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SUMMARY:L’Eco del Teatro\, la Voce del Violino
DESCRIPTION:Mercoledì 2 Dicembre 2026 ore 20.30 \nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi \nEnsemble Le Consort \nL’Eco del Teatro\, la Voce del Violino \n  \nTheotime Langlois de Swarte\, violino \nJustin Taylor\, clavicembalo \n  \n  \nProgramma \n  \n\n\n\nJean Lacquemant Debuisson (1622–1681 ca):\nPreludio in sol minore\n\n\nFrançois Francœur (1698 – 1787):\nSonata per violino n.6 in Sol minore (Libro II) \nAdagio – Corrente – Rondò\n\n\nFrançois Couperin (1668 – 1733):\nLes Barricades mystérieuses\n\n\nFrançois Francœur:\nLe théâtre s’obscurcit\, on entend le tonnerre (Les Augustales) \nLe théâtre s’éclaire (Les Augustales) \nPremier & Second Airs (Scanderberg)\n\n\nPancrace Royer (1705 – 1755):\nLa Marche des Scythes\n\n\n\nLargo (dalla Sonata per violino n.6) \n \n\n\nFrançois Francœur:\nGavotta per le Muse e i piaceri (Le Trophée) \nAria seconda (da Tarsis et Zélie) \nSonata per violino n.10 in Sol maggiore (Libro I) \nAdagio – Presto\n\n\nHenry Eccles (1670 – 1742):\nSonata in Sol minore \n\n\nHenry Purcell (1659 – 1695):\nMusic for a while\n\n\nHenry Eccle:\nVivace\n\n\nAlessandro Marcello (1673 – 1747):\nLargo (dal Concerto per oboe in Re minore)\n\n\nArcangelo Corelli (1653 – 1713):\nLa follia\n\n\n\n  \nUn affascinante viaggio nel cuore del Barocco europeo\, sospeso tra intimità cameristica e teatralità. Il programma celebra la riscoperta dei fratelli François e Louis Francœur\, maestri del Settecento francese capaci di fondere l’espressività dell’opera con il virtuosismo strumentale. \nIl concerto si sviluppa come un dialogo di contrasti: la poesia enigmatica di Couperin e la malinconia d’oltremanica di Purcell e Eccles si alternano alla spettacolarità descrittiva delle scene d’opera dei Francœur\, fino all’energia travolgente de La Marche des Scythes di Royer. L’eleganza italiana di Marcello prepara poi il terreno al gran finale con la celebre Follia di Corelli\, banco di prova assoluto per l’estro dei due interpreti. Un’antologia preziosa che abbatte le barricate del tempo\, unendo rigore storico e vibrante modernità. \n  \n  \nLe Consort è un ensemble di musica antica fondato nel 2015 dal clavicembalista e fortepianista Justin Taylor insieme ai violinisti Théotime Langlois de Swarte e Sophie de Bardonnèche. L’organico\, che varia dal 2 a 12 elementi\, è specializzato nel repertorio del XVII e XVIII secolo\, con particolare attenzione alla sonata a tre e alla musica vocale. Vincitore nel 2017 del Primo Premio e il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale di Musica Antica della Valle della Loira\, l’ensemble svolge un’intensa attività discografica (Harmonia Mundi) e tournée internazionali in Europa e Nord America. \nJustin Taylor \, nato negli Stati Uniti e cresciuto in Francia\, si è imposto sulla scena internazionale vincendo nel 2015 il prestigioso Concorso clavicembalistico internazionale di Bruges e fondando\, nello stesso anno\, l’ensemble Le Consort. Nominato “Rivelazione musicale dell’anno” dall’Associazione dei Critici Musicali francesi e finalista alle Victoires de la Musique Classique\, si esibisce regolarmente come solista e direttore dell’ensemble nei principali festival europei e internazionali. \nDiplomato al Conservatorio di Parigi sotto la guida di Michael Hentz\, Théotime Langlois de Swarte è membro regolare di Les Arts Florissants (diretti da William Christie). Vincitore di numerosi premi\, tra cui il Diapason d’Or dell’anno e il titolo di REMA Ambassador of the Year\, si è esibito come solista in sale prestigiose come la Philharmonie di Parigi\, il Musikverein di Vienna\, la Carnegie Hall e la Wigmore Hall. Suona un violino Carlo Bergonzi del 1733. \n  \nLink per l’acquisto dei biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/34585/leco-del-teatro-la-voce-del-violino
URL:https://www.romafestivalbarocco.it/event/leco-del-teatro-la-voce-del-violino/
