBernardo Pasquini (1637 – 1710) \nPartite di Follia \n  \nAlessandro Scarlatti (1660 – 1725) \nToccata Settima \nPartite su Follia (Fondo Noà\, Torino) \n  \nE’ noto che in Germania nel secolo XVIII erano in uso clavicembali incordati in budello e che proprio J.S. Bach ne aveva ben due. \nAnche in Italia erano presenti cembali e spinette con tale incordatura. L’ organaro Eugenio Casparini\, tra il 1656 e il 1669\, vide a Venezia numerosi strumenti incordati alla maniera delle tiorbe o dei liuti\, e lui stesso ne realizzò alcuni. \nSpesso in passato si indicavano con la parola ‘arpicordo’ le spinette poligonali italiane\, come confermato anche dalle prime stampe di Balli per tastiera. Il Banchieri\, rapito dalla bellezza di tale strumento\, racconta di aver commissionato per lui stesso uno strumento simile\, ribattezzato arpitarrone\, il quale “nel grave fa effetto di chitarrone e nell’ acuto rassembra un’ arpa…”. In area romana\, l’ incredibile strumento ideato da Michele Todini\, azionava tramite una tastiera più strumenti: organo\, un clavicembalo e tre tipi di spinette\, tra le quali anche un tiorbino. La stupefacente macchina sonora è descritta dal suo inventore nella celebre Dichiarazione della Galleria Armonica del 1676. \nIl Lautenwerk di Franz Silvestri è un cembalo in stile fiorentino incordato in un materiale sintetico che ha la stessa densità e caratteristiche del budello animale\, ma con una stabilità di accordatura davvero sorprendente. \n  \n  \n  \nFranz Silvestri ha iniziato da bambino lo studio dell’organo e del pianoforte. Diventa organista di chiesa a nove anni\, si esibisce a 11 anni in Spagna al grande organo della cattedrale di Covadonga e a 12 anni suona a Berna un programma organistico bachiano. Vince il suo primo concorso pianistico internazionale a 13 anni. Si è dDiplomato in Pianoforte (Conservatorio di Novara) e Clavicembalo (Conservatorio di Verona) e ha studiato pianoforte con Giuliana Marchi\, cembalo con Colin Tilney e organo e basso continuo con Robert Kohnen. \nSuona come pianista\, fortepianista\, cembalista e organista in Italia e all’Estero\, sia come solista che con diversi Ensembles. \nHa inciso per l’etichetta Brilliant e Classic Urania e Dal 2021 ha iniziato la collaborazione con le Edizioni Pian & Forte e Da Vinci. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Tears of Joy and Gladness (Intorno a John Dowland)
DESCRIPTION:Domenica 8 Dicembre 2024\, ore 18.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nTears of Joy and Gladness (Intorno a John Dowland) \n  \n  \nHopkinson Smith\, Liuto rinascimentale \n  \nPROGRAMMA\n  \nJohn Dowland (1563-1626) \nA Dream\nPavana Lachrimae Antiqua Nova\nLady Clifton’s Spirit\nPavana Lachrimae Amantis\nA Galliard \nPavana Coactae\nMr Dowlands Midnight\nPavana Lachrimae Tristes\nNoells Galliard\nPavana Lachrimae Verae\nSir John Souch’s Galliard\nDowlands Delight \n*** \nAnthony Holborne (1545 ca – 1602) \nFare thee well\nMy Linda\nMy Selfe\nMad Dog \n  \n  \n  \nUn programma che apre le porte allo sconfinato spirito musicale di John Dowland\, facendo luce su ambiti della sua creatività mai state ascoltati prima d’ora sul liuto. \nLa Pavana Lachrimae Antiquae di Dowland per liuto e la sua canzone “Flow my Tears” con la stessa melodia risalgono agli anni Novanta del Cinquecento e le sue Seven Passionate Pavans ispirate a Lachrimae e a danze contemporanee furono pubblicati nel 1604. L’opera d’insieme era stata concepita per cinque strumenti ad arco con un rudimentale accompagnamento di liuto; la versione presentata\, per liuto solista\, è frutto dell’elaborazione di Hopkinson Smith della partitura originale per archi. \nLe Sette Pavane Appassionate presentano poeticamente lacrime di sette tipi diversi.  Nel programma\, le Pavane si alterneranno a Fantasie\, vivaci Gagliarde e brani di personaggi dell’opera di Dowland.  Come egli stesso affermò nella prefazione alla pubblicazione\, “Le lacrime sono ospiti inadatti in questi tempi gioiosi\, ma senza dubbio piacevoli sono le lacrime che Musicke piange; né le lacrime sono versate sempre nel dolore\, ma talvolta nella gioia e nella letizia. \n  \nHopkinson Smith nasce a New York e si laurea in Musica ad Harvard nel 1972; l’anno successivo si trasferisce in Europa per studiare con Emilio Pujol in Catalogna e Eugen Dombois in SvizzeraCoinvolto in numerosi progetti di musica da camera\, tra cui la fondazione dell’ensemble Hespèrion XX\, dalla metà degli anni ’80 si è concentrato quasi esclusivamente sui repertori solistici per strumenti antichi a pizzico\, producendo una serie di registrazioni pluripremiate per Naïve\, che includono musica spagnola per vihuela e chitarra barocca\, musica del Rinascimento e del barocco francese per liuto\, musica italiana dell’inizio del XVII secolo e alto barocco tedesco. \nSi è esibito e ha tenuto corsi di perfezionamento in Europa\, Palestina\, Nord e Sud America\, Australia\, Nuova Zelanda\, Corea e Giappone. Attualmente insegna presso l’Istituto di Studi Avanzati della Schola Cantorum Basiliensis. \n  \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Musiche di A. Vivaldi\, G. B. Reali\, A. Corelli
