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SUMMARY:G.P. da Palestrina: Messa Regina coeli a 4 voci
DESCRIPTION:Domenica 23 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade\nUna ricostruzione liturgico-musicale ‘De Beata’ nella Roma nel XVI secolo\nVia Costantiniana 19 (Labaro)\nG.P. da Palestrina: Messa Regina coeli a 4 voci\n(da Missarum liber duodecimus. Venezia 1601) \n  \nEnsemble Festina Lente \nDoron Schleifer\, canto\nDavid Sagastume\, alto\nMassimo Lombardi\, tenore\nGabriele Lombardi\, basso\nAndrea Inghisciano\, cornetto\nDavid Brutti\, cornetto tenore\nFabio De Cataldo\, trombone tenore\nMauro Morini\, trombone basso\nMichele Gasbarro\, direttore\n  \nProgramma \n  \nIntroito\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594)\nRegina coeli\, mottetto a 4 voci \nPenitenziale e Dossologia\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Messa Regina coeli\nKyrie e Gloria \nDopo l’Epistola\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\, Ricercata I\n(Biblioteca Corsiniana Mus. M 14) \nProfessione di Fede \nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nCredo \nOffertorio\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAve Maria\, mottetto a 5 voci \nLiturgia eucaristica\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nSanctus \nLitaniae per la Frazione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nAgnus \nCommunio\nBeata es\, mottetto a 8 voci \nCongedo                                                \nGiovanni Pierluigi da Palestrina\nLitanie della Beata Virgine Maria a 6 voci\nA 500 anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina viene proposta l’esecuzione della messa ‘Regina coeli’ a 4 voci\, edita a Venezia dal nipote Igino nel 1601\, e presentata in una ricostruzione liturgico-musicale\, che prevede l’alternanza dell’Ordinarium Missae’\, costituito dalla messa a 4 voci\, con mottetti e brani strumentali dell’autore tratti da edizioni a stampa o manoscritti dell’epoca. \nLa messa Regina coeli è un mirabile esempio dell’arte musicale del Princeps Musicae che riesce mirabilmente ad integrare l’arte del contrappunto ‘osservato’ con gli effetti della moderna sensibilità ‘armonica’.  \nUna vivacità linguistica che prelude una estetica tutta proiettata nel nuovo secolo che l’esecuzione dell’Ensemble Festina Lente evidenzia impreziosendo le sonorità ricorrendo ad un organico doppio (4 voci – 2 controtenori\, tenore e basso -\, e 4 strumenti rinascimentali – 2 cornetti e 2 tromboni –)\, nel rispetto dei sacri riti e della festosità delle grandi celebrazioni del tempo.  \nIl programma è stato registrato a Roma nel marzo 2025 per l’etichetta francese ‘Arion’. \n  \nFestina Lente\, fondata e diretta da Michele Gasbarro\, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600 eseguiti in contestiseguendo ricostruizoni liturgico che integrino il fascino sonoro dell Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica\, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Un repertorio eseguito seguendo ricostruzioni liturgico-musicali e le solennità dei riti sacri romani del ‘600\, in un inscindibile rapporto di musica e azione\, nel rispetto dello spettacolo barocco. \nAi numerosi concerti e prime esecuzioni moderna effettuati in Italia ed all’estero\, Festina Lente affianca un’attività discografica che contempla molte prime esecuszioni\, dalla messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra\, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason\, e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci\, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio\, la Messa a tre cori di Ruggero Giovannelli e la Missa a 6 voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina inserita in una ricostruzione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano. \nFestina Lente è organizzatrice\, dal 2004\, del Roma Festival Barocco. \n  \nMichele Gasbarro\, laureato con lode in Lettere\, è diplomato in musica corale\, direzione di coro e pianoforte. \nGià collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza\, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma\, è docente di direzione di coro presso il Conseevatorio ‘U. Giordano’ di Foggia. \nSi occupa da diversi anni di musica antica\, in qualità di ricercatore ed esecutore\, partecipando come direttore ad importanti festivals\, rassegne e stagioni musicali. \nSi è occupato del recupero di inediti musicali di area romana\, trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri\, F. Cavalli\, A. Stabile\, G. Corsi\, B. Graziani \, salmi e messe policorali di R. Giovannelli\, Felice Anerio\, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti ecc. \nE’ stato membro di numerose commissioni fra cui la Commissione Musica del Ministero dei Beni\, delle Attività Culturali e del Turismo. \nHa fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble. \nLe trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch. \nE’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.