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SUMMARY:Vulnerasti cor meum
DESCRIPTION:Sabato 5 Dicembre 2026 ore 20.30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi\nEnsemble ‘I Disinvolti’\nVulnerasti cor meum \n  \nEnsemble ‘I Disinvolti’\nMassimo Altieri\, tenore\nGuglielmo Buonsanti\, basso\nNoelia Reverte Reche\, viola da gamba\nLaura La Vecchia\, tiorba\nNicola Lamon\, organo \nMassimo Lombardi\, tenore e direzione \n  \nProgramma \n  \nGiovanni Piacentini (1582 – 1649): Vulnerasti cor meum\nGiovanni Banci (fl. 1619): Ego flos campi\nSerafino Patta (fl. 1606 – 1619): Surge propera \n  \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643): Ave maris stella: v. 1\nGiovanni Rovetta (1596/99: 1668): Surge propera\nClaudio Monteverdi (1567: 1643): Nigra sum\nGirolamo Frescobaldi: Ave maris stella: v. 2 \n  \nIgnazio Donati (ca. 1568: 1638): O Maria dilecta mea\nClaudio Monteverdi: Ego dormio\nGirolamo Frescobaldi: Ave maris stella: v. 3\nAlessandro Grandi (1590: 1630): O quam tu pulchra es \n  \nClaudio Monteverdi: O quam pulchra es\nGirolamo Frescobaldi: Ave maris stella: v. 4\nOrazio Arditi (1602: 1677): Quam speciosam\nGiovanni Bernardo Colombi (fl. 1603: 1621): Providebam Dominum \n  \n“Vulnerasti cor meum”: letteralmente “tu mi hai ferito il cuore”. È la più classica delle metafore amorose\, nonché una delle frasi più celebri del Cantico dei Cantici\, forse il maggior componimento amoroso della storia della letteratura: i due amanti protagonisti del racconto si scambiano promesse d’amore\, pervase da sensuali metafore e similitudini passionali ai limiti dell’erotismo\, in uno stile che si colloca sul confine tra sacro e profano. \nCosì è anche per lo stile compositivo dei brani proposti in questa antologia\, interamente basati su testi colti dal Cantico: la linea di demarcazione tra mottetto e madrigale è qui decisamente più sfumata e impalpabile\, suggerendo e ispirando così arditezze interpretative caratteristiche della musica secolare. \n  \nFondato nel 2018\, I Disinvolti è un ensemble italiano di musica antica nato con l’intento di riportare alla luce repertori dimenticati e poco frequentati\, con particolare attenzione alla musica italiana del Seicento e\, in particolare\, al repertorio veneziano per tre voci maschili. \nLa ricerca musicologica e la pratica esecutiva si incontrano in un percorso che trasforma ogni progetto in una vera e propria esplorazione: attraverso lo studio di manoscritti e stampe antiche l’ensemble riscopre opere raramente eseguite\, restituendole alla vita musicale contemporanea attraverso nuove trascrizioni e interpretazioni. Il rigore della ricerca si unisce così a un approccio espressivo e libero\, capace di restituire al repertorio la sua forza comunicativa e la sua sorprendente attualità. \nNel 2021 I Disinvolti hanno pubblicato il loro primo disco per Arcana / Outhere\, dedicato a un Vespro della Beata Vergine di Giovanni Antonio Rigatti\, fino ad allora inedito. L’incisione ha suscitato un ampio consenso da parte della critica internazionale\, ricevendo recensioni entusiastiche su Gramophone\, Toccata Magazine\, Klassik.com e Classica. A questo primo progetto discografico ha fatto seguito Vulnerasti cor meum\, che ha raccolto un consenso ancora più ampio e lusinghiero da parte della critica internazionale (Gramophone\, Scherzo\, Classica\, OperaClick) confermando la forza interpretativa e l’originalità del percorso artistico dell’ensemble. \nTra ricerca e riscoperta\, rigore e libertà interpretativa\, I Disinvolti si propongono come una delle realtà più originali e dinamiche della nuova scena italiana della musica antica\, dando voce a un patrimonio musicale ancora in gran parte inesplorato e restituendolo al pubblico attraverso interpretazioni vive\, personali e profondamente radicate nella ricerca. \n  \nLink per l’acquisto dei biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/34586/vulnerasti-cor-meum
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SUMMARY:Carlo Gesualdo (1566-1613): Tenebrae Responsoria