DESCRIPTION:Lunedì 9 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nMusiche di A. Vivaldi\, G. B. Reali\, A. Corelli \n  \nEnsemble ‘Le Consort’ \nThéotime Langlois de Swarte\, violino barocco \nSophie de Bardonnèche\, violino barocco \nHanna Salzenstein\, violoncello \nJustin Taylor\, clavicembalo \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSonata in Sol minore op. 1 n°1 \nPreludio Grave – Allemanda Allegro – Adagio Capriccio Allegro – Gavotta Allegro \n  \nSonata per violoncello Mi minore n°5  – Largo \n  \nSinfonia IV (Sonata) in Do maggiore \nGrave – Allegro – Grave – Allegro \n  \nGiovanni Battista Reali (1681-1751) \nSonata VIII  \nGrave  – Presto \n  \nMarco Uccellini (1603-1680) \nLa Bergamasca \n  \nGiovanni Battista Reali \nFollia \n  \nArcangelo Corelli (1653-1713) \nSonata X op. 1 in Sol minore \nGrave – Allegro – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nBach / Vivaldi \nLarghetto BWV 972 \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nFollia \n  \n  \nL’Ensemble ‘Le Consort’\, si è costituito a Parigi nel 2015\, dedicandosi alla musica barocca e\, in particolare\, al genere della trio-sonata\, un repertorio approfondito\, suonato\, registrato e interpretato con entusiasmo\, sincerità e modernità. \nLa sonata a tre è stata il genere più amato dell’epoca barocca\, meritando un gruppo specificatamente dedicato ad essa\, capace di dare a questo genere un’interpretazione personale\, dinamica e colorata; pochissimi ensemble eseguono questo repertorio nonostante l’immensa ampiezza della musica scritta per questo organico. La sonata a tre\, infatti\, può essere paragonata al quartetto d’archi dell’epoca classica e romantica: dal 1600 al 1800 genere più popolare della musica da camera. \nFormato da due violini\, un violoncello e un clavicembalo\, Le Consort ha già sviluppato numerosi progetti e collaborazioni ed è considerato “uno dei maggiori protagonisti della scena barocca francese” (Diapason\, ottobre 2019). Nel giugno 2017 ha vinto il Primo Premio e il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale Val de Loire\, presieduto da William Christie\, e da allora ha suonato in numerose sale francesi ed europee (Auditorium de Radio France\, Elbphilharmonie di Amburgo\, Auditori de Barcelona\, Festival de la Roque d’Anthéron). \nIl repertorio del gruppo comprende opere di compositori quali Corelli\, Vivaldi\, Couperin\, Purcell\, ma anche compositori rimasti finora sconosciuti\, come Jean-François Dandrieu\, Louis-Antoine Lefevre e Giovanni Battista Reali\, autori che l’ensemble ha registrato per la prima volta\, rispettivamente negli album Venez cher ombre e Specchio Veneziano per Opus 1. \nLa crescita delle carriere soliste dei suoi componenti\, inoltre\, ha portato Le Consort a svilupparsi e prosperare in formazioni più ampie\, per concerti per violino o progetti operistici. Grazie alla notevole esperienza nella musica da camera\, infatti\, il cambiamento delle formazioni avviene in modo molto fluido e i riflessi cameristici si irradiano all’intero organico. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Serate Musicali a Villa Bonaparte
DESCRIPTION:Giovedì 12 dicembre 2024\, ore 20.30\nVilla Bonaparte – Ambasciata di Francia presso la S. Sede – Ingresso ad inviti\nSerate Musicali a Villa Bonaparte\nEnsemble La Terza Prattica \nEnsemble La Terza Prattica\nFrancesca Lombardi Mazzulli\, soprano\nLuca Giardini\, violino\nAgnieszka Oszanka\, violoncello\nJuan Josè Francione\, arciliuto e chitarra\nMassimiliano Toni\, clavicembalo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nLuigi Boccherini (1743-1805) \nSonata in Re maggiore per clavicembalo e violino\, op. 5\, n.4  \nAndante \n  \nGiovanni Paisiello (1740-1816) \nQuando parto e non rispondo \nAria da La Disfatta di Dario (Roma\, Teatro Argentina\, 1776) \n  \nDomenico Cimarosa (1749-1801) \nStraniera abbandonata \nAria da L’Italiana in Londra\, (Roma\, Teatro Valle\, 1779) \n  \nLuigi Boccherini \nSonata in re maggiore per clavicembalo e violino\, op. 5 n. 4  \nAllegro assai\, con Brio \n  \nPietro Alessandro Guglielmi (1728-1804) \nSe tu la reggi al volo \nAria da Ezio (Roma\, Teatro Argentina\, 1774) \n  \nLuigi Boccherini \nSonata per violoncello solo e basso continuo G 17 \nLargo assai – Rondò Allegro \n  \nGiovanni Battista Borghi (1738-1796) \nDa che è morta mamma mia \nAria da L’amore in campagna (Roma\, Teatro Capranica\, 1771) \n  \nDomenico Scarlatti (1685-1757) \nSonata per clavicembalo in la maggiore K. 208\, con variazioni in stile galante  \nAdagio cantabile \n  \nPietro Alessandro Guglielmi \nRecitativo Numi crudeli e aria Da mille smanie\, Oh Dio! \nda Ezio (Roma\, Teatro Argentina\, 1774) \n  \n  \nIl concerto fa parte di un ciclo di «Serate Musicali a Villa Bonaparte» ideato da Florence Mangin\,\nambasciatrice di Francia presso la Santa Sede.