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LOCATION:Chiesa di S. Melchiade\, Chiesa di S. Melchiade - Via Costantiniana 19\, Roma
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SUMMARY:I Trombetti del Concerto Palatino della Signoria Bolognese.  Splendori Musicali delle Corti Barocche Europee
DESCRIPTION:Sabato 22 novembre 2025 ore 19.30\nChiesa di S. Giuliano Martire – Via Cassia 1036\nI Trombetti del Concerto Palatino della Signoria Bolognese.\nSplendori Musicali delle Corti Barocche Europee \n  \nEnsemble I Fiati Gloriosi\nSanti Michele – Matteo Frigé\, trombe barocche:\nEnrico Zanovello\, Organo \n  \nProgramma \nMarc-Antoine Charpentier (1634-1704) \nPrelude\ndal Te Deum \nGeorg Friedrich Handel (1685-1759)\nSuite in Re maggiore     \nOverture – Allegro – Minuetto – Bourrèe – Marcia \nJohann Christoph Friedrich Bach (1732-1795)\nTema e variazioni su “Ah! Vous dirai-je\, Maman” \nJeremiah Stanley (1712 – 1786)\nSuite of Trumpet Voluntaries\nAndante – Adagio – Allegro \nLuigi De Grassi (1760-1831)\nFuga in Do Maggiore (organo) \nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)\nConcerto per due trombe \nAllegro – Adagio – Allegro \nFranz Joseph Haydn (1732-1809)\nQuattro pezzi per orologio meccanico (organo)\nMinuetto – allegro moderato – vivace – allegro ma non troppo \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643)\nToccata “…che si suona avanti  il levar de la tela…”\nda Orfeo (1609) \nJean-Joseph Mouret (1682 – 1738)\nRondeau \nda Premier Suite de Fanfares\n \n  \nI ‘trombetti degli Anziani’ furono\, sotto molteplici aspetti\, membri a titolo privilegiato della Famiglia Palatina di Bologna fin dal 1400.  \nLa Signoria bolognese esibiva orgogliosamente i propri musicisti che davano lustro e rendevano più fastose le parate e i cortei\, civili e religiosi\, cui presenziavano i Magistrati della città. Palcoscenico predominante di tali eventi era Piazza Maggiore\, dove i corteggi solenni si snodavano pomposamente\, prendendo le movenze dal Palazzo Pubblico.  \nI momenti più importanti e celebrativi della vita sociale e religiosa dell’epoca venivano infatti sottolineati dal suono di questi strumenti che fungevano da amplificatori del potere civile e religioso.  \nVisite di re\, principi e cardinali erano salutate con sfarzoso cerimoniale\, in cui gli strumentisti di corte assolvevano un ruolo di primordine\, seguendo prima il corteo che conduceva l’ospite a Palazzo\, accogliendolo dapprima dal balcone con festose fanfare al suo apparire in Piazza Maggiore ed infine attraverso i maestosi corridoi che portavano agli appartamenti del Legato\, in cui l’ospite prendeva dimora per il tempo della visita.  \n  \n  \nL’Ensemble I Fiati Gloriosi\, composto da Trombe barocche e percussioni storiche\, nasce dalla volontà di musicisti che hanno ampliato il proprio percorso musicale dedicandosi alla prassi esecutiva storica sulla tromba naturale per poter riproporre in epoca moderna i suoni tipici dello specifico gruppo strumentale. \nGli esecutori utilizzano copie di trombe originali risalenti alla seconda metà del XVIII secolo di costruttori del nord della Germania\, alcune delle quali riprodotte da artigiani italiani\, per riproporre appieno le sonorità e le modalità esecutive tipiche del periodo barocco. \nIl concerto presenterà una selezione di brani esemplificativi del repertorio per ensemble di trombe naturali e timpani\, formazione tipica del XVI e XVII secolo presente presso le più prestigiose Corti\, Municipalità e Cappelle Musicali europee. \nIl programma proposto