Sabato  22 giugno

ore 21.20
Chiesa di S. Eustachio in Campo Marzio

 

GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA (1525-1594)

MISSA QUINTI TONI A 6 VOCI

IN UNA RICOSTRUZIONE LITURGICA DELLA FESTIVITÀ DELLA DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO
Ensemble Festina Lente
Michele Gasbarro – Direttore
Ingresso Libero

Programma

Ad introitum
Ercole Pasquini (1560 – 1620), Toccata, organo
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594): Tu es Petrus, mottetto a 5 voci
Giovanni Pierluigi da Palestrina, dalla Missa Quinti Toni : Kyrie  e Gloria
Epistola
Canzon dopo l’Epistola:
Ercole Pasquini (1560 – 1620), Fuga , organo
Giovanni Pierluigi da Palestrina, dalla Missa Quinti Toni: – Credo
Ad Offertorium
Giovanni Pierluigi da Palestrina: Ricercata del VII tono , organo
Giovanni Pierluigi da Palestrina: Surge Petre, mottetto a 4 voci
Giovanni Pierluigi da Palestrina, dalla Missa Quinti Toni: Sanctus
Ad Elevationem
Ercole Pasquini (1560 – 1620), Durezze e ligature , organo
Giovanni Pierluigi da Palestrina, dalla Missa Quinti Toni: Agnus Dei
Ad communionem
Giovanni Pierluigi da Palestrina:Tu es Pastor ovium a 4 voci
Ad finem
Giovanni Pierluigi da Palestrina: Ricercata del VI tono
Quodcumque vinclis  inno a 4 voci

 

 Ensemble Festina Lente
Alessandro Carmignani, cantus
Pietro Modesti, cornetto
Riccardo Pisani, tenore
Susanna Defendi, trombone
Mauro Borgioni, baritono
Marcello Vargetto, basso
Diana Fazzini, violone
Alessandro Albenga, organo
Michele Gasbarro, direzione

 

 

La Missa Quinti Toni di Giovanni Pierluigi da Palestrina è pubblicata postuma per la prima volta nel Libro X delle Messe nell’anno 1600.
Il Libro è parte di un progetto editoriale ben più ampio, realizzato fra il 1599 e il 1601 e finalizzato alla pubblicazione delle messe inedite del compositore prenestino lasciate in eredità al figlio Igino.
Al contrario delle altre cinque pubblicazioni, che riscossero un notevole successo, il Libro X non raccolse giudizi lusinghieri da parte dei contemporanei. Anche G. Baini ricorda che il Libro X  ‘non debb’essere stato ricevuto dal pubblico con intera soddisfazione, perciocchè conteneva una sola messa veramente bella, una andante, e quattro di niuna entità per la stagione presente, ossia per il nuovo gusto melodico, che si andava dilatando per tutta Europa, e per la seconda nuova pratica’.
Evitando di indurre il lettore a idee fuorvianti aggiunse: “La messa  Quinti toni è bellissima, d’un effetto mirabile, ricercatissima nella modulazione, e si debbe avere per una delle più solenni e sublimi messe, che uscissero dalla penna di Giovanni’.
Uno degli elementi che concorrono a render sublime e solenne la messa è il “modo” che, come rivelato da Haberl, è nel “XI trasportato” ed  “è quindi da attribuirsi all’editore il titolo postovi al modo dei veneziani”. A definire la festosità è l’organico vocale ‘a sei voci’, una scelta che stabilisce sì l’azione performativa ma, più profondamente,  determina l’ambito stilistico della composizione, quello  riservato dall’autore ad alcune delle messe più solenni (Messa Papae Marcelli, Assunpta est Maria, Illumina oculos meos, Tu es Petrus, ecc.).
E’ certamente un effetto di solennità quello raggiunto, come affermato da L. Bianchi, dalla “compattezza” armonica e dal “nuovo riacquistato equilibrio fonico, articolabile, oltretutto al suo interno” per la presenza delle due voci, il quintus e il sextus, poste in aggiunta all’antico organico del ‘perfetto stile a quattro voci”. Concorre oltretutto in maniera sostanziale l’organizzazione dei materiali melodici di libera invenzione, che l’autore elabora nella verticalità  ‘armonica’, strategicamente collegata all’estetica della ‘seconda prattica’.
Le cinque sezioni che compongono l’Ordinarium missae seguono l’orientamento consolidato nella scrittura del tardo cinquecento: la tripartizione dell’invocazione iniziale della messa –Kyrie, Christe, Kyrie – si sviluppa collegando indissolubilmente la reiterazione testuale alla ripetizione degli incisi melodici. Nel Gloria e nel Credo l’estensione del testo liturgico determina una scelta inversa: le ampie sezioni omoritmiche fanno da sfondo ad una struttura articolata a ‘blocchi di voci’ dialoganti, alternate ai ripieni del ‘tutti’.
Solo la sezione del Crucifixus, al centro del Credo, riducendo l’organico alle 4 voci, sfugge a questa impostazione ed affida i materiali melodici  al dialogo imitativo. Il Sanctus, fra movimenti accordali e contrappuntistici, anticipa le due invocazioni dell’Agnus Dei: un duplice affresco musicale, carico di effetti policromi, la cui forza espressiva è generata dalla profondità della parola sacramentale. Un modello compositivo che perpetua lo stile del princeps musicae  oltre i confini del suo tempo.
La messa è presentata seguendo la scansione liturgico-musicale della festività della Dedicazione della Basilica di San Pietro. L’ordinarium missae è alternato a mottetti dell’autore e a brani organististici coevi.
L’esecuzione dell’Ensemble Festina Lente esalta la ‘festosità’ della messa ricorrendo ad  un organico che contempla strumenti e voci.  Le parti polifoniche sono affidate ad un ensemble misto, alternate fra loro e accompagnate da organo e violone.