DESCRIPTION:Mercoledì 9 Dicembre 2026 ore 20.30 – INGRESSO € 15\,00\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi\nGesualdo Six\nCarlo Gesualdo (1566-1613): Tenebrae Responsoria \n  \nThe Gesualdo Six\nGuy James\, controtenore\nAlasdair Austin\, controtenore\nJoseph Wicks\, tenore\nJosh Cooter\, tenore\nSimon Grant\, baritono\nOwain Park\, basso e direzione \n  \nProgramma \n  \nCarlo Gesualdo (1566-1613): Tenebrae Responsoria \n  \n  \nIn te Domine speravi \nMaria\, mater gratiae \n  \nLamentationes Jeremiae: Aleph. Quomodo obtexit caligine (cantus) \n  \nFeria Sexta – Nocturno I \n\nOmnes amici mei\nVelum templi scissum est\nVinea mea electa\n\n  \nLamentationes Jeremiae: Heth. Cogitavit Dominus (cantus) \n  \nFeria Sexta – Nocturno II \n\nTamquam ad latronem existis\nTenebrae factae sunt\nAnimam meam dilectam\n\n  \nLamentationes Jeremiae: Caph. Quia non repellet (cantus) \n  \nFeria Sexta – Nocturno III \n\nTraditerunt me\nJesum tradidit impius\nCaligaverunt oculi mei\n\n  \nChristus factus est (cantus) \nPeccantem me quotidie \n  \n  \nAlcune delle più straordinarie pagine di musica sacra\, che mettono in luce la scrittura unica di uno dei compositori più celebri del Rinascimento. Lo stile di Carlo Gesualdo è noto per la sua natura estrema: melodie cromatiche che danno vita a progressioni armoniche dissonanti e frammentate\, capaci di illuminare gli aspetti più malinconici dei testi cupi da lui musicati.  \nI Gesualdo Six propongono una selezione delle sue migliori composizioni per ensemble vocale\, traendo ispirazione dalle atmosfere di oscurità e penombra tipiche delle celebrazioni delle Tenebrea della Settimana Santa \n  \nI Gesualdo Six. Pluripremiato ensemble vocale britannico composto da alcuni dei migliori cantanti del Regno Unito\, diretti da Owain Park. Apprezzato per la sua programmazione fantasiosa e la sua impeccabile unione\, il gruppo si è formato nel 2014 per un’esecuzione dei Responsori delle Tenebre di Gesualdo a Cambridge e si è esibito nei principali festival in tutto il mondo. I loro programmi esplorano sia l’età d’oro della polifonia rinascimentale\, sia opere più recenti. \nSi esibiscono frequentemente in tutto il Regno Unito e in Irlanda\, con concerti in importanti eventi come i BBC Proms\, Snape Maltings\, il Cheltenham Music Festival\, il Lammermuir Festival\, lo York Early Music Festival e il Kilkenny Arts Festival. A Londra si esibiscono regolarmente alla Wigmore Hall\, alla St Martin-in-the-Fields e alla Sinfonia Smith Square. Tra i momenti salienti delle loro esibizioni internazionali si annoverano il Miller Theatre di New York\, la Sydney Opera House\, il Melbourne Recital Centre\, l’Esplanade di Singapore\, la Tokyo Bunka Kaikan Hall\, la Shanghai Symphony Hall e il Muziekgebouw di Amsterdam. \nL’ensemble ha collaborato con Fretwork\, il Brodsky Quartet e la trombettista Matilda Lloyd\, presente nel loro decimo album Radiant Dawn\, pubblicato nell’agosto del 2025. Continuano il tour con l’opera immersiva di teatro-concerto Secret Byrd\, diretta da Bill Barclay\, con il quale collaborano nuovamente per Death of Gesualdo\, che debutterà nel 2026. \nI Gesualdo Six sono inoltre impegnati nella didattica musicale e organizzano regolarmente workshop per giovani musicisti e compositori. L’ensemble ha inoltre curato due concorsi di composizione\, l’edizione più recente dei quali ha visto la partecipazione di oltre trecento compositori da tutto il mondo. \nL’ensemble ha sfruttato la potenza dei social media per rendere la musica classica accessibile a milioni di persone in tutto il mondo\, realizzando video accattivanti da splendide location durante le tournée. \nIl gruppo ha pubblicato il suo album di debutto\, English Motets\, per Hyperion nel 2018\, riscuotendo un grande successo di critica. A questo hanno fatto seguito A questo sono seguite altre pubblicazioni acclamate dalla critica\, che spaziano da dischi monografici dedicati a Gesualdo e Byrd a sequenze accuratamente selezionate come Fading\, Lux Aeterna e Queen of Hearts. \n  \n  \nLink per l’acquisto: https://www.diyticket.it/events/musica/34588/musiche-di-gesualdo-da-venosa \n 