è costituito da fanfare originali e da repertorio solistico più celebre e significativo dedicato dai grandi compositori del periodo barocco alla tromba\, dalla scuola Bolognese ad autori quali Bach e Handel passando per i maestri di cappella di Versailes e delle corti di Kromeritz e Vienna. \nI componenti del concerto sono accomunati dalla passione per la musica antica e dall’esperienza maturata sul campo grazie alla collaborazione con gruppi italiani ed internazionali specializzati nello specifico repertorio tra i quali Al Ayre Espanol\, Concerto Italiano (Rinaldo Alessandrini)\, Accademia Bizantina (Ottavio Dantone)\, EnsembBach Collegium Barcelona\, Orchestra Barocca Catalana\, Ensemble Zefiro\, I Barocchisti di Lugano\, Europa Galante\, La Venexiana\, Orchestra Barocca Veneta\, Modo Antiquo\, Ensemble Pian e Forte\, ecc…
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SUMMARY:Vox Umana. La voce nello strumento\, lo strumento nella voce
DESCRIPTION:Domenica 16 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade\nVia Costantiniana 19 (Labaro)\nVox Umana. La voce nello strumento\, lo strumento nella voce \n \nSeicento Stravagante\nMiriam Callegaro\, mezzosoprano\nDavid Brutti\, cornetto\, cornetto muto e flauto\nNicola Lamon\, organo \n  \nProgramma\n  \nAnonimo\nIntonazione del Primo tuono\n40615\, 1655 ca \nGiovanni Legrenzi (1626-1690)\nAlma redemptoris mater\nda Sentimenti devoti op. VI\, Venezia 1600 \nClaudio Monteverdi (1567 – 1643)\nO beate viae\, o felice gressus (a 2 voci)\nda Symbolae diversorum musicorum\, Lorenzo Calvi \nCipriano De Rore (1515/6- 1 565)\nAngelus ad Pastores (diminuzione di R. Rognoni)\nda Il vero modo di diminuire\, Venezia 1592 \nFrancesco Usper (1561-1641)\nRicercare ottavo\nda Ricercari et arie francesi à quattro voci\, Venezia 159 \nGirolamo Frescobaldi (1583 – 1643)\nCanzon Terza detta La bernardinia (Canto solo come stà)\nda Canzoni da sonare a una\, due\, tre et quattro\, Venezia 1634 \nNatale Monferrato (ca.1615 – ca.1685)\nAdmiramini dilectionis prodigi\nda Motetti a voce sola di D. Natale Monferrato… L. I\, Op. IV\, Venezia1655 \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nNigra sum. Canto e Violino\nda Pegaso opera l’undecima\, Venezia 1640 \nGiovanni Battista Fontana (1571 – 1630) \nSonata quarta. a violino solo\nda Sonate a 1 2 e 3 per il Violino…\, Venezia 1628 \nGiovanni Felice Sances (1600 ca. -1679) \nStabat mater (Pianto della Madonna)\nda Motetti a voce sola\, Venezia 1638 \nAndrea Gabrieli (1533 – 1585)\nCanzon francese detta Qui la dira\nda Canzoni alla francese per sonar sopra stromenti da tasti\, Libro VI\, Venezia 1605 \nTarquinio Merula (1595 – 1665) \nGaudeamus omnes a 2 Canto e Violino\nda “Pegaso opera l’undecima” Venezia 1640 \n  \n“Ho sentito la migliore musica che avessi mai udito\, sia al mattino che al pomeriggio\, di tale delicatezza che avrei camminato per cento miglia in qualsiasi momento per sentire qualcosa del genere (…) La festa è stata celebrata principalmente con musica vocale e strumentale così delicata\, così deliziosa\, così rara\, così ammirevole\, così sovranamente eccellente da incantare e stupire tutti quegli stranieri che non avevano mai sentito niente di simile. A volte c’erano da sedici a venti cantori che cantavano tutti insieme sotto la guida del loro maestro o direttore\, e al loro canto si aggiungeva la musica degli strumenti\, dieci tromboni\, quattro cornetti e due viole di straordinaria grandezza…“ (Thomas Coryat\, viaggiatore in visita a Venezia nel 1608 durante i festeggiamenti in