15 DICEMBRE ORE 21.00
ROMA, BASILICA DI SANT’APOLLINARE

Se Arcangelo Corelli è considerato il padre nobile della scuola violinistica italiana grazie all’equilibrio formale delle sue composizioni, G. Tartini rende veramente moderno il linguaggio violinistico. Già nella Sonata di Arcangelo Corelli, eseguita questa sera con le ‘diminuzioni’ strumentali di Tartini, l’ascoltatore può cogliere la nuova dimensione virtuosistica del maestro veneto. Risultato veramente sorprendente, di un impegno artistico dai molteplici interessi, dalla scienza acustica alle prospettive teoriche, senza trascurare l’attività didattica.
Le due esecuzioni successive, la Sonata in Re Maggiore ‘Pastorale’ e la Sonata l’Arte dell’Arco mostrano sensibilmente sia il mutamento virtuosistico-strumentale sia, e più profondamente, le innumerevoli novità apportate in campo espressivo. Se nella Sonata in Re Maggiore Tartini amplia la tavola dei colori dell’armonia, legittimando persino la ‘corruzione’ dello strumento con l’uso della scordatura, nella Sonata l’Arte dell’Arco, già programmaticamente chiara ed allusiva nella titolazione, l’autore indica la strada per una buona esecuzione delle figurazioni ritmiche che costituiscono la trama delle infinite Variazioni della Sonata.
La Sonata di Antonio Vandini, virtuoso del violoncello e biografo di Tartini, certamente deve al Maestro alcune soluzioni armoniche e delle figure musicali. Certamente la sua opera è segno inequivocabile di una grande scuola compositiva, la cui originalità prelude alla sobrietà illuministica.
Dopo la trascrizione per tastiera di Antonio Vivaldi, la cui cantabilità non cessa mai di stupire l’ascoltatore, anche se conosce bene l’ispirazione del ‘Prete Rosso’, il programma della serata termina con l’esecuzione della Sonata dell’Opera 2 di Francesco Maria Veracini. Il cosmopolitismo della sua arte, derivato dalla vita quotidiana di Londra – come dimenticare la ‘sana’ rivalità dell’autore con Geminiani! – è evidente nei passaggi tonali e nei vortici fraseologici che raccolgono tutta l’esperienza delle figure barocche. Nella Sonata di Veracini pare materializzarsi una esperienza musicale che, lontano dal ‘vano’ virtuosismo, attraversa due secoli di storia musicale.

Venerdì 15 dicembre, ore 21.00
Roma, Basilica di Sant’Apollinare

SPAZIO

Il mondo di Giuseppe Tartini: maestri, amici e rivali

SPAZIO

Arcangelo Corelli (1653 – 1713), Sonata op. 5 n. 1 in re maggiore per violino e b.c.
(versione con le ornamentazioni originali di G. Tartini)
Grave – Allegro – Adagio – Grave – Allegro – Adagio – Allegro – Allegro – Adagio – Allegro

SPAZIO

Antonio Vandini (1690 – 1778), Sonata in do maggiore a violoncello solo e basso
(Andante) – Allegro – (Minuetto)

SPAZIO

Giuseppe Tartini (1692 – 1770), Sonata op. 1 n. 13 (B.A. 16) Pastorale in la maggiore,
per violino discordato e b.c.
Grave – Allegro – Largo – Presto – Largo – Presto – Andante

SPAZIO

Antonio Vivaldi (1678 – 1741), Concerto op. 3 n. 9 in re maggiore per violino, archi e b.c.
(trascrizione per cembalo solo di J. S. Bach BWV 972)
Allegro – Larghetto – Allegro

SPAZIO

Giuseppe Tartini, L’Arte dell’Arco. Variazioni composte sopra alla più bella Gavotta del Corelli,
opera V per violino e basso
Tema, 20 Variazioni

SPAZIO

Francesco Maria Veracini (1690 – 1768), Sonata op. 2 n. 12 in re minore per violino e b.c
Passagallo (Largo assai, e come sta, ma con grazia – Andante)
Capriccio Cromatico, con due soggetti veri e loro rovesci
(Allegro, ma non presto) – Adagio – Ciaccona (Allegro, ma non
presto)

SPAZIO

L’Arte dell’Arco

SPAZIO

Francesco Galligioni – Violoncello
Diego Cantalupi – Liuto
Roberto Loreggian – Clavicembalo

SPAZIO

Federico Guglielmo – Violino

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