\nNella seconda parte del Settecento\, la Villa Bonaparte\, proprietà della famiglia Colonna di\nSciarra\, su affittata al marchese Giuseppe Zagnoni (1729-1803)\, grande appassionato di musica e\nteatro\, che organizzava sontuose feste\, spesso descritte dalle cronache dell’epoca\, in cui la\nmusica aveva un ruolo di primo piano.\nIl concerto presenterà brani eseguiti durante la permanenza a Roma del marchese Zagnoni\,\nmettendo in evidenza le sue iniziative e il suo ruolo nella società romana del tempo.\nLa ricerca storica e musicologica è stata condotta da Élodie Oriol\, professoressa associata di\nstoria moderna all’Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis. \nL’Ensemble La Terza Prattica è stata creata da Massimiliano Toni nel 2005 al fine di\nsperimentare vari generi musicali non necessariamente limitati alla musica ‘classica’. Ha al suo\nattivo\, infatti\, produzioni standard come: La serva scaltra di J. Hasse\, Mozart e Novara: processo\nad una lettera\, Voluptas Dolendi – i gesti del Caravaggio\, Sidereus Nuncius – Galileo e la luna\,\nLes caractères de la danse\, ‘Stabat Mater dolorosa – un cammino spirituale\, Effetto Venezia\, In\nTympano et sono\, affiancate a spettacoli – ideati insieme a Deda Cristina Colonna e Francesco\nGonzales – più sperimentali quali: Et in Arcadia Ego – il Guercino tra sacro ed arcano\, Alltid\ndensamme – nel segno di Christina\, regina di Svezia\, Nemici d’Amore\, per arrivare al crossover\ncon: Orfeo 2.0\, BaroccArmonica\, Romanza Criminale. Ha realizzato il corso multidisciplinare\n‘Nuova Fabbrica dell’Opera Barocca’ al Civico Istituto Musicale Brera di Novara ed è attiva nel\ncampo del sociale producendo seminari e spettacoli per gruppi più svantaggiati; il prossimo\ndicembre sarà al centro Alzheimer Villaggio Emanuele a Roma. Ha realizzato i film musicali Il\ncanto sacro veneziano: i mottetti di Antonio Vivaldi ed Audivi vocem de caelo\, prodotti per il\nFestival Internacionál de Música Sacra di Bogotà con il sostegno dell’Ambasciata Italiana in\nColombia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà; autoprodotto il film musicale Promenade –\nla Basilica di San Gaudenzio in Novara. Orfeo 2.0 debutterà in Italia nel 2025 al Monteverdi\nFestival a Cremona.
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SUMMARY:La musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio
DESCRIPTION:Sabato 14 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nLa musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio \n \nLOS ELEMENTOS\nAlberto Miguéles Rouco\, controtenore \nClaudio Rado\, violino \nJaume Guri Battle\, violino \nGiulio Padoin\, violoncello \nLeon Jannicke\, arciliuto \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nNicolò Porpora (1686-1768)                                Sinfonia da camera in Sol minore\, op.2 n.3 \nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro \n  \nJosè de Torres(1670-1738)                                Sobre las ondas azules \ncantata profana per alto e basso continuo \nGeorg Friederich Händel (1685-1759)           Triosonata in Fa maggiore\, op.5 n.6 \nLargo – Allegro – Adagio – Adagio – Allegro -Menuet \nFrancesco Corselli (1705-1778)                        Rompa\, señor\, mi acento \ncantata sacra per alto\, due violini e basso continuo \nNicolò Porpora (1686-1768)                                Sinfonia da camera in Do maggiore\, op.2 n.2 \nAdagio – Allegro – Affettuoso – Allegro \n  \n  \nLa musica dei Borbone: dall’Ebro al Vesuvio verte su analogie\, differenze e richiami tra la musica composta nelle due “sedi” della Corona spagnola: il Regno di Napoli e il Regno di Spagna. \nUn dialogo fra uno dei pilastri della Scuola Napoletana\, il famoso Nicolò Porpora\, e due dei massimi compositori attivi nella penisola iberica: il madrileno Josè de Torres e l’italiano Francesco Corselli\, celebrati compositori della Capilla Real di Madrid. A terminare il programma\, in una prospettiva più “europea”\, una trisonata di Handel\, il cui rapporto con Porpora si alterna fra reciproca rivalità e ispirazione. \n  \n  \nEnsemble Los Elementos\, fondato da Alberto Miguélez Rouco (2018) e composto da musicisti di diverse nazionalità legati alla Schola Cantorum Basiliensis\, ha l’obiettivo di recuperare\, eseguire e diffondere il patrimonio musicale spagnolo del XVIII secolo. \nPubblicato Vendado es Amor\, no es ciego (2020) per Glossa\, il gruppo ha ottenuto ottime recensioni che lo hanno portato a rieseguire l’opera nel Festival de Amigos de la Ópera a La Coruña (2020) e all’Auditorio Nacional di Madrid (2022)\, nella stagione Universo Barroco organizzata dal CNDM. \nÈ del 2021 Cantadas\, secondo CD\, in cui Rouco\, direttore e solista\, ha presentato quattro cantate inedite per contralto dei compositori F. Corselli