onore di San Rocco) \nNel XVII secolo\, per celebrare con il dovuto fasto le ricorrenze civico-religiose e le funzioni liturgiche\, era consuetudine ricorrere a molti musicisti che accompagnavano gli articolati rituali delle cerimonie\, eseguendo sia musica vocale che strumentale. All’epoca\, a Venezia\, l’apparato musicale era di qualità eccelsa\, comprendeva infatti i più rinomati maestri di cappella della basilica ducale e i più virtuosi cantanti\, cornettisti\, violinisti e trombonisti che si esibivano in omaggio ai Santi patroni e in occasione delle ricorrenze devozionali delle numerose chiese della città. \nÈ in questo periodo florido che si instaurano indissolubilmente i legami tra cantanti e strumentisti: i virtuosi più richiesti erano infatti coloro che potevano imitare al meglio la voce umana\, non tanto per quanto riguarda il timbro\, quanto per la capacità di articolare le parole\, di “parlare” attraverso lo strumento. \nCiò deriva dalla pratica in voga in tutto il Rinascimento di raddoppiare o sostituire con strumenti le voci di un ensemble vocale. \nDa questa prassi prendono vita veri e propri “duelli” musicali\, dove voci e strumenti fioriscono le melodie con diminuzioni\, variazioni\, abbellimenti e trilli. All’inizio del XVII secolo\, gli strumenti iniziano ad acquisire una propria autonomia\, sviluppando uno specifico repertorio solistico e cameristico in dialogo con una o poche voci: è in quest’epoca che fiorisce il mottetto concertato. \nIl programma proposto da Seicento Stravagante con il mezzosoprano Miriam Callegaro è un excursus che ripercorre lo sviluppo delle interazioni tra voci e strumenti nel primo Barocco\, attraverso l’esecuzione di mottetti concertati per voce sola\, cornetto e continuo\, diminuzioni virtuosistiche e letteratura organistica dei compositori più rappresentativi della scuola italiana. \n  \n  \nMiriam Callegaro\, mezzosoprano\, ha iniziato lo studio del canto con il Maestro Christian Hilz e ha successivamente concluso il biennio di Canto Rinascimentale e Barocco con lode presso il Conservatorio “A.Pedrollo” di Vicenza sotto la guida dei Maestri Gemma Bertagnolli e Marco Scavazza. Ha conseguito in precedenza il diploma in violino presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova sotto la guida del Maestro Giacobbe Stevanato. Si è specializzata in seguito in Didattica della Musica alla Hochschule der Künste Bern\, conseguendo il Master in Music Pedagogy e successivamente il Master in Specialized Performance\, in direzione di coro con lode alla Musikhochschule Basel sotto la guida del Maestro Raphael Immoos \narina De Liso\, approfondendo il repertorio Barocco e Belcantistico per mezzosoprano. \nCanta come solista in festival di musica antica in Italia e all’estero e in note sale da concerto\, tra cui Sale Apollinee del teatro La Fenice\, Cattedrale di Evora-Portogallo\, Oper Schloss Waldegg – Solothurn (Svizzera)\, dove ha debuttato nel ruolo di Ericlea ne “Il ritorno di Ulisse in patria” di Claudio Monteverdi\, Trame Sonore – Mantova\, Milano Arte Musica\, Sagra Musicale Umbra – Perugia\, Spazio e Musica – Vicenza\, Grandezze e Meraviglie – Modena\, Festival Organistico Internazionale di Treviso\, Festival Vivaldi – Venezia\, Festival Monteverdi – Cremona\, Venetia Picciola – Casalmaggiore (Cremona). Collabora con ensemble come Manto Sonora (dir. W. Testolin)\, Cremonantiqua\, Cantus Firmus Ensemble\, Umbra Lucis\, Kairos Vox e Ensemble Palladio. \n  \nDavid Brutti ha studiato sassofono con J.