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SUMMARY:Resonet in laudibus
DESCRIPTION:Venerdì 11 Dicembre 2026 ore 20.30\nChiesa dei SS. Ambrogio e Carlo al Corso\nVoces8\nResonet in laudibus\nConferimento del Premio alla carriera del Roma Festival Barocco \n  \nVoces8            \nSavannah Porter\, soprano\nVirginia Grabovsky\, soprano\nKatie Jeffries-Harris\, alto\nBarnaby Smith\, controtenore e direzione\nBlake Morgan\, tenore\nEuan Williamson\, tenore\nChris Moore\, baritono\nDominic Carver\, basso \n  \nProgramma \n  \n\n\n\nJacobus Handl (1550 –1591)\nResonet in laudibus a 8 v.\n\n\nJean Moutons (1459–1522)\nNesciens Mater a 8 v.\n\n\nHieronymus Praetorius (1560 – 1629)\nAngelus ad pastores ait a 8 v.\n\n\nOrlando di Lasso (1532-1594)\nAlma Redemptoris a 8 v.\n\n\nChant \nRegina Caeli\n\n\nOrlando di Lasso\nGloria dalla Missa Bel Amitri Aletera a 8 v.\n\n\nJohan Sebastian Bach (1685 – 1750):\nLobet den Herrn BWV 230 a 4 v.\n\n\nTradizionale\nVeni\, Veni Emmanuel a 4 voci (arr. Ph.Lawson) a 4 v.\n\n\nWilliam Cornysh (1465-1523)\nAve Maria a 4 v.\n\n\nHieronymus Praetorius:\nMagnificat Quinti Toni a 8 v. \nJoseph Lieber Joseph Mein a 8 v. \nIn dulci jubilo a 8 v.\n\n\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594):\nAve Maria a 8 v. \nMagnificat Primi Toni a 8 v.\n\n\n\n  \n  \nUn programma che celebra la ricchezza e la varietà espressiva della musica corale europea\, spaziando dall’esuberante esultanza alla devozione raccolta. La polifonia rinascimentale ne costituisce il fondamento\, mentre la musica barocca vi infonde un crescente senso di drammaticità e ricchezza timbrica.  \nAl centro si colloca l’entusiasmante *Lobet den Herrn* di J.S. Bach: un brano che\, con il suo virtuosismo\, la sua energia ritmica e il contrappunto elaborato\, incarna le straordinarie potenzialità della tradizione corale barocca. Attorno a esso\, la musica svela alcune delle tradizioni ereditate da Bach: dallo splendore di Praetorius e la luminosa polifonia di Palestrina fino all’intenso universo emotivo di Monteverdi. Mendelssohn\, a sua volta\, guarda a Bach\, la cui musica ha profondamente influenzato la sua stessa produzione corale sacra.  \nIl programma è attraversato da temi quali la lode\, lo stupore\, il conforto e la perdita. Il Natale e il canto di Maria costituiscono un filo conduttore\, mentre il grande lamento di Monteverdi offre un’espressione del dolore profondamente umana. \n  \nVOCES8 è un ottetto vocale a cappella britannico\, unanimemente considerato il gruppo vocale classico più ascoltato in streaming a livello mondiale. Fondato nel 2003 dai fratelli Paul e Barnaby Smith\, l’ensemble celebra oltre vent’anni di successi internazionali\, caratterizzati da un’impeccabile purezza del suono\, un perfetto equilibrio polifonico e uno straordinario eclettismo stilistico. \nIl repertorio del gruppo spazia con disinvoltura dalla polifonia rinascimentale fino alle commissioni contemporanee\, ai canti popolari e agli arrangiamenti pop e jazz. Questa versatilità ha permesso a VOCES8 di esibirsi stabilmente nelle sale da concerto e nei festival più prestigiosi del mondo. \nArtisti esclusivi per l’etichetta Decca Classics\, i VOCES8 vantano una discografia di immenso successo che ha raggiunto i vertici delle classifiche classiche globali. \n  \n 
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SUMMARY:Le Cantate di G. F. Haendel e A. Porpora
