Sabato 12 Dicembre, ore 18.30
Basilica di Sant’Apollinare, Piazza di Sant’Apollinare, 49
Solenne Celebrazione Presieduta da S. E. R. Cardinale Jean Louis Thouran
Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso,
Cardinale titolare della Basilica di S. Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine

Ruggero Giovannelli (1560-1625)
“Messa a Tre cori” a 12 voci

Proprio della festività In Sabbato ante Dominicam II Adventus

Ensemble Festina Lente
Soprani: Philippa Boyle, Sara della Porta, Paola Ronchetti
Alti: Sabina Gagliardi, Antonella Marotta, Anita Rufini, Francesca Severini
Tenori: Fabrizio Giovannetti, Renato Moro, Daniele Pellegrini
Bassi: Marzio Montebello, Andrea Robino Rizzet, Massimo Varricchio
Gregoriano: Raimundo Pereira
Organo: Federico Tollis
Direttore: Michele Gasbarro

Fra fine Cinquecento e inizio Seicento si assiste a Roma ad un mutamento negli orientamenti compositivi della musica sacra e profana, con elementi spesso non concilianti fra loro, testimonianza di una più profonda contraddizione avvertita nella società, fra vecchie istanze e nuove prospettive.
La musica sacra romana, spesso poco considerata in questo processo di trasformazione a causa dell’apparente trinceramento in norme e vincoli extramusicali, risente di questo clima e del profondo cambiamento in atto. Non è sufficiente il richiamo controriformistico del “ut verba intelligerentur” per arrestare le nuove tendenze percorse dall’arte musicale; le nuove istanze sociali hanno provocato, anche qui, spinte inarrestabili nella trasformazione del linguaggio dell’arte e, soprattutto, della sua funzione estetica.
Questa trasformazione è maggiormente avvertita come elemento di novità con l’intensificarsi e il propagarsi della produzione policorale: la moltiplicazione delle linee melodiche da 4 a 8, 12 e più voci, è determinato da una scelta estetica volta a sottolineare l’importanza della sonorità e “dell’armonia delle voci”. Una modalità che predilige ed esalta il suono nella sua essenza, aprendo la strada a quel processo di autonomia dell’arte che negli anni seguenti porterà ad una entità linguistica autonoma.
La messa a 3 cori del programma odierno rappresenta questa realtà, ma anche emblematicamente l’opera musicale di Ruggero Giovannelli (Velletri 1560 - Roma 1625). Maestro di Cappella nella chiesa di S. Luigi dei Francesi, prima di passare all’alto magistero della Cappella Giulia e Cappella Papale (Cappella Sistina), è a S. Apollinare fra il 1589 e il 1594, basilica fra le più attive del tempo.
Sede del Collegio austro-ungarico, la chiesa è fornita di una straordinaria scuola di pueri cantores , ed è sede di solenni Uffici liturgici, momenti di devozione e di profonda religiosità ma, allo stesso tempo, momenti di partecipazione collettiva e di esaltante spettacolarità, nella quale la musica assume un ruolo determinante. Giovannelli interpreta pienamente tale condizione sociale e religiosa, interpretando quel sentimento nella rielaborazione musicale della sua straordinaria opera compositiva. Una esaltante esperienza artistica che, oltre i confini del suo tempo, verrà ricordata da G. O. Pitoni nel ‘700 nella celebre «Notizia de’ contrappuntisti e compositori di musica»: “Valoroso compositore da chiesa e da camera e, specialmente, nell’opere composte ad 8 e 12 voci, dove fece sentire, nei suoi tempi, movimenti leggiadri e battimenti di cori non più uditi …”.
“Battimenti di cori”, movimenti “leggiadri” che richiamano simultaneamente l’antico sistema antifonico dialogante del canto gregoriano e lo stile “concertato” della sensibilità moderna. Motivi ricorrenti nella partitura della “Messa a Tre Cori” che viene eseguita questa sera ricorrendo alla spazialità della Basilica di S. Apollinare.
La chiesa, con la sua particolare acustica e struttura architettonica, offre la possibilità di ricorrere all’artificioso gioco barocco di dislocare i cori in punti diversificati. L’ordine dei brani del concerto, presentati nella scansione liturgico-musicale della messa, vogliono sottolineare la spettacolarità delle celebrazioni liturgico-musicali del tempo. Una soluzione apparentemente avvertita come segnale di discontinuità ma che, al contrario, rappresenta un ulteriore elemento di ricchezza nella rappresentazione barocca. La messa è conservata manoscritta presso l’Archivio Capitolare della Basilica di S. Maria in Trastevere. La presenza nell’archivio è solo accidentale e non frutto di una collaborazione duratura fra il Capitolo della Basilica ed il musicista. Una occasione festosa forse, segno della committenza della famiglia Altemps, profondamente legata alla chiesa trasteverina e vincolata al Nostro da un rapporto duraturo di mecenatismo e amicizia.
La composizione è parte di un progetto editoriale che il Roma Festival Barocco intende promuovere per la casa editrice Carisch. Un progetto importante che intende valorizzare il patrimonio musicale italiano.


Michele Gasbarro