-M. Londeix e M. B. Charrier presso il Conservatorio di Bordeaux\, ottenendo la “Medaille d’Or”\, ha conseguito successivamente il Master in Musica da Camera sotto la guida di Pier Narciso Masi presso “Accademia Pianistica Internazionale di Imola”. \nDal 2000 al 2008 David Brutti è stato premiato in oltre quindici competizioni internazionali e nazionali. Nel 2012 inizia lo studio del cornetto con Andrea Inghisciano. Collabora regolarmente con diversi prestigiosi direttori e ensemble\, tra cui Lautten Compagney\, Antonio Florio\, Gabriel Garrido\, Federico Maria Sardelli\, Odhecaton\, Accademia Bizantina\, Modo Antiquo\, La Pifarescha\, Ensemble Il Gusto Barocco (Stuttgart)\, L’Estro d’Orfeo\, Cappella Marciana (Venezia)\, La Folia Barockorchester (Wien)\, Il Giardino Armonico. Si esibisce in numerosi festival di musica antica come Festival Claudio Monteverdi (Cremona)\, Trigonale 2016 (Maria Saal – Austria)\, Sagra Musicale Umbra e nei principali teatri\, chiese e sale da concerto come Teatro Regio – Torino\, Teatro Olimpico – Vicenza\, Teatro Ponchielli – Cremona\, Mannheim Nationaltheater \nTheater an per Wien – Vienna\, Teatro La Pergola – Firenze. \nHa effettuato registrazioni per Amadeus\, BIS\, Pan Classics\, Dynamic Brilliant Classics\, Bongiovanni\, Radio Vaticana\, ORF1\, Tactus\, Dynamic\, Extended Place\, Pan Classics e BIS. \n  \nNicola Lamon studia organo con Elsa Bolzonello Zoja\, clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. \nSi perfeziona con H. Davidsson\, W. Porter\, J. L. Gonzalez Uriol e presso l’Accademia Chigiana di Siena con Cristophe Rousset. \nDal 2001 al 2005 ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali\, tra cui Borca di Cadore\, Viterbo\, Fano Adriano (TE)\, Fusignano (RA) e Pesaro. Nicola Lamon svolge un’intensa attività concertistica come clavicembalista e organista\, sia in veste di solista che di continuista\, con particolare interesse per gli organi storici. \nCollabora regolarmente con diversi prestigiosi direttori e ensemble\, quali Marco Mencoboni – Cantar lontano\, I Barocchisti – Diego Fasolis\, Orchestra “Lorenzo Da Ponte” – Roberto Zarpellon\, Modo Antiquo – Federico Maria Sardelli. \nHa registrato nel 2021 il primo libro del Clavicembalo ben temperato e L’arte della fuga di J. S. Bach per Velut Luna su un clavicembalo Silbermann di Romain Legros. \nE’ stato docente presso il conservatorio “C. Pollini” di Padova di Pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale. Attualmente svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori “A.Pedrollo” di Vicenza e “A.Steffani” di Castelfranco Veneto (TV).
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SUMMARY:Giovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei
DESCRIPTION:Sabato 15 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire\nVia Cassia 1036 (Tomba di Nerone)\nRoma Vocal Ensemble\nFederico Incitti\, direzione\nGiovanni Pierluigi da Palestrina e i suoi contemporanei \n  \nRoma Vocal Ensemble\nSoprani: Giulia Catenazzo\, Sara Fantasticini\, Giulia Guardati\, Anna Lunardi\, Lucia Nobili\, Emanuela Reanda\nContralti: Lucia Alberti\, Teresa Bausano\, Mariarosaria Casario\, Sandra Giannini\, Laura Iudiciani\, Elena Magni\, Giada Pietrini\nTenori: Claudio Ammiraglia\, Fabio Contini\, Giorgio Guardi\, Elia Patania\, Guido Romano\nBassi: Enzo D’Ovidio\, Andrea Posa\, Alessandro Tenaglia\, Alessio Vallone\nFederico Incitti\, direzione \n  \nProgramma \n  \nThomas Tallis (1505–1585)\nIf ye love me\nGiovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594)\nGloria (dalla Missa Brevis) \nTomás Luis de