Festina Lente, fondata e diretta da Michele Gasbarro, opera nel campo della musica antica italiana rinascimentale e barocca. Intento primario è recuperare e presentare al pubblico, preziosi inediti musicali di scuola italiana del ‘500 e ‘600. Negli ultimi anni l’attenzione è stata rivolta alla produzione policorale sacra concepita per le grandi celebrazioni della Chiesa cattolica, rinvenuta nei principali archivi capitolari delle grandi basiliche. Il senso “prospettico” della polifonia rinascimentale è amplificata da  organici multipli, ed esaltata, nelle esecuzioni, dal continuo movimento dei complessi vocali-strumentali nello spazio esecutivo. In una ricerca di massimo rigore storico, le composizioni vengono presentate in ricostruzioni liturgico-musicali, secondo le solennità dei riti sacri romani del ‘600, in un inscindibile rapporto di musica, azione e parola, nel rispetto dello spettacolo barocco.

Ai numerosi concerti e prime esecuzioni moderne si affianca un’attività discografica. Alla pubblicazione di una messa senese a due cori di F. Bianciardi per la Nuova Fonit Cetra, si affianca quella della messa a due cori “Ave Regina” di T. L. da Victoria che ha ricevuto il “Goldberg” dall’omonima rivista internazionale di musica antica e l’assegnazione dello “Choc” e dei “Cinque Diapason” rispettivamente dalle  prestigiose riviste francesi Le Monde de la Musique e Diapason,  e la Messa per la Notte del S. Natale di A. Scarlatti a 9 voci, due violini e basso continuo per Stradivarius. Di prossima pubblicazione un disco dedicato ai 27 Responsori di Felice Anerio e la Messa a tre cori  di Ruggero Giovannelli registrate nel corso della manifestazione ‘Inedita’ conclusasi nel dicembre 2012 e finanziata con un Progetto Speciale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Festina Lente è organizzatrice, dal 2004, del Roma Festival Barocco.

 

Michele Gasbarro, diplomato in pianoforte e direzione di coro, ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all’estero. Già collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma, è docente di direzione di coro presso i Conservatori italiani.
Si occupa da diversi anni di musica antica, in qualità di ricercatore ed esecutore, partecipando come direttore ad importanti festivals, rassegne e stagioni musicali. Si  è occupato  del recupero di inediti musicali di area romana, trascrivendo le messe in doppio coro e numerosi mottetti di G. Allegri, messa e vespri di F. Cavalli, Responsori di Natale di A. Stabile, messe di G. Animuccia, G. Corsi, B. Graziani, salmi e messe policorali di  R. Giovannelli, Felice Anerio, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti  ecc.
Ha fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è direttore artistico e direttore musicale. E’ l’ideatore di tutte le iniziative culturali ed artistiche dell’Ensemble.  Le trascrizioni musicali ed i suoi lavori scientifici sono pubblicati dalla casa editrice Carisch. E’ ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.

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