e J. de Nebra. \nNel 2023 Los Elementos ha partecipato all’allestimento di Donde hay violencia\, no hay culpa di J. De Nebra al Teatro de la Zarzuela (Madrid). \nL’Ensemble si è esibito presso Stockholm Early Music Festival\, Festival de Saintes\, Festival “Pablo Casals” (Prades) e all’Innsbrucker Festwochen der Alte Musik. \nI prossimi impegni includono l’opera El robo de las Sabinas di F. Corselli all’Auditorio Nacional\, il Requiem di J. de Torres a Versailles e l’oratorio Clori\, Tirsi e Fileno di G.F. Handel. \nLa quarta registrazione\, Venus y Adonis\, sempre di J. de Nebra\, sarà pubblicata nel 2025 da Aparté. \n  \n  \nAlberto Miguélez Rouco (La Coruña\, 1994) inizia gli studi di pianoforte a 8 anni\, diplomandosi con C. López (2012). Nei medesimi anni comincia la formazione vocale con P. Carballido del Camino. \nTrasferitosi a Basilea\, prosegue gli studi presso la Schola Cantorum Basiliensis e consegue il Master’s Degree (2017) e un Master Pedagogico (2019) in Canto con R. Domínguez. Qui approfondisce anche lo studio del cembalo e del basso continuo con F. Corti\, G. Paronuzzi e J. Christensen. \nln qualità di cantante d’opera e d’oratorio\, Rouco ha interpretato numerosi ruoli in opere di Monteverdi\, Telemann\, Handel\, Legrenzi\, Caldara\, Bach\, Hasse\, Pasquini\, Haydn\, Pergolesi\, etc. sotto la direzione\, tra gli altri\, di W. Christie e R. Jacobs. \nNel 2018 ha fondato il suo gruppo\, Ensemble Los Elementos\, focalizzato sulla riscoperta del repertorio barocco spagnolo. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Giovanni Bononcini: “San Nicola di Bari” Oratorio per quattro voci e strumenti
DESCRIPTION:Martedì 17 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nGiovanni Bononcini: “San Nicola di Bari” Oratorio per quattro voci e strumenti \n  \n  \nFederico Fiorio (San Nicola)\, soprano \nValeria La Grotta (Giovanna)\, soprano \nFilippo Mineccia (Clizio)\, controtenore \nMarco Saccardin (Epifanio)\, basso \n  \nAccademia Musicale Emiliana: \nLucrezia Nappini\, violino \nMarco Rozza\, violino \nFrancesca Camagni\, viola \nAlessandra Giovannoli\, violoncello \nDario Landi\, tiorba \nFrancesco Luigi Trivisano\, direzione al cembalo \n  \n  \nIl “San Nicola di Bari” è composto come «oratorio per quattro voci\, concertino e grosso»\, su libretto di Silvio Stampiglia nel 1692 da un Giovanni Bononcini poco più che ventenne ma già compositore in rapida ascesa. L’oratorio\, il primo dedicato al Santo\, fu eseguito per la prima volta a Roma\, nella Chiesa di San Giacomo degli Spagnoli a piazza Navona\, nella Quaresima del 1693. \nLa figura di San Nicola di Myra non ci viene presentata attraverso le conosciutissime vicende miracolose. Al contrario\, viene raffigurato nell’insolita veste del giovane adolescente Nicola\, all’inizio del suo percorso verso la santità\, sostenuto dall’affetto della madre Giovanna e del padre Epifanio. La tensione drammatica però trova il suo zenit nel dialogo con Clizio\, un amico che non vuole redimersi dalle tentazioni del mondo profano e dai piaceri. \nIl simbolismo tra la dimensioni terrena e quella spirituale non è solo testuale ma si rispecchia in un linguaggio musicale fitto di passaggi virtuosistici e madrigalismi di grande effetto: le arie di Clizio hanno sempre un ritmo binario\, il ritmo del divenire del mondo; l’aria di fervore mistico di Nicola“ io non vuò dentro al mio core”  è in ritmo ternario\, una tarantella\, autentica metafora di guarigione che esorcizza il male della tentazione. In questo ammaliante duello spirituale\, sia la virtù che il piacere si rivelano attraverso la magistrale e sempre ispirata scrittura musicale di Bononcini\, quasi a voler lasciare all’ascoltatore\, se non il libero arbitrio\, la consapevolezza della quotidianità della scelta. \nAffatto marginale è la figura della madre Giovanna\, archetipo di un materno che è energia motivante e ispiratrice di bene. Il suo ruolo è pieno di immagini potenti: l’ape che consuma il nettare sia dei fiori velenosi\, sia della rosa e del giglio. Il padre Epifanio\, d’altro canto\, è incarnazione della forza necessaria per abbracciare la via della santità e ben espressa nell’aria “Fan temere l’onde che fremono” in cui il genio di Bononcini riesce a dipingere il moto inquieto del mare\, attraverso le figurazioni di arpeggi spezzati dei due violini. \nL’oratorio\, in pieno spirito controriformistico\, si conclude con la vittoria del pentimento di Clizio che culmina nel vortice degli sfavillanti virtuosismi del duetto finale di Giovanna e Nicola\, espressione di gioia e di una grazia divina che sa redimere e perdonare anche il peccatore più ostinato quando sinceramente toccato dal “raggio eterno”. \n  \n  \nL’Accademia Musicale Emiliana (AME) fondata nel 2021 a Parma da giovani musicisti e appassionati cultori di musica antica con l’obiettivo di promuovere il repertorio strumentale e vocale barocco legato al territorio emiliano. Il