Victoria (1548–1611)\nAve Maria \nJohn Tavener (1944–2013)\nThe lamb \nAntoine Brumel (1460—1512)\nSicut lilium inter spinas \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nSicut cervus \nTomás Luis de Victoria \nNe timeas Maria \nJohn Tavener \nTo the Mother of God \nWilliam Byrd (1540–1623) \nAve Verum Corpus \nGiovanni Pierluigi da Palestrina \nVergine bella \nTomás Luis de Victoria \nRegina Caeli laetare \n  \nUn viaggio musicale tra la Roma rinascimentale e i principali centri della polifonia europea. Nel 2025 ricorrono i cinquecento anni dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina\, il Princeps Musicae\, emblema della purezza contrappuntistica e della spiritualità della polifonia sacra. Attorno alla sua figura si collocano voci coeve che dialogano con la sua arte: la chiarezza omofonica di Thomas Tallis) e l’intensità espressiva di William Byrd in Inghilterra\, l’eleganza meditativa di Antoine Brumel in Francia e la profondità mistica di Tomás Luis de Victoria in Spagna. \nA scandire il percorso\, due intermezzi di John Tavener\, compositore inglese contemporaneo che ha reinterpretato la tradizione sacra con un linguaggio armonico essenziale e carico di tensione mistica. Le sue pagine favoriscono un clima di raccoglimento e continuità meditativa tra i brani rinascimentali. \nIl concerto alterna momenti di solennità liturgica e di intimità spirituale\, intrecciando testi mariani e inni di contemplazione. Il risultato è un itinerario sonoro che\, pur attraversando secoli e linguaggi diversi\, condivide la stessa tensione: trasformare la parola sacra in polifonia luminosa e universale. \n  \nIl Roma Vocal Ensemble\, fondato e diretto da Federico Incitti\, nasce a Roma a gennaio 2016. È formato da una trentina di cantori accomunati da una forte passione per la musica corale e da una solida esperienza maturata negli anni. Lavora su progetti tematici\, con un repertorio che spazia dal Rinascimento (Brumel\, Tallis\, Purcell\, Palestrina\, de Victoria\, Monteverdi\, Gesualdo) alla musica contemporanea (Donati\, Elder\, Ešenvalds\, Gjeilo\, Incitti\, Lawson\, MacMillan\, Orlandi\, Stroope\, Tavener)\, passando per alcuni capolavori del periodo classico (Mozart\, Schubert) e moderno (Britten\, Duruflé). \nIl coro svolge un’intensa attività concertistica ed è stato invitato a rassegne nazionali ed internazionali (Ascoli Piceno\, Atri\, Trento\, Loreto\, Tivoli\, Matera\, Sessa Aurunca\, Bosco Chiesanuova\, Fossanova). Ha eseguito opere di grandi compositori\, quali la “Petite Messe Solennelle” di Rossini e la “Messa in Sol maggiore D167” di Schubert\, che ha cantato nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere\, nell’Abbazia di Fossanova e nuovamente a Roma\, a Sant’Agnese in Agone\, accompagnata dall’Orchestra da Camera di Vienna. \nNel corso del 2019 e nel 2020\, ha realizzato in più repliche a Roma e a Rieti la versione integrale del “Festino nella sera del Giovedì Grasso avanti Cena” di Adriano Banchieri. \nL’8 dicembre del 2022 ha cantato alla Messa dell’Immacolata celebrata alla Chiesa degli Artisti di Roma e trasmessa in mondovisione da RAI 1. \nGli ultimi anni hanno visto il coro impegnato in numerosi concerti a Roma e in giro per l’Italia. In particolare si è esibito a Matera\, Padova\, in diverse chiese romane\, quali la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e la Chiesa degli Artisti\, e all’Abbazia di Farfa (RI)\, nell’ambito del Roma Festival Barocco\, con un concerto dedicato alla celebrazione dei 500 anni dalla nascita di Palestrina.