DESCRIPTION:Domenica 13 Dicembre 2026 ore 18.30\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi\nOrchestra Accademia dello Spirito Santo\nFrancesca Lombardi Mazzulli\, soprano\nLe Cantate di G. F. Haendel e A. Porpora \nFrancesca Lombardi Mazzulli\, soprano \n  \nACCADEMIA DELLO SPIRITO SANTO 1598 – FERRARA CONSORT E ORCHESTRA \n2 violini\, 1 violoncello\, 1 contrabbasso\, 1 clavicembalo. \n  \nProgramma  \n  \n\n\n\nGeorge Frideric Händel (1685-1759)\nArmida abbandonata HWV 105  \nCantata per soprano e archi\n\n\n \n \n\n\n \nSinfonia in Sì bemolle maggiore HWV 339 per archi e b. c. \nAllegro – Adagio – Allegro\n\n\nNicola Antonio Porpora (1686-1768)\nSinfonia da Camera op. 2 n. 4 in Re maggiore \nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro\n\n\nGeorge Frideric Händel\nAgrippina condotta a morire HWV 110 \nCantata per soprano e archi\n\n\n \n \n\n\n \n \n\n\n\n  \n  \n  \nIl programma attraversa gli anni della formazione italiana di Händel e il vivace ambiente musicale del primo Settecento. La Sinfonia in Si bemolle maggiore\, HWV 339\, composta prima del viaggio in Italia\, testimonia gli esordi del giovane compositore nell’ambiente musicale tedesco; alcuni suoi materiali confluiranno poi in altre opere. \nCon Armida abbandonata\, HWV 105 e Agrippina condotta a morire\, HWV 110\, entrambe composte durante il soggiorno italiano\, Händel si confronta invece con la cantata da camera e con la tradizione letteraria italiana\, da Tasso alla figura di Agrippina\, all’interno del sistema del mecenatismo aristocratico. \nA questo percorso si affianca la Sinfonia in Re maggiore\, Op. 2 di Nicola Porpora\, esponente della scuola napoletana e figura destinata a incrociare nuovamente la vicenda di Händel: dalla comune esperienza italiana alla successiva rivalità sui palcoscenici londinesi. I brani delineano così il passaggio dagli esordi tedeschi alla piena assimilazione dello stile italiano e al più ampio confronto tra le diverse tradizioni musicali europee del primo Settecento. \n  \nGruppo strumentale barocco fondato nel 2017 al ﬁne di accompagnare la formazione vocale Accademia dello Spirito Santo nell’esecuzione del repertorio antico e barocco con organici appropriati e maggiormente attenti alla prassi esecutiva. Anche il Consort/orchestra\, come il coro\, prende il nome dalla celeberrima istituzione musicale costituita a Ferrara nel 1598 e attiva in città per tutto il XVII secolo\, che ha avuto tra i suoi maestri di cappella Girolamo Frescobaldi\, Alessandro Grandi e Giovanni Legrenzi. Ricomprende nel proprio organico strumentale musicisti provenienti da tutto il nord Italia ed Europa\, specializzati nel repertorio antico e barocco che suonano su strumenti antichi o copie di essi: violino leader è m.° Luca Ranzato.\nDal 2018 partecipa alla Stagione Lirica della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara\, eseguendo pagine della letteratura musicale più conosciuta del periodo barocco. \n  \nFrancesca Lombardi Mazzulli si è laureata ai Conservatori di Milano e Ferrara. Tra i premi vinti spiccano l’Händel Singing Competition di Londra\, il premio della critica al Festival di Varazdin e il Concorso Pietà dei Turchini. \nSpecialista del repertorio antico\, spazia fino a Mozart e alla musica contemporanea. Ha collaborato con prestigiose orchestre e direttori (Accademia Bizantina\, Les Talens Lyriques\, Europa Galante\, O. Dantone\, I. Bolton\, C. Rousset e F. Biondi\, con cui ha debuttato alla Wiener Konzerthaus) e registi come D. Michieletto. Ospite regolare di festival internazionali (Styriarte\, Händel Festival di Halle\, Resonanzen di Vienna)\, si esibisce nelle più importanti sale internazionali. \nHa inciso per Glossa\, Berlin Classics\, Naxos e Sony/DHM. Tra i principali impegni figurano lo Stabat Mater di Boccherini\, il Salve Regina di Pergolesi e i debutti nel Lotario di Händel a Halle e ne I lamenti di Orfeo di Ristori al Globe Theater di Neuss. \n  \nLink per l’acquisto: https://www.diyticket.it/events/musica/34589/le-cantate-di-g-f-haendel-e-a-porpora
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SUMMARY:Gli inventori del Concerto Grosso: Corelli\, Geminiani\, Vivaldi