progetto “San Nicola” nasce come concerto finale della Rassegna Festa Farnese 2024 sostenuto dalla Fondazione Cariparma\, aggregando giovani talenti e artisti affermati. \n  \nFederico Fiorio nel ruolo di San Nicola\, soprano maschile veronese che ha collaborato con direttori di fama internazionale come Diego Fasolis e Ottavio Dantone. Nel 2023 è Nerone nell’Incoronazione di Poppea al Festival Monteverdi di Cremona. \n  \nValeria La Grotta\, nel ruolo di Giovanna\, madre di San Nicola\, è una delle cantanti più interessanti del nostro panorama musicale barocco\, si esibisce nei più importanti festival internazionali. Nel giugno 2024 è Idaspe ne “Il Bajazet (Il Tamerlano)” di Vivaldi al Teatro Malibran a Venezia. \n  \nFilippo Mineccia nel ruolo di Clizio\, controtenore fiorentino già acclamato sulla scena internazionale del repertorio barocco. È solista all’Arena di Verona in Carmina Burana in occasione del 101° Opera Festival 2024. \n  \nMarco Saccardin nel ruolo di Epifanio\, padre di San Nicola\, baritono in grande ascesa\, pluripremiato al Cavalli Monteverdi Competition del 2023\, a giugno 2024 interpreta il ruolo eponimo nell’Orfeo di Monteverdi al Festival di Cremona. \n  \nFrancesco Luigi Trivisano\, Maestro Concertatore al cembalo\, diplomato in pianoforte e clavicembalo si è esibito come solista e continuista al cembalo in importanti festival di musica antica. È il Direttore Artistico della Accademia Musicale Emiliana ed ideatore della rassegna Festa Farnese. \nAcquista i biglietti\n 
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SUMMARY:Eredità Barocche
DESCRIPTION:Giovedì 19 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – ingresso € 15\,00 \nEredità Barocche \nSESTIER ARMONICO\nMauro Spinazzè\, violino I \nJaume Guri Batlle\, violino II \nSara Gómez Yunta\, viola \nAlex Jellici\, violoncello \nGiacomo Albenga\, contrabbasso \nGiulio De Nardo\, clavicembalo \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nGaetano Maria Schiassi (1698 – 1754) \nPastorale per il Santissimo Natale op.1\, n.12 \nAdagio – Allegro – Largo – Andante \n  \nFelice Giardini (1716-1796) \nSolo per Alto viola \nAndante – Grazioso – Allegro\, scherzoso \n  \nSalvatore Lanzetti (c. 1710 – c. 1780) \nSonata per violoncello in Sib maggiore\, op.1 n.6 \nLargo – Gavotta  Allegro ma non presto \n  \nAntonio Vivaldi (1678-1741) \nSonata “La Follia” in Re minore\, op.1 n. 12\, RV 63 \n  \nKarl Kohaut (1726-1784) \nConcerto per contrabbasso in Re maggiore \nAllegro – Adagio – Presto \n  \n  \nLa musica barocca si distingue per il suo carattere ornamentale e la ricerca di espressione affettiva\, influenzata dai principi del teoria degli aﬀetti che miravano a evocare specifiche emozioni negli ascoltatori. Non solo Monteverdi\, Bach\, Vivaldi o Händel ma moltissimi furono i compositori che contribuirono a rendere quella barocca una delle epoche di maggior splendore. Il presente programma vuole offrire al pubblico l’occasione di ascoltare alcune splendide composizioni di raro ascolto\, ma non solo\, dove protagonista è il virtuosismo di ciascun elemento: dalla sonata per viola sola di Felice Giardini al concerto per contrabbasso di Karl Kohaut passando per la sonata per violoncello e basso di Salvatore Lanzetti e la famosa sonata “La Follia” di Antonio Vivaldi. \nVirtuosismo ed estetica che influenzeranno anche le epoche successive delle quali alcuni compositori di questo programma si possono considerare i primi precursori\, in un periodo che\, prima di sfociare nel Classicismo\, risente ancora molto della preziosa eredità barocca. \n  \nL’ensemble Sestier Armonico nasce a Basilea\, fondato da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente del- la Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX. \nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’ intensa attività concertistica in veste solistica e in collabo- razione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma in organo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla  Schola Cantorum Basiliensis\, dove approfondisce lo studio dell’organo con T. Lindner e intra- prende lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e  A. Marcon. sotto la cui guida ottiene in seguito anche il diploma in clavicembalo. \nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazio- nale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso inter- nazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck. \nSvolge intensa attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, continuista e di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama interna- zionale (Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble)\, prendendo parte an- che ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:Una Festa barocca per i bambini. Musiche della tradizione natalizia