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SUMMARY:Francesco Antonio Bomporti e l'Opera X 'La Pace'
DESCRIPTION:Domenica 9 novembre 2025\, ore 17:00\nRoma\, Chiesa di San Melchiade(Labaro)\nVia Costantiniana 19\nCappella Musicale Enrico Stuart\nElisa Atteo\, violino barocco\nRomeo Ciuffa\, fagotto barocco\nMichele Carreca\, tiorba\nSimone El Oufir Pierini\, clavicembalo\nFrancesco Antonio Bomporti e l’Opera X ‘La Pace’ \n  \nProgramma \n  \nFrancesco Antonio Bonporti (1642 – 1749): Op. X \n  \nInventione III \nLargo – Aria allegro ma comodo – Fantasia largo – Bizaria allegro assai \n  \nInventione VIII\nLargo\, Balletto allegro\, Adagio\, Giga \n  \nArcangelo Corelli (1653 – 1713)\nCiaccona da Sonata n. 12\, Op. 2\n(arrangiamento per tiorba) \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione I\nCantabile – Aria allegro – Giga\, Recitativo – Bizaria andante \n  \nGiovanni Benedetto Platti (1697 – 1763)\nSonata n. 1\, Op. 1\nAdagio – Allegro – Largo – Presto \n  \nF.A. Bonporti: Op. X\nInventione IV\nLargo – Balletto allegro – Aria adagio – Corente presto \n  \n  \nLe sonate del programma fanno parte di una raccolta di dieci sonate\, o meglio Inventioni\, che Bonporti pubblica in prima stampa a Bologna nel 1712 e nel 1713 a Venezia e Trento\, apportando alcune modifiche. \nCome per le opere precedenti\, anche l’Opera X viene stampata ad Amsterdam dal famoso Estienne Roger. \nQueste sonate segnano senza dubbio il culmine della scrittura sonatistica di Bonporti e influenzarono grandemente tutta la produzione sonatistica della prima metà del ‘700. \nL’inventiva barocca tocca in queste composizioni veramente delle vette notevoli e bizzarre e la ricchezza melodica ed armonica ne è una prova tangibile! \n  \n  \nNata 1998 con organico variabile\, la Cappella Musicale Enrico Stuart\, è un complesso specializzato nel repertorio del Seicento e Settecento\, in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. \nL’ensemble prende il suo nome da Enrico Carlo Edoardo Stuart\, duca di York\, figlio di Giacomo III Stuart\, di fede cattolica\, che scelse Roma come luogo d’esilio. Insignito del titolo di Cardinale da Benedetto XIV\, divenne Vescovo di Frascati (sede dell’ensemble) dove per più di trenta anni fu mecenate e patrono delle arti\, oltre che fondatore della Biblioteca Eboracense\, contenente preziose partiture musicali. \nLa Cappella Musicale Enrico Stuart è un ensemble strumentale variabile a seconda del programma eseguito\, da una formazione minima di flauto e clavicembalo si allarga a più fiati (flauto\, oboe\, fagotto)\, archi (1-2 violini)\, voci\, violoncello e/o viola da gamba\, tiorba\, 1-2 clavicembali. \nFra le performances più significative si annoverano Dido and Aeneas di H. Purcell; Il Festino del giovedì grasso avanti cena di A. Banchieri; la Messa a 4 voci Magnificat; Il ballo delle Ingrate Tirsi e Clori di C. Monteverdi; lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi\, oltre a mottetti e messe di G. P. da Palestrina\, messe\, inni\, mottetti e oratori di M.A. Charpentier\, M.R. Delalande e S. De Brossard così come musiche vocali e strumentali di Rameau\, Lully\, Vivaldi e Bach. \nNella sua formazione attuale\, come ensemble prevalentemente strumentale\, annovera al suo attivo concerti in Italia\, Germania\, Inghilterra\, Spagna\, Canada\, Siria\, Zambia\, Russia\, Francia\, Finlandia\, Olanda\, Repubblica Ceca. \nTra le sue registrazioni: Baroque Esprit\, con musiche del Settecento europeo\, Baroque Noël\, G. Sammartini\, Sonate per flauto dolce e b.c.\, Vol. I.