DESCRIPTION:Lunedì 21 Dicembre 2026 ore 20.30 – INGRESSO € 15\,00\nMonastero di Trinità dei Monti\, Refettorio dei Minimi\nOrchestra del Roma Festival Barocco\nPaolo Perrone\, violino di concerto\nGli inventori del Concerto Grosso: Corelli\, Geminiani\, Vivaldi \n  \nOrchestra del Roma Festival Barocco \n  \n\n\n\nViolini barocchi I \nPaolo Perrone (concertino) \nFlavia Truppa \nElisa Ciavola\nViolini barocchi II \nGabriele Politi (concertino) \nIben Bøgvad Kejser \nAlberto Caponi \n \n\n\nViola barocca \nTeresa Ceccato\nVioloncelli barocchi \nMarco Ceccato (concertino) Andrea Lattarulo\nContrabbasso barocco \nMatteo Coticoni \n \n\n\nTiorba e chitarra barocca \nFrancesco Tomasi \n \n \nOrgano e cembalo \nMarco Silvi \n \n\n\n \nDirezione \nPaolo Perrone\, violino di concerto \n \n \n\n\n\n  \n  \nProgramma\n \nArcangelo Corelli (1653 – 1713)\nConcerto Grosso op. 6 n. 7 in Re maggiore\nVivace\, Allegro\, Adagio – Allegro – Andante largo – Allegro – Vivace \nFrancesco Saverio Geminiani (1687 – 1762)\nConcerto grosso III in Do maggiore\n(dai “Concerti Grossi composti della op. 5 di Arcangelo Corelli”)\nAdagio – Allegro – Adagio – Allegro \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)\nConcerto RV 129\, in Re minore\, per archi “Madrigalesco”\nAdagio – Allegro – Adagio – [Allegro] \nFrancesco Saverio Geminiani\nConcerto grosso XII\, in Re minore\, “Follia”\n(dai “Concerti Grossi composti della op. 5 di Arcangelo Corelli”) \nArcangelo Corelli\nConcerto Grosso op. 6 n. 8 in Sol minore “Fatto per la notte di Natale”\nVivace\, Grave – Allegro – Adagio\, Allegro\, Adagio – Vivace – Allegro – Pastorale ad Libitum Largo \n  \nGLI INVENTORI DEL CONCERTO GROSSO\nTutti conoscono la città di Roma per le sue bellezze\, in particolare quelle del periodo Barocco. I suoi palazzi\, le chiese\, le statue\, le fontane\, le piazze\, le pitture e gli affreschi sono apprezzati universalmente dagli amanti dell’arte e della bellezza. La grandiosità\, la teatralità\, la ricerca di una dialettica continua fra tensione e distensione attraverso la deformazione delle geometrie e dello spazio\, la sapiente alternanza fra vuoti e pieni\, la piena padronanza dell’utilizzo della luce e degli effetti prospettici sono tutti concetti che prendono forma e si sviluppano pienamente durante il Barocco\, trasformando Roma in un grande “teatro a cielo aperto”\, un luogo unico dove ogni direzione emana bellezza\, dove il visitatore è circondato letteralmente da opere d’arte da tutte le direzioni\, come se si trovasse sul palcoscenico di una scena teatrale grande quanto una città\, dove l’arte è il soggetto protagonista. \nIn questo contesto la musica segue e collabora pienamente al cambiamento culturale in atto fra il XVII e il XVIII secolo ed è a questo punto che muove i primi importantissimi passi verso una grandiosità che prima le era sconosciuta. A Roma infatti diventano comuni generi come l’oratorio\, che spesso è realizzato in forma policorale\, cioè con due\, tre\, quattro e talvolta più cori che cantavano alternandosi\, rispondendosi\, sovrapponendosi\, circondando lo spettatore in una vera e propria costruzione sonora a tre dimensioni\, nella quale i suoni arrivavano da tutti i lati e perfino dal “cielo” (o meglio dalle cantorie sospese a metà dell’altezza delle chiese)\, con significati ed effetti sempre differenti\, alla ricerca di una continua dialettica\, di un cambiamento sorprendente per l’ascoltatore. Ai cori spesso si aggiungeva una compagine strumentale\, che nel tempo divenne sempre più importante\, fino a divenire totalmente indipendente dalla musica vocale. \nNon ci sorprende quindi sapere che fra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII è a Roma che si organizzano concerti grandiosi\, con orchestre che contano più di cento elementi\, sotto la guida del musicista più importante dell’epoca: Arcangelo Corelli (Fusignano\, 1653 – Roma\, 1713). \nIl primo esempio di Concerto Grosso che ci è stato tramandato dalla storia è quello tratto dalla Serenata di Alessandro Stradella  (Nepi\, 1639 – Genova\, 1682) “Vola\, vola in altri petti” (Roma\, 1674; dedicata alla Regina di Svezia)\, nel quale sono presenti due Sinfonie e una “Sinfonia-balletto” che riportano le prime indicazioni conosciute di “Concerto Grosso” e di “Concertino”\, ovvero