DESCRIPTION:Venerdì 20 Dicembre 2024 ore 17.30\nChiesa di S. Salvatore alle Coppelle e Piazza delle Coppelle – Ingresso libero\nUna festa barocca per i bambini\nLe Zampogne di Monte Sant’Angelo \nZAMPOGNE DI MONTE SANT’ANGELO\nBernardo Bisceglia\, zampogna\, ciaramella e direzione artistica-\nMatteo Quitadamo\, ciaramella\nFrancesco Gerico\, ciaramella\nBernardo Bisceglia junior\, zampogna \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nDAL REPERTORIO TRADIZIONALE GARGANICO \nVariazioni sul tema di “Mo Vene Natale” \n  \nDALL’ANTICO REPERTORIO PASTORALE \nVariazioni sul tema di “Piva Piva” \n  \nDALLA TRADIZIONE NATALIZIA \nTu scendi dalle stelle \nGloria  \nQuanno nascette ninne \nAstro del ciel  \nAdeste Fideles  \nJingle Bells \n  \n  \nUna delle tradizioni che rendono magica l’atmosfera del Natale nel centro-sud è quella delle strade che si riempiono delle melodie intonate dagli zampognari\, pastori che con i loro abiti tradizionali scendono dalle montagne e con le loro zampogne\, una specie di cornamuse\, intonano musiche natalizie.\nGli zampognari annunciano la venuta del Signore e suonano per le vie del centro dei nostri paesi\, tenendo viva una tradizione antichissima. La storia degli zampognari\, così come li conosciamo oggi\, è riconducibile al XVIII secolo\, quando Sant’Alfonso Maria de Liguori\, teologo e dottore della chiesa napoletana\, compose il noto canto Tu scendi dalle stelle adattando la melodia a quelle udite dalle zampogne suonate dai pastori. \nGli Zampognari di Monte Sant’Angelo sono un gruppo che nasce agli inizi degli anni ‘80 con il nome “La Zampogna Montanara”\, da un’idea di Matteo Bisceglia e i fratelli Giampiero e Matteo Ciliberti\, con lo scopo benefico di portare i suoni antichi e magici del Natale negli ospedali\, nelle case di cura\, nei campi nomadi\, ai senza tetto\, negli asili\, nelle scuole\, negli oratori e nelle chiese. Nel 1989 il gruppo è stato accolto da Giovanni Paolo II durante un’udienza.\nDopo una quasi trentennale attività\, prende il testimone Bernardo Bisceglia (figlio di Matteo)\, musicista professionista laureato in Mandolino\, insegnante di musica e con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero\, nonché ricercatore ed esperto di tradizioni popolare garganiche. A lui l’onore e l’onere di portare avanti questa nobile tradizione di famiglia\, con l’ambiziosa pretesa di valorizzarla e renderla attuale\, sempre nel rispetto assoluto dei valori antichi.\nCollabora con altri musicisti professionisti\, laureati in Conservatorio e\, al contempo\, amanti di tradizioni popolari. Conservando lo scopo solidale\, benefico e religioso\, il gruppo partecipa ad ogni tipo di attività legata al Natale: mercatini\, presepi viventi\, recite scolastiche\, villaggi natalizi\, esibizione in teatri e chiese\, spettacoli itineranti nelle piazze e nelle vie dei paesi. La giovane età dei musicisti\, la ricerca della precisione nelle esecuzioni\, unite al rispetto per le tradizioni popolari e alla cura dell’abbigliamento\, fedele a quello del pastore garganico\, rendono gi Zampognari di Monte Sant’Angelo un gruppo unico nel suo genere. \n 
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SUMMARY:Vivaldi a Roma
DESCRIPTION:Sabato 21 Dicembre 2024 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi – Ingresso € 15\,00\nVivaldi a Roma \nTania Lorenzo\, soprano \n \nSESTIER ARMONICO\nMauro Spinazzè\, violino I \nJaume Guri Batlle\, violino II \nSara Gómez Yunta\, viola \nAlex Jellici\, violoncello \nGiacomo Albenga\, contrabbasso \n  \nGiulio De Nardo\, clavicembalo e direzione \n  \n  \nPROGRAMMA\n  \nANTONIO VIVALDI (1678 – 1741) \n  \n  \nConcerto per archi in Sol maggiore “Alla Rustica”\, RV 151 \nAllegro –  Adagio –  Allegro \n  \nda Ercole su’l Termodonte\, RV 710 (Roma\, 1723) \nAria di Martesia «Certo piacer ch’ho petto» \nAria di Martesia «Un sguardo\, un vezzo\, un riso» \n  \nConcerto per archi in Re minore “Madrigalesco”\, RV 129 \nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro poco \n  \nda La virtù trionfante dell’amore e dell’odio\, ovvero il Tigrane\, RV 740 (Roma\, 1724) \nAria di Cleopatra «Squarciami pure il seno»  \n  \nda Tito Manlio\, RV 738 (Roma\, 1720)  \nAria di Lucio «Non ti lusinghi la crudeltade» \n  \nConcerto per archi in Sol minore\, RV 157 \nAllegro – Largo – Allegro \n  \nda Giustino\, RV 717 (Roma\, 1724) \nSinfonia Atto I\, Scena 5 \nAria di Leocasta «Senti l’aura che leggera» \nRecitativo “Vivrò ma sol per tua salvezza”   \n Aria di Leocasta «Senza l’amato ben» \n  \nConcerto per archi in Sol maggiore\, RV 150 \nAllegro – Largo – Allegro  \n  \nda Ercole su’l Termodonte\, RV 710 \nAria di Ippolita «Da due venti un mar turbato» \n  \n  \n  \nIl 15 ottobre 1722\, con una lettera ritrovata da Fabrizio Della Seta nell’Archivio Segreto Vaticano (Fondo Borghese Pacchi)\, Alessandro Marcello\, noto patrizio e compositore veneziano\, raccomandava Antonio Vivaldi alla principessa Maria Livia Spinola Borghese affinché gli volesse concedere la sua protezione\, in occasione dell’esordio romano nella successiva stagione del carnevale: \n«A V. E.