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SUMMARY:I Vespri solenni
DESCRIPTION:Sabato 8 novembre 2025\, ore 19:30\nRoma\, Chiesa di San Giuliano Martire (Tomba di Nerone)\nVia Cassia 1036\nAntonio Frigè\, organo\nChiara Rebaudo\, soprano\nI Vespri solenni \nProgramma \n  \nNatale Monferrato (1610-1685) \nAdmiramini dilectionis prodigium \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643) \nToccata avanti la messa della Madonna (dai Fori musicali)\nCanzon dopo l’Epistola\nRicercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla\nBergamasca \nClaudio Monteverdi (1567-1643) \nLaudate Dominum\n \nDomenico Zipoli (1688 – 1726)\nCanzona in Sol minore\nAll’Elevazione \nGiuseppe Gonelli (1685-1745)\nNisi Dominus. Canto solo con l’organo che scherza (1739)\nVivace – Largo – Spirituoso – Largo/Presto – Largo – Allegro – Adagio/Allegro \n  \n  \nUn affascinante itinerario musicale attraverso il Seicento italiano\, epoca di fervida sperimentazione e nascita di nuovi linguaggi espressivi. Dalla polifonia sacra alla libertà della forma concertante\, si attraversano mondi stilistici diversi\, ma uniti da una comune tensione spirituale e lirica. \nNatale Monferrato (1610–1685)\, allievo di Monteverdi e maestro di cappella a San Marco di Venezia\, rappresenta una raffinata sintesi tra tradizione policorale e rinnovato linguaggio barocco. Admiramini dilectionis è un mottetto di intensa spiritualità\, costruito su eleganti contrasti tra momenti di contemplazione e sezioni più ornate\, in cui il testo sacro si traduce in vibrante eloquenza musicale. \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\, figura cardine della musica tastieristica barocca\, seppe imprimere alla scrittura per organo una libertà e una fantasia senza precedenti. La Toccata avanti la messa della Madonna e la Canzon dopo l’epistola provengono dal celebre Fiori musicali (1635)\, raccolta destinata al servizio liturgico. Il Ricercare con obbligo di cantare la quinta parte senza toccarla è un esercizio di straordinaria invenzione contrappuntistica\, mentre la Bergamasca chiude con gioiosa vivacità\, in un crescendo di variazioni ritmiche che incarnano il proverbiale spirito del compositore: “Chi questa Bergamasca sonerà\, non poco imparerà.” \nClaudio Monteverdi (1567–1643)\, innovatore del linguaggio vocale e figura ponte tra Rinascimento e Barocco\, conferisce al salmo Laudate Dominum un’immediatezza espressiva e una luminosità sonora che riflettono la sua maestria teatrale. Il tessuto polifonico si apre a una nuova sensibilità\, in cui parola e affetto diventano protagonisti di una comunicazione diretta e umana. \nDomenico Zipoli (1688–1726)\, compositore gesuita e missionario in Sud America\, è simbolo di un barocco dal volto dolce e contemplativo. La Canzona in Sol minore unisce rigore contrappuntistico e cantabilità italiana\, mentre All’Elevazione\, pagina di intensa spiritualità\, esprime un profondo senso di quiete e devozione\, in sonorità che paiono sospendere il tempo sacro della liturgia. \nGiuseppe Gonelli (1685–1745)\, oggi quasi dimenticato\, fu eccellente violinista e compositore attivo a Ravenna e Ferrara. Il suo Nisi Dominus per canto solo e organo “che scherza” è un brano di sorprendente originalità: una sorta di piccolo oratorio concertante che alterna sezioni di vivace virtuosismo a passaggi lirici e meditativi\, culminando in un finale di luminosa espressività. \n  \nChiara Rebaudo\, diplomatasi in flauto traverso presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano\, nel 2020 intraprende lo studio del canto rinascimentale e barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano\, sotto la guida di Sonia Tedla Chebreab e\, attualmente\, di Riccardo Pisani. \nDal 2022 è membro dell’Ensemble Biscantores\, un coro specializzato in repertorio barocco e rinascimentale diretto da Luca Colombo\, con cui ha registrato un CD dedicato a Giovanni Legrenzi a settembre 2024. Con l’Ensemble e come solista si è esibita in importanti contesti come il “Festival dell’Ascensione”\, il Festival “Cantar di Pietre”\, “Venetia Picciola” e il Festival “Grandezze e Meraviglie”. \nla Società del Quartetto di Milano\, il festival Milano ArteMusica\, il Festival Internazionale di Urbino\, la rassegna “Pavia Barocca”. \n  \nAntonio Frigè\, diplomato in Organo e Composizione Organistica ed in Clavicembalo al Conservatorio di Milano\, ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare in tutta Europa e negli U.S.A. \nParticolarmente appassionato alla letteratura del 6-700 collabora con l’Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere di A. Vivaldi. \nDal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e\, nel 1989\, ha fondato l’Ensemble Pian&Forte. \nHa registrato per la RAI\, RTSI\, ORF\, Radio Classica (Espana). \nGià docente di Basso continuo\, Musica d’Insieme presso l’Istituto di Musica Antica presso la Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano\, attualmente è organista della chiesa di S. Francesco di Paola e della Basilica di S. Simpliciano\, a Milano.
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