Mercoledì 16 Dicembre, ore 21.00
Chiesa di San Luigi dei Francesi, Piazza San Luigi dei Francesi, 20
Amici e rivali alla corte di Cristina di Svezia
Silvia Vajente, soprano
L’Arte dell’Arco
Federico Guglielmo, Direttore
Video della serata
Programma
Lelio Colista
Sinfonia a tre in Sol maggiore per due violini e basso (ms. Torino, Bibl.Naz.Univ.)
Allegro, Largo - Adagio - Allegro
Alessandro Scarlatti
“Non so qual più m’ingombra”, Cantata Pastorale (1716)
per soprano, 2 violini e continuo
(ms. Berlino, Deutsche Saatsbibliothek)
Carlo Ambrogio Lonati
Sonata a violino e basso “Ciaccona”
in sol minore No.6 (1701)
Largo, Spiritoso, Allegro, Largo, Più Adagio assai, Vivace, Allegro, Largo, Sostenuto, Arpeggio, Sostenuto, Spiritoso, Largo, Sostenuto,
Adagio - Corente - Giga - Sarabanda – Variatio
Alessandro Scarlatti
Sinfonia avanti la Cantata “Correa nel seno amato” (ms. Napoli, Cons.S.Pietro a Majella)
Grave, Presto, Largo – Balletto
Arcangelo Corelli
Sonata a tre “Ciaccona” in Sol maggiore, Op.2 No.12 (1685)
Alessandro Scarlatti
“O di Betlemme altera”, Cantata Pastorale per soprano, archi e continuo
(ms. Londra, British Library)
Il programma proposto da L’Arte dell’Arco è incentrato sul ruolo aggregante (ma anche sulle inimicizie o meglio ancora sulle rivalità) della Corte romana di Cristina di Svezia. Intorno alla sovrana si sono sviluppati l’oratorio, la musica strumentale e la musica vocale da camera a cavallo tra la seconda metà del XVII sec. ed i primi anni del Settecento. Lelio Colista muove i suoi passi ancora da una scrittura musicale conservativa e strutturalmente per certi aspetti formalmente rigida anche se è impossibile non cogliere come proprio nelle sue Sinfonie e Sonate a tre si getti il ponte verso i futuri sviluppi di questo repertorio. Carlo Amborgio Lonati (il gobbo della Regina) fu un violinista straordinariamente versatile. Documenti attestano la sua presenza durante la seconda metà del XVIII sec. in alcuni dei maggiori centri musicali italiani (a Roma dal 1688 al 1677 e poi a Genova, Mantova e Milano). Egli fu con certezza il primo violino dell’orchestra di Cristina di Svezia dopo il 1673 partecipando alle esecuzioni di numerosi oratori patrocinati dalla sovrana. L’astro di Lonati potrebbe essere stato oscurato dalla fama in inarrestabile ascesa del più giovane Corelli ; proprio il successo di Corelli secondo alcuni studiosi potrebbe essere alla base del repentino allontanamento di Lonati alla via di Genova ed in collaborazione con l’amico Stradella. Tra le poche ma pregevoli composizioni che ci rimangono la Sonata “Ciaccona” tratta dalle Sonate pubblicate nel 1701 (ma in realtà espressione di un lavoro compositivo precedente e probabilmente sviluppato nell’arco di un ventennio) è l’esempio più monumentale e virtuosisticamente espressio delle capaticà di Lonati. La scrittura violinistica di Lonati, vista con gli occhi del moderno interprete, è il passaggi mancante tra le esperienze di Biber e Schmelzer e l’emersione del violinismo italiano con Corelli. In contrasto con la monumentale Ciaccona di Lonati il programma propone la minima ma perfetta Ciaccona per 2 violini e basso di Corelli, posta a sigillo conclusivo della sua raccolta di Sonate a Tre del 1685. Laddove il virtuosismo di Lonati punta tutto sull’estroversione e sull’arditezza il breve brano di Corelli dosa con misura e metodo le risorse, pervenendo tuttavia ad un risultato di non minore pregio ed anzi di brillante espressività pur nella concisione. A raccordare le figure “estreme” di Lonati e Corelli sono qui le composizioni del napoletano Alessandro Scarlatti. Proprio a Roma egli trovò la sua maggior fama, grazie agli illuminati appoggi di numerosi mecenati ed in particolare di Cristina di Svezia. All’ampia mole di oratori composti negli anni romani va aggiunta la sterminata e spesso tuttora inesplorata serie di Cantare da camera con voce e basso o con strumenti di cui nel programma de L’Arte dell’Arco si propongono due rari lavori (probabilmente databili attorno agli ultimi anni del XVII sec. e strettamente connesse al tema della Natività.
L’Arte dell’Arco
Daniela Nuzzoli, Violino
Cristiano Contadin, Viola da gamba/violotto
Luigi Puxeddu, violoncello
Nicola Remiero, Cembalo
Federico Guglielmo, Maestro di concerto al violino
L’Arte dell’Arco
Sin dalla sua costituzione nel 1994 ha ottenuto il riconoscimento internazionale per i suoi concerti e le sue registrazioni. L’Arte dell'Arco è regolarmente presente nei più importanti festival di musica antica. I suoi musicisti appaiono oggi in tutte le maggiori sale di concerto europee, nel Nord e nel Sud America, in Giappone ed in Estremo Oriente. Il gruppo collabora con artisti acclamati quali Christopher Hogwood (direttore ospite sin dal 1997), Gustav Leonhardt, Pieter Wispelwey, Michala Petri, Emma Kirkby, Monica Huggett, Bob van Asperen , etc. Pur continuando ad invitare ogni anno diversi direttori e solisti ospiti, Federico Guglielmo (Direttore e Violino Principale) ha dato al gruppo una caratterizzazione ed un suono molto definiti. L'Arte dell’Arco è stato particolarmente prolifico negli studi di incisione, registrando più di 70 cd con Deutsche Harmonia Mundi, Sony/BMG Classics, Chandos, ASV Gaudeamus, CPO, Brilliant, Stradivarius, Dynamic, Musicaimmagine e Rai Trade, tutti dedicati al repertorio Barocco italiano. Fin dall'apparizione della sua prima registrazione L'Arte dell’Arco ha ricevuto premi quali il Premio Internazionale del Disco Antonio Vivaldi a Venezia (1995, 1996) e tutti i maggiori riconoscimenti dei periodici specializzati (Diapason, Le Monde de La Musique, Repertoire, Gramophone, Classic Cd, BBC Music Magazine, International Record Review, the Strad, Fanfare, American Record Guide, Fono Forum, Klassik Heute, Alte Musik Aktuell, Luister, Scherzo, Ritmo, Record Gejiutsu, etc).