quella suddivisione dell’orchestra in un gruppo piccolo solistico (il Concertino) e in un gruppo grande che ha funzione di “tutti” (il Concerto Grosso). \nRitroviamo i Concerti Grossi di Stradella oltre che come sinfonie brevi inserite all’interno delle Serenate e degli Oratori\, anche come brani indipendenti\, ovvero tre “Sonate per organici grandi”\, che prevedono una strumentazione che spazia dai due cori (composti da due Violini e due Cornetti più il Basso Continuo) e arriva ad una struttura vera e propria di Concerto Grosso\, come nella Sinfonia con due Violini di Concertino e in quella con Tromba e Violino di Concertino\, entrambe accompagnate dal Concerto Grosso di archi. Le sonorità evocate da Stradella sono per i suoi contemporanei al tempo stesse antiche e all’avanguardia\, in perfetta sintonia col pensiero barocco\, che mescola sapientemente elementi del passato con novità sorprendentemente moderne. \nÈ evidente quindi il collegamento con la pratica a più cori già in uso da tempo a Roma. Possiamo dire che il genere del Concerto Grosso rappresenta in qualche modo l’erede strumentale della policoralità vocale romana. \nNon ci sorprende quindi che il musicista che forse più di ogni altro fu considerato dai contemporanei e dai posteri per parecchi decenni l’esempio da seguire\, il modello da imitare\, dedicò un’intera opera a stampa al genere dei Concerti Grossi. Stiamo parlando di Arcangelo Corelli. A differenza di Stradella\, il compositore di Fusignano segui un modello ben preciso nella composizione dei suoi 12 Concerti Grossi dell’opera 6\, pubblicati postumi nel 1714\, facendolo derivare direttamente dal genere della Triosonata. Il Concertino infatti è composto dal tipico organico della Sonata a tre\, due Violini più il Basso Continuo con l’aggiunta del Concerto Grosso\, che va ad ingrandire tale struttura con l’aggiunta di altri Violini (i Violini di ripieno)\, della Viola e degli altri strumenti del Basso Continuo\, che talvolta raddoppiano ingrandendolo il Concertino e altre volte dialogano con esso in scambi sonori serrati. \nQuesto modello ha rappresentato per molti decenni uno degli esempi principali da seguire per le composizioni strumentali. Innumerevoli compositori\, da Geminiani ad Händel\, da Vivaldi a Telemann\, passando per Bach e Locatelli composero dei Concerti Grossi ispirati più o meno dichiaratamente al modello corelliano. \nDal Concerto Grosso al Concerto Solistico\, dove uno strumento solista è accompagnato dall’orchestra\, il passo è stato breve e naturale. Ma questa è un’altra storia scritta da compositori come Vivaldi\, Bach\, Mozart\, Beethoven e così via\, fino ai giorni nostri. \n  \n  \n  \nL’Orchestra del Roma Festival Barocco è una formazione d’eccellenza che riunisce alcuni fra i più brillanti e affermati specialisti nell’esecuzione storicamente informata su strumenti originali. Nata dall’evoluzione di un acclamato progetto musicale che ha visto il suo primo debutto internazionale presso la Filarmonica di Kiev (Ucraina)\, l’orchestra rappresenta oggi un punto di riferimento per la prassi esecutiva del repertorio dei secoli XVII e XVIII. \nI componenti dell’orchestra collaborano stabilmente con complessi di rilievo internazionale\, tra cui Il Giardino Armonico\, Accademia Bizantina\, Concerto Italiano\, Le Concert des Nations\, Freiburger Barockorchester\, I Turchini\, Imaginarium\, Divino Sospiro\, Gli Incogniti. \nSia in veste solistica che cameristica\, i membri dell’ensemble vantano esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali e sale da concerto del mondo\, tra cui il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna\, il Concertgebouw di Amsterdam\, la Salle Pleyel di Parigi\, l’Auditorio Nacional di Madrid\, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma\, il Teatro Regio di Torino. \nCostante è la loro presenza nei cartelloni dei principali festival di settore\, quali l’Händel- Festspiele di Halle\, il Musikfest Bremen\, il Lufthansa Festival di Londra e i Festival di