Martedì 3 Dicembre

ore 21.00
Basilica dei SS. Apostoli
Piazza dei Santi Apostoli, 51 Roma

MESSA SOPRA L’ARIA DELLA MONICA
MESSA SOPRA L’ARIA DELLA FIORENZA
(G. FRESCOBALDI 1583 – 1643)

Ensemble Festina Lente
Michele Gasbarro – Direttore
INGRESSO LIBERO

Programma

Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643)

Messa ‘Sopra l’aria della Monica’

Kyrie, Christe, Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus
Agnus Dei

Messa ‘Sopra l’aria della Fiorenza’
Kyrie, Christe, Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus
Agnus Dei

per doppio coro a 8 voci

 

Frescobaldi nasce nel 1583 a Ferrara. La città estense in quegli anni ospitava prestigiosi musicisti come Luzzasco Luzzaschi, Luca Marenzio, Claudio Merulo e Claudio Monteverdi.

L’annessione di Ferrara nel 1598 allo Stato Pontificio, il fascino profuso dalla renovatio urbis, spingono Frescobaldi a trasferirsi nella Città Eterna. Nel 1604 il musicista entra nella Congregazione dei Musici di S. Cecilia di Roma e poco più tardi, nel 1607, è stipendiato come organista nella basilica di S. Maria in Trastevere.
Dopo un soggiorno nelle Fiandre avvenuto nel 1608, Frescobaldi rientra a Roma per assumere la carica di organista nella Cappella Giulia presso la Basilica di S. Pietro in Vaticano (ottobre 1608). Il prestigio dell’incarico lo porta a ricopre numerosi incarichi nelle principali istituzioni cittadine. L’amicizia con il cardinale Pietro Aldobrandini, facoltoso mecenate delle arti e nipote di papa Clemente VII dal 1610 al 1621 costituisce un punto fondamentale nello sviluppo della vita artistica romana. Dopo una parentesi fiorentina avvenuta dal 1628 al 1634, il musicista torna a Roma dove rimane fino alla morte avvenuta il 1º marzo 1643.
La notorietà di Girolamo Frescobaldi è dovuta alla straordinaria produzione tastieristica che si impone nell’ambito della produzione seicentesca con grande dinamicità. La staticità delle forme musicali strumentali del passato è superata dal un linguaggio ricco di straordinarie risorse espressive che si esplicita in una corposa e variegata produzione compositiva.
Nel genere vocale sacro, che annovera raccolte di mottetti a più voci, spiccano le due messe rinvenute in un manoscritto nell’archivio della Basilica di San Giovanni in Laterano e composte sui temi ‘Sopra l’aria della Monica’ e ‘Sopra l’aria della Fiorenza’.
Mentre l’aria di Fiorenza, è universalmente nota anche come Ballo del Granduca, l’aria della Monica è una melodia popolare derivata dalla canzone italiana ‘Madre non mi far monaca’ che racconta la storia di una giovane costretta a farsi suora; un motivo ricorrente nella letteratura popolare italiana dal Medio Evo al Rinascimento.

Stilisticamente le due composizioni si pongono in aperto contrasto con la tradizione musicale ‘osservata’ della scuola romana. Concepite per doppio coro con accompagnamento di organo, le messe ribaltano il contrappunto ‘osservato’ della scuola romana.
In contrasto con quanto l’alto magistero palestriniano aveva saputo (e in parte dovuto) fare in ossequio all’esigenza dell’intelligibilità testuale, egli affronta i testi sacramentali ribaltando le scelte linguistiche della tradizione, esasperando la scrittura ritmica delle linee vocali ed esercitando forzature nella dinamica proiezione orizzontale delle voci.
Le due messe sono presentate in concerto ricorrendo ad un organico vocale-strumentale (cornetti, violini, tromboni, violone e organo) alternati nei due cori ad esaltare le specificità del linguaggio barocco.
L’esecuzione dell’Ensemble Festina Lente, nei giorni successivi il concerto, sarà oggetto di una registrazione discografica.

Ensemble Festina Lente

Francesca Cassinari, Anna Simboli, soprani
Susanna Defendi, trombone alto
Enrico Torre, alto
Riccardo Pisani, David Maria Gentile, tenori
Furio Zanasi, Matteo Bellotto, bassi
Gabriele Politi, violino
Pietro Modesti, cornetto
Valerio Mazzucconi, trombone tenore e basso
Andrea Lattarulo, violone
Francesco Tomasi, tiorba
Alessandro Albenga, organo

Michele Gasbarro, direzione


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