In questa ultime stagioni L’Arte dell’Arco ha presentato anche numerose nuove incisioni con CPO (Veracini, Ouvertures e Concerti; Scarlatti, La Dirindina, Händel,Wassermusik e Feuerwerksmusik) Brilliant (Vivaldi, Concerti per violino e organo, Concerti per strumenti a pizzico; Haydn, Concerti per violino, Concerti per fortepiano, Concerti per cembalo – pubblicati nella Haydn Edition), Dynamice per Rai Trade un live dal ciclo dei Concerti al Quirinale dedicato al virtuoso H.I.von Biber. I progetti in pubblicazione includono l’opera Ottone in villa di Vivaldi per Sony/BMG e le Messe Luterane di Bach (con la partecipazione straordinaria di Gustav Leonhardt quale direttore) per il magazine Classic Voice e Deutsche Harmonia Mundi. Nel 2009 inizierà un nuovo ed ambizioso progetto con Brilliant Classics. La “Vivaldi Edition” che sarà pubblicata già a Natale 2011 prevede la registrazione in 19 cd di tutte le opere a stampa edite in vita da Vivaldi. In ambito operistico il gruppo sarà impegnato con la produzione de Il finto turco di N. Piccinni e de Il Giustino di A. Vivaldi.
Nata ad Arezzo, Silvia Vajente, si è diplomata in canto lirico al Conservatorio Martini di Bologna studiando con Donatella Debolini. Ha poi seguito masterclasses con L. Serra e C. Desderi, frequentato corsi e laboratori sul teatro musicale da camera e lirico.
Si è poi perfezionata in canto barocco con Jill Feldman e Gloria Banditelli. Vincitrice al I Concorso internazionale di canto barocco F. Provenzale Napoli, 2004; al Premio Bonporti, IX edizione del Concorso Internazionale di Musica da camera su strumenti originali, Rovereto 2006, in duo col clavicembalista G. Barchiesi. Canta come solista in Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Slovenia, Repubblica ceca, Brasile, Cile, Argentina collaborando con diversi gruppi specializzati nel repertorio barocco (tra cui the Bozen Baroque Orchestra di Claudio Astronio , Modo antiquo di Federico Maria Sardelli, L’Arte dell’Arco di Federico Guglielmo, Il canto di Orfeo di Gianluca Capuano, Orchestra barocca di Bologna di Paolo Faldi, La venexiana di Claudio Cavina, il Rossignolo di Ottaviano Tenerani, Epoca barocca di Alessandro Piquè, L'aura soave di Diego Cantalupi, Cappella Artemisia di Candace Smyth, Athestis Chorus, ensemble Homme Armè, esibendosi presso rassegne e Festivals come Festival Monteverdi di Cremona (dove ha cantato come altro soprano solista insieme a Emma Kirkby ), Folle Journée-Harmonie des Nations, Festival Fränkischer Sommer, Festival internazionale “Da Bach a Bartok” di Imola, Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, Pergolesi Spontini Festival di Jesi, Festival Opera Barga , AltstadtherbstFestival di Düsseldorf, Settembre Musica del Teatro della Pergola di Firenze, Festival Musica Antiga al Palau de l’Abat di Valencia (Spagna), BolognaFestival, Stagione della Scuola Normale di Pisa, Festival S. Maurizio Musica e Poesia di Milano, Festival Potsdam-Sanssouci (Germania). Ha debuttato in teatro in opere di Rossi, Pergolesi, Scarlatti, Vivaldi, Cavalli, Piccinni, Rossini, Ravel, Britten, rappresentate in vari teatri italiani e stranieri. Il suo repertorio include, in particolare, musiche sacre e profane di autori come: Monteverdi, Frescobaldi, Carissimi, Cesti, Strozzi, Couperin, Stradella, Steffani, Bononcini, A. e D. Scarlatti, Haendel, Vivaldi, Bach, Pergolesi, Mozart, Cimarosa e autori contemporanei.
Ha incisoL’equivoco stravagante di Rossini per KiccoMusic , Scala di seta di Rossini per Bongiovanni, musiche sacre di G. A. Perti per Tactus e Il Finto Turco di Piccinni per la CPO.Diplomata in oboe, e attiva anche come oboista professionista fino al 2000, ha contratto collaborazioni professionali in importanti orchestre italiane come Orchestra Regionale Toscana, Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Toscanini, Orchestra sinfonica di Savona, Teatro lirico di Cagliari, Orchestra Verdi di Milano ed eseguito incisioni discografiche per Tactus e Chandos. E' laureata a pieni voti con lode in musicologia presso la facoltà di musicologia - Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona (Univ. di Pavia) con tesi in Critica ed estetica della musica su "La Resurrezione" di G. F. Haendel.