Ambronay e Beaune. \nParimenti estesa è l’attività discografica dei componenti dell’Orchestra\, che annovera incisioni per etichette quali Sony Classical\, Naïve\, Deutsche Harmonia Mundi\, Opus 111\, Brilliant Classics\, CPO. A tale produzione si affianca una costante attività di radiodiffusione\, con registrazioni e produzioni monografiche trasmesse da emittenti come RAI\, Radio Vaticana\, Sky\, Mezzo\, Radio France e RSI. \nSul piano della ricerca musicologica\, l’Orchestra del Roma Festival Barocco è dedita alla riscoperta\, alla valorizzazione di partiture inedite e alla puntuale ricostruzione sonora del repertorio strumentale sei-settecentesco. L’attività dell’ensemble si concentra in particolar modo sull’approfondimento della prassi esecutiva\, condotto attraverso il rigoroso studio filologico dei trattati d’epoca e l’analisi diretta delle antiche fonti manoscritte. \n  \n \n  \nPaolo Perrone\nSi diploma con ottimi voti in Violino (1994) e Musica da Camera (1996) presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma\, si perfeziona in violino moderno e violino barocco con i maestri C. Chiarappa (1999-2004) ed E. Onofri (2007-2011)\, rispettivamente presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e il Conservatorio di Palermo. Dopo una lunga esperienza quartettistica e una parentesi orchestrale (Orchestra di Roma e del Lazio\, 2004)\, dal 2005 si dedica esclusivamente all’esecuzione storicamente informata del repertorio dei secoli XVII e XVIII.\nHa al suo attivo una regolare attività con i maggiori ensemble di musica barocca in Europa\, tra cui Il Giardino Armonico\, Accademia Bizantina\, Concerto Italiano\, Concert des Nations\, Divino Sospiro\, Imaginarium\, Concerto de’ Cavalieri\, Concerto Romano\, con i quali si è esibito nelle più importanti sale da concerto e festival di musica antica in Italia (tra i più importanti Accademia di S. Cecilia\, Teatro Regio di Torino\, MiTo\, Perugia Musica Classica)\, Inghilterra (Lufthansa Festival)\, Francia (Salle Pleyel\, Festival di Ambronay\, Festival di Beaune)\, Germania (Händel Festspiele Halle\, Musikfest Bremen)\, Austria (Musikverein e Konzerthaus di Vienna)\, Paesi Bassi (Concertgebouw di Amsterdam)\, Portogallo (Centro Cultural de Belém\, Fondação Gulbenkian)\, Spagna (Auditorio Nacional de Madrid)\, Polonia\, Corea del Sud\, Bulgaria\, Colombia\, Malta\, Ucraina\, Messico\, ecc. \nHa registrato numerosi dischi e registrazioni con Naïve Records\, Deutsche Harmonia Mundi\, Sony Music\, CPO\, Fuga Libera\, Brillant Classics\, Radio della Svizzera Italiana (RSI)\, Radio Vaticana\, Stradivarius\, RAI\, Sky\, Mezzo\, Radio France. Ha registrato la prima assoluta delle Sonate di Domenico Scarlatti per violino e basso continuo\, pubblicata da Brilliant Classics. \nHa fondato l’ensemble “Il Sogno Barocco”\, del quale è primo violino e direttore\, e con cui ha debuttato presso la Filarmonica di Kiev. Con tale compagine è impegnato nella riscoperta e nella valorizzazione di musiche inedite del repertorio barocco dei secoli XVII e XVIII. In qualità di direttore e primo violino ha registrato per RAI5 il concerto/documentario su F. Gasparini (Francesco Gasparini dall’Italia all’Europa)\, disponibile sulla piattaforma RAI PLAY (link)\, alla guida dell’Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani. Ha tenuto master class presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone e il Conservatorio E. R. Duni di Matera. È stato invitato come tutor presso l’Accademia Musicale dell’Annunciata. \nInsegna violino barocco presso il Conservatorio Statale L. Refice di Frosinone. \n  \nLink per acquisto biglietti: https://www.diyticket.it/events/musica/34591/gli-inventori-del-concerto-grosso-corelli-geminiani-vivaldi
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LOCATION:Refettorio del Monastero di Trinità dei Monti\, Piazza della Trinità dei Monti 3\, Roma\, 00187\, Italia
CATEGORIES:XIX Edizione del Roma Festival Barocco
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