\, che tanto venero\, ed a cui professo immense indelebili obbligationi\, credo mio preciso debito di presentare la persona a lei ben nota del Signor Don Antonio Vivaldi famoso Professor di Violino che si porta a Roma per far l’Opera in Carnovale\, acciò nell’accogliere gli umilissimi miei ossequii\, si degni pur riceverlo sotto l’ombra della di lei autorevolissima Protezzione». \nL’opera a cui si riferisce Marcello era L’Ercole sul Termodonte\, che verrà infatti messa in scena nel 1723 al Teatro Capranica\, teatro nel quale\, l’anno seguente\, verranno rappresentate anche il Giustino e La virtù trionfante dell’amore e dell’odio\, ovvero il Tigrane (opera per la quale Vivaldi compose solamente il secondo atto). \nIn verità non si trattava di un vero e proprio esordio romano perché la Città Eterna non era sconosciuta a Vivaldi e la sua musica. Già nel 1720\, ad esempio\, venne eseguito nell’antico Teatro della Pace\, seppur in forma di pasticcio\, il Tito Manlio\, la celebre opera “scritta in cinque giorni” (come da annotazione del compositore sul manoscritto)\, rappresentata al Teatro Arciducale di Mantova nel 1719. Tutte opere straordinarie che però\, ad eccezione forse del Giustino\, vengono raramente eseguite. \nIn occasione del trecentesimo anniversario della prima rappresentazione del Giustino\, Sestier Armonico vuole rievocare con il presente programma quei fasti musicali eseguendo\, nella prestigiosa cornice del festival barocco romano\, alcune arie delle composizioni anzidette alternandole a concerti per archi e basso continuo del Prete Rosso. \n  \n \nTania Lorenzo\, soprano\, nasce a Las Palmas de Gran Canaria e completa i suoi studi musicali al Conservatorio Superior de Música de Canarias con Eva Juárez e alla Universität der Künste di Berlino con Carola Höhn. Ha ricevuto il sostegno della Fundación MapPe Guanarteme e di Juventudes Musicales di Madrid ed ha partecipato a corsi di perfezionamento con interpreti di fama internazionale. Terminati gli studi ha preso parte all’ensemble giovanile della Semperoper di Dresda ed è attualmente membro dell’ensemble di solisti del teatro di Lucerna \nHa vinto il primo premio al Concurso Internacional de Canto de Treor (2020)\, il Premio de Zarzuela nel Certamen de Nuevas Voces (Siviglia\, 2019)\, il primo premio al concorso internazionale Un Futuro DEARTE (2016)\, il secondo premio al concorso di canto María Orán (2015) e la menzione speciale della giuria nel Certamen de Zarzuela (Valleseco\, 2016). Il suo repertorio abbraccia un vasto arco temporale\, dal Barocco alla musica contemporanea. Tra i ruoli operistici nei quali ha debuttato si ricordano: Morgana (“Alcina” di Händel)\, Leocasta (“Il Giustino” di Vivaldi)\, Susanna (“Le nozze di Figaro” di Mozart)\, Papagena (“die Zauberflöte” di Mozart)\, Belinda (“Dido & Eneas” di Purcell)\, Telaraña (“The Fairy Queen” di Purcell)\, Amour (“Platée” di Rameau)\, Giannetta (“L’elisir d’amore” di Donizzetti)\, Musetta (“La Bohème” di Puccini)\, Sophie (“Der Rosenkavalier” di Strauss) e Lucia\,(“The rape of Lucretia” di Britten). Ha inoltre partecipato alle prime assolute di opere contemporanee nei ruoli di Amara (“El Minuto de oro de KK-TV” di Lothar Siemens)\, Susi (“Das Rätsel der gestohlenen Stimmen” di Johannes Wulff ) o Kind (“Chasing Waterfalls” di Angus Lee)\, solo per citarne alcuni. \nTania è anche attiva in qualità di solista e si è esibita all’interno di festival e sale da concerto di importanza internazionale sotto la direzione di direttori quali Emmanuelle Häim\, Paul Agnew\, Jörg Halubek\, Jonathan Bloxham\, Jose Miguel Pérez Sierra\, Jordi Bernácer\, Alejo Pérez\, Felix Krieger\, Danielle Callegari\, Antonio Fogliani ed altri. \n  \nL’ensemble Sestier Armonico nasce a Basilea\, fondato da Giulio De Nardo nel 2021\, intorno all’ambiente del- la Schola Cantorum Basiliensis. I suoi componenti infatti si sono conosciuti durante gli anni di studio presso tale istituto\, condividendo la comune passione per la musica antica e l’esecuzione su strumenti originali. Primo progetto dell’ensemble è stata l’incisione discografica «Bach in Venice» realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e pubblicata nel 2023 dall’etichetta svizzera DIVOX. \nTutti i musicisti di Sestier Armonico svolgono un’ intensa attività concertistica in veste solistica e in collabo- razione con celebri orchestre barocche internazionali come ad esempio Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Freiburger Barockorchester ed altri. \n  \n \nGiulio De Nardo (Treviso\, 1994) si diploma in organo presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza\, per poi trasferirsi alla  Schola Cantorum Basiliensis\, dove approfondisce lo studio dell’organo con T. Lindner e intra- prende lo studio del clavicembalo con F. Corti prima e  A. Marcon. sotto la cui guida ottiene in seguito anche il diploma in clavicembalo. \nGli sono stati conferiti diversi premi in vari concorsi internazionali: il secondo premio al concorso internazio- nale di clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro\, il primo premio e il premio del pubblico al concorso inter- nazionale d’organo tenutosi nella basilica di Valère a Sion e il terzo premio al concorso internazionale “Paul Hofhaimer” di Innsbruck. \nSvolge intensa attività concertistica al clavicembalo e all’organo in veste di solista\, continuista e di assistente alla direzione musicale in produzioni d’opera. Collabora con orchestre ed ensemble vocali di fama interna- zionale (Venice Baroque Orchestra\, La Cetra Barockorchester\, Odhecaton Ensemble)\, prendendo parte an- che ad incisioni discografiche pubblicate da etichette quali Deutsche Grammophon e Alpha Classics. \n  \nAcquista i biglietti
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SUMMARY:CONCERTO INAUGURALE DELLA MACCHINA DELLE QUARANT'ORE
DESCRIPTION:Sotto l’Alto patronato di S. E. l’Ambasciatrice di Francia presso la Santa Sede\nMadame Florence Mangin\n\n\nCONCERTO STRAORDINARIO\n \nOrganizzato da\nROMA BAROCCA IN MUSICA\nPresidente\, Régis Nacfaire de Saint Paulet\n \n\nIn collaborazione con\nPII ISTITUTI DI FRANCIA A ROMA E LORETO\nROMA FESTIVAL BAROCCO\n\n  \n\nMUSICHE DI \nG.P. Palestrina\, R. Cesti\, F\, Beretta\, E. Bernabei\, G. Frescobaldi\, D. Dal Pane\, G. Giamberti\,  \n\n Carissimi\, G.B. Buonamente\, L. Ratti\, G. Corsi\, A. Melani\n\nENSEMBLE CORRESPONDENCE \nSébastien Daucé\, Direttore \n\n  \n\nScenografie \nPHILIPPE CASANOVA \nVerso la fine del Cinquecento nasce in Italia una nuova pratica devozionale\, che teatralizza l’adorazione del Santissimo Sacramento durante le Quaranta ore che tradizionalmente intercorrono fra la morte di Gesù il Venerdì Santo e la sua risurrezione la domenica di Pasqua. \nAl centro del rito è una macchina teatrale\, una sorta di candelabro gigante\, sul quale vengono poste più di mille candele. \nQuest’anno\, grazie alla senzazionale scoperta nei sottotetti della chiesa di San Luigi dei Francesi di un’antica macchina delle Quarant’ore\, sarà possibile rivivere le atmosfere di questa pratica devozionale. \nLa macchina\, debitamente restaurata in tutte le sue parti lignee\, verrà allestita nel suo originario splendore al centro della Chiesa ed arricchita da ulteriori supporti pittorici\, anch’essi illuminati da candele\, realizzati dal pittore e scenografo Philippe Casanova. \nAd impreziosire l’apparato scenico concorreranno le musiche\, tutte in prima esecuzione moderna\, tratte dai repertori sacri del Seicento romano. \nL’esecuzione musicale è affidata all’Ensemble Correspondances e al suo direttore\, Sébastien Daucé\, specialista nei repertori seicenteschi e\, soprattutto\, ricercatore e studioso dei riti sacri delle Quarant’ore del Seicento romano. \nUn concerto realizzato nella collaborazione artistica franco-italiana\, con un ensemble misto di cantanti italiani e francesi che affianca un complesso di 14 strumenti.
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SUMMARY:Omaggio a Palestrina (1525 - 2025) ROMA VOCAL ENSEMBLE
DESCRIPTION:DOMENICA 11 MAGGIO 2025\, ORE 16.30\nFarfa (RI)\, Abbazia benedettina \n  \nOMAGGIO A PALESTRINA (1525 – 2025)\nRoma Vocal Ensemble\nFederico Incitti\, direzione \nProgramma\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\, Sicut cervus\nAnnibale Stabile (1535-1595) et al.\, Missa Cantantibus Organis\, Kyrie a 12voci\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Missa Brevis\, Gloria\nAntonio Lotti (1667–1740)\, Crucifixus a 8 voci\nUrmas Sisask (1960–2022)\, Oremus dal Gloria Patri\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Vergine bella\nTomas Luis de Victoria (1548–1611)\, Ave Maria\nTomas Luis de Victoria\, Ne timeas Maria\nTomas Luis de Victoria\, Regina caeli laetare a 8 voci\nLorenzo Donati (1972)\, Sicut cervus a 16 voci \nIl Roma Vocal Ensemble\, fondato e diretto da Federico Incitti\, è formato da una trentina di cantori accomunati da una forte passione per la musica corale e da una solida esperienza maturata negli anni. Con un vasto repertorio che spazia dal Rinascimento alla musica contemporanea\, fino ad\naffrontare i grandi capolavori dell’800 e del ‘900\, il coro svolge un’intensa attività concertistica ed è stato invitato a rassegne nazionali e internazionali \nRoma Vocal Ensemble\nLucia Alberti\, Claudio Ammiraglia\, Paolo Barbato\, Teresa Bausano\, Michela Becciu\, Mariarosaria\nCasario\, Giulia Catenazzo\, Fiammetta Cavallin\, Fabio Contini\, Enzo D&#39;Ovidio\, Sara Fantasticini\,\nLorenzo Gagliardi\, Sandra Giannini\, Giulia Guardati\, Laura Iudiciani\, Anna Lunardi\, Elena Magni\,\nLucia Nobili\, Elia Patania\, Giada Pietrini\, Andrea Posa\, Guido Romano\, Alessandro Tenaglia\,\nGiacomo Terenzi\, Marta Tonelli\, Alessio Vallone) \nDirettore: Federico Incitti
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